Tadorna ferruginea
Tadorna ferruginea
La casarca, chiamata anche casarca comune o casarca ferruginea (Tadorna ferruginea Pallas, 1764) è un uccello anseriforme appartenente alla famiglia degli Anatidae.
Sistematica –
Dominio Eukaryota,
Regno Animalia,
Phylum Chordata,
Classe Aves,
Ordine Anseriformes,
Famiglia Anatidae,
Sottofamiglia Anatinae,
Tribù Tadornini,
Genere Tadorna,
Specie T. ferruginea.
Sono sinonimi i seguenti termini:
– Anas casarca Linnaeus, C, 1768;
– Anas ferruginea Pallas, 1764;
– Casarca casarca Linnaeus, C, 1768;
– Casarca ferruginea (Pallas, 1764);
– Tadorna casarca (Linnaeus);
– Tadorna rutila (Pallas).
Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Tadorna ferruginea è un uccello dell’ordine degli Anseriformi e della famiglia degli Anatidi. È una specie monotipica, cioè non suddivisa in sottospecie riconosciute, caratterizzata da una distribuzione prevalentemente centroasiatico-nordafricana. Il suo areale comprende l’Africa nord-occidentale, l’Europa sud-orientale, l’Asia Minore e l’Asia centro-meridionale.
Il comportamento migratorio varia notevolmente a seconda delle zone. In alcune parti dell’areale, soprattutto in Asia, la casarca è migratrice, mentre in altre aree può essere erratica, cioè compiere spostamenti irregolari e non necessariamente legati a una vera migrazione stagionale. In alcune regioni è invece stanziale. In Italia la presenza è descritta come sporadica.
Durante la stagione invernale la specie sverna soprattutto in Nordafrica, Asia Minore e Medio Oriente. Un numero più ridotto di individui trascorre l’inverno anche in Europa, in particolare in Grecia e Spagna. Per quanto riguarda gli avvistamenti europei, gli appunti sottolineano però la necessità di interpretarli con cautela: molti potrebbero infatti riferirsi a individui fuggiti dalla cattività, poiché la casarca è una specie comunemente allevata e riprodotta da allevatori amatoriali.
La Tadorna ferruginea mostra una notevole capacità di adattamento nella scelta dell’habitat. Frequenta sia ambienti umidi costieri, come lagune, foci fluviali, zone deltizie e saline, sia ambienti acquatici interni, tra cui laghi di diverse dimensioni, risaie, paludi e stagni. Non è quindi legata esclusivamente a grandi specchi d’acqua e, nelle aree interne, può accontentarsi anche di piccoli corsi d’acqua.
La sua presenza non è tuttavia limitata alle zone immediatamente vicine all’acqua. La specie frequenta anche ambienti dell’entroterra, come campagne, steppe, altipiani e regioni montuose. È particolarmente notevole la capacità di raggiungere quote elevate: sull’Himalaya può essere osservata fino a circa 5000 metri di altitudine. Questa ampia varietà di ambienti frequentati è coerente con il carattere adattabile della specie.
La Tadorna ferruginea presenta inoltre abitudini gregarie, per cui può frequentare gli ambienti favorevoli anche in gruppi. La varietà degli habitat utilizzati, insieme alla capacità di vivere sia in prossimità di grandi zone umide sia in aree interne con piccoli corsi d’acqua, rappresenta uno degli elementi caratteristici della sua ecologia.
Descrizione –
La Tadorna ferruginea appartiene a un gruppo di anatre dalla forma piuttosto omogenea e dalle dimensioni medie, ma il suo aspetto costituisce una sorta di via di mezzo tra quello di un’anatra e quello di un’oca. Proprio per questa particolare conformazione viene descritta come un anatide dall’aspetto “da oca”.
La colorazione è l’elemento che permette più facilmente di riconoscerla. Il corpo presenta infatti una caratteristica tonalità castano-arancio o arancio-ruggine, mentre la testa è generalmente più chiara, con una colorazione descritta come cannella-miele. Grazie a questa livrea particolare la specie è generalmente inconfondibile, anche se a distanza può essere confusa con l’oca egiziana (Alopochen aegyptiacus).
La Tadorna ferruginea ha una lunghezza complessiva di circa 58-70 cm, un’apertura alare di circa 115-145 cm e un peso compreso indicativamente tra 920 e quasi 2000 grammi. Le dimensioni sono simili a quelle della volpoca (Tadorna tadorna), ma esistono alcune differenze morfologiche: nella casarca il collo e le zampe sono leggermente più lunghi, le ali sono più lunghe e relativamente strette e il becco è più piccolo.
Il becco misura circa 39-45 mm ed è completamente nero. La sua attaccatura, piuttosto alta e verticale, contribuisce a conferirgli un aspetto simile a quello del becco delle oche. Le due ranfoteche, cioè le strutture cornee che rivestono il becco, presentano numerosi dentelli; quelli della ranfoteca superiore sporgono leggermente. Le zampe sono nere e i tarsi misurano circa 54-62 mm. L’iride è di colore bruno scuro.
