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Pinus nigra

Il pino nero (Pinus nigra J.F.Arnold, 1785) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Pinaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Pinophyta, Classe Pinopsida, Ordine Pinales, Famiglia Pinaceae e quindi al Genere Pinus ed alla Specie P. nigra.

Etimologia –
Il termine Pinus proviene dal nome latino del pino, connesso con il sanscrito pítu resinoso, citato da Plinio, Virgilio e altri. L’epiteto specifico nigra deriva da niger nero, per la presenza di organi nerastri.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il pino nero è un albero presente esclusivamente nelle regioni montuose mediterranee e con un areale estremamente frammentato in quanto si tratta di una specie relitta pioniera. L’areale è comunque tra il Nordafrica e l’Anatolia; diffuso dalla Spagna alla Crimea, si trova anche in Asia minore (Cipro, Anatolia) e sulle montagne dell’Africa settentrionale. È comune in Italia da Nord a Sud e cresce sia a basse che ad alte quote.In Italia crea dei boschi più o meno puri ma è anche associato ad altri alberi come il Pino silvestre, il Pino mugo, il Pino marittimo, l’Abete rosso e bianco. È una specie molto variabile e se ne riconoscono almeno cinque sottospecie geografiche.
Le tre sottospecie italiane, si differenziano anche dal punto di vista altimetrico: – La ssp. calabrica si rinviene in tre zone distinte: Sila, Aspromonte ed Etna settentrionale. In Calabria si rinviene fra i 900 ed i 1600 m l.m.. I popolamenti vegetano su suoli derivati da graniti o scisti profondi e raggiungono dimensioni (anche 30 m di altezza) e longevità notevoli. Le precipitazioni nell’area sono comprese fra i 1400 e i 1800 mm annui. – La ssp. italica è anche nota come il Pino di Villetta Barrea. Prende questo nome poiché i popolamenti più rappresentativi si rinvengono in Abruzzo, in alta Val di Sangro, vicino l’abitato di Villettà Barrea. Si rinviene anche in Campania, Basilicata e Calabria. L’altitudine varia fra i 1000 ed i 1350 m l.m.. Vegetano si suoli derivati da dolomie e raramente superano i 15 m. Le precipitazioni sono di 1400 mm annui. – La ssp. austriaca si rinviene in Veneto ed in Friuli. Tranne la stazione di costiera di Legnano, i popolamenti si ritrovano fra i 200 e i 1500 m l.m.. I suoli sono calcarei e dolomitici e difficilmente i popolamenti superano i 20 m di altezza. Le precipitazioni sono di 1700-3000 mm annui. Il pino nero è una specie pioniera, eliofila, frugale, resiste alla siccità del terreno. Inoltre particolare interessante è la sua capacità di miglioramento delle condizioni di fertilità dei terreni degradati, grazie alla sua lettiera. Queste sue proprietà la hanno resa una delle specie più usate nei rimboschimenti in aree degradate.

Descrizione –
Il Pinus nigra è un albero che può raggiungere i 40 m di altezza con chioma piramidale, tronco breve e contorto con corteccia scura, bruno grigiastra, rugosa e fessurata, con placche subrettangolari. Le foglie sono degli aghi a coppie, più o meno rigidi, lunghi 4-19 cm e spessi 1-2 mm, di colore verde scuro, acuti e pungenti. Presenta dei coni maschili gialli, a volte punteggiati di rosso, numerosi alla base dei giovani getti; i cono femminili sono sessili, prima ovoidali poi ovato-conici e lunghi non più di 8 cm, opachi, verdi da acerbi, quindi assumono una tonalità bruno ocra.

Coltivazione –
Il Pinus nigra è una specie moderatamente termofila che resiste bene anche al gelo e alla neve. Si può coltivare, in funzione della latitudine, dal piano del mare fino a 2000 m di quota, ma lo si trova più di frequente tra 200–1500 m. Non è troppo esigente in fatto di terreno, ma soffre maggiormente i suoli pesanti e argillosi soprattutto se umidi, in quanto va più soggetto a marciumi radicali e conseguente crescita stentata. Cresce bene invece sui terreni rocciosi con pochi ristagni idrici e nei suoli calcarei ma trova il suo optimum nei terreni silicei.
La propagazione del Pino nero avviene per seme, con un’alta percentuale di germinazione e temperature ideali che vanno da 15 a 20°C a seconda dell’area di provenienza della semente (per cui è sempre buona regola seminare varietà locali di Pino nero in modo da poter controllare le condizioni ambientali ideali per lo sviluppo dei semenzali). La semina va effettuata subito dopo la raccolta dei semi e direttamente in contenitori singoli, protetti da marciumi e nematodi, per evitare di danneggiare le giovani piantine con il ripicchettamento. La messa a dimora deve avvenire quanto prima, avendo cura di proteggere le giovani piantine di pino nero dal gelo invernale per i primi due anni. Vanno evitati i trapianti soprattutto per piante più alte di 90 cm.

