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Corvus corax

Corvus corax

Il corvo imperiale (Corvus corax Linnaeus, 1758) è un uccello passeriforme appartenente alla famiglia dei Corvidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Superphylum Deuterostomia, Phylum Chordata, Subphylum Vertebrata, Infraphylum Gnathostomata, Superclasse Tetrapoda, Classe Aves, Sottoclasse Neornithes, Superordine Neognathae, Ordine Passeriformes, Sottordine Oscines, Infraordine Corvida, Superfamiglia Corvoidea, Famiglia Corvidae e quindi al Genere Corvus ed alla Specie C. corax.
Di questa specie, la maggior parte degli autori riconosce undici sottospecie, con areali e caratteristiche differenti:
– Corvus corax principalis Ridgway, 1887 – caratterizzata da corporatura massiccia e grosso becco, piumaggio assai lucente e barbe golari ben sviluppate, diffusa dall’Alaska alla Groenlandia e a sud fino a Oregon e Georgia nord-occidentale (attraverso gli Appalachi;
– Corvus corax sinuatus Wagler, 1829 – di piccole dimensioni e dal becco piccolo e relativamente sottile, diffusa dalla Columbia Britannica al Nicaragua attraverso le Grandi Pianure, le Montagne Rocciose, il Gran Bacino e il Messico;
– Corvus corax clarionensis Rothschild & Hartert, 1902 – diffusa in California e Baja California (nonché sull’isola Clarión), a est fino al deserto del Mojave;
– Corvus corax varius Brünnich, 1764 – di taglia intermedia fra la sottospecie nominale e principalis, caratterizzata da piumaggio meno lucente e da un caratteristico anello di piume biancastre attorno alla base del becco, diffusa in Islanda e alle Isole Fær Øer (dove era diffusa inoltre una variante geografica, il corvo pezzato, attualmente estinta[52]);
– Corvus corax corax Linnaeus, 1758 – la sottospecie nominale, caratterizzata da becco corto e tozzo, piuttosto arcuato, diffusa dalle isole britanniche allo Enisej attraverso Fennoscandia, Europa occidentale, centrale e orientale, Russia europea e Siberia;
– Corvus corax hispanus Hartert & Kleinschmidt, 1901 – diffusa nella Penisola iberica, in Italia (comprese Sicilia e Sardegna), in Corsica e alle Baleari;
– Corvus corax laurencei Hume, 1873 – diffusa dalla Grecia orientale al Turkestan occidentale e all’India nord-occidentale, attraverso Cipro, Medio Oriente e Asia Centrale;
– Corvus corax tingitanus Irby, 1874 – caratterizzata da piccole dimensioni, barbe golari appena accennate e piumaggio dall’aspetto unto, con sfumature brune su testa e corpo più evidenti in età avanzata, becco corto ma robusto dal margine superiore arcuato, diffusa lungo la fascia costiera del Nordafrica dal centro-nord del Marocco all’Egitto;
– Corvus corax canariensis Hartert & Kleinschmidt, 1901 – endemica delle Isole Canarie;
– Corvus corax tibetanus Hodgson, 1849 – caratterizzata dalle grandi dimensioni (sebbene il becco non sia così grande in proporzione al corpo come nella sottospecie principalis), dal piumaggio assai lucente con sfumature grigiastre alla base del collo e dalle barbe golari molto pronunciate, diffusa dal Pamir e dal Tian Shan all’altopiano del Tibet e alle pendici settentrionali dell’Himalaya;
– Corvus corax kamtschaticus Dybowski, 1883 – caratterizzata da grossa taglia e becco grosso e forte, diffusa dalla Siberia centrale alla Kamchatka, a sud fino alla Manciuria e alla Mongolia, oltre che a Hokkaidō, alle isole Kurili, a Sakhalin e alle isole del Commodoro.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Corvus corax, insieme al Corvus crassirostris rappresenta il più grande rappresentante della propria famiglia.
Si tratta di un uccello originario dell’Eurasia che sfruttò il ponte di terra dello stretto di Bering formatosi durante le ere glaciali del Pleistocene per colonizzare il Nord America: si tratta quindi di uno dei pochi animali (fra gli altri vi sono ad esempio l’alce, il lupo e l’orso bruno) a essere presente in ambedue i continenti senza esservi stato importato dall’uomo.
Per via di questa antica origine il corvo imperiale, con tutte le sue sottospecie, occupa l’areale naturale più vasto fra gli uccelli (superiore ai 10.000.000 km²).
