Stereum hirsutum
Stereum hirsutum
Lo stereo irsuto (Stereum hirsutum (Willdenow Ex Fries) S.F.Gray, 1821) è un fungo appartenente alla famiglia delle Stereaceae.
Sistematica –
Dominio Eukaryota,
Regno Fungi,
Phylum Basidiomycota,
Classe Agaricomycetes,
Ordine Russulales,
Famiglia Stereaceae,
Genere Stereum,
Specie S. hirsutum.
Sono sinonimi i termini:
– Helvella hirsute (Willd.) Baumg.;
– Stereum hirsutum (Willd.) Gray;
– Stereum hirsutum (Willd. ex Fr.) Gray;
– Thelephora hirsuta Willd.: Fr.;
– Thelephora hirsuta Willd.;
– Auricularia aurantiaca Schumach.;
– Auricularia aurantiaca var. hirsuta Pers.;
– Auricularia laevis Sowerby, 1815;
– Auricularia reflexa Bull.;
– Stereum reflexum (Bull.) Sacc.;
– Thelephora reflexa (Bull.) Lam. & DC.;
– Boletus auriformis Bolton.
Etimologia –
Il termine generico Stereum racconta già alcune delle sue caratteristiche più evidenti. Il genere Stereum deriva dal greco stereós, termine che significa “duro”, “solido”, “rigido”, in riferimento alla consistenza coriacea dei suoi corpi fruttiferi, simili a piccole croste o mensole aderenti al legno.
L’epiteto specifico hirsutum deriva invece dal latino hirsutus, cioè “irsuto”, “ricoperto di peli ruvidi”, e descrive perfettamente la superficie superiore del fungo, caratterizzata da una fine ma evidente peluria che lo rende facilmente riconoscibile anche a distanza.
Distribuzione Geografica ed Habitat –
Lo Stereum hirsutum è uno dei funghi lignicoli più comuni dei nostri boschi ed è considerato una specie a distribuzione quasi cosmopolita. È presente in gran parte dell’Europa, in Asia, Africa, America settentrionale e meridionale, Australia e Nuova Zelanda. Nel suo ambiente ideale può essere osservato praticamente ovunque siano disponibili tronchi e rami di legno morto.
In Italia è una presenza abituale nei boschi di latifoglie, nei parchi, lungo i sentieri e anche nei giardini dove siano presenti alberi maturi o legname in decomposizione.
È un fungo saprotrofo, cioè un organismo che vive nutrendosi della materia organica morta. Il suo compito ecologico è fondamentale: colonizza il legno caduto e, attraverso i propri enzimi, degrada la lignina e la cellulosa provocando quella che viene chiamata carie bianca del legno. In questo modo contribuisce alla trasformazione dei tronchi morti in humus e restituisce al terreno importanti elementi nutritivi.
Predilige soprattutto legno di latifoglie come quercia, faggio e altre specie forestali, anche se occasionalmente può comparire su conifere. Cresce generalmente su rami, ceppaie e tronchi già indeboliti o morti, spesso formando numerose mensole ravvicinate e sovrapposte.
La sua comparsa può avvenire in qualsiasi stagione: i corpi fruttiferi sono infatti capaci di resistere per molto tempo e possono rimanere visibili anche dopo l’inverno, continuando ad accrescersi negli anni successivi.
Riconoscimento –
Lo Stereum hirsutum è un piccolo fungo che difficilmente viene confuso con i classici “funghi a cappello” cercati dai raccoglitori. Non possiede gambo e non emerge dal terreno: nasce direttamente dal legno sotto forma di croste aderenti o piccole mensole.
Il corpo fruttifero è sottile, generalmente largo da pochi millimetri fino a 4-5 centimetri, con uno spessore ridotto. Quando è giovane appare quasi come una macchia aderente alla corteccia; successivamente sviluppa piccole espansioni semicircolari o a forma di conchiglia, spesso sovrapposte come tegole di un tetto.
La consistenza è una delle sue caratteristiche principali: fresco è elastico e coriaceo, mentre da secco diventa duro e simile alla pelle o alla pergamena.
La parte superiore del fungo è quella che permette un primo riconoscimento. È ricoperta da una peluria fitta e ruvida, con un aspetto vellutato-irsuto. Il colore varia molto in base all’età e alle condizioni ambientali: può essere giallo, arancio, bruno, grigiastro o presentare sfumature verdastre dovute alla crescita di alghe sulla superficie.
Spesso il cappello mostra evidenti zonature concentriche, con fasce più scure alternate ad altre più chiare. Il margine, generalmente più giovane, è più chiaro e spesso ondulato.
La parte inferiore, chiamata imenoforo, è invece liscia e priva di pori. Questa caratteristica distingue il genere Stereum da molti altri funghi del legno che presentano tubuli o pori. Nei giovani esemplari è di colore giallo-aranciato brillante, mentre con l’età tende al beige, all’ocra o al bruno.
