Russula risigallina
Russula risigallina
La Colombina giallo-ocra o Colombina color pulcino (Russula risigallina (Batsch) Saccardo, 1915) è un fungo appartenente alla famiglia delle Russulaceae.
Sistematica –
Dominio Eukaryota,
Regno Fungi,
Phylum Basidiomycota,
Classe Basidiomycetes,
Ordine Russulales,
Famiglia Russulaceae,
Genere Russula,
Sottogenere Incrustatula,
Specie R. risigallina.
Sono sinonimi i seguenti termini:
– Agaricus chamaeleontinus Lasch;
– Agaricus luteus Huds.;
– Agaricus ochraceus Alb. & Schwein.;
– Agaricus risigallinus BatschOriginal name usage;
– Agaricus vitellinus Pers.;
– Russula acetolens Rauschert;
– Russula armeniaca Cooke;
– Russula chamaeleontina (Lasch) Fr.;
– Russula chamaeleontina f. lutea (Huds.) Romagn.;
– Russula chamaeleontina var. lutea (Huds.) Melzer & Zvára;
– Russula chamaeleontina var. bicolor Melzer & Zvára;
– Russula chamaeleontina var. fusca J.E. Lange;
– Russula chameleontina (Lasch) Fr.;
– Russula lutea (Huds.) Fr.;
– Russula lutea (Huds.) Gray;
– Russula lutea var. armeniaca (Cooke) Rea;
– Russula risigallina f. bicolor (Melzer & Zvára) Bon;
– Russula risigallina f. chamaeleontina (Lasch) Bon;
– Russula risigallina f. chamaeleontina (Lasch) Fr.;
– Russula risigallina var. acetolens (Rauschert) Krieglst.;
– Russula risigallina var. chamaeleontina (Lasch) Anon.ined.;
– Russula vitellina (Pers.) Fr.;
– Russulina chamaeleontina (Lasch) F. Kauffman;
– Russulina lutea (Huds.) J. Schröt.
Etimologia –
Il termine Russula è il diminutivo di russus, rosso: un poco rosseggiante, termine attribuito per la presenza in questa famiglia di funghi con prevalente colore rosso.
L’epiteto risigallina deriva dal latino medievale risigallinus, termine che significa letteralmente “con odore di gallina al riso”. L’origine del nome è legata al particolare profumo che il fungo sviluppa quando raggiunge la piena maturità. Alcuni autori del passato lo hanno paragonato all’odore di una pietanza a base di pollo e riso, mentre la maggior parte dei micologi moderni lo descrive come un gradevole sentore di rose appassite, carattere che rappresenta uno degli elementi più distintivi della specie.
Distribuzione geografica ed habitat –
La Russula risigallina è una specie piuttosto comune e ampiamente distribuita in gran parte dell’Europa. In Italia è presente dalla fascia mediterranea fino alle regioni montane, dove compare soprattutto nei boschi di latifoglie, risultando frequente nei querceti, nei castagneti e nelle faggete, ma non è rara neppure nei boschi misti e nei parchi. Solo occasionalmente cresce sotto conifere.
Come tutte le russule, è un fungo ectomicorrizico e vive quindi in stretta simbiosi con le radici degli alberi. Attraverso questa associazione il fungo migliora la capacità della pianta di assorbire acqua e sali minerali, ricevendo in cambio gli zuccheri prodotti mediante la fotosintesi. Questa collaborazione rappresenta uno degli elementi fondamentali dell’equilibrio degli ecosistemi forestali.
Predilige terreni piuttosto ricchi e ben drenati, spesso di natura calcarea, anche se può svilupparsi su substrati differenti. La fruttificazione si osserva generalmente dalla tarda primavera fino all’autunno inoltrato, con una maggiore abbondanza nei mesi estivi e all’inizio dell’autunno, soprattutto dopo piogge abbondanti seguite da temperature miti.
Riconoscimento –
La Russula risigallina, pur essendo una specie di piccole dimensioni, è una delle russule più eleganti del sottogenere Incrustatula.
Il cappello misura generalmente tra 2 e 5 centimetri di diametro, anche se talvolta può raggiungere i 7 centimetri. Nei giovani esemplari è convesso, ma con la crescita tende ad appiattirsi e infine a deprimersi al centro, assumendo spesso una forma leggermente irregolare. Il margine rimane liscio per lungo tempo e diventa appena striato solo negli esemplari completamente maturi.
La cuticola costituisce uno dei caratteri più utili per il riconoscimento: è infatti completamente asportabile, appare liscia o finemente vellutata, opaca con il tempo asciutto e leggermente brillante dopo la pioggia.
L’aspetto più sorprendente della specie è senza dubbio la straordinaria variabilità dei colori. Il cappello può essere rosa, rosso ciliegia, rosso-aranciato, giallo, giallo dorato oppure presentare contemporaneamente più tonalità, con il centro giallastro e il margine rosato o rossastro. Più raramente si osservano esemplari quasi completamente bianchi. Questa grande variabilità cromatica ha indotto in passato numerosi autori a descrivere forme e varietà differenti, oggi generalmente considerate semplici espressioni della normale variabilità della specie.
