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Psilocina

Psilocina

La psilocina, il cui termine abbreviato è: 4-HO-DMT ed il nome ufficiale nella nomenclatura IUPAC è: 4-idrossi-N,N-dimetil-triptamina o 3-(2-(dimetilammino)etil)-1H-indol-4-ol è un alcaloide.
La psilocina ha formula bruta o molecolare: C12H16N2O ed è una triptamina allucinogena psichedelica che può essere estratta da alcuni funghi del genere Psilocybe, Stropharia e da Gymnopilus viridans.
La psilocina ha struttura chimica simile al neurotrasmettitore serotonina ed è chimicamente correlata alla psilocibina, alla baeocistina e alla norbaeocistina.
La psilocina fu isolata per la prima volta dal chimico Albert Hofmann nel 1958.
La psilocina è un agonista dei recettori della serotonina 5HT2A, attivati dalla maggior parte delle sostanze psichedeliche, e dei recettori 5HT2C e 5HT1A. Dopo un certo periodo di tempo una quantità notevole di molecole di psilocina subiscono degradazione enzimatica da parte delle MAO. L’assunzione durante l’esperienza di inibitori delle MAO (che bloccano il metabolismo di altre amine tra cui quelle che aumentano la pressione del sangue) infatti prolunga e potenzia gli effetti. Se la psilocina si assume ingerendo funghi psilocibinici, il livello di quest’ultima aumenterà a causa della defosforilazione della psilocibina in seguito ad ingestione.
Mentre la psilocibina è un alcaloide estremamente poco tossico e non presenta né neurotossicità né rischi di danni permanenti a livello fisico, neanche a dosi alte, di contro dosi non allucinogene di psilocina possono prevenire gli attacchi di cefalea a grappolo. La LD50 è stimata essere 280mg/kg. Come nella maggior parte degli allucinogeni serotoninergici, la tolleranza si alza per pochi giorni in seguito all’esperienza per poi tornare ai livelli biologici.

Gli effetti legati all’assunzione di psilocina sono quelli di paranoie e disforia se non terrore, chiamato in gergo bad trip. In una esigua percentuale di utilizzatori la depressione e la paranoia possono permanere per diversi mesi dopo l’esperienza. Il rischio aumenta se l’utilizzatore ha già patologie psichiche latenti, e infatti l’assunzione di una dose “classica” di psilocina è solitamente sconsigliata alle persone con forti disarmonie mentali; in questo caso per l’assunzione è consigliabile abbassare la dose.
Gli effetti di assunzione di psilocina si manifestano tra i 10 e i 40 minuti dopo l’ingestione, per aumentare per i seguenti 20 o 60 minuti, raggiungendo e mantenendo il picco per 2 o 4 ore, e perdendo potenza per le successive 2 ore. Inoltre, è possibile risentire degli effetti fisici e psichici della molecola anche per 8 ore dopo che gli effetti allucinatori e psichedelici sono sfumati.
Gli effetti, comunque, variano notevolmente da persona a persona, ma alcuni si manifestano più o meno sempre:
– In generale dosi basse provocano euforia e ilarità, un lieve stato allucinatorio e midriasi;
– dosi medie ed alte provocano un’esperienza psichedelica forte con allucinazioni notevoli. A occhi chiusi è possibile vedere caleidoscopi e frattali, e il tempo sembra dilatarsi.
– Dosi molto alte provocano viaggi ancora più realistici, esperienze mistiche, riflessioni religiose e sensazioni di astrazione totale dalla vita materiale (le cosiddette near death experiences). Il soggetto può essere completamente isolato dalla realtà, può perdere cognizione dello spazio e del tempo, e in casi estremi perdere cognizione del proprio ego e non riuscire a distinguere confini tra sé stesso e la realtà.

Avvertenza: le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico.

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