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Melilotus officinalis

Il meliloto comune o giallo, conosciuto anche come vetturina gialla (Melilotus officinalis (L.) Pall.) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Fabaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Fabales, Famiglia Fabaceae, Sottofamiglia Faboideae, Tribù Trifolieae e quindi al Genere Melilotus ed alla Specie M. officinalis.
È sinonimo il termine Trigonella officinalis (L.) Coulot & Rabaute.

Etimologia –
Il termine Melilotus proviene dal mél, mellis miele e da lotus una sorta di trifoglio: trifoglio dolce. L’epiteto specifico officinalis deriva da offícina, laboratorio medioevale: per le qualità della pianta di poter essere usata in farmaceutica, erboristeria, liquoristica, profumeria e simili.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Melilotus officinalis è una pianta con origini eurasiatiche in senso stretto, cioè dall’Europa al Giappone ed oggi diffusa in quasi tutte le zone del mondo, ma con alcune lacune importanti relative ad aree continentali o climatiche.

Descrizione –
Il meliloto comune è una specie, annuale o biennale, erbacea provvista di caule eretto con foglie alterne trifogliate e fiori gialli ed odorosi. Il frutto è una camara (legume indeiscente) delle dimensioni di 3-5 x 2-4 mm, pendula e apicolata, ovoide con apice acuto e becco, glabra e bruno-chiaro a maturità, con nervature trasversali reticolate, che contiene 1-2 semi di 1,3-1,6 x 1-1,3 mm, ovoidi, opachi, lisci, verdastri o bruno-giallastri.

Coltivazione –
Il meliloto viene coltivato non solo a scopo officinale, ma anche per la produzione di foraggio per gli animali, e per essere interrato allo scopo di migliorare la composizione del terreno. Viene inoltre usato per la produzione di un delicato e aromatico miele mono floreale. Il meliloto si semina all’inizio della primavera o anche a fine inverno. Si può seminare direttamente a dimora, con una distanza di impianto di almeno 20 cm, poiché le piante tenderanno a svilupparsi in forma di piccolo cespuglio durante la fioritura. Germina in genere dopo 10-15 giorni. Per la tecnica di coltivazione si può consultare la seguente scheda.

Usi e Tradizioni –
Il meliloto è una pianta foraggera; quando lo stoccaggio però non viene realizzato in condizioni ottimali, può dar luogo nel bestiame che se ne alimenta, per deterioramento della pianta, ad emorragie che possono essere anche fatali.
Questa pianta contiene nella porzione fiorita tossine ad azione anticoagulante come la melitotossina, la cumarigenina e la cumarina. Per ingestione di questa pianta in eccesso si possono avere dei danni, che consistono in un allungamento dei tempi di emocoagulazione.
La sua introduzione nella terapeutica come antispasmodico si deve a Galeno.
La storia dell’introduzione della cumarina in terapia è di notevole interesse: essa ebbe inizio dall’osservazione di una sindrome emorragica nel bestiame che aveva ingerito trifoglio e meliloto avariato. Tale sindrome era associata ad una diminuzione dei livelli plasmatici di protrombina. Nel 1941 Link, dell’Università di Wisconsin, dimostrò che questa malattia emorragica del bestiame era causata da un composto di tipo cumarinico. Link sintetizzò la diidrossi-cumarina (dicumarolo) che costituì il precursore degli anticoagulanti di tipo dicumarolico e indandionico.
Per usi terapeutici si utilizzano i suoi fiori e il collirio realizzato grazie al decotto o all’infuso è indicato per le infiammazioni congiuntivali e per l’orzaiolo.
L’acqua distillata di Meliloto è una lozione rinfrescante, addolcente e distensiva particolarmente indicata per pelli secche e stanche.
I costituenti principali sono: 0,4-1% di cumarina, flavonoidi (derivati del kaempferolo e della quercetina), sapogenine, tannini. Le attività principali sono : antispasmodiche, digestive; sedative, astringenti; antiedemigene. Impiego terapeutico: insufficienza venolinfatica; disturbi digestivi di origine nervosa; turbe minori del sonno.
Per queste sue peculiarità trova indicazione nel trattamento di edemi di natura infiammatoria o da stasi, nel trattamento sintomatico delle turbe funzionali della fragilità capillare cutanea.
Per l’azione antispasmodica (cumarina) è indicato nelle turbe digestive minori e nelle forme lievi di insonnia.
Le indicazioni terapeutiche principali sono, comunque, i disturbi della circolazione venosa, quali emorroidi, varici, e anche ulcere della gamba, tromboflebite, profilassi della trombosi, stasi linfatiche.
Il Melilotus officinalis è una pianta molto mellifera e si ricava un buon miele, anche uniflorale, anche se non molto frequente; è comunque una importante fonte di nettare per le api.

