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Vitis vinifera

La vite comune o vite euroasiatica (Vitis vinifera L., 1753) è una specie arbustiva, con portamento rampicante, appartenente alla famiglia delle Vitaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine       Rhamnales, Famiglia Vitaceae e quindi al Genere Vitis, al Sottogenere Euvitis ed alla Specie V. vinifera.

Etimologia –
Il termine generico deriva dal latino vitis, tralcio di vite, sarmento, nome usato pure per indicare la vite, ma anche altre piante rampicanti; l’epiteto specifico proviene da vínum, grappolo, vino e da féro portare: cioè che produce frutti in grappoli e che può essere usato per vinificare.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Vitis vinifera è alloctona o coltivata e di origine ignota. Attualmente è presente in tutti i continenti ad eccezione dell’Antartide, per cui è una delle specie vegetali più cosmopolita esistente. La vite è una pianta eliofila; nelle basse latitudini la disponibilità di radiazione solare è sufficiente per assicurare la sua produzione, tranne in annate con estati molto piovose, in occasione delle quali il tenore zuccherino dell’uva si riduce. Alle latitudini più elevate il fotoperiodo e la temperatura interferiscono negativamente su maturazione e grado zuccherino.

Descrizione –
La Vitis vinifera è un arbusto rampicante con portamento dipendente dal supporto vegetale o naturale sulla quale si arrampica. Nella vite coltivata il portamento viene deciso dai produttori in funzione di vari fattori, quali andamento climatico, necessità produttive, grado zuccherino, varietà, ecc.. Il fusto è più o meno contorto e irregolare, di varia lunghezza, con ritidoma persistente. La ramificazione ha origine da tre tipi di gemme; da quelle dormienti si sviluppano i germogli nella primavera successiva; da quelle pronte si sviluppano nello stesso anno germogli di secondo ordine, comunemente detti femminelle; dalle gemme latenti, che restano in quiescenza per un numero indefinito di anni, si generano germogli più o meno vigorosi, comunemente detti succhioni. I rami giovani allo stato erbaceo sono detti germogli o pampini, una volta lignificati sono detti tralci. Le foglie (pampini) sono palmate, con lembo intero o suddiviso in genere in 3 o 5 lobi più o meno profondi. I fiori sono in infiorescenze a pannocchia, dapprima erette e poi pendule (grappolo composto). Il grappolo spargolo è un carattere proprio delle uve da tavola, mentre quello serrato è tipico delle uve da vino. Il frutto è una bacca, chiamato acino di colore, a maturità in funzione della varietà; si va dal verde al giallo, dal roseo al rosso-violaceo, dal nero o al nero-bluastro, con intensità e tonalità  che possono variare anche in funzione delle condizioni ambientali.

Coltivazione –
La Vitis vinifera à coltivata un po’ in tutto il mondo. In Europa viene coltivata nelle regioni centrali e meridionali; in Asia nelle regioni occidentali (in Anatolia, Caucaso e Medio Oriente) ed in Cina; in Africa è coltivata nelle regioni settentrionali ed in Sudafrica; nel Nordamerica viene  coltivata soprattutto in California, ma anche nel Nuovo Messico, Stato di New York, Oregon, Stato di Washington, Columbia Britannica; viene coltivata in Messico e alcune aree circoscritte ed in Sudamerica nel Cile, in Argentina, Uruguay e Brasile; viene coltivata anche in Oceania, in Australia e Nuova Zelanda.

