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Come coltivare l’Aporocactus

Come coltivare l’Aporocactus

L’Aporocactus, conosciuto anche come coda di topo e coda di volpe è una pianta succulenta del genere Disocactus Lindl., 1845, appartenente alla famiglia delle Cactacee.
Questo genere di piante sono originarie dell’America centrale e particolarmente diffuse in Messico, Giamaica e Guatemala, dove crescere e si sviluppa ottimamente nelle foreste tropicali e nelle giungle.
Comprende le seguenti specie:
– Disocactus nelsonii;
– Disocactus alatus;
– Disocactus biformis.
Si tratta di una pianta priva di spine ma con peli simili a quelli della coda di volpe o di topo, che presenta un fusto alquanto piatto e di color giallo-verde e che produce fiori di colore rosa che, in natura, possono raggiungere le dimensioni della pianta stessa. Inoltre l’Aporocactus, anche se ha un apparato radicale non troppo sviluppato, produce fusti carnosi, penduli lunghi anche fino ad un metro.
Produce inoltre dei frutti, piccoli e sferici, che contengono numerosi semi scuri.
In questa scheda vedremo come coltivare l’Aporocactus seguendo gli accorgimenti agronomici più idonei alla buona crescita di questa pianta.
Per la coltivazione dell’Aporocactus si tenga conto che, come la maggior parte delle piante succulente, questa specie richiede luoghi soleggiati ma al riparo delle correnti d’aria e con temperature che non scendano mai sotto i 5° C.
Il terreno dove coltivare questa pianta deve avere un pH compreso tra 5,0 e 6,0, ricco e ben drenato, preferibilmente misto a sabbia grossolana o altro materiale drenante che favorisce il drenaggio dell’acqua di irrigazione.
Le irrigazioni vanno fatte con regolarità dalla primavera all’estate per poi ridurle al minimo durante il periodo di riposo vegetativo ma mantenendo il terriccio appena umido. Per evitare il marciume delle radici è consigliabile svuotare sempre il sottovaso.
Se la pianta viene coltivata in vaso, al fine di ottenere un’abbondante fioritura dalla ripresa vegetativa fino all’autunno è opportuno somministrare un concime liquido specifico per cactacee,una volta al mese opportunamente diluito nell’acqua delle annaffiature.

Se siete in un’area a clima caldo dove la temperatura non scende mai sotto i 7-9 °C la pianta può essere coltivata all’aperto ed in questo caso la concimazione va fatta con sostanza organica all’inizio della primavera mescolata con i primi strati del substrato di coltivazione.
Per quanto riguarda la tecnica di propagazione si può operar per seme ed ancor meglio per talea.
La riproduzione dell’ Aporocactus per talea può essere praticata tutto l’anno anche se è meglio effettuarla nel periodo primaverile.
Per effettuare questa tecnica si deve prelevare un fusto lungo e sano, tagliandolo con un coltello ben affilato in porzioni di circa 7 – 10 centimetri che vanno fatte prima cicatrizzare all’aria in un luogo asciutto ed arieggiato.
È opportuno che le superficie di taglio delle talee di Aporocactus vengano trattate con una polvere fungicida e poi piantate in un vaso contenente un terriccio specifico per cactacee, ad una profondità di circa 2 cm.
Bisogna poi avere l’accortezza di porre i vasi contenenti le talee di Aporocactus in luoghi luminosi, al riparo dei raggi solari e con una temperatura non inferiore ai 20 – 22° C.
Durante tutto il periodo della radicazione, che all’incirca equivale a circa tre settimane, il terriccio va mantenuto leggermente umido.
Una volta che le talee avranno radicato le nuove piantine di Aporocactus vanno trasferite, ciascuna con il proprio pane di terra che avvolge le radici, nel vaso definitivo e allevate come la pianta madre.
Ricordiamo però che essendo l’Aporocactus una pianta molto esigente di nutrienti va rinvasata ogni anno nel periodo primaverile per fornirgli un substrato nuovo ben dotato sia di macro che di microelementi.
Il vaso deve avere una dimensione di qualche centimetro più grande del precedente. La pianta va rinvasata con molta delicatezza per evitare la rottura dei fusti che risultano essere delicati.
Tra le avversità ed i parassiti dell’ Aporocactus ricordiamo che la pianta è sensibile agli attacchi della cocciniglia, soprattutto quando si eccede in concimazioni azotate; soffre il marciume delle radici a causa dei ristagni idrici e di conseguenza anche il marciume dei fusti che diventano molli e flaccidi.
Per la cura in generale di queste piante si consiglia poi di eliminare periodicamente gli steli secchi.


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