Usi e Tradizioni –
Il Pinus nigra è stato oltremodo utilizzato come pianta ornamentale nei giardini. Si è i noltre naturalizzato in qualche area dell’America settentrionale. È un albero comunque in grado da adulto di sopportare freddi intensi e forti escursioni termiche. Questa pianta è stata utilizzata come essenza forestale di primaria importanza, di cui sono stati effettuati numerosi ed estesi rimboschimenti in tutta la penisola.
In Italia, nella Sila ed in Sicilia, si gestiscono ugualmente, sia i popolamenti naturali che le popolamenti artificiali. Il governo prevede il taglio raso, a strisce e a buche dal diametro pari al doppio delle altezze delle piante. Il turno non supera i 100 anni. I popolamenti artificiali dovrebbero essere considerati transitori e andrebbero rimpiazzati dalle specie forestali autoctone.
Il pino nero svolge una importante azione di copertura e protezione del suolo e in tempi brevi, produce una discreta lettiera. A fine turno si possono raggiungere produzioni di 1000mc ad ettaro.
Dal Pino nero si può quindi ottenere un buon quantitativo di legname che varia molto a seconda della sua provenienza; è in ogni caso un legno resinoso non durevole che va sottoposto a trattamenti, ed utilizzato per produrre soprattutto pasta di cellulosa e mobilio grezzo. Si producono anche resine e prodotti derivati.

Modalità di Preparazione –
Il Pinus nigra non ha particolari utilizzi di tipo alimentare o fitoterapeutico.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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Pinus nigra

The black pine (Pinus nigra J.F.Arnold, 1785) is an arboreal species belonging to the Pinaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to the Eukaryota Domain, Kingdom Plantae, Pinophyta Division, Pinopsida Class, Pinales Order, Pinaceae Family and therefore to the Pinus Genus and to the P. nigra Species.

Etymology –
The term Pinus comes from the Latin name of the pine tree, associated with the Sanskrit pítu resinous, cited by Pliny, Virgil and others. The specific nigra epithet derives from black niger, due to the presence of blackish organs.

Geographic Distribution and Habitat –
The black pine is a tree present exclusively in the Mediterranean mountainous regions and with an extremely fragmented range as it is a pioneer relict species. The range is however between North Africa and Anatolia; widespread from Spain to the Crimea, it is also found in Asia Minor (Cyprus, Anatolia) and in the mountains of North Africa. It is common in Italy from north to south and grows at both low and high altitudes. In Italy it creates more or less pure woods but it is also associated with other trees such as Scots Pine, Mugo Pine, Maritime Pine, Fir red and white. It is a very variable species and at least five geographical subspecies are recognized.
The three Italian subspecies, also differ from the point of view altimetric: – The ssp. calabrica is found in three distinct areas: Sila, Aspromonte and Etna nord. In Calabria it is found between 900 and 1600 m.m. The populations plant on soils derived from granites or deep schists and reach dimensions (even 30 m in height) and considerable longevity. The rainfall in the area is between 1400 and 1800 mm per year. – The ssp. italica is also known as the Pino di Villetta Barrea. It takes this name because the most representative populations are found in Abruzzo, in the upper Val di Sangro, near the village of Villettà Barrea. It is also found in Campania, Basilicata and Calabria. The altitude varies between 1000 and 1350 m. .. Vegetano soil is derived from dolomite and rarely exceed 15 m. The rainfall is 1400 mm per year. – The ssp. Austrian is found in Veneto and in Friuli. Except the coastal station of Legnano, the populations are found between 200 and 1500 m.m. The soils are calcareous and dolomite and hardly the populations exceed 20 m in height. Precipitation is 1700-3000 mm per year. The black pine is a pioneer species, heliophilous, frugal, withstands the drought of the ground. Also interesting is its ability to improve the fertility conditions of degraded land, thanks to its litter. These properties have made it one of the most used species in reforestation in degraded areas.

Description –
The Pinus nigra is a tree that can reach 40 m in height with pyramidal crown, short trunk and twisted with dark bark, greyish brown, wrinkled and fissured, with subrettangular plates. The leaves are needles in pairs, more or less rigid, 4-19 cm long and 1-2 mm thick, dark green, sharp and pungent. It has yellow male cones, sometimes punctuated with red, numerous at the base of young jets; the female cones are sessile, first ovoid then ovate-conical and not more than 8 cm long, opaque, green from unripe, then they take on an ocher brown hue.