Le lamelle sono sottili, fragili e prive di lamellule, caratteristica importante per distinguerla da numerose specie affini. Inizialmente sono biancastre o appena giallastre, ma con la maturazione assumono una caratteristica colorazione giallo oro, fino a diventare talvolta giallo-aranciato.
Il gambo è slanciato, completamente bianco, cilindrico o appena fusiforme. Nei giovani esemplari presenta un midollo soffice che diviene progressivamente cavo; con l’età o dopo manipolazione tende inoltre a brunire leggermente.
La carne è sottile, tenera e particolarmente fragile, come avviene nella maggior parte delle russule di piccola taglia. Il sapore è sempre mite e mai piccante, mentre l’odore è quasi assente nei giovani esemplari, diventando ben percepibile soltanto a maturità, quando ricorda le rose appassite oppure, secondo alcuni autori, un lieve odore di decomposizione.
Anche dal punto di vista microscopico la specie presenta caratteri ben definiti. Le spore, amiloidi e di colore giallo intenso in massa, sono largamente ellissoidali e decorate prevalentemente da verruche isolate unite solo da sottilissime connessioni. La cuticola è costituita da peli claviformi e da ife primordiali incrostate relativamente rade, caratteristica che conferisce alla superficie del cappello un aspetto più liscio rispetto a molte altre specie appartenenti allo stesso sottogenere.
Le reazioni chimiche rappresentano un ulteriore aiuto nella determinazione. Il Guaiaco produce una colorazione azzurra molto lenta e debole, mentre il solfato ferroso reagisce in modo scarso o negativo. Il fenolo provoca una colorazione rosso-brunastra della carne e l’anilina conferisce alle lamelle una tonalità arancio-brunastra.
Coltivazione –
La Russula risigallina non è una specie coltivata. Essendo un fungo ectomicorrizico, cresce esclusivamente in simbiosi con le radici di alberi, soprattutto latifoglie come querce e faggi. La complessa dipendenza dalla pianta ospite rende impossibile, allo stato attuale delle conoscenze, una coltivazione artificiale stabile. Gli esemplari sono pertanto reperibili soltanto in ambiente naturale.
Usi e Tradizioni –
L’identificazione della Russula risigallina può risultare talvolta complessa proprio a causa della notevole variabilità cromatica del cappello. Le maggiori possibilità di confusione riguardano altre specie appartenenti alla sottosezione Chamaeleontinae.
Fra queste, Russula vitellina possiede generalmente un cappello di colore giallo più uniforme e una cuticola decisamente più lucida, oltre al caratteristico odore di cetrioli sottaceto negli esemplari maturi. Russula helios è invece una specie più robusta, tipica soprattutto dei querceti mediterranei, riconoscibile per il cappello interamente giallo dorato e per la sporata più scura. Russula ochracea si distingue per le dimensioni maggiori, per le lamelle che diventano rapidamente arancioni e per la presenza occasionale di lamellule. Un’altra specie simile è Russula flavocitrina, che presenta tonalità più verdastre, una sporata più chiara e spore con ornamentazione maggiormente reticolata.
Nella pratica, una determinazione affidabile richiede spesso la valutazione contemporanea dei caratteri macroscopici, delle reazioni chimiche e, quando necessario, dell’esame microscopico.
Come tutte le russule micorriziche, anche Russula risigallina contribuisce in maniera significativa alla salute del bosco. Attraverso la rete di micorrize migliora la nutrizione degli alberi, aumenta la disponibilità di acqua e minerali e favorisce la stabilità degli ecosistemi forestali. La sua presenza è spesso indice di ambienti ben conservati e di boschi sufficientemente maturi, nei quali le relazioni tra piante e funghi si sono mantenute nel tempo.
Uno degli aspetti più affascinanti della Russula risigallina è la sua eccezionale variabilità cromatica. In uno stesso bosco è possibile osservare esemplari completamente gialli, altri rosati, rosso-aranciati oppure caratterizzati dalla tipica combinazione di centro giallo e margine rossastro. Questa continua variazione di colori ha ispirato il nome della sottosezione Chamaeleontinae, che richiama proprio la capacità del camaleonte di cambiare colore. È uno dei casi più evidenti, all’interno del genere Russula, di una specie in cui il colore da solo non è sufficiente per una corretta identificazione e deve sempre essere valutato insieme agli altri caratteri morfologici e microscopici.
Modalità di Preparazione –
La Russula risigallina è considerata una specie commestibile, poiché possiede carne mite e priva di sostanze irritanti. Tuttavia il suo interesse gastronomico è molto limitato. Le ridotte dimensioni dei carpofori, la carne sottile e la consistenza particolarmente fragile rendono infatti poco conveniente la raccolta per scopi alimentari.
Per questo motivo la maggior parte delle guide micologiche la considera una specie di scarso valore culinario e suggerisce di lasciarla nel suo ambiente naturale, dove continua a svolgere il proprio importante ruolo ecologico.
Guido Bissanti
Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Cetto B., 2008. I funghi dal vero, Saturnia, Trento.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
Fonte foto:
– https://www.funghiitaliani.it/topic/19133-russula-risigallina-batsch-sacc-1915/
Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

