Prunus emarginata
Prunus emarginata
Il Ciliegio amaro o Ciliegio dell’Oregon (Prunus emarginata (Dougl. ex Hook.) Eaton) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Rosaceae.
Sistematica –
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Sottoregno Tracheobionta,
Superdivisione Spermatophyta,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Sottoclasse Rosidae,
Ordine Rosales,
Famiglia Rosaceae,
Sottofamiglia Amygdaloideae,
Tribù Amygdaleae,
Genere Prunus,
Specie P. emarginata
Sono sinonimi i seguenti termini:
– Cerasus emarginata Douglas (basionimo)
– Prunus emarginata (Douglas) Eaton
• var. crenulata (Greene) Kearney & Peebles
– Cerasus crenulata Greene
– Prunus crenulata (Greene) Tidestr.
• subsp. mollis (Douglas) A.E. Murray
– Cerasus mollis Douglas
– Prunus emarginata var. mollis (Douglas) W.H. Brewer
– Prunus pensylvanica var. mollis (Douglas) B. Boivin
All’interno di questa specie si riconoscono due varietà:
– Prunus emarginata var. emarginata. Solitamente arbustiva; i giovani germogli e le foglie sono glabri o solo leggermente pelosi. Rappresenta la maggior parte dell’areale della specie.
– Prunus emarginata var. mollis (Dougl.) Brew. Un albero più grande; i giovani germogli e le foglie sono pubescenti. La corteccia è bruno-rossastra con bande orizzontali chiare simili a quelle della betulla.[5] Dall’Oregon a nord fino alla Columbia Britannica, principalmente lungo la costa.
Etimologia –
Il termine del genere Prunus deriva dall’antico termine greco prounē, poi adottato dal latino come prunus, parola con cui gli autori classici indicavano il susino. L’epiteto specifico emarginata significa invece “con margine dentato” e richiama la caratteristica forma delle foglie, i cui bordi presentano una dentellatura ben evidente.
Distribuzione geografica ed habitat –
Il ciliegio amaro è una specie originaria della parte occidentale del Nord America. Il suo areale si estende dalla Columbia Britannica fino alla Baja California e al Nuovo Messico, raggiungendo verso est il Wyoming e le Montagne Rocciose.
Si tratta di una pianta tipica degli ambienti aperti e luminosi, dove colonizza con facilità terreni recentemente disturbati da incendi, frane o disboscamenti. Cresce lungo i corsi d’acqua, sui pendii rocciosi, nei boschi radi e nei margini forestali, prediligendo terreni fertili e ricchi di nutrienti. Può svilupparsi dal livello del mare fino a circa 3.000 metri di altitudine, dimostrando una notevole capacità di adattamento. Proprio questa attitudine a occupare rapidamente gli spazi liberi ne fa una delle specie pioniere più importanti degli ecosistemi forestali della costa pacifica nordamericana.
Descrizione –
Il Prunus emarginata si presenta come un arbusto deciduo o un piccolo albero che normalmente raggiunge un’altezza compresa tra uno e quindici metri, anche se nelle aree più favorevoli può diventare molto più alto. Il tronco è sottile e rivestito da una corteccia liscia di colore grigio o bruno-rossastro, facilmente riconoscibile per le caratteristiche lenticelle orizzontali.
Le foglie sono ovali, sottili e di colore verde-giallastro, con margini finemente dentati che hanno dato origine al nome della specie. In primavera compaiono piccoli fiori bianchi, riuniti in grappoli e profumati di mandorla, che attirano numerosi insetti impollinatori. A maturazione producono piccole drupe rosse o violacee, molto succose ma caratterizzate da un gusto decisamente amaro.
Oltre alla riproduzione tramite seme, la pianta emette numerosi polloni dalle radici, formando nel tempo densi cespugli che contribuiscono a consolidare il terreno. In autunno il fogliame assume una brillante colorazione gialla, rendendo la specie interessante anche dal punto di vista ornamentale.
Coltivazione –
Il ciliegio amaro è una pianta rustica e relativamente semplice da coltivare. Preferisce posizioni soleggiate, dove produce una fruttificazione più abbondante, ma riesce a crescere anche in mezz’ombra. Si sviluppa al meglio in terreni ben drenati, freschi e ricchi di sostanza organica, tollerando una moderata presenza di calcare purché non sia eccessiva.
È una specie a crescita piuttosto rapida ma dalla vita relativamente breve. Sopporta bene gli incendi, dai quali ricaccia prontamente grazie ai polloni che si sviluppano dalla base della pianta, mentre soffre la competizione di alberi più grandi e l’eccessivo ombreggiamento.
La propagazione avviene principalmente per seme, che necessita di un periodo di stratificazione a freddo prima della germinazione. È possibile moltiplicare la pianta anche mediante talea o margotta. Grazie alla sua capacità di colonizzare rapidamente aree degradate e di stabilizzare il terreno con il proprio apparato radicale, viene frequentemente impiegata nei progetti di recupero ambientale e di controllo dell’erosione.
Usi e tradizioni –
Nonostante il sapore estremamente amaro dei suoi frutti, Prunus emarginata ha rivestito un ruolo importante nella cultura di numerose popolazioni indigene del Nord America. Alcune comunità consideravano le ciliegie una risorsa alimentare di pregio, consumandole fresche oppure trasformandole in gelatine, mentre altre le utilizzavano solo occasionalmente proprio a causa della loro intensa amarezza.
Ancora più significativo era il suo impiego nella medicina tradizionale. La corteccia e le radici venivano utilizzate per preparare infusi e decotti destinati al trattamento di disturbi cardiaci, raffreddori, eczema e tubercolosi. Alla corteccia erano inoltre attribuite proprietà toniche, depurative e lassative, mentre cataplasmi ottenuti dalla stessa venivano applicati su gonfiori e ferite.
La pianta trovava largo impiego anche nella vita quotidiana. La corteccia, resistente ma flessibile, era utilizzata per intrecciare cesti impermeabili, fabbricare corde, rivestire utensili e realizzare numerosi oggetti d’uso comune. Dal fogliame e dai frutti si ricavavano inoltre coloranti naturali, mentre il legno, sebbene tenero, veniva impiegato per piccoli manufatti e come ottimo combustibile.
Modalità di preparazione o di uso –
Le modalità di utilizzo del ciliegio amaro erano numerose e variavano da una popolazione all’altra. La corteccia veniva soprattutto preparata sotto forma di infusi e decotti, impiegati come rimedi tradizionali per diverse affezioni, oppure trasformata in cataplasmi da applicare direttamente sulla pelle. I frutti, quando raccolti, venivano consumati freschi, cotti o trasformati in gelatine, nonostante il loro gusto molto intenso.
Altri usi erano ancora più particolari: la cenere della corteccia veniva applicata sulla pelle dei neonati per prevenire irritazioni, mentre la corteccia stessa poteva essere masticata durante il parto secondo alcune tradizioni. Le radici erano talvolta tenute in bocca come rimedio contro le afte o impiegate per favorire l’allattamento.
È importante ricordare che la pianta contiene glicosidi cianogenetici, in particolare nei semi e nei giovani germogli. Queste sostanze possono liberare cianuro durante la digestione e risultare tossiche se assunte in quantità elevate. Per questo motivo i semi non devono essere consumati, soprattutto quando presentano un sapore fortemente amaro, e gli impieghi medicinali descritti appartengono esclusivamente alla tradizione etnobotanica e non costituiscono indicazioni terapeutiche moderne.
Guido Bissanti
Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.
Fonte foto:
– https://www.treesandshrubsonline.org/articles/prunus/prunus-emarginata/
Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

