Nasturtium officinale

Nasturtium officinale

Il crescione d’acqua (Nasturtium officinale R. Br., 1812) è una pianta perenne della famiglia delle Brassicaceae (o Crucifere).

Sistematica –
Il crescione d’acqua appartiene al Dominio Eukaryota, al Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Capparales, Famiglia Brassicaceae e quindi al Genere Nasturtium ed alla Specie N. officinale.

Etimologia –
Il nome del genere deriverebbe dal latino “nasi tortium” = naso torto a causa dell’odore penetrante della pianta. Mentre il nome volgare deriva sempre dal latino crescere. È conosciuta con numerosi nomi comuni: agretto, allegretto, arbuletta, ascione, erba da scorbuto, gressa, grisso, nasturzio acquatico.
Lo specifico “officinalis” deriva dal sostantivo latino “officina”, usato per gran parte delle piante che hanno proprietà medicinali impiegate nelle “officinae” com’erano chiamate le farmacie di un tempo.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Nasturtium officinale è una pianta cosmopolita; cresce in tutte le zone del mondo, senza lacune importanti. Il suo Habitat naturale è comunque quello delle acque ferme e correnti, sponde, acquitrini, ecc.. Predilige i luoghi ombrosi. Normalmente lo troviamo dal piano fino a 1500 m, ma è stato trovato anche oltre, fin quasi ai 2500 m.

Descrizione –
Il crescione d’acqua è una pianta erbacea perenne. Fusto ascendente, glabro, ramoso in alto. Foglie basali con picciolo di 3-5 cm, 2-3 coppie di segmenti laterali progressivamente ingrossati, i maggiori patenti o più o meno conniventi, ovali, oscuramente dentellati al margine. Segmento terminale reniforme più grande. Foglie cauline con picciolo più breve e segmento terminale subrotondo oppure ovale. Racemi abbreviati. Sepali brunastri, i due interni saccati alla base. Petali bianco-lattei, più o meno patenti. Antere gialle. Silique 2 X 13-18 mm con semi su due serie.
La fioritura si prolunga, secondo le zone climatiche, da marzo a luglio. La sua presenza è indice di acque di buona qualità.
Nell’individuarlo si può fare confusione con Cardamine amara L. che tuttavia ha silique con una sola serie di semi, antere più scure e soprattutto un sapore poco gradevole.

Coltivazione –
Il Nasturtium officinale può essere facilmente coltivato nell’orto prelevando piccoli cespi da piante giovani spontanee. Vengono trapiantati in terriccio organico mantenuto sempre umido. Può anche essere seminato in vasetti di torba e poi trapiantato.
Il crescione si moltiplica per seme o per divisione di cespi, la semina si effettua in primavera su un substrato costituito da sabbia, torba e terra di coltivo, una volta che le piantine sono alte 5 cm si mettono a dimora in un contenitore pieno d’acqua, con del terriccio sul fondo, lasciando emergere la parte apicale. La propagazione per via vegetativa consiste nel prelevare una piccola porzione di pianta sommersa con un nodo che abbia già emesso delle radici, questa viene messa a dimora nel giardino in un luogo ombreggiato in modo da creare le adeguate condizioni di umidità richieste dalla pianta o direttamente in un fontanile.
Nel caso in cui si vuole coltivare il crescione in piena terra ai lati della porzione di terreno interessata si eseguono dei canali posizionati più in basso rispetto alla pianta, prima della messa a dimora si prepara il letto di semina, in seguito viene distribuito del fertilizzante organico e si riempiono d’acqua i canali, i quali vanno mantenuti costantemente umidi. La qualità dell’acqua di irrigazione riveste una notevole importanza, essa deve essere limpida, a scorrimento lento, priva di calcare e di fango; qualora l’acqua fosse sporca, stagnante o inquinata il nasturzio può essere soggetto ad attacchi di parassiti. Le foglie vengono raccolte quando sono ancora tenere, per cui prima che si verifichi la fioritura, in seguito a quest’ultima fase è sconsigliabile estirpare le piante.
Le foglie si conservano fresche in uno strato di sabbia umida, non vengono sottoposte ad essiccazione in quanto questa ne determina la perdita delle caratteristiche organolettiche e delle proprietà.

