2017: Aumento degli incendi boschivi europei del 200%

2017: Aumento degli incendi boschivi europei del 200%

La questione degli incendi boschivi vede l’opinione pubblica preoccupata e spesso però mal informata.
Per questo motivo vediamo di fare un po’ di sana informazione (sempre più rara).
Innanzitutto bisogna considerare che con l’aumento delle temperature globali, gli incendi boschivi, che finiranno fuori controllo, non potranno che aumentare. In questo momento,  i luoghi più esposti, sono l’Europa meridionale, l’America del Nord e il Sudafrica, una specie di triangolo delle Bermuda, dove l’anomalia è il fuoco che si genera (sia per cause antropiche che naturali)  per le ondate di caldo eccezionali.
Negli ultimi giorni, da quando viene pubblicato questo contributo, più di 10 mila persone sono state evacuate nel sud della Francia, mentre diversi paesi sono stati svuotati. In Portogallo appena qualche settimana dopo un altro enorme incendio, quello di Pedrogao Grande, ha causato 60 vittime.

 

Anche in Sudafrica, nel mese di giugno, nove persone sono morte e circa 10 mila sono state evacuate a causa degli incendi che insistevano nella regione. A luglio, invece, ben 40 mila persone sono dovute fuggire dalle fiamme in Canada occidentale, dove è stato dichiarato lo stato di emergenza. Anche più a sud, in California, circa 8 mila persone hanno dovuto abbandonare le abitazioni la settimana scorsa, mentre ardevano ettari di foresta.
Insomma un vero e proprio bollettino di guerra.
In questi periodi estremamente caldi, la vegetazione si secca e diventa estremamente infiammabile. Fulmini, combustioni spontanee e il fattore umano possono rivelarsi disastrosi per l’ambiente. E con l’aumento delle temperature, le cose rischiano di peggiorare ulteriormente. Gli esperti affermano che la temperatura media globale è aumentata di almeno un grado dalla Rivoluzione industriale, quando l’umanità ha iniziato a emettere gas serra nell’atmosfera. Nel 2015, 196 paesi hanno concordato a Parigi di limitare il riscaldamento a 2 °C entro fine secolo, ma probabilmente non basterà, dal momento che le ondate di calore e la siccità peggioreranno anche se verrà rispettato l’accordo di Parigi.
Comunque sia, solo nel 2017 in Europa, il fuoco ha bruciato un’area forestata pari alla superficie del Lussemburgo. Dall’inizio dell’anno ci sono stati 677 roghi in ​​tutta l’Unione, un aumento del 215% rispetto alla media degli incendi nel periodo 2008/2016.
Ma non è solo l’aumento della temperatura la causa che sta scatenando questo disastro di incalcolabile valore (umano, ecologico ed economico); alla base c’è in questi Paesi una errata cultura sul rapporto tra uomo e bosco e sull’economia delle attività boschive:
Prodotti (legno su tutti); fruizione, produzione di ossigeno e servizi ecologici.
Le politiche dell’intero mondo occidentale devono totalmente cambiare ma alla base di tutto se queste politiche non contempleranno il reinserimento dell’uomo nelle aree forestali e naturali, allora queste politiche, per quanti sforzi economici si potranno fare saranno un totale fallimento.
Se non si crea un rapporto di appartenenza tra uomo e foresta, un rapporto di responsabilità e di redditualità allora tutto risulterà vano.
Oggi stiamo semplicemente pagando il grande errore culturale che, dopo i trattati di Roma del 1960, hanno visto il settore agro-silvo-pastorale assimilato ad un modello industriale.
La Natura è trascendenza di un sapere infinito ed ogni qualvolta la mortifichiamo interrompiamo la ricchezza (anche economica) che proviene da questa trascendenza.
Qualche politico per combattere gli incendi propone l’uso dei droni, qualche altro l’intervento dell’esercito, qualche altro ancora soluzioni che non contemplano minimamente il tema centrale della questione.
Senza Uomo nel territorio, con economie relative a queste attività,  non solo il pianeta riscalderà sempre di più ma, nel giro di qualche decennio, l’80 % del territorio europeo andrà incontro ad una desertificazione ecologica e culturale di immani dimensioni.
Spero che la Politica la smetta di voler risolvere questioni così complesse con il solo uso della finanza o del controllo militare del territorio. Queste sono cose che alimentano solo le mafie di ogni tipo.

Guido Bissanti

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