Usi e Tradizioni –
La storia della Vitis vinifera e dei suoi rapporti con l’uomo si perde nelle ere più remote; probabilmente alla fine del neolitico e probabilmente in seguito ad un’accidentale fermentazione di uva conservata in rudimentali recipienti. Le prime tracce di coltivazione della vite sono state rinvenute nella regione del Caucaso, in Armenia e nel Turkestan mentre i primi riferimenti storici alla vite e al vino li troviamo tra i Sumeri nell’Epopea di Gilgamesh (III millennio a.C.). sono state trovate testimonianze della coltura della vite in numerosi geroglifici Egizi, presso i quali il vino era bevanda riservata ai sacerdoti, agli alti funzionari e ai re. Furono i Greci ad introdurre la vitivinicoltura in Europa, già in epoca minoica. Ai coloni greci si deve la introduzione della viticoltura in Sicilia ed in altre aree del meridione d’Italia, dove la coltura incontrò condizioni climatiche e pedologiche ideali, al punto da far meritare alla regione il nome di Enotria. Furono gli Etruschi a perfezionare notevolmente le tecniche di viticoltura, sviluppando un’intensa attività di esportazione del vino e diffondendolo ben oltre il bacino del Mediterraneo. Successivamente furono i Romani a perfezionare ulteriormente le tecniche vitivinicole apprese dagli Etruschi, come illustrato da numerose opere, in cui si ritrovano concetti biologici e tecniche di coltura tuttora validi, quali il De agri cultura di Marco Porcio Catone, il De re rustica di Marco Terenzio Varrone, le Georgiche di Publio Virgilio Marone e il De re rustica di Lucio Giunio Moderato Columella. Anche se la coltivazione andò in declino con la crisi e caduta dell’Impero romano; successivamente, tra il V e il X secolo la conservazione del patrimonio vitivinicolo si deve soprattutto degli ordini monastici: i Basiliani e i Benedettini, i quali fornirono nuovo impulso alla coltura della vite in Europa portandola ai limiti estremi di latitudine e di altitudine, con particolare rilevanza in Francia, presso principi e feudatari la coltura della vite e la produzione del vino divennero simboli di prestigio. Con la scoperta dell’America la vite fece il suo ingresso nel Nuovo Continente, dapprima in Messico e, successivamente, anche in Sud America.

Modalità di Preparazione –
L’utilizzo della Vitis vinifera è legato soprattutto a due filoni; quello vinicolo e quello frutticolo. Il primo ha ovviamente origini remote ed ha generato una serie di tradizioni che hanno condotto alla fermentazione e produzione di svariati tipi di vini: dai vini da tavola, agli spumanti fino ai vini più corposi e da dessert. Il secondo grande utilizzo è quello delle uve da tavola. Negli ultimi tempi una porzione della produzione è stata destinata ai succhi non fermentati e quindi senza gradazione alcolica.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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Vitis vinifera

The common grape vine (Vitis vinifera L., 1753) is a shrubby species, with climbing habit, belonging to the Vitaceae family.

Systematics –
From the systematic point of view it belongs to the Domain Eukaryota, Kingdom Plantae, Magnoliophyta Division, Magnoliopsida Class, Order Rhamnales, Family Vitaceae and therefore to the Genus Vitis, to the Subgenus Euvitis and to the Species V. vinifera.

Etymology –
The generic term derives from the Latin vitis, vine shoot, sarmento, a name also used to indicate the vine, but also other climbing plants; the specific epithet comes from vínum, bunch, wine and féro bring: that is, that produces fruits in bunches and that can be used to make wine.

Geographic Distribution and Habitat –
Vitis vinifera is allochthonous or cultivated and of unknown origin. Currently it is present in all continents except Antarctica, so it is one of the most cosmopolitan plant species in existence. The vine is a heliophilous plant; in the low latitudes the availability of solar radiation is sufficient to ensure its production, except in vintages with very rainy summers, during which the sugar content of the grape is reduced. At the higher latitudes, the photoperiod and the temperature negatively affect the maturation and sugar content.

Description –
The Vitis vinifera is a climbing shrub with a bearing depending on the plant or natural support on which it climbs. In the cultivated vine the bearing is decided by the producers according to various factors, such as climatic trends, production needs, sugar content, variety, etc. The stem is more or less twisted and irregular, of varying length, with persistent rhytidome. Branching originates from three types of gems; from the dormant sprouts develop in the following spring; from the ready ones, second-order shoots are developed in the same year, commonly called “feminelle”; from the latent buds, which remain in quiescence for an indefinite number of years, they generate more or less vigorous buds, commonly called succhioni. The young branches in the herbaceous state are called shoots or vine pines, once lignified they are called shoots. The leaves (vine leaves) are palmate, with whole limb or subdivided in general into 3 or 5 lobes more or less deep. The flowers are in panicle inflorescences, first erect and then pendulums (compound bunch). The sparse bunch is a characteristic of table grapes, while the tight bunch is typical of wine grapes. The fruit is a berry, called color berry, at maturity depending on the variety; it ranges from green to yellow, from rosy to red-violet, from black to bluish-black, with intensity and shade that can also vary according to environmental conditions.

Cultivation –
Vitis vinifera is cultivated a little around the world. In Europe it is cultivated in central and southern regions; in Asia in the western regions (in Anatolia, Caucasus and the Middle East) and in China; in Africa it is cultivated in the northern regions and in South Africa; in North America it is cultivated mainly in California, but also in New Mexico, New York State, Oregon, Washington State, British Columbia; it is cultivated in Mexico and some circumscribed areas and in South America in Chile, Argentina, Uruguay and Brazil; it is also cultivated in Oceania, Australia and New Zealand.