Cultivation –
The Pinus nigra is a moderately thermophilic species that resists well even to frost and snow. It can be cultivated, depending on the latitude, from the sea level up to 2000 m of altitude, but it is found more frequently between 200-1500 m. It is not too demanding in terms of soil, but it suffers more heavily and clayey soils especially if wet, as it is more subject to radical rot and consequent stunted growth. It grows well on rocky soils with few stagnant water and calcareous soils but finds its optimum in siliceous soils.
The propagation of black pine occurs by seed, with a high percentage of germination and ideal temperatures ranging from 15 to 20 ° C depending on the area of ​​origin of the seed (so it is always a good rule to sow local varieties of black pine in in order to control the ideal environmental conditions for the development of seedlings). Sowing should be carried out immediately after the seeds are harvested and directly in individual containers, protected from rot and nematodes, to avoid damaging the young seedlings with the repacking. The planting must take place as soon as possible, taking care to protect the young black pine seedlings from the winter frost for the first two years. Transplants must be avoided especially for plants over 90 cm tall.

Uses and Traditions –
The Pinus nigra has been extremely used as an ornamental plant in the gardens. It is also naturalized in some areas of North America. However, it is a tree able to withstand intense cold and strong temperature variations. This plant has been used as a forest essence of primary importance, of which numerous and extensive reforestations have been carried out throughout the peninsula.
In Italy, in Sila and in Sicily, both natural populations and artificial populations are managed equally. The government plans to cut satin, striped and holes with a diameter equal to twice the height of the plants. The turn does not exceed 100 years. The artificial populations should be considered transitory and should be replaced by native forest species.
The black pine plays an important covering and protection of the soil and in a short time, produces a discreet litter. At the end of the turn it is possible to reach productions of 1000mc per hectare.
From the black pine you can therefore obtain a good quantity of wood that varies greatly depending on its origin; it is in any case a non-durable resinous wood which must be subjected to treatments, and used to produce especially cellulose pulp and rough furniture. Resins and derivatives are also produced.

Preparation Mode –
The Pinus nigra does not have particular uses of food or phytotherapeutic type.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Treben M., 2000. Health from the Pharmacy of the Lord, Advice and experience with medicinal herbs, Ennsthaler Publisher
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (edited by), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attention: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not in any way represent a medical prescription; there is therefore no liability for their use for curative, aesthetic or food purposes.




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Pinus nigra

El pino negro (Pinus nigra J.F.Arnold, 1785) es una especie arbórea perteneciente a la familia Pinaceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático, pertenece al dominio Eukaryota, Reino Plantae, División Pinophyta, Clase Pinopsida, Orden Pinales, Familia Pinaceae y, por lo tanto, al género Pinus y a la especie P. nigra.

Etimología –
El término Pinus proviene del nombre latino del pino, asociado al sánscrito pítu resinoso, citado por Plinio, Virgilio y otros. El epíteto de nigra específico deriva del niger negro, debido a la presencia de órganos negruzcos.

Distribución geográfica y hábitat –
El pino negro es un árbol presente exclusivamente en las regiones montañosas mediterráneas y con un rango extremadamente fragmentado, ya que es una especie relicia pionera. El rango es, sin embargo, entre el norte de África y Anatolia; Extendida desde España hasta Crimea, también se encuentra en Asia Menor (Chipre, Anatolia) y en las montañas del norte de África. Es común en Italia de norte a sur y crece tanto en altitudes altas como bajas. En Italia crea bosques más o menos puros, pero también se asocia con otros árboles como el pino silvestre, el pino de Mugo, el pino marítimo, el abeto. rojo y blanco Es una especie muy variable y se reconocen al menos cinco subespecies geográficas.
Las tres subespecies italianas, también difieren desde el punto de vista altimétrico: – La ssp. La calabrica se encuentra en tres áreas distintas: Sila, Aspromonte y Etna nord. En Calabria se encuentra entre los 900 y los 1600 m. Las poblaciones se siembran en suelos derivados de granitos o esquistos profundos y alcanzan dimensiones (incluso de 30 m de altura) y una longevidad considerable. La precipitación en el área es entre 1400 y 1800 mm por año. – La ssp. italica también se conoce como el Pino di Villetta Barrea. Toma este nombre porque las poblaciones más representativas se encuentran en Abruzzo, en el alto Val di Sangro, cerca del pueblo de Villettà Barrea. También se encuentra en Campania, Basilicata y Calabria. La altitud varía entre 1000 y 1350 m … El suelo vegetal se deriva de la dolomita y rara vez supera los 15 m. La precipitación es de 1400 mm por año. – La ssp. Austria se encuentra en el Véneto y en Friuli. Excepto la estación costera de Legnano, las poblaciones se encuentran entre 200 y 1500 m.m. Los suelos son calcáreos y dolomita y apenas las poblaciones superan los 20 m de altura. La precipitación es de 1700-3000 mm por año. El pino negro es una especie pionera, heliófila, frugal, que resiste la sequía del suelo. También es interesante su capacidad para mejorar las condiciones de fertilidad de las tierras degradadas, gracias a su camada. Estas propiedades lo han convertido en una de las especies más utilizadas en la reforestación en áreas degradadas.

