Cortinarius rubellus

Cortinarius rubellus

Il Cortinarius rubellus (Cortinarius rubellus Cooke, 1887) è un fungo basidiomicete, tra i più mortali esistenti, della famiglia delle Cortinariaceae. È sinonimo il termine Cortinarius speciosissimus Kühner & Romagn.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Fungi, Phylum Basidiomycota, Subphylum Agaricomycotina, Classe Agaricomycetes, Sottoclasse Agaricomycetidae, Ordine Agaricales, Famiglia Cortinariaceae e quindi al Genere Cortinarius, al Sottogenere Leprocybe ed alla Specie C. rubellus.

Etimologia –
Il termine Cortinarius proviene da cortina: con una cortina, per i caratteristici residui del velo parziale dall’orlo del cappello allo stipite. L’epiteto specifico rubellus è dovuto al caratteristico colore del carpoforo.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Cortinarius rubellus è un fungo terricolo che compare nel periodo di fine estate-autunno; è un fungo spesso gregario che troviamo preferibilmente sotto conifere. Risulta abbastanza diffuso nell’Italia settentrionale ma poco presente al centro-sud. È una specie diffusa sia in Nord America che in Europa.

Riconoscimento –
Il Cortinarius rubellus si riconosce per avere un cappello del diametro di 3-8 cm, inizialmente conico per poi diventare sempre più piano, con umbone acuto e raramente ottuso, fino a ad essere un po’’ depresso negli esemplari più vecchi. Il margine è involuto e la superficie ricoperta da fribille, con aspetto opaco e colore che varia dal rosso mattone al camoscio scuro (come C. orellanus). Le lamelle sono di colore identico al cappello, smarginato-decorrenti ed uncinate, prima rade e poi spaziate quando il cappello, a maturità, diventa piano o depresso. La cortina è di colore giallastro, ben visibile solo nel primo stadio di sviluppo.
Il gambo è di 5-14 × 0,5-2 cm, di forma cilindrica, subclaviforme con base attenuata, di colore che può variare da ocraceo a bruno-rosso, presto decorato da resti di velo giallo chiaro che formano delle bande anulari con tipico disegno a zig-zag; visibile in alcuni casi solo con attenta osservazione modificando l’angolo d’incidenza della luce sul gambo. La carne è di colore paglierino con sfumature rosso mattone ma che con l’avanzare dell’età diventa concolore al cappello e setosa. L’odore è leggermente e con sapore dolce (non assaggiare).
Alla microscopia si notano delle spore di 8-11 × 6,5-8,5 µm, subglobose, decorate con verruche, di color ocra in massa e in idrossido di potassio. I basidi sono di 29-36 × 9-11 µm, claviformi, tetrasporici e ialini.

Coltivazione –
Il Cortinarius rubellus, ovviamente, per la sua mortalità non riveste alcun interesse alla coltivazione, almeno per scopi alimentari.

Usi e Tradizioni –
È uno dei funghi mortali più pericolosi che esistano; insieme al Cortinarius orellanus Fries è responsabile della Sindrome Orellanica, sindrome a lunga latenza. La sostanza responsabile della sindrome è l’orellanina, presente in Europa solo nelle due specie sopra descritte. L’orellanina è una sostanza termostabile e la tossicità dei funghi che la contengono non viene alterata con la cottura o l’essiccamento. Colpisce reni e fegato con latenza anche molto lunga (dai 3 ai 14 giorni dall’ingestione). L’azione mortale di questo fungo pare inoltre correlata ad un gruppo di tossine alcune delle quali di natura ancora sconosciuta.
Il Cortinarius rubellus è purtroppo e spesso confuso con i funghi denominati “Chiodelli” (del Genere Chroogomphus) causando tragici avvelenamenti in misura superiore a quanto non avviene con Cortinarius orellanus.

Modalità di Preparazione –
Questo fungo, per la sua mortalità e per la termo stabilità di alcune tossine, non va consumato in nessuna forma.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Cetto B., 2008. I funghi dal vero, Saturnia, Trento.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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