Ribes uva-crispa

Ribes uva-crispa

L’uva spina (Ribes uva-crispa L.) è una pianta della famiglia delle Grossulariaceae e appartiene al genere Ribes. Un altro sinonimo scientifico di questa specie è quello di Ribes grossularia.

Sistematica –
L’uva spina dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, al Regno Plantae, alla Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Rosales, Famiglia Grossulariaceae e quindi al Genere Ribes ed alla Specie R. uva-crispa.

Etimologia –
Il nome del genere di questa pianta deriva dal latino medioevale ‘ribes’, che a sua volta risale all’arabo ‘ribas’, che è il nome di una pianta acidula menzionata dai medici arabi. Tale termine manca nella letteratura greco-romana e appare per la prima volta verso 1290 negli scritti di Simon Januensis, lessicografo e medico italiano. Il termine specifico deriva dal latino ‘uva’ e ‘crispus, -a, -um’, increspato, ricciuto, in riferimento alle caratteristiche dei frutti che sono irti e ghiandolosi.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’uva spina è una pianta eurasiatica con un largo areale di diffusione; è diffusa dall’Europa al Giappone. In Italia è comune sulle Alpi e sull’Appennino centro-settentrionale, fino al Molise. Cresce prevalentemente nei boschi e nelle radure di montagna, dai 100 ai 1600 m di quota.

Descrizione –
L’uva spina è un piccolo arbusto spinoso, latifoglia e caducifoglia. I rami di questa pianta sono alquanto intricati. La pianta può avere dimensioni tra i 50 ed i 200 cm di altezza. La sua forma biologica è quella di una nano-fanerofita; infatti è una pianta legnosa con gemme perennanti poste tra 20 cm e 2 m dal suolo. Le foglie sono lobate, senza stipole, di pelosità variabile. I fiori sono solitari o con un racemo di 2-3 fiori e con un breve peduncolo. Il calice è formato da cinque sepali giallo-verdi, gialli o porporini, di 5–7 mm. La corolla è formata da cinque petali minori dei sepali, alternati ad essi. Il fiore ha 5 stami epipetali (disposti in corrispondenza dei petali). L’ovario è infero, con uno stilo bifido. La fioritura dell’uva spina avviene in aprile e la frutticazione si ha ad agosto. I fiori, inseriti singolarmente oppure a gruppi di 2-3 , sono generalmente autofertili. Il frutto è una bacca con numerosi semi, con dimensioni, colori e pelosità variabile . di norma il diametro può variare di specie in specie da 10 a 25 mm e i colori dal verde chiaro e acido al violetto, passando per il giallastro e il rosso pallido.
Tra le varie tipologie di Uva Spina ce ne sono alcune dal frutto rosso o rossiccio, tra queste ci sono la Poorman, di origine statunitense, con frutti non molto grandi e usata nell’industria dei frutti sciroppati, oppure la Winham Industry. Questa Uva Spina rossa è invece inglese, le sue bacche sono di forma oblunga e di grosse dimensioni, il colore tende al violaceo proprio come quelle del tipo Josta, diffuso in Olanda e molto vigoroso.
Una delle caratteristiche peculiari dell’Uva Spina rossa è l’alta sensibilità all’oidio, per cui se ne sconsiglia la coltivazione in aree dove per umdità e condizioni climatiche può essere soggetta a questo fungo. L’altro colore delle bacche di questa pianta è il bianco. Da intendersi non proprio bianco ma verdino, giallastro, e varie sfumature simili. C’è ad esempio l’Uva Spina Careless, dall’Inghilterra, con grosse bacche verdi, la White Smith, sempre inglese ma con frutti più gialli, e la Leveller, similmente inglese e “yellow”.
Una varietà bianca e molto apprezzata perché più resistente alle altre all’oidio è la Pax, senza spine e con un frutto anche di buon sapore. In generale tra le varie cultivar di Uva Spina quelle europee sono più sensibili all’oidio e meno rustiche di quelle americane, ce ne sono poi provenienti da varie parti del mondo e che si adattano bene al nostro clima.
Comunemente conosciuta come Amla, scientificamente definita Phyllanthus Emblica L., l’uva spina indiana ha delle proprietà antivirali e antimicrobiche oltre che degli effetti benefici a livello nutritivo, Ne potete leggere in modo approfondito nell’articolo dedicato: “Amla: proprietà”.

Coltivazione –
L’Uva spina si coltiva sin dal 1700; le prime notizie ufficiali arrivano dall’Inghilterra; pertanto sembra che da questa isola si sia poi diffusa nel resto d’Europa, con le varie specie di cultivar selezionate. Tra tutti i paesi, quello che più ha apprezzato questa pianta è stata la Germania.
Per la tecnica di coltivazione si rimanda alla seguente scheda.

