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Come si coltiva il Frassino maggiore

Come si coltiva il Frassino maggiore

Il frassino maggiore o frassino comune (Fraxinus excelsior L.) è un albero della famiglia delle Oleaceae originario dell’Europa e della regione caucasica e diffuso dall’Asia minore all’Europa.
In Italia è frequente nel centro-nord. Al Sud e sulle isole è sostituito dal Frassino meridionale.
Le sue strutture riproduttive sono dei fiori portati in cime racemi formi che sbocciano a marzo aprile, prima delle foglie. Il frutto è una samara, con una testa allungata contenente il seme e un’ala stretta lanceolata.

Coltivazione –
Il frassino maggiore è una specie interessante per l’arboricoltura da legno. È una pianta lucivaga mesofila ed esigente che richiede terreni fertili, umidi ricchi di humus e profondi.
Il frassino maggiore viene governato a fustaia con turni di 70-80 anni e raramente a ceduo, si moltiplica facilmente con la semina o trapiantando piantine di 2-4 anni, si deve prevedere continua e tempestiva lotta ai parassiti animali e fungini.
È una pianta abbastanza tollerante l’ombra nella fase giovanile e quindi può rinnovarsi facilmente nei querceti radi e nelle radure delle faggete. Si rinnova bene anche negli ex-coltivi abbandonati.
Inoltre sono piuttosto resistenti e non temono le temperature rigide, mentre mal sopportano i climi troppo caldi ed afosi. Non risente particolarmente nemmeno nelle zone sottoposte a forti venti.
Il Fraxinus excelsior si può porre a dimora anche in luoghi con scarso drenaggio e in terreni molto umidi, può anche adattarsi a quelli più montani, anche se il suo terreno ideale è quello di tipologia argillosa. Non sopporta terreni troppo compatti e asciutti.
Le giovani piantine richiedono la fornitura di acqua in modo costante; si consiglia di procedere con annaffiature regolari nel corso dei primi 3/4 anni di vita per garantire il loro corretto sviluppo, mentre gli esemplari adulti possono accontentarsi delle piogge, dato che sviluppano un apparato radicale che si spinge in profondità e riesce a raccogliere l’umidità presente nel terreno.
Anche in presenza di forte umidità questa pianta riesce a resistere senza particolari problemi.

Usi –
Il legno di frassino è duro, compatto, elastico, difficilmente deformabile e di facile lavorazione. È una importante essenza forestale, largamente usato anche nelle alberature stradali o come pianta ornamentale in parchi e giardini di grandi dimensioni.
Questa pianta ha molteplici usi.
Le foglie secche e triturate e i frutti posti in un infuso di acqua bollente forniscono il tè di frassino.
Le foglie fermentate con acqua e saccarosio servono per preparare bevande alcoliche.
La manna viene utilizzata come dolcificante, indicata per bambini, anziani e diabetici.
Viene utilizzato per l’estrazione di tannini dalla corteccia.
Si utilizzano le foglie come foraggio per il bestiame, in zone povere di pascoli.
Per la produzione di legname; il legno di Frassino maggiore è chiaro biancastro, con anelli ben distinti e provvisti di grossi vasi nella zona primaverile, è elastico e resistente, il peso specifico è 0,96 da fresco; 0,72 da stagionato e 0,66 da secco, facilmente lavorabile viene utilizzato industrialmente per la produzione di compensati, pavimenti, mobili, timoni per imbarcazioni da diporto, manici per attrezzi e parti di strumenti musicali. Per la sua elasticità e resistenza col suo legno un tempo venivano fabbricati gli sci. Ha inoltre un elevato potere calorifico quindi è un apprezzato combustibile.
Fino al ‘600 fu, assieme al corniolo, uno dei legnami più impiegati nella produzione di lance, giavellotti e picche (oltre che alle ruote dei carri, sin dall’età del bronzo, quando il carro da guerra era uno status symbol militare), tanto che il frassino venne legato sovente a divinità pagane della guerra, fraternità di guerrieri o società di carattere militare.




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