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Lilioceris lilii

Lilioceris lilii

La criocera del giglio (Lilioceris lilii Scopoli, 1763) è un coleottero appartenente alla famiglia dei Chrysomelidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Ramo Bilateria, Phylum Arthropoda, Subphylum Tracheata, Superclasse Hexapoda, Classe Insecta, Sottoclasse Pterygota, Coorte Endopterygota, Superordine Oligoneoptera, Sezione Coleopteroidea, Ordine Coleoptera, Sottordine Polyphaga, Infraordine Cucujiformia, Superfamiglia Chrylomeloidea, Famiglia Chrysomelidae e quindi al Genere Lilioceris ed alla Specie L. lilii

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La criocera del giglio è una specie originaria dell’Eurasia dove è divenuta infestante nelle zone temperate, ove ci siano coltivazioni di Liliaceae, ma è presente anche nel continente americano dove si pensa che sia stato introdotto in Nord America attraverso l’importazione di bulbi di piante nel 1943.
Questo insetto è diffuso su tutto il territorio italiano.

Morfologia –
Gli individui adulti del Lilioceris lilii sono lunghi 6-8 mm.
Il corpo, le zampe e le antenne sono di colore nero, mentre il protorace e le elitre sono di colore rosso acceso.
Le uova sono ovoidali, cilindriche, di colore arancione, deposte a gruppetti lungo le pagine inferiori delle foglie.
Le larve sono lunghe 9–10 mm, di colore arancio brunastre e con la testa nera. Queste si circondano di escrementi nerastri, che asciugando formano una calotta a protezione dei predatori. Si nutrono per un periodo di circa 16-24 giorni per poi impuparsi nel terreno.
Dallo stadio di crisalide, che dura 16-22 giorni, emergono gli adulti.

Attitudine e Ciclo biologico –
La criocera del giglio è attiva nel periodo di marzo-aprile, in cui avvengono gli accoppiamenti e le ovideposizioni sulla vegetazione, che si protraggono fino a fine autunno, per poi svernare a fine autunno in vari ricoveri.
Larve e adulti si nutrono di foglie, fusti, gemme e fiori di piante appartenenti alla famiglia delle Liliaceae; in particolare parassitano i generi Lilium sp. e Fritillaria sp. e con gli adulti che consumano relativamente poca sostanza vegetale.
I principi danni sono causati dalle larve portando frequentemente alla defogliazione totale delle piante.

Ruolo Ecologico –
In Europa il tasso di parassitismo totale nell’ultimo stadio è in media di circa il 90% sul Lilium martagon selvatico, il 75% nei giardini e il 60% nei campi di gigli coltivati. La maggior parte dei parassitoidi di questo insetto sono vespe che depongono le uova all’interno dell’ospite e uccidono efficacemente tutti gli individui infetti. Il Diaparsis jucunda domina oltre il 90% delle infestazioni di parassitoidi del Lilioceris lilii, tuttavia, nei giardini e nei campi commerciali il Tetrastichus setifer e il Lemophagus pulcher diventano i parassitoidi dominanti nella stagione successiva.
Differente è, al momento, la situazione dei predatori naturali o parassiti del Lilioceris lilii in Nord America. Nel 1996, l’Università del Rhode Island ha iniziato a testare l’efficacia del controllo biologico di questo coleootero utilizzando sei parassitoidi naturali provenienti dall’Europa. Anche CAB International Bioscience Switzerland Center ha partecipato a questo progetto dal 1998 al 2001. La vespa parassitoide europea Tetrastichus setifer è stata utilizzata in Massachusetts dal 1999 al 2001; l’esperimento ha mostrato una riduzione della popolazione di coleotteri. Il declino della popolazione è stato osservato anche in un altro sito di esperimenti nel Rhode Island. Nel 2003, un altro parassitoide, il Lemophagus errabundus, è stato rilasciato in Massachusetts e ora è stabilito nella regione. Simili rilasci di parassitoidi sono stati effettuati a Boston con risultati positivi.
Vista l’evoluzione delle biocenosi parassitarie, al momento quando in un giardino sono presenti poche piante conviene raccogliere gli adulti e le larve ed eliminarli meccanicamente. Il controllo sulle piante deve essere fatto molto frequentemente, perché gli insetti adulti volano, si accoppiano sulle piante e subito depongono le loro uova sulla pagina inferiore delle foglie.
Se diventa necessario l’intervento di contenimento del coleottero si consiglia, pertanto, alla prima comparsa dell’insetto un intervento con un insetticida liquido a base di piretro naturale (consentito in agricoltura biologica), che può essere utilizzato sia sulle piante ornamentali sia sulle piante da orto poiché è consentito in agricoltura biologica. Ha una capacità abbattente molto rapida e svolge anche un’azione repellente per evitare futuri contagi.
Per l’intervento si consiglia di agitare il prodotto prima dell’uso, diluirlo in acqua seguendo le dosi riportate sull’etichetta e spruzzarlo. È opportuno bagnate abbondantemente le piante da proteggere con questa soluzione, in modo da essere sicuri che il prodotto copra l’intera coltura: curare in modo particolare la pagina inferiore delle foglie. L’intervento va ripetuto dopo una settimana. Non vanno fatti invece trattamenti durante la fioritura.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Russo G., 1976. Entomologia Agraria. Parte Speciale. Liguori Editore, Napoli.
– Tremblay E., 1997. Entomologia applicata. Liguori Editore, Napoli.



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