Modalità di Preparazione –
La medicina popolare utilizza l’infuso di meliloto, dal sapore estremamente gradevole ed aromatico, nelle cefalee, come digestivo (dopo i pasti) come antispasmodico e anche nell’insonnia dei bambini e degli anziani, attribuendo alla pianta, pertanto, attività simili a quelle della Camomilla. Inoltre il meliloto possiede anche proprietà diuretiche (infuso al 5%).
Compresse imbevute con un decotto di meliloto, o creme o pomate al 10-20%, possono essere applicate sulle articolazioni doloranti (reumatismo) ove manifestano azione antalgica.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




[:en]

Melilotus officinalis

The sweet yellow clover or yellow melilot or ribbed melilot or common melilot, (Melilotus officinalis (L.) Pall.) is a herbaceous species belonging to the Fabaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to the Eukaryota Domain, Kingdom Plantae, Magnoliophyta Division, Magnoliopsida Class, Fabales Order, Fabaceae Family, Subfamily Faboideae, Tribe Trifolieae and therefore to the Genus Melilotus and to the Species M. officinalis.
The term Trigonella officinalis (L.) Coulot & Rabaute is synonymous.

Etymology –
The term Melilotus comes from mél, mellis honey and from lotus a sort of clover: sweet clover. The specific epithet officinalis derives from offícina, medieval laboratory: for the qualities of the plant to be used in pharmaceuticals, herbal medicine, liquor, perfumery and the like.

Geographic Distribution and Habitat –
Melilotus officinalis is a plant with Eurasian origins in the strict sense, that is from Europe to Japan and today widespread in almost all areas of the world, but with some important gaps relating to continental or climatic areas.

Description –
The sweet yellow clover is a species, annual or biennial, herbaceous with caule erect with alternate trifoliate leaves and yellow and fragrant flowers. The fruit is a camara (indehiscent legume) of the dimensions of 3-5 x 2-4 mm, pendula and apicolata, ovoid with acute apex and beak, glabrous and light brown when ripe, with cross-linked transverse ribs, which contains 1-2 seeds 1,3-1,6 x 1-1,3 mm, ovoid, opaque, smooth, greenish or brownish-yellowish.

Cultivation –
The sweet yellow clover is grown not only for medicinal purposes, but also for the production of fodder for animals, and for being buried in order to improve soil composition. It is also used for the production of a delicate and aromatic mono floral honey. The melilot is sown at the beginning of spring or even at the end of winter. You can sow directly at home, with a planting distance of at least 20 cm, as the plants will tend to develop in the form of a small bush during flowering. Germinates generally after 10-15 days. For the cultivation technique, the following sheet can be consulted.

