Amanita verna

Amanita verna

La tignosa di primavera (Amanita verna (Bull.) Lam., 1783) è un fungo mortale della famiglia delle Amanitaceae, che causa molti avvelenamenti in quanto frequentemente confuso con il comune “prataiolo”.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Fungi, Divisione Basidiomycota, Sottodivisione Agaricomycotina, Classe Agaricomycetes, Sottoclasse Agaricomycetidae, Ordine Agaricales, Famiglia Amanitaceae e quindi al Genere Amanita ed alla Specie A. verna.

Etimologia –
L’epiteto del genere fa riferimento al nome del monte Amanos della Turchia asiatica o dal greco ἀμᾱνῖται amanítai, appellativo dato dagli antichi Greci ai funghi in genere; il termine specifico verna proviene dal latino da ver, véris = primavera: in riferimento al periodo di comparsa, primaverile. Sono oramai sinonimi obsoleti: Agaricus bulbosus f. vernus Bull. 1780, Agaricus vernus Bull., Herbier de la France, Amanita virosa Secr., (1833), Venenarius vernus (Bull.).

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’ Amanita verna cresce soprattutto nei boschi di latifoglie, specialmente nei terreni calcarei; il periodo di comparsa va dall’inizio della primavera fino all’autunno. È una specie poco diffusa.

Descrizione –
L’ Amanita verna è caratterizzata dall’avere un cappello emisferico prima e piano a maturità, glabro, viscoso con tempo umido, di colore bianco o lievemente ocraceo al centro, con margine sottile e non striato e con diametro che può andare dai 3 a gli 8 cm. Ha lamelle fitte, intercalate da numerose lamellule, non annesse al gambo e di coloro bianco. Il gambo ha dimensioni di 4-10 x 0,6-1,5 cm di diametro, alto, cilindrico, poco più ingrossato alla base, farinoso dall’anello al piede, prima pieno, successivamente farcito e cavo da adulto, di colore bianco. L’anello è molto in alto, quasi sotto l’inserzione delle lamelle, di colore bianco e poco resistente. La volva è globosa, bianca, molto grossa in rapporto alla dimensione del fungo da giovane, spesso completamente interrata (cosa che lo fa distinguere dai funghi del genere Agaricus), libera, membranosa e lobata. La carne è tenera e di colore bianco immutabile con sapore un po’ acre. L’odore è mite, ma disgustoso negli esemplari vecchi. Le spore sono bianche in massa, sferoidali e amiloidi di 7-8 x 9-10 µm.

Coltivazione –
L’ Amanita verna non è ovviamente un fungo coltivato.

Usi e Tradizioni –
La tignosa di primavera, pur se un fungo non molto frequente, coinvolge spesso mortalmente parecchi raccoglitori in tutte le aree dove cresce. Infatti soprattutto i più inesperti spesso hanno la pessima abitudine di raccogliere i funghi recidendo il gambo; con questa procedura non si accorgono della volva piuttosto grossa ma interrata, tipica di questa specie, e quindi non visibile. Questo modo di raccoglierla la fa confondere con gli Agaricus commestibili, generando fatali errori. Tra l’altro l’ Amanita verna è distinguibile anche per le lamelle di colore bianco e non rosa o bruno violacee.questo fungo, per parecchio tempo veniva considerato una variante decolorata dell’Amanita phalloides.
Altre specie con può essere confusa sono: l’Amanita virosa e l’Amanita phalloides var. alba, anch’esse velenose mortali; Agaricus sylvicola, ottimo commestibile (in cui ovviamente manca la volva); L’Agaricus xanthodermus tossico (manca la volva) ed il Leucoagaricus leucothites, commestibile. La presenza della volva, mancante in alcuni suoi simili di colore bianco (alcuni funghi dei generi Agaricus e Leucoagaricus), è il modo per distinguerla ed evitare sbagli fatali.

Modalità di Preparazione –
L’ Amanita verna per la sua velenosità è assolutamente da evitare e si sconsiglia vivamente la pratica dell’assaggio della specie in questione, onde evitare accidentali ingestioni di frammenti di fungo.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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