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Anthemis aetnensis

Anthemis aetnensis

La camomilla dell’Etna (Anthemis aetnensis (Spreng., 1826) Schouw) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Asteracee.

Sistematica –
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Ordine Asterales,
Famiglia Asteraceae,
Sottofamiglia Asteroideae,
Tribù Anthemideae,
Genere Anthemis,
Specie A. aetnensis.
Sono sinonimi i termini:
– Anthemis montana L. subsp. aetnensis (Spreng.) Briq. & Cavill.;
– Anthemis montana L., nom. illeg..

Etimologia –
Il termine Anthemis proviene dal greco ἀνθεμίς anthemís (derivato da ἄνθεμον ánthemon fiore) nome usato da Dioscoride per la camomilla, riferendosi alla sua abbondante fioritura.
L’epiteto aetnensis viene da Aetna Etna, vulcano della Sicilia in provincia di Catania: delle pendici dell’Etna.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’Anthemis aetnensis è una specie endemica della Sicilia appartenente alla famiglia delle Asteracee. È diffusa esclusivamente lungo le pendici dell’Etna, dove colonizza terreni costituiti da sabbie e detriti vulcanici.
Cresce prevalentemente tra i 1.700 e i 2.900 metri di altitudine, anche se può essere rinvenuta oltre i 3.000 metri. Predilige ambienti aperti, rocciosi e particolarmente esposti al vento. Grazie al suo apparato radicale profondo, riesce a sopportare le difficili condizioni climatiche tipiche delle alte quote del vulcano, formando spesso fitti praticelli su substrati vulcanici.

Descrizione –
L’Anthemis aetnensis è una pianta perenne suffruticosa, alta generalmente tra 10 e 30 cm. Presenta un fusto legnoso alla base, molto ramificato, che conferisce alla pianta adulta un portamento arbustivo e una caratteristica forma cespugliosa, grossolanamente emisferica o rotondeggiante.
Le foglie basali sono profondamente incise fino alla nervatura centrale (pennatosette) e lunghe circa 2–3 cm; quelle superiori sono più piccole, carnose e ricoperte da una peluria grigio-tomentosa dall’aspetto fioccoso.
Le infiorescenze sono costituite da capolini terminali solitari del diametro di circa 2–2,5 cm. I fiori periferici sono ligulati e di colore bianco, mentre quelli centrali sono tubulosi e presentano una caratteristica colorazione giallo-arancio. L’aspetto generale ricorda quello della comune margherita.
La fioritura avviene nei mesi di luglio e agosto.

Coltivazione –
L’Anthemis aetnensis è adattata ai ricchi terreni vulcanici dell’Etna e richiede condizioni simili a quelle del suo habitat naturale.
Questa pianta predilige terreni ben drenati, sabbiosi o vulcanici, esposizioni soleggiate e ambienti aperti e ventilati.
La pianta necessita di annaffiature moderate: preferisce un’umidità costante ma tollera brevi periodi di siccità grazie alla sua natura resistente. In coltivazione è consigliabile irrigare circa una volta alla settimana, evitando sia l’eccessiva aridità sia i ristagni idrici. Coltivata all’aperto, beneficia delle precipitazioni naturali, ma durante lunghi periodi di siccità può richiedere irrigazioni supplementari.

Usi e Tradizioni –
Nella medicina popolare l’Anthemis aetnensis è apprezzata per le sue proprietà medicinali. Tradizionalmente viene utilizzata per contribuire all’abbassamento della temperatura corporea, alleviare i sintomi di artrite e reumatismi e ridurre dolori di varia natura, incluso il mal di testa.
Dalla pianta si ricava inoltre un olio dalle proprietà calmanti e rilassanti, utilizzato per il trattamento di alcuni disturbi della pelle e per favorire il benessere psicofisico in situazioni di stanchezza e stress.
Dal punto di vista simbolico, la camomilla dell’Etna rappresenta tranquillità, pacatezza e forza, qualità che richiamano la sua capacità di prosperare in un ambiente severo come quello delle alte quote etnee.

Modalità di Preparazione o di Uso –
Nella tradizione popolare la pianta viene impiegata principalmente per la preparazione di rimedi erboristici destinati ad alleviare dolori, stati febbrili e disturbi reumatici.
L’olio estratto dalla pianta viene utilizzato per applicazioni esterne grazie alle sue proprietà calmanti, rilassanti e lenitive sulla pelle. È inoltre apprezzato per gli effetti distensivi e antistress.
Le fonti fornite non riportano indicazioni dettagliate sulle tecniche di preparazione (infusi, decotti o altre modalità specifiche), ma documentano l’impiego tradizionale della specie a scopo medicinale e cosmetico.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Fonte foto:
https://www.actaplantarum.org/galleria_flora/galleria1.php?id=4475

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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