La carne è sottilissima, giallo-brunastra, priva di particolare odore o sapore.
Dal punto di vista microscopico presenta spore bianche, lisce, cilindrico-ellittiche, e un sistema di ife caratteristiche del genere.
Il riconoscimento non è sempre semplice perché esistono specie simili. Lo Stereum subtomentosum presenta una superficie meno irsuta e colori generalmente più delicati. Alcune specie, come Stereum sanguinolentum, Stereum rugosum e Stereum gausapatum, possono invece diventare rossastre quando vengono sfregate, caratteristica assente nello Stereum hirsutum. Anche Stereum ochraceoflavum può creare confusione, ma presenta colori più pallidi e un aspetto meno peloso.
Coltivazione –
Lo Stereum hirsutum non viene coltivato per scopi alimentari, poiché non è un fungo commestibile e il suo corpo fruttifero è troppo sottile e coriaceo per qualsiasi utilizzo culinario.
La sua “coltivazione” naturale avviene però continuamente nei boschi: è uno degli organismi pionieri nella colonizzazione del legno morto e svolge un ruolo essenziale nei processi di decomposizione.
Proprio per questa capacità di trasformare il legno, la specie è stata studiata dalla ricerca biotecnologica. Gli enzimi prodotti dallo Stereum hirsutum possono avere applicazioni nei processi di degradazione della lignina e nello studio del trattamento biologico di alcune sostanze inquinanti.
La specie è inoltre interessante dal punto di vista scientifico per la produzione di numerosi metaboliti secondari, cioè molecole naturali prodotte dal fungo e non direttamente coinvolte nella crescita, alcune delle quali hanno mostrato attività biologiche degne di approfondimento.
Usi e Tradizioni –
Lo Stereum hirsutum appartiene alla famiglia delle Stereaceae ed è una delle specie più rappresentative del genere Stereum. La sua storia tassonomica risale alla fine del XVIII secolo: fu descritto inizialmente nel 1787 da Carl Ludwig von Willdenow come Thelephora hirsuta, per poi essere trasferito nel genere Stereum da Christian Hendrik Persoon nel 1800.
A differenza di molti funghi più appariscenti e ricercati dai raccoglitori, questa specie non ha sviluppato veri nomi popolari in Italia, proprio perché non possiede alcun interesse alimentare. In altri Paesi è conosciuta con nomi che richiamano il suo aspetto: in inglese viene chiamata anche “Hairy parchment” (“pergamena pelosa”), mentre in tedesco “Striegeliger Schichtpilz”.
Dal punto di vista gastronomico lo Stereum hirsutum non ha alcun valore: non è velenoso in senso stretto, ma viene considerato non commestibile per la sua consistenza legnosa e per la scarsissima quantità di polpa disponibile.
Il suo vero valore è ecologico. È un piccolo “riciclatore del bosco”: senza funghi come questo, il legno morto si accumulerebbe per tempi molto più lunghi e il ciclo naturale della materia organica sarebbe rallentato.
Negli ultimi decenni ha attirato l’interesse della ricerca scientifica per alcune sostanze isolate dai suoi tessuti. Tra queste vi è l’acido hirsutico, un composto appartenente alla famiglia dei sesquiterpeni, studiato per attività antimicrobiche e per possibili applicazioni farmacologiche.
Sono stati inoltre identificati numerosi altri composti bioattivi prodotti da specie del genere Stereum, rendendo questi funghi interessanti non solo dal punto di vista naturalistico ma anche chimico e biotecnologico.
Una curiosità riguarda il suo rapporto con altri funghi: talvolta lo Stereum hirsutum può diventare a sua volta “ospite” di specie parassite, come alcuni funghi gelatinosi del gruppo delle Tremellaceae, che penetrano nelle sue ife per ricavarne nutrimento.
Modalità di Preparazione –
Lo Stereum hirsutum non viene utilizzato in cucina e non esistono preparazioni tradizionali legate a questa specie.
La sua struttura sottile ma estremamente coriacea lo rende inadatto al consumo: anche gli esemplari giovani non possiedono una consistenza gradevole e non offrono una quantità significativa di carne.
La corretta “preparazione” di questo fungo consiste quindi nell’osservarlo e riconoscerlo nel suo ambiente naturale. È una specie ideale per avvicinarsi alla conoscenza dei funghi del legno, perché mostra in modo evidente come il mondo fungino non sia composto soltanto da specie commestibili, ma anche da organismi fondamentali per il funzionamento degli ecosistemi.
Osservare una colonia di Stereum hirsutum su un vecchio tronco significa assistere a una fase essenziale della vita del bosco: quella in cui la materia morta viene lentamente trasformata e restituita alla natura.
Guido Bissanti
Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Cetto B., 2008. I funghi dal vero, Saturnia, Trento.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
Fonte foto:
– https://ambiente.cm-viana-castelo.pt/bioregisto/stereum-hirsutum
– https://library.unimelb.edu.au/asc/whats-on/exhibitions/botanicalillustrations
Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