Usi e Tradizioni –
Il crescione d’acqua è uno squisito ortaggio che si mischia alla lattuga, cicoria, pomodori, ravanelli e qualsiasi insalata mista, a cui conferisce un sapore leggermente acre e piccante.
La pianta intera raccolta in aprile, privata delle radici, contiene un glucoside solforato (gluconasturziina) che per idrolisi indotta dall’enzima mirosina si scinde in glucosio ed isosolfocianato di feniletile, oltre a ferro, zinco, rame, manganese, magnesio, iodio, fosforo, acido nicotinico, tracce di arsenico, vitamine A, B1, B2, C, E ed enzimi. Le vitamine citate conferiscono proprietà anabolizzanti ed antiscorbutiche. Trova impiego nei casi di esaurimento, anemie ed avitaminosi, nelle affezioni cutanee da essi derivate, negli eczemi ed alopecia del cuoio capelluto (succo concentrato) come diuretico e depurativo drenante, fluidificante ed espettorante del catarro delle vie aeree.
Il consumo frequente di questa verdura, presente in tutte le stagioni dell’anno, è consigliabile ai forti fumatori poiché riesce a depurare l’organismo dalla nicotina ed ai diabetici poiché abbassa il tasso glicemico nel sangue. Si sconsiglia il consumo di crescione alle persone che hanno cistiti ricorrenti.
Si raccomanda vivamente, sia per questa, sia per altre piante che crescono nell’acqua, di evitare zone con presenza di inquinamento chimico od organico e di lavare accuratamente le foglie ed altre parti commestibili al fine di eliminare i piccoli molluschi che di solito ospitano (specialmente Lymnaea palustris ), veicolo di pericolosi parassiti ( Fasciola hepatica ) del fegato, e le nefaste infezioni di leptospirosi ittero-emorragica (morbo di Weil o spirochetosi) trasmesse dai topi.
Si può affermare che è una pianta molto efficace e rinomata. Per i suoi contenuti è un buon ricostituente, impiegato anche contro il rachitismo, ma fa bene anche ai bronchi, aiuta a combattere l’anemia, è efficace anche in caso di diabete, obesità, nella cura dell’acne e delle infezioni delle vie urinarie. Ottimo depurativo e anche diuretico.
Il Nasturtium officinale è una pianta conosciuta sin dall’antichità per le sue molteplici virtù. È ricca di vitamine e sali minerali è un prezioso antianemico, antiscorbutico e decongestionante per il fegato. Comunemente usato nelle insalate, il crescione va adoperato fresco, perché la cottura o l’essiccazione lo privano di tutte le sue qualità depurative, diuretiche e corroboranti.
Secondo la mitologia greca il crescione era contenuto tra i vari doni utili e le molteplici disgrazie nel vaso donato dagli dei a Pandora per le sue nozze.
Il crescione d’acqua fu pianta molto rinomata e addirittura molto amata dal primo medico Ippocrate, che ne faceva largo impiego. I romani, poi, ritenevano che facesse addirittura crescere i capelli.

Modalità di Preparazione –
Dal punto di vista gastronomico il Nasturtium officinale è assai apprezzato e coltivato in Germania ed in Francia, dove si ritiene, fra l’altro, pianta afrodisiaca. Fu il francese Cardon, nel 1811, a introdurre la coltura in crescioniere (cressonières) artificiali. Le foglie giovani di crescione dal sapore acidulo, piccante e leggermente amaro, oltre che in insalata, possono essere consumate triturate e poste su crostini di pane imburrati, sui formaggi freschi, sulle carni alla griglia, nelle salse piccanti e pepate. Per poter tranne il miglior vantaggi è consigliabile mangiare il crescione molto verde e fresco, ovviamente dopo averlo lavato accuratamente. Il suo consumo è consigliabile crudo, lasciandolo riposare un paio di ore, prima del suo consumo.
È ottimo in insalata; ha anche un ottimo sapore che è un po’ piccante, condito con l’olio di oliva extra vergine, (biologico da spremitura a freddo) e con del succo di limone, (sempre biologico) e mettendo insieme una cipolla affettata, si dice che faccia bene ai polmoni e anche ai reni.
Le sue foglie si possono utilizzare anche per fare delle salse e minestre, oppure per adornare dei piatti molto freddi.
Si raccolgono le sue sommità fiorite, poco prima delle fioritura completa e poi vengono essiccate all’ombra, in questo processo rilasciano un forte odore.
Il succo del Crescione d’acqua viene utilizzato, come visto, come antianemico.
Ottimo come ricostituente, per combattere l’anemia, si dimostra utile il suo succo mediante una centrifuga della sua pianta. Sempre da consumare con moderazione.
Il succo di crescione fresco viene utilizzato anche esternamente per trattare le malattie della pelle, l’eczema e le eruzioni.
Dal punto di vista alimentare si possono semplicemente consumare 100 g di foglie fresche in insalata al giorno, da sola o mescolata con altre insalate per una settimana. In alternativa si può consumare il succo della pianta fresca intera (150 g) mediante frullatura e filtrazione.
Un’altra preparazione è la masticanza per afte e gengive deboli e sanguinanti. A tal fine occorrono due foglie fresche di crescione e una foglia fresca di salvia. Si mettono in bocca e si mastica lentamente per una decina di minuti, poi si sciacqua con acqua fredda e limone. Due volte alla settimana quando serve, alla sera prima di coricarsi.
Col Crescione d’acqua si può preparare una lozione contro la caduta dei capelli.
200 cl di succo concentrato di crescione, ottenuto passando le parti aeree della pianta in un frullatore e filtrando con un colino, va mescolato in parti uguali con decotto di ortica (ottenuto facendo bollire in 300 cl di acqua 200 grammi di sommità o foglie per 10 minuti e filtrando come sopra). Dopo aver lavato i capelli con uno shampoo neutro (e privo di laurilsolfato di sodio!), si asciugano un poco e si frizionano con un bicchiere della suddetta preparazione lasciando agire per 15 minuti coprendo la testa con una salvietta. Poi si risciacquano. Si fa questa operazione due volte alla settimana fino ad esaurimento della lozione (che va conservata in frigorifero).
Una avvertenza: alcune persone sensibili possono accusare disturbi gastrici, in questo caso è meglio evitare il consumo di crescione, così come di piante ricche di glicosidi solforati tipo aglio, rafano, ravanelli, senape, ecc..
Va inoltre sottolineato che piante di crescione vegetanti in acque stagnanti o inquinate sono inutilizzabili dal punto di vista alimentare.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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