Il maschio presenta, soprattutto durante il periodo riproduttivo, un caratteristico collarino nero che circonda il collo circa a metà della sua lunghezza. Questo elemento è particolarmente utile per distinguerlo dalla femmina. Le remiganti primarie e secondarie, almeno nelle parti indicate dagli appunti, sono nere, così come la coda e il groppone. Il basso ventre e il sottocoda sono invece di un rosso mattone più scuro.
Nella regione dorsale, davanti al sopracoda nero, le penne sono finemente vermicolate, cioè caratterizzate da una fitta decorazione a sottili striature, con tonalità rosso chiaro e bruno-nerastre. Le penne secondarie, viste dorsalmente, sono bruno-nere-violacee e formano uno specchio alare verde, particolarmente evidente quando l’animale è in volo. Le copritrici dorsali delle ali sono bianche, con una leggerissima sfumatura giallo-fulvetta, mentre quelle del sottoala sono bianche. Il sopracoda nero può inoltre presentare riflessi verde scuro.
La femmina è simile al maschio nella colorazione generale, ma presenta tonalità meno intensamente aranciate. La differenza più evidente è l’assenza del collarino nero. Intorno agli occhi possiede inoltre penne bianche che formano una caratteristica chiazza perioculare, più o meno estesa ma sempre ben visibile. Nel periodo post-riproduttivo la femmina non presenta grandi variazioni nell’aspetto, mentre nel maschio il collarino nero può scomparire oppure risultare fortemente ridotto.
I giovani assomigliano alla femmina, ma hanno una colorazione complessivamente più opaca e le parti superiori più scure. Il vertice e la parte posteriore del collo sono grigio-brunastri scuri, mentre becco e zampe hanno una colorazione simile a quella degli adulti.
Anche la voce costituisce un carattere riconoscibile. I due sessi emettono vocalizzi differenti: il maschio produce versi più ottusi e soffiati, mentre la femmina emette vocalizzi più acuti e starnazzanti. I richiami sono descritti come caratteristici e nasali, simili a rumori di clacson e, per certi aspetti, ricordano quelli dell’oca selvatica (Anser anser). A grande distanza possono persino ricordare il ragliare di un asino.
Il nome scientifico riflette proprio una delle caratteristiche più evidenti della specie. Il nome del genere Tadorna deriva dal latino e significa “uccello acquatico pezzato”, in riferimento alle livree caratterizzate da colori nettamente distinti di molte specie appartenenti al genere. Nel caso della casarca, tuttavia, questa definizione è meno appropriata, perché la specie presenta soprattutto una colorazione dominante. Il termine specifico ferruginea, sempre di origine latina, fa invece riferimento alla caratteristica colorazione arancio-ruggine della livrea.
Biologia –
La Tadorna ferruginea è una specie caratterizzata da un volo particolare e facilmente riconoscibile. Batte le ali in maniera decisa ma lenta e ampia, caratteristica che consente di identificarla anche quando si trova in volo. È inoltre in grado di volare spesso a quote considerevoli.
Nel corso dell’anno attraversa una muta post-riproduttiva graduale e completa. Durante questa fase perde temporaneamente la capacità di volare per circa quattro settimane. Il periodo indicato negli appunti va dalla metà di luglio a settembre. Successivamente il piumaggio nuziale risulta completo tra marzo e aprile.
Dal punto di vista alimentare, la casarca possiede una dieta molto varia e adattabile ed è descritta come onnivora. Questa caratteristica le permette di sfruttare risorse alimentari differenti a seconda dell’ambiente in cui si trova. Tra le componenti di origine animale della dieta sono indicati molluschi, crostacei, piccoli pesci, vermi acquatici, anfibi e insetti.
La dieta comprende anche numerose risorse vegetali. La casarca si alimenta infatti di alghe, piante acquatiche, germogli, sementi, cereali e colture agricole, oltre che di bacche e altre risorse. La combinazione di alimenti animali e vegetali evidenzia ancora una volta il carattere opportunistico e adattabile della specie.
La riproduzione può avvenire in ambienti molto diversi. La casarca si riproduce sulle rive di fiumi e laghi e nelle barene, ma può nidificare anche in collina e in montagna, persino in luoghi relativamente lontani dall’acqua. Nonostante questa flessibilità nella scelta dell’ambiente riproduttivo, il legame di coppia è descritto come molto forte e generalmente duraturo.
Anche la scelta del sito di nidificazione è particolarmente interessante. Il nido viene preferibilmente collocato all’interno di cavità di alberi o rocce, in tane abbandonate, presso le sponde oppure all’interno di rovine. Di conseguenza il nido non deve necessariamente trovarsi sul terreno: può essere collocato anche a una certa altezza, fino a circa 10 metri dal suolo.