Si tratta di una specie diffusa in tutta Europa (Isole Canarie, Islanda, Gran Bretagna e Irlanda comprese, mentre manca quasi del tutto dall’Europa centrale), in Asia centrale e settentrionale (a sud fino all’Iran e all’India settentrionale), in Africa settentrionale, in America Settentrionale e Centrale (con l’eccezione degli Stati Uniti sud-orientali) a sud fino al Nicaragua, oltre che in molte isole del Pacifico.
In Italia, il corvo imperiale risulta piuttosto raro, tanto da comparire fra le specie inserite nel Libro Rosso degli Animali d’Italia: sull’intero territorio nazionale ne è infatti censita una popolazione totale inferiore alle 15.000 unità, concentrate lungo l’arco alpino, in Sardegna, nel Gargano e lungo l’Appennino Meridionale, ma presenti grossomodo in tutte le aree rocciose del Paese.
Il suo habitat è quello delle aree alberate, con presenza nei dintorni di ampi spazi aperti dove cercare il cibo; lo si trova anche lungo le aree costiere con presenza di falesie rocciose, dove l’animale si nutre e nidifica. È un uccello assai adattabile: lo si trova anche nelle aree ghiacciate del Circolo Polare Artico, nelle aree aride e semidesertiche del Nordafrica, fino alle cime dell’Himalaya, dove sono stati osservati esemplari di questa specie a 6.350 m di altezza sul Monte Everest. Si può dire che l’unico habitat che il corvo imperiale eviti sia la foresta pluviale.

Descrizione –
Il corvo imperiale è un uccello con una lunghezza totale di 52 – 64 cm, un’apertura alare di 117 – 135 cm, per un peso medio che oscilla tra 600 e 1.600 grammi.
Ha una conformazione robusta, di colore completamente nero lucente con iridescenze violette. Il piumaggio è folto e serrato. A seconda della sottospecie, possono o meno essere presenti sfumature brune su petto e collo, oppure piume biancastre disposte ad anello attorno alla base del becco. Sulla gola, in corrispondenza del gozzo, sono presenti delle particolari piume lanceolate ed erettili, dette barbe, che l’animale utilizza per comunicare il proprio stato d’animo.
La testa si presenta allungata, con occhi di colore bruno scuro e un forte becco. Quest’ultimo è piuttosto lungo e leggermente incurvato sul margine superiore, con un abbozzo di uncino in punta: il becco appare però più corto a causa delle piume setolose che ne ricoprono la parte prossimale, oltrepassando il margine di attacco del becco e andando a formare un anello alla sua base, estendendosi fin quasi al mento sulla mandibola.
Le zampe sono nude dal tarso in giù, dove si presentano ruvide al tatto e ricoperte sulla loro parte anteriore da un’unica fila di scaglie rettangolari: come anche tutte le altre parti nude del corpo sono nerastre, talvolta con sfumature di colore carnicino in prossimità dell’attaccatura delle unghie. Queste ultime sono forti e a forma di uncino, anch’esse di colore nero lucido. Le dita sono quattro, tre rivolte in avanti e una rivolta all’indietro, assicurando all’animale una salda presa sugli appigli e un buon equilibrio al suolo. L’interno della bocca è di colore rosato o rosso vivo, con lingua appuntita e ruvida di colore rossiccio.
I due sessi sono simili, con le femmine leggermente più piccole, mentre il corvo giovane si può distinguere per la mancanza delle iridescenze viola e per il suo colore più opaco e tendente al marrone. Si può distinguere dagli altri corvidi per il suo collo sporgente per la sua coda lunga a cuneo.
I giovani corvi imperiali, assai simili agli adulti, anche se di minori dimensioni e dagli occhi di colore grigio-bluastro anziché bruno, si riuniscono in gruppetti composti mediamente da una quindicina d’individui: essi sono estremamente curiosi e mostrano interesse per qualsiasi novità venga loro proposta (in particolare per gli oggetti tondi e luccicanti), curiosità che tuttavia perderanno gradualmente con l’età adulta, al punto di diventare spiccatamente neofobici durante la vecchiaia.
Il volo del Corvus corax è caratteristico: potente, dritto, con battiti ampi e lenti, inoltre ha l’abitudine di planare lungo come i rapaci.
In generale le sottospecie meridionali, diffuse in aree più calde, sono generalmente più piccole e slanciate rispetto a quelle diffuse in ambienti più freddi.

Biologia –
Il corvo imperiale raggiunge la maturità sessuale da ambo i sessi attorno ai tre anni d’età, anche se comportamenti accostabili ad atti di corteggiamento sono osservabili già a partire dal secondo anno di vita, specialmente nei mesi autunnali e invernali: raramente però le femmine depongono le uova prima di aver compiuto i 4 anni.
