Come coltivare l’Iperico

Come coltivare l’Iperico

L’iperico (Hypericum perforatum L.), conosciuto anche come erba di San Giovanni), è una pianta officinale perenne semisempreverde della famiglia delle Clusiaceae. Questa pianta ha proprietà fitoterapeutiche, in particolare quelle antidepressive e antivirali. Le origini del suo uso sono antichissime. In questa scheda vedremo come coltivare l’Iperico e gli accorgimenti utili. Da questa pianta si prepara l’olio di Iperico.
L’Iperico, pianta di origine asiatica, è composta da oltre 400 specie diverse, erbacee e con fusto legnoso alla base. Questa pianta viene solitamente utilizzata come tappezzante, per la sua capacità di diffondersi molto rapidamente grazie ai suoi fusti sottili e striscianti. L’altezza è di circa 30-40 centimetri ed il fiore, rosso o giallo, ha cinque petali, talvolta ricurvi. Ma come coltivare l’Iperico?
Si può far crescere in vaso, per poi piantarlo in giardino, l’iperico ha un fogliame numeroso ed una fioritura molto vasta. La grande adattabilità, permette la coltivazione in quasi tutti i tipi di terreno, anche quelli più sabbiosi e poveri, oltre ad essere utile per il consolidamento delle scarpate grazie agli stoloni che sono in grado di trattenere il terreno.

Essendo una pianta molto adattabile, si può scegliere di piantare l’Iperico indifferentemente in pieno sole o in penombra: entrambe le soluzioni non danno particolari problemi per lo sviluppo dell’iperico.
La resistenza alle temperature può arrivare dai 25 °C fino a – 10 °C , con un deterioramento di foglie e rami in quest’ultimo caso, ma con la pianta che, dalla base, germoglia senza problemi.
Non è necessario bagnare la pianta, che si comporta bene anche inclimi molto secchi. E’ invece utile potare le piante alla base ogni due anni, ma solo se si è verificato l’imbrunimento dei rami e delle foglie.
All’acquisto controllate che il fogliame sia sviluppato e non vi sia ruggine, inoltre, sappiate che potete piantarla durante tutto l’anno. La propagazione Avviene per divisione dei cespi, per talea semilegnosa, oppure si procede asportando dalla pianta madre le nuove piante che si sviluppano al termine dei vigorosi stoloni.
Nuove piantine possono essere ottenute sia tramite seme sia per talea.
Per seme si deve procedere in serra, all’inizio della primavera. La germinazione è piuttosto veloce, ma, soprattutto per le specie sempreverdi, la fioritura non si avrà per almeno tre anni.
La talea si effettua dall’estate all’autunno, Si prelevano porzioni di ramo semimaturo e si pongono in una composta molto leggera e mantenuta sempre leggermente umida, all’ombra. Si copre il tutto con un film plastico.
Molto pratiche sono anche la margotta o la propaggine, da operare in autunno. In particolare la seconda è di facile realizzazione per le specie con lunghi steli e per le coprisuolo. È sufficiente effettuare piccoli tagli sullo stelo e interrare proprio in corrispondenza di essi. In primavera, generalmente, è già avvenuta l’emissione di nuove radici e la nuova piantina può essere separata. La divisione deve essere effettuata di preferenza in autunno.
L’iperico non ha particolari esigenze in fatto di suolo. Si adatta a tutti i terreni, a patto che siano ben drenati.
Per avere ottimi risultati sia di crescita, sia di fioritura è necessario posizionarlo in pieno sole. Ad ogni modo quasi tutti sopportano bene anche la mezz’ombra. Alcune specie (in particolare il calycinum, l’androsaemus e la cultivar hidcote) riescono a prosperare piuttosto bene anche in ombra.
Possono svilupparsi senza problemi in qualsiasi terreno, anche nella comune terra da giardino, purché sia abbastanza drenata; crescono anche nei luoghi sabbiosi e poveri di materia organica.

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