Come coltivare il pompelmo in maniera biologica

Come coltivare il pompelmo in maniera biologica

La coltivazione del pompelmo (Citrus paradisi Macfad., 1830) secondo i buoni principi di un’agricoltura che rispetti la Natura non è complicata a condizioni che si seguano però alcune regole; vediamo come coltivare il pompelmo in maniera biologica.
Il pompelmo ama i luoghi soleggiati per molte ore al giorno e, soprattutto, al riparo dai venti. È una pianta che teme il freddo e le gelate notturne e va in sofferenza con temperature troppo elevate. Il terreno su cui coltivare il pompelmo deve essere sciolto, ricco di sostanza organica e molto ben drenato, non calcareo in quanto predispone la pianta alle clorosi (soprattutto quella ferrica). Come tutti gli agrumi è una pianta che ha bisogno di regolari irrigazioni soprattutto nel periodo caldo. Nei terreni più sciolti i turni di irrigazione devono essere più ravvicinati. Un’avvertenza è quella di non irrigare subito a ridosso dell’allegagione per non provocare una eccessiva cascola dei frutticini. Per l’irrigazione è meglio evitare acque calcaree.

Per la concimazione questa va fatta preliminarmente in reimpianto ponendo nelle buche (50 x 50 x 50 cm) del letame maturo o compost; 4-5 Kg sono sufficienti. Il sesto di impianto ottimale è quello 5 x 5-6 m, con impianto primaverile. Durante la vita della pianta invece il letame va integrato nel periodo di dicembre-gennaio e successivamente lavorato con arnesi non rotanti (questi danneggiano le radici superficiali della pianta). In terreni a pH più basso si può integrare al letame la cenere proveniente dalla bruciatura dei residui delle potature.
Anche se il pompelmo si può propagare per seme, per motivi di tempi di crescita si consiglia quella tramite innesto, con la scelta di portainnesti idonei al vostro terreno da scegliere tra arancio amaro, arancio trifogliato e il citrange. Per le tecniche si rimanda alla pagina degli innesti. Altra tecnica che si può pure adottare è quella per margotta. Con l’innesto comunque la pianta inizia a fruttificare verso il 4 anno e va in piena produzione verso il 6-7 anno. Per la potatura bisogna intanto utilizzare forbici o cesoie ben taglienti, disinfettate, togliendo soprattutto i rami centrali che crescono in posizione verticale (succhioni) ed impalcando la pianta ad altezza d’uomo (gli agrumi fruttificano soprattutto nella parte mediana della pianta). Con la potatura primaverile si tolgono altresì i rami secchi, spezzati, dando alla pianta una buona distanza ed arieggiamento tra i vari rami.
Per la raccolta ricordo che, a differenza di altri agrumi, la polpa diventa più dolce solo dopo il distacco dalla pianta. Il frutto va pertanto raccolto quando ha raggiunto una buona pezzatura (tipica per la varietà) e conservato in luogo asciutto, fresco ed al buio.
Tra le avversità si ricordano le gommosi ed il mal secco. La migliore cura è l’accortezza di non usare organi rotanti nel terreno, di disinfettare forbici e cesoie e di avere un buon drenaggio. Tra i parassiti animali è sensibile alla cocciniglia, alla tignola della zagara. agli acari come l’acaro rugginoso e il ragnetto rosso. Ottimi sono i trattamenti con macerato d’ortica e con sapone di Marsiglia. Ricordiamo altresì delle malattie virali tra cui exocortite e la Tristezza degli agrumi.
Il pompelmo ha molte varietà di cui alcune a polpa pigmentata ed altri apirene.

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