L’inizio della fase riproduttiva è preceduta dai caratteristici voli nuziali durante i quali i due coniugi raggiungono grandi altezze per poi gettarsi velocemente verso il basso, capovolgendosi durante la picchiata, e infine risalire in quota con volo spiralato: durante tutta l’operazione, ambedue i sessi emettono un verso che suona come k-long k-long. Al termine di questi voli, appartatisi nei pressi del nido, il maschio si impone alla femmina in posizione di dominanza, ritto sulle zampe e col piumaggio arruffato, mentre quest’ultima si pone in posizione subordinata, tenendo il corpo orizzontale e la testa abbassata: a questo punto il maschio si inchina spasmodicamente davanti alla consorte, tenendo le ali pendule e arruffando le piume del capo, mentre la membrana nittitante bianca dell’occhio viene alzata e abbassata. Se la femmina è ricettiva, allora imita la postura del maschio, tenendo la coda piegata lateralmente: è a questo punto che ha luogo l’accoppiamento.
Il Corvus corax ha un periodo riproduttivo che va da febbraio a maggio, con una covata l’anno, durante la quale depone 4 – 6 (3 – 7) uova. Le uova sono di colore azzurrino-verdino con macchiette marroni, e vengono deposte in cavità o ripiani rocciosi, più raramente su alberi.
La durata della cova è di 20 – 21 giorni e la permanenza nel nido dei nidiacei è di 35 – 42 giorni.
I nidiacei vengono nutriti con grandi quantità di cibo rigurgitato dal maschio, e già a partire dal primo mese di vita si avventurano ai bordi del nido, sebbene solitamente non s’involino prima del compimento del secondo mese di vita: anche una volta in grado di volare, continuano a venire nutriti da ambedue i genitori con pezzetti di carne, e se ne separano solo dopo il sesto mese di vita. Molti giovani corvi rimangono con gli adulti fino alla successiva stagione degli amori.
L’età massima di questa specie è di 15 – 16 anni in natura, mentre possono oltrepassare anche di molto questo limite, superando i 40 anni d’età e arrivando in alcuni casi a sfiorare gli 80 anni in cattività.
I corvi imperiali sono animali rigidamente monogami: le coppie si formano in giovane età e si sciolgono solo con la morte di uno dei due coniugi, anche se occasionalmente possono essere osservati episodi di infedeltà, con le femmine che ricevono altri maschi nel nido mentre i maschi non sono presenti. La scelta del partner avviene in base alle doti di intelligenza e abilità nel procacciarsi il cibo mostrate dall’animale, piuttosto che in base a prove di forza.
Una volta formatasi la coppia, i due componenti si stabiliscono in un territorio e danno il via alla costruzione del nido: quest’ultimo, solitamente posto in luoghi poco accessibili (scarpate rocciose, cime di alberi molto alti, edifici abbandonati da tempo), consiste in una grossa coppa larga fino a un metro e profonda una trentina di centimetri, formata da una grossolana impalcatura di rami foderata all’interno con rametti più sottili, fango e materiale morbido come pelo, piume e licheni. La coppia tende a utilizzare sempre il medesimo nido per allevare la prole, a meno che non accada qualche evento che ne spinga i componenti ad abbandonarlo in cerca di altri siti meno accessibili: ogni anno esso viene rimaneggiato con l’aggiunta di nuovi rametti, sicché i vecchi nidi raggiungono dimensioni abbastanza imponenti.
Durante la cova delle uova, i corvi imperiali divengono ancora più circospetti del solito: prima di avvicinarsi al nido, il maschio si pone a una certa distanza per accertarsi che non vi siano estranei nei dintorni, e solo dopo aver scrutato per bene il territorio si azzarda a raggiungere la consorte. Qualora tuttavia qualche predatore (come i grossi rapaci, sia diurni sia notturni, oppure qualche canide o mustelide) scopra ugualmente l’ubicazione del nido e tenti di trafugarne le uova o i nidiacei, spesso viene messo in fuga dall’azione congiunta dei due genitori infuriati, che possono attaccare direttamente l’intruso a colpi di becco, oppure bersagliarlo con pietre che lasciano cadere dall’alto. Possono essere aggrediti anche animali predatori che si avvicinino al nido anche solo casualmente.