Uses and Traditions –
The history of Vitis vinifera and its relationship with man is lost in the most remote eras; probably at the end of the Neolithic and probably following an accidental fermentation of grapes conserved in rudimentary vessels. The first traces of vine cultivation have been found in the Caucasus region, in Armenia and in Turkestan, while the first historical references to the vine and the wine are found among the Sumerians in the Epopea of ​​Gilgamesh (III millennium BC). testimonies have been found of the cultivation of the vine in numerous Egyptian hieroglyphs, where the wine was a drink reserved for priests, high officials and kings. It was the Greeks who introduced viticulture in Europe, already in the Minoan era. Greek settlers are responsible for the introduction of viticulture in Sicily and in other areas of southern Italy, where the cultivation encountered ideal climatic and pedological conditions, to the point of making the region deserve the name Enotria. It was the Etruscans who perfected viticulture techniques considerably, developing an intense wine export activity and spreading it far beyond the Mediterranean basin. Later it was the Romans to further refine the wine-making techniques learned from the Etruscans, as illustrated by numerous works, in which are found biological concepts and techniques of culture still valid, such as the De agri culture by Marco Porcio Catone, De re rustica by Marco Terenzio Varrone, the Georgics of Publio Virgilio Marone and the De re rustica by Lucio Giunio Moderato Columella. Although cultivation went into decline with the crisis and fall of the Roman Empire; subsequently, between the fifth and tenth centuries the preservation of the wine heritage is mainly due to the monastic orders: the Basilians and the Benedictines, which gave new impetus to the cultivation of the vine in Europe bringing it to the extreme limits of latitude and altitude, with particular relevance in France, with princes and feudal lords, the cultivation of the vine and the production of wine became symbols of prestige. With the discovery of America, the vine entered the New Continent, first in Mexico and later also in South America.

Preparation Mode –
The use of Vitis vinifera is mainly linked to two strands; that of wine and fruit. The former has obviously remote origins and has generated a series of traditions that have led to the fermentation and production of various types of wines: from table wines, sparkling wines to full-bodied and dessert wines. The second great use is that of table grapes. In recent times, a portion of the production was destined for unfermented juices and therefore without alcohol content.

Guido Bissanti

Sources
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Treben M., 2000. Health from the Pharmacy of the Lord, Advice and experience with medicinal herbs, Ennsthaler Publisher
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (edited by), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only and do not in any way represent a medical prescription; there is therefore no liability for their use for curative, aesthetic or food purposes.




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Vitis vinifera

La vid o parra (Vitis vinifera L., 1753) es una especie de arbustos, con la escalada de cojinete, perteneciente a la familia Vitaceae.

Sistemática –
Desde el punto de vista sistemático pertenece al dominio eucariota, Reino Plantae División Magnoliophyta, clase Magnoliopsida, Rhamnales orden, familia Vitaceae y luego al género Vitis, subgénero Euvitis y la especie V. vinifera.

Etimología –
El nombre del género deriva del latín vitis, sarmiento, sarmiento, así como utilizar para indicar la vid, sino también otras plantas trepadoras; el epíteto específico proviene de Vinum, manojo, vino y Fero tomar: que produce frutos en racimos y se puede utilizar para hacer el vino.

Distribución Geográfica y Hábitat –
Vitis vinifera es alóctona o cultivada y de origen desconocido. Actualmente se encuentra presente en todos los continentes excepto la Antártida, para lo cual es una de las especies de plantas existentes más cosmopolitas. La vid es una planta heliófila; en las latitudes bajas, la disponibilidad de radiación solar es suficiente para asegurar su producción, excepto en añadas con veranos muy lluviosos, durante los cuales se reduce el contenido de azúcar de la uva. En las latitudes más altas, el fotoperíodo y la temperatura afectan negativamente la maduración y el contenido de azúcar.