Usi e Tradizioni –
La coltivazione dell’Uva spina risale al 1700; dall’Inghilterra le cultivar selezionate ben presto si diffusero in altri paesi Europei, specialmente in Germania.
Questa specie è comunemente coltivata nelle numerose varietà orticole per le bacche commestibili che hanno un sapore gradevole ed aromatico e sono rinfrescanti, diuretiche, lassative e rimineralizzanti. Contengono vitamina C, pectine, zuccheri, mucillagini, tannini e sali minerali.
L’Uva spina gode di azione diuretica e lassativa blanda. La tradizione popolare la consiglia ai sofferenti di dolori reumatici e gotta
La polpa è utilizzata nelle maschere facciali per l’effetto pulizia sulla pelle grassa.
Le bacche vengono consumate o come frutta fresca o preparate in bibite, sciroppi, marmellate o gelatine. Tramite la fermentazione si ottiene un vino di frutta speciale.
I frutti non ancora maturi possono essere impiegati come condimento nei piatti a base di pesce, da cui il nome francese: groseillier à maquereau (sgombro).
In Trentino è particolarmente diffusa la marmellata a base di uva spina chiamata “conserva de ùa spinèla.”
Pur se l’Uva spina è una pianta che “appartiene” ai climi più freddi è anche vero che, con particolari accorgimenti, può crescere nei nostri ambienti tenendo conto delle sue necessità idriche e di ombreggiamento quando le condizioni di insolazioni dovessero essere eccessive.

Modalità di Preparazione –
Uno degli impieghi e dei motivi di coltivazione dell’Uva spina è legato alla produzione di marmellate. Troviamo i frutti anche venduti freschi ma non sempre sono apprezzati, mentre incontrano maggiore approvazione se trattati e in scatola oppure come ingrediente principale di gelatine e macedonie.
È una questione di sapore, dolciastro, ma anche di proprietà che queste bacche hanno: è infatti provato che svolgono una azione diuretica e lassativa, blanda ma che può servire per chi soffre di stitichezza lieve. Inoltre il succo è usato per gargarismi in caso di infiammazioni del cavo orale, c’è poi la leggenda metropolitana tutta da verificare, che l’Uva Spina sia un rimedio per i dolori reumatici e la gotta.
Per quanto riguarda le ricette a base di Uva spina, sono soprattutto di dolci, che vedono protagonista l’Uva Spina. Vediamo una torta a base di Uva spina.Come ingredienti, oltre a 600 grammi di uva spina, servono farina, burro, zucchero, liquore all’anice, 4 uova, 3 dl di panna e biscotti secchi. Si inizia assemblando 200 g di farina con 150 g di burro, aggiungendo 50 g di zucchero, 2 tuorli, 3 bicchieri di piccole dimensioni di liquore. Una volta ottenuta una pasta morbida, mettiamola coperta in frigo per 30 minuti per poi stenderla in forma circolare e foderarne con essa uno stampo già preparato imburrato e cosparso di briciole di biscotti. Sistemati i bordi, ripiegandoli, e bucherellato il fondo, spargiamo di nuovo, ma sopra, biscotti sbriciolati e uva spina prima lavata e marinata con il liquore. La cottura a 200° può durare circa 20 minuti, mentre passa questo tempo prepariamo una crema con uova sbattute, 75 g di zucchero e panna, e versiamola sopra la parte di torta estratta dal forno per poi rimettere tutto a cuocere per 20 minuti a 190°.
Altra preparazione interessante è quella della marmellata di uva spina: con questa ricetta, preparare una marmellata particolare senza pectina non è mai stato così semplice!
Gli ingredienti sono: Uva spina 800 g, succo di Ribes rosso 150 g, Zucchero 500 g. il tempo di preparazione è di 15 m, il tempo di cottura di 10 m.
Per la preparazione: lavate l’uva spina, pulitela, mettetela in un tegame capiente e schiacciatela con un pestello. Versate il succo di ribes e portate all’ebollizione, aggiungete mescolando lo zucchero gelificante e fate cuocere a fiamma alta per circa 2-3 minuti mescolando di continuo, dopodiché tirate via il tegame dal fornello. Fate la prova del piatto, cioè versate un cucchiaino della massa bollente su un piattino, mettetelo per 2-3 minuti in frigorifero, se la massa non si addensa abbastanza rimettete il tegame sul fuoco e fate ribollire il tutto. Riempite i barattoli preparati (puliti con acqua bollente e poi asciugati bene) con la frutta bollente, chiudete subito, girate i barattoli mettendoli sul capo e fate riposare per circa 10 minuti. Poi rigirate e fate raffreddare completamente.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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