In alcune riserve naturali la specie ha beneficiato della collocazione di nidi artificiali chiusi, o scatole nido. Questi interventi hanno favorito l’incremento della specie nelle aree interessate, mostrando come la disponibilità di siti adatti alla nidificazione possa rappresentare un fattore importante per la sua presenza.
La femmina depone generalmente 7-12 uova, di colore bianco e con guscio liscio. La cova è effettuata esclusivamente dalla femmina e dura circa 30 giorni. Dopo la schiusa, invece, entrambi i genitori partecipano alla cura della covata e la accudiscono con determinazione.
Gli anatroccoli presentano una caratteristica colorazione pezzata bianco-nera e possono ricordare molto i pulcini della volpoca (Tadorna tadorna). Rispetto a questi ultimi, tuttavia, hanno il vertice e le parti superiori scure leggermente più diluite. Sono generalmente privi del sopracciglio formato dalla macchia bianca, oppure questa caratteristica è meno evidente ed estesa. L’iride è bruna, il becco è grigio-nero e le zampe sono nerastre.
Per quanto riguarda la conservazione, gli appunti indicano una popolazione stimata in circa 170.000-220.000 individui. La specie è attualmente considerata non particolarmente minacciata e, secondo la fonte, dal 2025 figura nella Lista Rossa IUCN nella categoria LC – Least Concern, cioè “Minima Preoccupazione”.
Questo non significa tuttavia che la Tadorna ferruginea sia priva di minacce. Tra i principali fattori di rischio vengono indicati la caccia, soprattutto nell’Europa sud-orientale, la perdita degli ambienti umidi, lo sviluppo urbano, l’inquinamento e l’introduzione di specie ittiche alloctone.
Un ulteriore problema riguarda la possibilità di ibridazione. La casarca può infatti incrociarsi abbastanza facilmente con altre specie appartenenti al genere Tadorna. Per questo motivo, gli appunti sottolineano l’importanza di evitare la fuga di tadorne alloctone in aree naturali dove siano presenti specie residenti dello stesso genere. L’ibridazione potrebbe infatti determinare fenomeni di inquinamento genetico.
Ruolo Ecologico –
La Tadorna ferruginea occupa un ruolo all’interno degli ecosistemi acquatici e delle zone umide, frequentando ambienti estremamente diversi, dalle lagune costiere alle saline, dalle foci dei fiumi ai laghi, dalle paludi agli stagni e alle risaie. La sua presenza anche in campagne, steppe, altipiani e aree montuose evidenzia inoltre come il suo rapporto con l’ambiente non sia limitato esclusivamente alle zone umide propriamente dette.
Dal punto di vista delle relazioni alimentari, la casarca svolge il ruolo di consumatore onnivoro. Si alimenta infatti di numerosi organismi acquatici, tra cui molluschi, crostacei, piccoli pesci, vermi acquatici, anfibi e insetti, ma utilizza anche alghe, piante acquatiche, germogli, semi, cereali, colture agricole e bacche. La sua dieta le consente quindi di sfruttare risorse appartenenti a differenti componenti dell’ecosistema.
La notevole adattabilità alimentare e ambientale permette alla specie di utilizzare le risorse disponibili in contesti differenti. Nelle aree interne, ad esempio, può vivere anche in presenza di piccoli corsi d’acqua, senza dipendere necessariamente da grandi corpi idrici, contribuendo così alla sua capacità di occupare ambienti diversificati.
Anche la riproduzione evidenzia una stretta interazione con l’ambiente. La specie utilizza cavità naturali presenti negli alberi e nelle rocce, tane abbandonate, sponde e rovine come siti di nidificazione, instaurando quindi un rapporto con differenti elementi strutturali dell’habitat. La possibilità di utilizzare anche nidi artificiali evidenzia inoltre l’importanza della disponibilità di cavità idonee per la presenza locale della specie.
Infine, la casarca rappresenta un elemento di interesse anche nell’ambito della gestione e della conservazione delle comunità di Anatidi. La sua capacità di ibridarsi con altre specie del genere Tadorna rende importante il controllo dell’eventuale presenza di individui alloctoni provenienti dalla cattività, al fine di prevenire possibili fenomeni di inquinamento genetico delle popolazioni selvatiche.
Nel complesso, la casarca si distingue per una notevole capacità di adattamento, che le consente di sfruttare una grande varietà di habitat e di risorse alimentari. Il suo ruolo ecologico è quindi strettamente legato agli ambienti acquatici e terrestri che frequenta e alla sua posizione di consumatore onnivoro all’interno delle comunità naturali.
Guido Bissanti
Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– C.Battisti, D. Taffon, F. Giucca, 2008. Atlante degli uccelli nidificanti, Gangemi Editore, Roma.
– L. Svensson, K.Mullarney, D. Zetterstrom, 1999. Guida agli uccelli d’Europa, Nord Africa e Vicino Oriente, Harper Collins Editore, Regno Unito.
Fonte foto:
– https://www.inaturalist.org/observations/336243638
– https://creazilla.com/media/traditional-art/7195938/tadorna-ferruginea-1921