Uses and Traditions –
Sweet yellow clover is a forage plant; when storage, however, is not carried out in optimal conditions, it can give rise to the livestock that feeds it, due to the deterioration of the plant, to haemorrhages that can also be fatal.
This plant contains in the flowery portion toxins with an anticoagulant action such as melitotoxin, coumarigenin and coumarin. By ingestion of this excess plant you can have damage, which consists of a lengthening of the time of hemocoagulation.
Its introduction into the therapeutic as antispasmodic is due to Galen.
The history of the introduction of coumarin in therapy is of considerable interest: it began with the observation of a hemorrhagic syndrome in the cattle that had ingested clover and battered melilot. This syndrome was associated with a decrease in plasma prothrombin levels. In 1941, Link of the University of Wisconsin demonstrated that this hemorrhagic disease in cattle was caused by a coumarin-like compound. Link synthesized the dihydroxy-coumarin (dicumarol) which was the precursor of the anticoagulants of the dicumarol and indandionic type.
For therapeutic uses its flowers are used and the eye drops produced thanks to the decoction or to the infusion is indicated for conjunctival inflammations and for the stye.
The distilled water of Meliloto is a refreshing, softening and soothing lotion particularly suitable for dry and tired skin.
The main constituents are: 0.4-1% of coumarin, flavonoids (derivatives of kaempferol and quercetin), sapogenins, tannins. The main activities are: antispasmodic, digestive; sedative, astringent; anti-edema. Therapeutic use: venolymphatic insufficiency; digestive disorders of nervous origin; minor sleep disorders.
Because of these peculiarities it is indicated in the treatment of inflammatory or stasis edema, in the symptomatic treatment of functional disorders of cutaneous capillary fragility.
For the antispasmodic action (coumarin) is indicated in minor digestive disorders and mild forms of insomnia.
The main therapeutic indications are, however, the disorders of the venous circulation, such as hemorrhoids, varices, and also leg ulcers, thrombophlebitis, prophylaxis of thrombosis, lymphatic stasis.
Melilotus officinalis is a very mellifera plant and a good honey is obtained, even unifloral, even if not very frequent; it is however an important source of nectar for bees.

Preparation Mode –
Folk medicine uses the infusion of sweet yellow clover, with an extremely pleasant and aromatic taste, in headaches, as a digestive (after meals) as an antispasmodic and also in the insomnia of children and the elderly, thus attributing to the plant activities similar to those of Chamomile. In addition, melilot also has diuretic properties (5% infusion).
Tablets soaked in a decoction of melilot, or creams or ointments at 10-20%, can be applied on the painful joints (rheumatism) where they show antalgic action.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Treben M., 2000. Health from the Pharmacy of the Lord, Advice and experience with medicinal herbs, Ennsthaler Publisher
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (edited by), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attention: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not in any way represent a medical prescription; there is therefore no liability for their use for curative, aesthetic or food purposes.




[:es]

Melilotus officinalis

El trébol dulce o trébol de olor amarillo o meliloto amarillo (Melilotus officinalis (L.) Pall.) es una especie herbácea que pertenece a la familia de las Fabaceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático, pertenece al dominio Eukaryota, Reino Plantae, División Magnoliophyta, Clase Magnoliopsida, Orden Fabales, Familia Fabaceae, Subfamilia Faboideae, Tribu Trifolieae y por lo tanto al Género Melilotus y la Especie M. officinalis.
El término Trigonella officinalis (L.) Coulot y Rabaute es sinónimo.

Etimología –
El término Melilotus proviene de mél, mellis miel y de loto una especie de trébol: trébol dulce. El epíteto officinalis específico se deriva de la ofícina, laboratorio medieval: por las cualidades de la planta para su uso en productos farmacéuticos, hierbas medicinales, licores, perfumería y similares.

Distribución geográfica y hábitat –
Melilotus officinalis es una planta con orígenes euroasiáticos en sentido estricto, es decir, desde Europa hasta Japón y hoy en día está extendida en casi todas las áreas del mundo, pero con algunas brechas importantes relacionadas con áreas continentales o climáticas.

Descripción –
El trébol dulce es una especie, anual o bienal, herbácea con una cápsula erecta con hojas trifoliadas alternativas y flores amarillas y fragantes. La fruta es una camara (leguminosa indehiscente) de las dimensiones de 3-5 x 2-4 mm, péndula y apicolata, ovoide con ápice y pico agudo, glabra y marrón claro cuando está madura, con costillas transversales reticuladas, que contienen 1-2 Semillas 1,3-1,6 x 1-1,3 mm, ovoides, opacas, lisas, verdosas o parduzcas-amarillentas.