Descripción –
El Vitis vinifera es un arbusto trepador que depende de la planta o del soporte natural sobre el que trepa. En el portamento vid cultivada se decide por el fabricante en función de diversos factores, como las condiciones climáticas, las necesidades de producción, nivel de azúcar, variedad, etc .. El tallo es más o menos retorcida e irregular, de diferentes longitudes, con ritidoma persistente. La ramificación proviene de tres tipos de gemas; de los brotes dormidos se desarrollan en la siguiente primavera; de los listos, los brotes de segundo orden se desarrollan en el mismo año, comúnmente llamado “feminelle”; de los brotes latentes, que permanecen en reposo durante un número indefinido de años, generan brotes más o menos vigorosos, comúnmente llamados succhioni. Las ramas jóvenes en el estado herbáceo se llaman brotes o pinos, una vez lignificados se llaman brotes. Las hojas (hojas de parra) son palmeadas, con extremidades enteras o subdivididas en general en 3 o 5 lóbulos más o menos profundos. Las flores están en inflorescencias de panícula, primero erectas y luego péndulos (racimo compuesto). El racimo disperso es una característica de las uvas de mesa, mientras que el racimo apretado es típico de las uvas de vino. La fruta es una baya, llamada baya de color, en la madurez dependiendo de la variedad; va de verde a amarillo, de rosado a rojo violeta, de negro a negro azulado, con intensidad y sombra que también puede variar de acuerdo con las condiciones ambientales.

Cultivo –
Vitis vinifera se cultiva un poco en todo el mundo. En Europa se cultiva en regiones centrales y meridionales; en Asia en las regiones occidentales (en Anatolia, Cáucaso y Medio Oriente) y en China; en África se cultiva en las regiones del norte y en Sudáfrica; en América del Norte se cultiva principalmente en California, pero también en Nuevo México, Estado de Nueva York, Oregón, Estado de Washington, Columbia Británica; se cultiva en México y algunas áreas circunscriptas y en América del Sur en Chile, Argentina, Uruguay y Brasil; también se cultiva en Oceanía, Australia y Nueva Zelanda.

Usos y Tradiciones –
La historia de Vitis vinifera y su relación con el hombre se pierde en las eras más remotas; probablemente al final del Neolítico y probablemente después de una fermentación accidental de uvas conservadas en vasos rudimentarios. Los primeros vestigios de cultivo de la vid se encontraron en el Cáucaso, en Armenia y en el Turquestán, mientras que las primeras referencias históricas de la vid y el vino que ellos encuentran entre los sumerios en la Epopeya de Gilgamesh (III milenio antes de Cristo). se han encontrado testimonios del cultivo de la vid en numerosos jeroglíficos egipcios, donde el vino era una bebida reservada para sacerdotes, altos funcionarios y reyes. Fueron los griegos quienes introdujeron la viticultura en Europa, ya en la era minoica. Los colonos griegos son responsables de la introducción de la viticultura en Sicilia y en otras áreas del sur de Italia, donde el cultivo encontró condiciones climáticas y pedológicas ideales, hasta el punto de hacer que la región se merezca el nombre de Enotria. Fueron los Etruscos quienes perfeccionaron considerablemente las técnicas de viticultura, desarrollando una intensa actividad exportadora de vino y extendiéndola mucho más allá de la cuenca mediterránea. Entonces fueron los romanos para refinar aún más las técnicas vitícolas aprendido de los etruscos, como se muestra por numerosos trabajos, donde se pueden encontrar todavía válidos los conceptos y técnicas de cultivo biológicos, como el De Agri Cultura de Catón, De re rustica por Marco Terenzio Varrone, las Geórgicas de Publio Virgilio Marone y la De Re rustica de Lucio Giunio Moderato Columella. Aunque el cultivo entró en declive con la crisis y la caída del Imperio Romano; Posteriormente, entre el quinto y el siglo X la conservación del patrimonio de vino se debe principalmente a las órdenes monásticas: la basiliano y benedictina, que proporcionó un nuevo impulso al cultivo de la vid en Europa llevándolo a los límites extremos de la latitud y la altitud, con especial relevancia en Francia, con los príncipes y los señores feudales, el cultivo de la vid y la producción de vino se convirtieron en símbolos de prestigio. Con el descubrimiento de América, la vid ingresó al Nuevo Continente, primero en México y luego también en América del Sur.

Modo de preparación –
El uso de Vitis vinifera está principalmente vinculado a dos cadenas; el del vino y la fruta El primero tiene orígenes obviamente remotos y ha generado una serie de tradiciones que han llevado a la fermentación y producción de varios tipos de vinos: desde vinos de mesa, vinos espumosos hasta vinos con cuerpo y postre. El segundo gran uso es el de las uvas de mesa. En los últimos tiempos, una parte de la producción estaba destinada a jugos no fermentados y, por lo tanto, sin contenido de alcohol.

Guido Bissanti

Fuentes
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencia con hierbas medicinales, Ennsthaler Publisher
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (editado por), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.

Advertencia: las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimúrgicos están indicados solo con fines informativos y de ninguna manera representan una prescripción médica; por lo tanto, no existe responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimenticios.




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