Spinacia oleracea

Spinacia oleracea

Lo spinacio (Spinacia oleracea L.) è una specie erbacea ortiva della famiglia delle Chenopodiaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Caryophyllales, Famiglia Chenopodiaceae e quindi al Genere Spinacia ed alla Specie S. oleracea.

Etimologia –
Il termine Spinacia è una forma latinizzata da isbinãkh, nome arabo dello spinacio; l’epiteto specifico oleracea deriva da ólus óleris, ortaggio: utilizzato come verdura.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Lo Spinacio è un ortaggio conosciuto fin dall’antichità. È originario dell’Asia sudoccidentale ed è stato introdotto in Europa, prima in Spagna e poi negli altri Paesi dagli Arabi intorno al 1000 d.C.. dall’Europa è stato poi introdotto in America dopo il 1500. Oggi viene coltivato un po’ ovunque nei Paesi con clima temperato.

Descrizione –
Spinacia oleracea è una speice erbacea a ciclo annuale, con una radice fittonante rossa vicino al colletto. Possiede foglie basali carnose con picciolo lungo 5-10 cm e di un lembo astato liscio o bolloso lungo 10-20 cm; queste sono riunite a rosetta in numero di 20-30 prima dell’emissione dello scapo fiorale ramificato. I fiori dello spinacio sono piccoli, di colore verdastro in glomeruli ascellari quelli femminili e in spighe quelli maschili; seppure è una specie dioica esistono varietà a sessualità intermedia in relazione alle cultivar ed alle condizioni ambientali, che possono influenzare l’espressione sessuale. I fiori femminili sono monoovulari e danno origine ad un frutto secco monosperma, indeiscente con endocarpo sclerotizzato. In base alla forma del frutto si distinguono due sottospecie:
– Spinacia oleracea inermis Moench (= glabra Mill), con frutti lisci subrotondi; è il tipo più diffuso in coltura, con numerose cultivar;
– Spinacia oleracea spinosa Moench, con frutti angolosi o spinescenti; meno diffuso e quasi esclusivamente coltivato per l’industria conserviera.

Coltivazione –
Lo spinacio, avendo un breve ciclo vegetativo, è coltivato spesso come coltura intercalare nel periodo autunno-vernino e con semina in agosto-settembre; trova le migliori condizioni fitosanitarie quando si osservano rotazioni di 3-4 anni; nel Centro-Nord si realizzano anche colture primaverili soprattutto, dove si effettuano colture destinate all’industria. Per la sua tecnica colturale puoi consultare la seguente scheda.

Usi e Tradizioni –
Gli spinaci sono un ortaggio dall’origine molto incerte, e sembra sia l’area persiana quella più accreditata. Misterioso anche l’arrivo in Europa, sembra siano stati gli arabi o i Crociati ad introdurlo verso l’anno Mille. Già all’inizio si riconoscevano a questo ortaggio particolari virtù. Secondo al-Arbuli, autore arabo del XIV sec. ca., lo spinacio aveva la capacità di calmare il ventre e combattere la tosse. Altri studiosi del tempo gli attribuivano sia qualità corroboranti per le gengive, che effetti lassativi ed emollienti: consigliando alle donne di lavarsi l’utero con l’acqua di cottura della verdura, poiché per i suoi effetti astringenti, impediva il flusso di umori.
Nonostante che Ibn al-Awwan, autore islamico del XII sec. di un trattato sull’agricoltura, lo qualificasse come pianta regina degli ortaggi per le virtù nutritive, lo spinacio non godeva di gran successo tra i gruppi privilegiati. Solo le classi subalterne lo utilizzavano con assiduità nelle minestre e nei minestroni.
Si racconta che Caterina de’ Medici, quando lasciò Firenze per andare in sposa al futuro re di Francia, volle al seguito anche un cuoco che fosse in grado di cucinare gli spinaci, una delle sua verdure preferite. Da allora nella cucina classica francese, le preparazioni che richiedono un letto di spinaci sono chiamate per questo “a’ la florentine”.
Fu solo nel XIX secolo che questi ortaggi diventarono di grande consumo, prima in Europa e poi in America.
L’assunzione di spinaci è consigliata in tutte le diete ipocaloriche perchè contengono molta vitamina A e C, rame, fosforo, zinco, calcio, potassio.
Anche se gli spinaci sono tra gli ortaggi con il più alto contenuto di ferro (3,4 mg ogni 100 g), è diffusa l’errata convinzione che ne contenga un quantitativo elevato tanto che a volte si mangiano spinaci in alcuni casi di anemia. Sembra che questa convinzione sua nata a seguito di un errore di battitura su un etichetta che, nei primi decenni del secolo scorso, porto a questa errata valutazione. Il fumetto Braccio di Ferro, con la sua accentuazione sugli spinaci, nasce proprio in questo periodo.
A parità di peso altri vegetali hanno un contenuto di ferro molto più alto: lenticchie (9 mg ogni 100 g), semi di girasole (8,9 mg), farina di soia (8,4 mg), ceci (6,7 mg/100 g).
La presenza poi di sostanze, quali l’acido fitico e l’acido ossalico, presenti negli spinaci, formano col ferro dei composti di coordinazione che lo rendono meno biodisponibile.

Modalità di Preparazione –
Lo spinacio è un ortaggio particolarmente apprezzato in cucina per la possibilità di prepararlo in svariati modi. In cucina è molto apprezzato non solo per il loro inconfondibile sapore e consistenza ma anche per le loro proprietà organolettiche. Viene consumato come verdura con olio ed altri condimenti o in maniera più elaborata in innumerevoli ricette. Si va dalla classica ricetta degli gnocchi di spinaci, o con la ricetta dei cannelloni con farcia di spinaci, noci e speck; oppure con le caserecce con zucca, spinacini e limone, o quella dei fagottini con spinaci, gorgonzola e noci, e così via secondo anche le tradizioni regionali.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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