Descripción –
El Pinus nigra es un árbol que puede alcanzar los 40 m de altura con corona piramidal, tronco corto y retorcido con corteza oscura, pardo grisáceo, arrugado y fisurado, con placas subrettangulares. Las hojas son agujas en pares, más o menos rígidas, de 4-19 cm de largo y 1-2 mm de grosor, verde oscuro, afiladas y penetrantes. Tiene conos masculinos amarillos, a veces salpicados de rojo, numerosos en la base de chorros jóvenes; Los conos femeninos son sésiles, primero ovoides, luego ovados-cónicos y de no más de 8 cm de largo, opacos, verdes sin madurar, luego adoptan un tono marrón ocre.

Cultivo –
El Pinus nigra es una especie moderadamente termofílica que resiste bien incluso a las heladas y la nieve. Se puede cultivar, dependiendo de la latitud, desde el nivel del mar hasta 2000 m de altitud, pero se encuentra con mayor frecuencia entre 200-1500 m. No es demasiado exigente en términos de suelo, pero sufre suelos más pesados ​​y arcillosos, especialmente si está mojado, ya que está más sujeto a la podredumbre radical y, por consiguiente, al crecimiento atrofiado. Crece bien en suelos rocosos con poca agua estancada y suelos calcáreos, pero encuentra su óptimo en suelos silíceos.
La propagación del pino negro se produce por semilla, con un alto porcentaje de germinación y temperaturas ideales que oscilan entre 15 y 20 ° C dependiendo del área de origen de la semilla (por lo que siempre es una buena regla sembrar variedades locales de pino negro en para controlar las condiciones ambientales ideales para el desarrollo de las plántulas). La siembra debe llevarse a cabo inmediatamente después de cosechar las semillas y directamente en contenedores individuales, protegidos de la podredumbre y los nematodos, para evitar dañar las plántulas jóvenes con el reempaque. La siembra debe realizarse lo antes posible, cuidando de proteger a las jóvenes plántulas de pino negro de las heladas de invierno durante los primeros dos años. Los trasplantes deben evitarse especialmente en plantas de más de 90 cm de altura.

Usos y tradiciones –
El Pinus nigra ha sido extremadamente utilizado como planta ornamental en los jardines. También se naturaliza en algunas zonas de América del Norte. Sin embargo, es un árbol capaz de soportar intensos fríos y fuertes variaciones de temperatura. Esta planta se ha utilizado como una esencia forestal de importancia primordial, de la cual se han llevado a cabo numerosas y extensas reforestaciones en toda la península.
En Italia, en Sila y en Sicilia, tanto las poblaciones naturales como las artificiales se manejan por igual. El gobierno planea cortar satén, rayas y agujeros con un diámetro igual a dos veces la altura de las plantas. El turno no supera los 100 años. Las poblaciones artificiales deben considerarse transitorias y deben ser reemplazadas por especies de bosques nativos.
El pino negro juega una importante cobertura y protección del suelo y en poco tiempo produce una camada discreta. Al final del turno es posible alcanzar producciones de 1000mc por hectárea.
Del pino negro se puede obtener una buena cantidad de madera que varía mucho dependiendo de su origen; En cualquier caso, es una madera resinosa no duradera que debe someterse a tratamientos, y se utiliza para producir especialmente pasta de celulosa y muebles rugosos. También se producen resinas y derivados.

Modo de preparación –
El Pinus nigra no tiene usos particulares de alimentos o de tipo fitoterapéutico.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Treben M., 2000. Health from the Pharmacy of the Lord, Consejo y experiencia con hierbas medicinales, Ennsthaler Publisher
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (editado por), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.

Atención: las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimenticios están indicados solo con fines informativos, no representan en modo alguno una receta médica; Por lo tanto, no hay responsabilidad por su uso para fines curativos, estéticos o alimentarios.




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