Oltre centomila oranghi uccisi dall’olio di palma

Oltre centomila oranghi uccisi dall’olio di palma

Per far posto alla coltivazione dell’olio di palma gli oranghi del Borneo hanno visto, in poco più di 15 anni, diminuire la loro popolazione di circa 150.000 individui.
La popolazione di questi animali è decimata ogni giorno dai cacciatori e dagli agricoltori, che li uccidono (a colpi di machete) quando questi si avventurano nelle piantagioni. Ma il loro sconfinamento è ormai sempre più determinato dalla deforestazione selvaggia che viene praticata per far posto alla coltivazione della palma da olio. Questo processo rischia di diventare esponenziale nel momento che alla diminuzione del loro habitat naturale ne consegue la necessità di questi animali di trovare nutrimento.
Secondo le ultime indagini il numero di oranghi rimasti nel Borneo pare che sia adesso stimato tra i 70 e i 100 mila (con un dimezzamento tra il 1999 ed il 2015).

 

Se il processo continuerà in questa direzione si potrebbe avere una ulteriore perdita di 45 mila esemplari nei prossimi 35 anni e forse anche di più perché oltre alla perdita di habitat bisogna tenere conto delle uccisioni.
Gli oranghi infatti vengono cacciati con brutali uccisioni e questo animale tipico della Malesia e dell’Indonesia è adesso considerato “in pericolo critico” dall’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN).
L’attuazione di un’agricoltura, ancora una volta insostenibile e fortemente voluta dalle multinazionali sta demolendo le foreste del Borneo con la perdita in alcune zone di popolazioni locali di oranghi fino al 75%.
Ma c’è di più, e su questo non esistono ancora studi in proposito: le condizioni idrogeologiche e climatiche, dovute a questa follia umana, ricadranno proprio sugli abitanti del luogo. Le tecniche di coltivazioni e l’uso di pesticidi scatenerà un effetto domino su suolo e su agro ecosistema con conseguenze ecologiche e sociali oggi difficilmente quantificabili.
Cosa dobbiamo aspettare prima che i governi locali e organizzazioni intergovernative intervengano. Dove sono questi temi nei programmi e nelle campagne elettorali?

Guido Bissanti




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