Ruolo Ecologico –
Secondo la simbologia tradizionale, quella del Corvo imperiale è la più nefasta tra le specie. Il piumaggio nero e il verso rauco sono i tratti che hanno contribuito a diffondere il mito di questo uccello come messaggero di sciagure al servizio di forze malvagie. Secondo la mitologia greca il Corvo imperiale, in origine bianco, era un servitore del dio Apollo. Punito per aver riferito cattive notizie alla divinità, venne condannato insieme a tutta la sua progenie ad avere penne scure come le tenebre. In realtà, il mistero che circonda questa specie è probabilmente dovuto alla sua indole riservata e prudente: predilige infatti la vita solitaria e gli ambienti aspri e inospitali. Celebre per la sua astuzia, è anche in grado di imitare una grande varietà di suoni, persino la voce umana.
Questo uccello conduce normalmente un’esistenza solitaria o di coppia, ma può unirsi in gruppi numerosi se le disponibilità alimentari sono favorevoli.
Il corvo imperiale è un animale tendenzialmente stanziale: gli individui giovani possono compiere spostamenti di una certa entità (200 km e oltre) alla ricerca di nuovi ambienti dove stabilire il proprio territorio, mentre le popolazioni residenti nelle aree meno ospitali dell’areale di questa specie possono compiere piccole migrazioni stagionali in caso di stagioni particolarmente inclementi dal punto di vista climatico, come estati particolarmente torride o inverni particolarmente rigidi.
I corvi imperiali comunicano fra loro mediante una vasta e complessa gamma di suoni: finora le vocalizzazioni di questi animali sono state classificate in una serie di categorie che varia a seconda dei pareri da 15 a 34, la maggior parte delle quali ha la funzione di comunicare coi conspecifici. Oltre ai suoni effettivamente prodotti con emissione di aria, i corvi imperiali comunicano anche sbattendo rumorosamente le ali o il becco, azione quest’ultima maggiormente osservata nelle femmine rispetto ai maschi. La postura del corpo è invece indicativa di sottomissione (quando orizzontale) o dominanza (quando verticale) nei confronti di altri esemplari, oppure di richieste di grooming nei confronti del coniuge.
Fra gli uccelli, i corvi imperiali sono quelli dotati di cervello di maggiori dimensioni in proporzione al corpo: non deve perciò stupire il fatto che essi diano prova di grande intelligenza. Sono infatti in grado di imparare ciò che viene loro insegnato e addirittura di elaborare in maniera del tutto autonoma risposte efficaci per i problemi che vengono loro presentati.
Per quanto attiene all’alimentazione i corvi imperiali sono uccelli onnivori e assai opportunisti: la loro dieta comprende tutto ciò che di commestibile l’animale riesce a trovare, pertanto può variare anche in maniera piuttosto marcata a seconda della latitudine, della stagione e della disponibilità locale di cibo. Ad esempio, i corvi residenti nella tundra dell’Alaska sono principalmente carnivori che predano attivamente le arvicole locali oppure si nutrono delle carcasse di caribù e pernice bianca, mentre in altre zone essi possono comportarsi prevalentemente da spazzini, nutrendosi di carcasse e delle larve d’insetti a esse associate. Qualora possibile, la dieta del corvo imperiale è composta anche da una certa quantità di materiale di origine vegetale, come frutti, bacche e granaglie. Per individuare il cibo, il corvo imperiale si serve principalmente della vista e solo in secondo luogo degli altri sensi.
Inoltre il Corvus corax è una delle poche specie di corvidi che preda attivamente altri animali, non comportandosi quindi solo da semplice spazzino: oltre a insetti e altri invertebrati, esso si nutre infatti anche di anfibi, rettili, piccoli mammiferi, uccelli (anche di dimensioni paragonabili alle sue) e delle loro uova. In caso di necessità, esso non disdegna di rovistare nelle feci alla ricerca di insetti coprofagi e porzioni non digerite di cibo mentre nelle aree scarsamente antropizzate o in quelle dove non viene perseguitato esso frequenta le discariche, dove trova cibo a volontà e spesso si stabilisce in via definitiva, addirittura nidificandovi.
Il corvo imperiale è solito immagazzinare il cibo in eccesso (in particolare i cibi ricchi di grassi, ma anche granaglie e ossa) in nascondigli, che l’animale ha cura di dislocare in vari luoghi, sicché, qualora una di queste dispense venga scoperta e depredata (cosa che succede assai regolarmente fra i corvi), l’animale non rimanga a bocca asciutta.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– C.Battisti, D. Taffon, F. Giucca, 2008. Atlante degli uccelli nidificanti, Gangemi Editore, Roma.
– L. Svensson, K.Mullarney, D. Zetterstrom, 1999. Guida agli uccelli d’Europa, Nord Africa e Vicino Oriente, Harper Collins Editore, Regno Unito.



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