Come coltivare il limone in maniera biologica

Come coltivare il limone in maniera biologica

La pianta di limone fu introdotta nel bacino del Mediterraneo (proveniente dall’India) agli inizi del XII secolo per merito degli Arabi.
Per iniziare bisogna sapere che la pianta di limone può essere riprodotta per talea o da seme ma la tecnica più adottata è quella dell’innesto. L’innesto conferisce particolari doti e resistenze che permettono una buona e redditizia coltivazione.
Per i coltivatori inesperti si consiglia di partire da una pianta già innestata proveniente da un vivaio biologico certificato e con esplicita etichetta e possibilmente rifiorente. L’impianto va fatto all’inizio della primavera.
La zona dove coltivare il limone non deve avere temperature che scendono al di sotto dello zero °C. Quindi climi mediterranei e preferibilmente zone litorali. L’area non deve essere ventosa ma sottoposta a leggere brezze che evitino anche il caldo torrido.
Se la coltivate nel vostro giardino di casa scegliete una zona in pieno sole e possibilmente riparata dai venti. Nel caso di spazio per più piante si consiglia una distanza di 5 metri.

I terreni ideali per il limone sono quelli non calcarei (dove il limone soffrirebbe di clorosi), soffici e di medio impasto, ben drenati e con una buona dotazione in sostanza organica. Questa va posta nella buca prima dell’impianto (si consiglia il letame bovino o equino mentre è da evitare la pollina).
Per la coltivazione del limone è indispensabile l’irrigazione soprattutto nel periodo che va da aprile-maggio fino a settembre-ottobre (dipende dall’andamento pluviometrico). Le acque non devono essere eccessivamente calcaree e con bassi contenuti in sodio (è bene fare un’analisi chimica presso un laboratorio specializzato).
Molto importante è la tecnica della potatura che va fatta tenendo conto di alcuni fattori:
• la pianta produce soprattutto ad altezza d’uomo;
• i succhioni (i rami verso l’alto) vanno sempre tolti per evitare l’eccessiva vegetazione;
• i polloni (i rami che crescono alla base della pianta) vanno tolti subito;
• all’interno della pianta va mantenuta una buona arieggia tura onde evitare l’insorgere di una serie di malattie e fitopatie.
La potatura, che deve essere sempre leggera e graduale (man mano che la pianta cresce), va operata alla fine dell’inverno (prima della ripresa vegetativa) e deve interessare altresì i rametti secchi che, soprattutto durante l’inverno, vengono a formarsi.
Per la raccolta (se per uso casalingo) si consiglia di farlo quando questi hanno appena completato la colorazione gialla: è il momento di maggiore valore organolettico e nutritivo. Nella produzione aziendale la raccolta viene effettuata quando il limone è ancora verde per motivi di natura commerciale.
Per quanto riguarda le fitopatie, soprattutto quelle dovute ad attacchi parassitari di insetti, acari e fumaggini, è bene sapere che la prevenzione parte da buone tecniche di coltivazioni; tra queste ricordiamo:
• non utilizzare mai fertilizzanti di sintesi soprattutto azotate; queste ultime, oltre alle gravi ripercussioni sulla salute e sull’ecosistema, rendendo la pianta più tenera richiamano soprattutto gli insetti di cui poi è più difficile liberarsi;
• tenere la pianta arieggiata e quindi regolarsi con leggere ma costanti potature annuali;
• porre vicino al limone delle piante (vedi le schede specifiche in questo sito) che interagiscono con gli insetti in modo da aiutare il sistema ecologico ad equilibrarsi;
• non utilizzare mai motozappe vicino alle radici in quanto il limone è dotato di un particolare apparato radicale molto superficiale che se danneggiato oltre a far soffrire la pianta può provocare il malsecco (dovuto ad un fungo) che è una delle patologie di maggiore gravita di questa pianta.
Se comunque si dovessero presentare attacchi soprattutto da cocciniglie (che con le loro escrezioni zuccherine provocano la fumaggine e la risalita delle formiche) si può intervenire con un lavaggio con sapone puro di Marsiglia, rimuovendo successivamente la fumaggine utilizzando una spazzola. Il lavaggio però va iniziato alle prime manifestazioni altrimenti successivamente sarà più complicato liberarsi di questi insetti.
Altri fastidiosi parassiti dei limoni sono gli afidi e la mosca bianca. Contro questi insetti si consiglia di agire con il macerato di ortica e il macerato d’aglio.



2 pensieri riguardo “Come coltivare il limone in maniera biologica

  • 22 febbraio 2018 in 18:25
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    Si tratta di consigli parziali che possono essere applicati solo su giardini da diletto non certo per colture intensive.

    Risposta
    • 22 febbraio 2018 in 19:13
      Permalink

      Le posso assicurare che già, nel 1980, all’ora Ricercatore presso CNR, con il Prof. Giovanni Liotta (Istituto di Entomologia Agraria dell’Università di Palermo), abbiamo condotto le prime esperienze di coltivazione totalmente in biologico (ai tempi non esisteva come Reg. Europeo) dei limoni, su aziende reali nella provincia di Palermo di parecchi ettari. Da quella esperienza sono state fatte parecchie pubblicazioni ed oggi molte aziende in zona attuano con successo la coltivazione totalmente biologica del limone. E’ chiaro che cambiando le estensioni vanno presi di volta in volta degli accorgimenti particolari (è bene farsi seguire da un Dottore Agronomo) e tecniche agronomiche relative; la sostanza però cambia poco.

      Risposta

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