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Centaurium erythraea

Centaurium erythraea

La Centaurea minore (Centaurium erythraea Rafn., 1800) è una specie erbacea, annuale o biennale (a seconda della latitudine dove cresce), appartenente alla famiglia delle Genzianacee. Da non confondere con la Centaurea centaurium, a corolle rosee, molto comune nei prati e nei fossi che, nel linguaggio comune, viene spesso indicata come Centaurea minore.

Sistematica –
Dal Punto di vista sistematico la Centaurium erythraea appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Asteridae, Ordine Gentianales, Famiglia Gentianaceae e quindi al Genere Centaurium ed alla Specie C. erythraea.

Etimologia –
Il nome di questo genere deriva dal latino “Centaurium”, tradotto dal greco “κενταύριον”, variante di κενταύρειον = “ centaurea perché, secondo la tradizione, a una pianta di questo genere si attribuiva di aver risanato il centauro Chirone, figlio di Crono e Filira ed esperto guaritore. Fu maestro di Asclepio e lo iniziò alla cura del corpo con le erbe. Così curò la ferita di Chirone al piede e infertagli da Ercole.Secondo la leggenda per tali qualità, alla sua morte fu da Giove trasformato in una costellazione, quella del saggittario.
Il termine della specie deriva invece dal greco “erytros”=“rosso” con allusione al colore dei suoi fiori.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Questa specie è originaria dell’Europa, dell’Asia occidentale e dell’Africa settentrionale; si trova in maniera comune in tutto il territorio italiano dal livello del mare fino alla bassa montagna. Normalmente cresce nei prati ma anche nelle stoppie.
È una pianta termofila che vegeta frequentemente nelle aree più diradate dei boschi, radure, prati asciutti, margine sentieri e anche in terreni sabbiosi.

Descrizione –
La Centaurea minore  è una pianta alta intorno ai 20-50 cm che, in condizioni favorevoli può anche arrivare ai 60 cm; glabra con fusto quadrangolare, eretto generalmente semplice fino ai 4/5 inferiori, fittamente ramificato in alto, a cima bipara.
Le foglie di questa specie sono opposte con le basali a rosetta, di 3-5 cm x 2-3 cm, obovate, ottuse e le caulinari più piccole, strette e acute.
I fiori sono praticamente sessili o quasi. Hanno un calice più breve del tubo della corolla, la quale è lunga 1-2 cm con 5 lobi di colore rosso roseo, senza macchie, a margine intero sono raccolti in piccoli corimbi. Gli stami sporgono dal tubo della corolla, e le antere si avvolgono a vite dopo la fase di emissione del polline.
Il frutto della Centaurea minore è una capsula, lunga circa 1 cm, grossa 1 mm che si apre in due valve ed i semi sono lunghi meno di mezzo millimetro e sottili.

Coltivazione –
Per la coltivazione vedi la seguente scheda.

Usi e Tradizioni –
Le proprietà terapeutiche della centaurea minore sono quelle stimolanti della digestione, grazie alle proprietà aperitive e febbrifughe. Tonico del fegato e della bile, calmante, diuretico, sedativo dell’apparato digerente, vermifugo, depurativo.
Per uso esterno la centaurea minore svolge anche un’azione cicatrizzante. È un antisettico locale. Viene utilizzata su ferite atone, per contrastare la caduta dei capelli e nel trattamento delle dermatosi eczematiformi.
È consigliata alle persone convalescenti per la ripresa del peso corporeo. Contrasta la perdita di appetito temporanea, i problemi digestivi e gastrointestinali lievi. Favorisce le secrezioni del fegato e dello stomaco. Le sostanze amare stimolano l’attività a carico dello stomaco in modo riflesso, favorendo così la secrezione dei succhi gastrici. È un tonico generale che consente di combattere la stanchezza. Utilizzata come diuretico o per abbassare la febbre. Combatte i parassiti intestinali, previene i calcoli biliari, i problemi epatici e le emicranie.
Utilizzata in applicazione locale come antisettico, ma anche per eliminare i pidocchi o combattere la caduta dei capelli. La genzianina, un composto alcaloide, le conferisce eccellenti proprietà antinfiammatorie. In alcuni casi di diabete, la centaurea viene impiegata come stimolante del pancreas.
Una leggenda narra che il centauro Chirone sia stato il primo a utilizzare questa pianta per guarire da una ferita al piede prodotta da una freccia avvelenata scagliatagli contro da Ercole. Da quel momento, la pianta venne ritenuta magica. I Galli la utilizzavano come antidoto contro i morsi di serpente e come febbrifugo (da cui il nome di erba della febbre). Si trovano testimonianze del suo impiego curativo tra i discepoli di Ippocrate, tra il V e IV secolo a.C. Era raccomandata come purgativo ed emmenagogo ma anche per curare gli occhi o medicare le ferite. Nel corso dei secoli, è stata utilizzata come pianta medicinale per curare il fegato.
Nell’antichità la pianta veniva chiamata “fel terrae” = “fiele della terra” a causa del suo gusto molto amaro. Tale caratteristica viene presa per la presenza di sostanze quale: glucosidi amari, gentiopicrina, eritaurina, acidi fenolici, tripteni, flavonidi,acidi grassi, resine (± gli stessi principi presenti nelle Genziane).
Una leggenda ricorda che una ghirlanda composta con queste piante fiorite, portata in testa la notte di Valpurga, fra il 30 aprile e il 1 maggio, protegge dal malefico influsso delle streghe.
Della pianta si usano le foglie e le sommità fiorite, fatti essiccare, come detto, all’ombra, in luogo asciutto e ventilato.
Per tanto tempo è stato adoperato come surrogato del chinino; sottoforma di decotto o infusione o tintura madre, nella medicina popolare e in erboristeria viene utilizzato come carminativo, coleretico, depurativo, stomachico, tonico, vermifugo. Le foglie verdi pestate vengono utilizzate per disinfettare piaghe, come cicatrizzante e anche come dopo sciampo per la cura dei capelli.
Tra le curiosità di questa pianta si rammenta che i fiori di Centaurium si aprono di mattina se c’è bel tempo e si richiudono ± a mezzogiorno. Anche una piccola nuvola passeggera è in grado di farli chiudere.
Oggi si usa anche per la preparazione del liquore chiamato “vermuth” con effetti “eupeptici” sulla secrezione gastrica.

Modalità di Preparazione –
Per le preparazioni, con l’utilizzo di questa pianta, si ricorda la tisana di centaurea.
La tisana di centaurea si prepara con 2 grammi di pianta secca in 150 ml di acqua bollente per 15 minuti; da bere tiepida 1/2 ora prima dei pasti.
Un’altra preparazione è quella dell’infuso aperitivo contro l’anoressia.
Si ottiene con un cucchiaio raso di sommità fiorite in una tazza di acqua: all’inizio dell’ebollizione togliere dal fuoco e lasciare infondere per dieci-dodici minuti. Se ne beve mezza tazza mezz’ora prima dei due pasti principali addolcendo a piacere.
Ancora una interessante preparazione è quella del vino medicinale aperitivo, tonico e digestivo.
In questo caso un pugno di sommità fiorite in un litro di vino bianco dolce liquoroso (es. passito di Pantelleria): lasciar macerare per una settimana e agitando di tanto in tanto; filtrare e consumarne un bicchierino mezz’ora prima dei pasti come aperitivo-tonico o dopo i pasti come digestivo.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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