Tessitura del terreno

Tessitura del terreno

La tessitura o granulometria è la caratteristica del terreno che consente di classificarlo sulla base della composizione percentuale delle sue particelle solide. Le particelle che compongono il terreno hanno differente dimensione, ed in base alla loro dimensione ed alla distribuzione percentuale di queste nel terreno si hanno differenti classi granulometriche. Ad ogni classe granulometrica corrisponde un tipo di suolo con differenti caratteristiche chimico-fisiche e quindi con differenti proprietà meccaniche, di ritenzione dell’acqua e dell’aria e, in definitiva, di fertilità. La conoscenza della tessitura del terreno è pertanto fondamentale per le scelte agronomiche delle colture da adottare e per tutte le pratiche agricole da adoperare. La conoscenza della tessitura del terreno è quindi la prima indagine da effettuare per le scelte colturali ed agronomiche; questo perché è praticamente impossibile modificare la tessitura di un terreno (se non con costi notevoli e con scelte agroecologiche errate).
Esistono due principali sistemi di classificazione della tessitura ma ambedue le modalità distinguono le frazione granulometriche del terreno in: grossolana (sabbia e scheletro), fine (la frazione limosa) e finissima (la frazione argillosa).

Uno dei due metodi, quello dell’USDA (Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti) che è quello più adottato al mondo, distingue le classi di diametro della terra in:
• argilla, con diametro minore di 2 micron;
• limo, diametro compreso fra 2 e 50 micron;
• sabbia, fra 50 micron e 2 mm. Questa classe viene suddivisa in sottoclassi:
• sabbia molto fine, fra 50 e 100 micron;
• sabbia fine, fra i 100 e i 250 micron;
• sabbia media, fra 250 e 500 micron;
• sabbia grossa, fra 500 micron e 1 mm;
• sabbia molto grossa, da 1 a 2 mm.
Secondo la classificazione adottata invece dall’ISSS (Società Internazionale Scienza del Suolo) abbiamo le seguenti distinzioni:
• argilla, con diametro minore di 2 micron;
• limo, fra 2 e 20 micron;
• sabbia fine, fra i 20 e i 200 micron;
• sabbia grossa, da 200 micron a 2 mm.
La determinazione di queste frazioni viene effettuata dopo disgregazione di alcune componenti organiche e di legami deboli che tengono aggregate tra di loro queste particelle.
In generale terreni con maggiore frazione argillosa sono più compatti, con maggiore ritenzione idrica e, quindi, con maggiori difficoltà di circolazione dell’acqua con possibilità di ristagni idrici. Terreni con maggiore frazione sabbiosa risultano più permeabili e quindi con minore ritenzione idrica. I terreni limosi hanno caratteristiche intermedie. Dalla differente percentuale delle varie frazioni si può avere una classificazione come quella riportata nella immagine di sopra (secondo la classificazione USDA).
La presenza poi di sostanza organica, nelle sue varie forme, può migliorare notevolmente le caratteristiche chimico-fisiche dei suoli e quindi anche la loro fertilità.

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