Rheum rhaponticum

Rheum rhaponticum

Il Rabarbaro rapontico o falso rabarbaro (Rheum rhaponticum L.) è una specie erbacea perenne, rizomatosa, appartenente alla famiglia delle Polygonaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Caryophyllidae, Superordine Polygonanae, Ordine Polygonales, Famiglia Polygonaceae, Sottofamiglia Polygonoideae, Tribù Rheeae e quindi al Genere Rheum ed alla Specie R. rhaponticum.

Etimologia –
Il termine Rheum proviene da rheu radice; per antonomasia rheu barbarum radice dei barbari, da cui rabarbaro. L’epiteto specifico rhaponticum deriva dal latino rapòntico, composizione di rha, traslitt. del gr. ῥᾶ «rabarbaro», e del lat. pontĭcus «pontico, del Ponto (cioè del Mar Nero).

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Rabarbaro rapontico è una pianta erbacea vivace con origini nell’Asia Centrale , tra gli Urali ed il Caucaso.

Descrizione –
Rheum rhaponticum si caratterizza per il suo robusto rizoma giallo con radici profonde, dal quale si sviluppa una rosetta di foglie molto grandi ovali, con margine crenato. Le foglie hanno un picciolo lungo e grosso, cilindrico scanalato, rossastro. Lo stelo fiorale che può raggiungere i 2 metri presenta piccoli fiori ermafroditi biancastri riuniti in pannocchia; l’impollinazione è anemofila; il frutto è una nocula, che viene impiegata come seme.

Coltivazione –
Per la coltivazione del Il Rabarbaro rapontico si distinguono cultivar a picciolo verde e a picciolo rosso. Si propaga per seme (in primavera) o per divisione dei rizomi (in autunno-inverno). È una pianta che presenta basse esigenze termiche e si adatta bene a climi freddi e umidi. Resiste alle gelate invernali grazie al rizoma che ricaccia in primavera. È invece poco adatto ai climi caldi e asciutti del Sud, dove fiorisce in anticipo ed arresta la crescita. I terreni ideali per la sua coltivazione sono quelli a medio impasto, profondi e freschi, con pH tra 5 e 7, non soggetti a ristagni idrici. Per la tecnica di coltivazione si può consultare la seguente scheda.

Usi e Tradizioni –
La radice di questa pianta ha proprietà purificanti minori rispetto a quella del vero rabarbaro.
Il Rheum rhaponticum fu probabilmente introdotto nei giardini delle erbe medicinali britanniche nel 1573 direttamente dall’Asia. Il dizionario di Johnson considera Rheum rhaponticum e Rheum undulatum come piante diverse.
Il Rabarbaro rapontico, conosciuto oltre che come falso Rabarbaro anche come Rabarbaro europeo, si trova spesso negli orti familiari o anche come pianta ornamentale; in Francia e Inghilterra viene coltivata come coltura intensiva. Di questa pianta si utilizzano i picciolo fogliari carnosi e succulenti, che hanno un sapore gradevolmente acidulo per preparare marmellate; i lembi fogliari sono inutilizzabili per l’elevato contenuto di acido ossalico. In liquoreria ed erboristeria viene impiegata la radice dal sapore amaro; questa essiccata e ridotta in polvere, viene utilizzata a scopi medicinali (tonico e purgativo). L’attività del rabarbaro rapontico è inferiore a quella del rabarbaro cinese ((Rheum palmatum L.) che viene importato per uso erboristico.

Modalità di Preparazione –
Il Rabarbaro rapontico viene utilizzato per preparare marmellate utilizzando le parti più tenere dei piccioli fogliari. La radice di questa pianta viene essiccata e triturata in polvere per utilizzarla successivamente per la preparazione di liquori o medicinali.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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