Cultivo –
El trébol dulce se cultiva no solo con fines medicinales, sino también para la producción de forrajes para animales y para ser enterrado para mejorar la composición del suelo. También se utiliza para la producción de una miel floral mono delicada y aromática. El meliloto se siembra a principios de primavera o incluso a fines de invierno. Puede sembrar directamente en casa, con una distancia de siembra de al menos 20 cm, ya que las plantas tenderán a desarrollarse en forma de un pequeño arbusto durante la floración. Germinan generalmente después de 10-15 días. Para la técnica de cultivo, se puede consultar la siguiente hoja.

Usos y tradiciones –
Trébol dulce es una planta forrajera; Sin embargo, cuando el almacenamiento no se realiza en condiciones óptimas, puede dar lugar al ganado que lo alimenta, debido al deterioro de la planta, a hemorragias que también pueden ser mortales.
Esta planta contiene toxinas en la parte floral con una acción anticoagulante como la melitotoxina, la cumarigenina y la cumarina. Al ingerir este exceso de planta, puede haber daños, que consisten en un alargamiento del tiempo de hemocoagulación.
Su introducción en lo terapéutico como antiespasmódico se debe a Galeno.
La historia de la introducción de la cumarina en la terapia es de considerable interés: comenzó con la observación de un síndrome hemorrágico en el ganado que había ingerido trébol y meliloto maltratado. Este síndrome se asoció con una disminución en los niveles plasmáticos de protrombina. En 1941, Link de la Universidad de Wisconsin demostró que esta enfermedad hemorrágica en el ganado bovino era causada por un compuesto similar a la cumarina. Link sintetizó la dihidroxi-cumarina (dicumarol) que fue el precursor de los anticoagulantes de tipo dicumarol e indandiónico.
Para usos terapéuticos se utilizan sus flores y las gotas para los ojos producidas gracias a la decocción o a la infusión están indicadas para las inflamaciones conjuntivales y para el orzuelo.
El agua destilada de Meliloto es una loción refrescante, suavizante y calmante, especialmente adecuada para pieles secas y cansadas.
Los principales constituyentes son: 0.4-1% de cumarina, flavonoides (derivados de kaempferol y quercetina), sapogeninas, taninos. Las principales actividades son: antiespasmódicas, digestivas; sedante, astringente; anti-edema. Uso terapéutico: insuficiencia venolinfática; trastornos digestivos de origen nervioso; trastornos menores del sueño.
Debido a estas peculiaridades, está indicado en el tratamiento del edema inflamatorio o por estasis, en el tratamiento sintomático de trastornos funcionales de la fragilidad capilar cutánea.
Para la acción antiespasmódica (cumarina) está indicado en trastornos digestivos menores y formas leves de insomnio.
Las principales indicaciones terapéuticas son, sin embargo, los trastornos de la circulación venosa, como hemorroides, várices y también úlceras en las piernas, tromboflebitis, profilaxis de la trombosis, estasis linfática.
Melilotus officinalis es una planta muy mellifera y se obtiene una buena miel, incluso unifloral, aunque no muy frecuente; Sin embargo, es una fuente importante de néctar para las abejas.

Modo de preparación –
La medicina popular utiliza la infusión de trébol dulce, con un sabor extremadamente agradable y aromático, en dolores de cabeza, como digestivo (después de las comidas) como antiespasmódico y también en el insomnio de niños y ancianos, atribuyendo así a las actividades de la planta similares a las de manzanilla. Además, Melilot también tiene propiedades diuréticas (5% infusión).
Las tabletas empapadas en una decocción de meliloto, o cremas o pomadas al 10-20%, se pueden aplicar en las articulaciones dolorosas (reumatismo) donde muestran acción antálgica.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Treben M., 2000. Health from the Pharmacy of the Lord, Consejo y experiencia con hierbas medicinales, Ennsthaler Publisher
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (editado por), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.

Atención: las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimenticios están indicados solo con fines informativos, no representan en modo alguno una receta médica; Por lo tanto, no hay responsabilidad por su uso para fines curativos, estéticos o alimentarios.




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