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Marmaronetta angustirostris

Marmaronetta angustirostris

L’anatra marmorizzata (Marmaronetta angustirostris Menetries, 1832), è un uccello appartenente alla famiglia degli Anatidae.

Sistematica –
Dominio Eukaryota,
Regno Animalia,
Phylum Chordata,
Classe Aves,
Ordine Anseriformes,
Famiglia Anatidae,
Sottofamiglia Anatinae,
Tribù Aythyini,
Genere Marmaronetta,
Specie M. angustirostris.
È sinonimo il termine:
– Anas angustirostris Ménétries, 1832.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Marmaronetta angustirostris ha una distribuzione che è storicamente mediterranea, ma oggi il suo areale è fortemente frammentato e in costante riduzione.
Originariamente comune in vaste zone umide del bacino del Mediterraneo, la specie ora sopravvive in popolazioni sparse e isolate. In Europa occidentale è presente soprattutto in alcune aree della Spagna meridionale e in poche zone dell’Italia insulare (come Sicilia e, in misura minore, Sardegna), mentre nel Nord Africa è attestata soprattutto in Marocco e in qualche popolazione residua nei Paesi costieri. Spostandosi verso est, piccole popolazioni sono registrate nel Medio Oriente (Iraq meridionale nelle paludi di Shadegan, Iran, Armenia, Azerbaigian) e in alcune aree dell’Asia centrale e occidentale fino alla Cina nord-occidentale.
Questa specie predilige zone umide poco profonde, con acqua dolce, salmastra o alcalina, e ricca vegetazione ripariale: tife, giunchi, salicornie e altre piante emergenti. I siti riproduttivi sono spesso caratterizzati da stagni, lagune costiere, bacini e corsi d’acqua lentissimi con vegetazione densa dove costruire il nido e trovare riparo. Secondo studi su scala globale, circa i due terzi delle aree umide utilizzate per la riproduzione hanno acque di profondità inferiore a 1 metro e includono sia stagni permanenti che stagionali.
La specie è generalmente parzialmente migratrice: molte popolazioni si spostano in inverno verso aree più favorevoli, come la fascia del Sahel o altre zone umide più produttive, mentre altre rimangono relativamente sedentarie o compiono spostamenti brevi e opportunistici basati sulle condizioni idriche stagionali.

Descrizione –
La Marmaronetta angustirostris è un’anatra che misura circa 39–42 cm di lunghezza e ha un’apertura alare di circa 63–67 cm, con un peso variabile che può oscillare tra i 240 e i 600 grammi nei soggetti adulti. Il piumaggio è bruno-sabbia chiaro con fitte maculature biancastre, che le conferiscono appunto un aspetto “marmorizzato”. La testa presenta una macchia oculare scura estesa verso la nuca, spesso accompagnata da un ciuffo di piume irsute, conferendo all’insieme un profilo caratteristico ma discreto.
Le ali non mostrano un classico specchio alare brillante come in molte altre anatre palustri, e in volo appaiono uniformemente chiare, senza evidenti contrasti. Il piumaggio non mostra marcate differenze tra i sessi, anche se maschi e femmine possono differenziarsi leggermente nelle dimensioni e nella forma della cresta e del becco.

Biologia –
La Marmaronetta angustirostris è un uccello gregario, soprattutto fuori dalla stagione riproduttiva, quando può aggregarsi in stormi più o meno consistenti. In alcune regioni umide favorevoli, come nel Khuzestan in Iran o in alcune zone della Spagna e del Nord Africa, sono state osservate concentrazioni notevoli di individui.
La specie è attiva soprattutto al crepuscolo e tende a restare nascosta tra la vegetazione acquatica per ridurre il rischio di preda o disturbo. Durante la stagione degli amori forma coppie monogame, con accoppiamenti e nidificazioni che avvengono solitamente tra aprile e giugno nelle regioni temperate del bacino mediterraneo.
La femmina costruisce il nido su una piccola depressione del terreno, generalmente ben nascosta tra la vegetazione ripariale e vicino all’acqua. In climi favorevoli possono deporre da 5 fino a 20 uova (la variabilità dipende da fattori locali e disponibilità di risorse), che vengono incubate per circa 25–27 giorni. Durante questo periodo il maschio ha un ruolo di vigilanza e protezione piuttosto che di incubazione vera e propria. I pulcini sono nidifughi: lasciano il nido presto dopo la schiusa e rimangono sotto la cura materna per alcune settimane.
La dieta è onnivora e molto flessibile, variando stagionalmente e secondo la disponibilità locale di risorse. In genere include semi di piante acquatiche, giovani germogli, piante verdi e una varietà di invertebrati acquatici come larve e piccoli crostacei. In alcuni luoghi d’inverno la dieta può essere quasi esclusivamente invertebrati, mentre nei periodi riproduttivi vegetazione e semi sono maggiormente consumati.

Ruolo Ecologico –
La Marmaronetta angustirostris fu descritta scientificamente nel 1832 dallo zoologo francese Édouard Ménétries con il nome Anas angustirostris e, in seguito, riclassificata nel genere Marmaronetta dall’ornitologo Reichenbach. Il nome scientifico riflette sia l’aspetto marmorizzato del piumaggio (marmaros in greco) sia la forma relativamente stretta del becco (angustus in latino).
Ecologicamente, l’anatra marmorizzata è importante come parte delle comunità degli ambienti umidi. La sua alimentazione influisce sulle dinamiche delle comunità di piante acquatiche e invertebrati, e la sua presenza indica ambienti palustri ancora relativamente integri o con un buon livello di produttività. In molte aree, specie come questa fungono da indicatori di qualità ambientale, perché dipendono da habitat umidi estesi, ricchi di vegetazione e con un livello d’acqua stabile.
Secondo la Lista Rossa dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) l’anatra marmorizzata è classificata come “Vulnerabile” a causa del declino delle popolazioni e della perdita di habitat umido su vasta scala. Le stime suggeriscono una popolazione globale di circa 10.000–42.000 individui maturi, con un trend di riduzione costante in molte aree.
Le popolazioni europee sono spesso considerate ancora più critiche: in Spagna questa specie è catalogata come in pericolo critico di estinzione ed è oggetto di progetti di conservazione attivi, che nel 2024 hanno documentato un record di 130 coppie riproduttrici e oltre 800 pulcini nati, grazie alla gestione e alla protezione delle zone umide.
Le minacce principali includono:
– perdita e frammentazione degli habitat umidi, per irrigazione agricola, urbanizzazione o drenaggio;
– caccia e bracconaggio, soprattutto in aree dove la specie può essere scambiata per anatre più comuni;
– disturbo antropico, inquinamento e uso di pesticidi che riducono la disponibilità di risorse alimentari e qualità dell’acqua;
– competizione e predazione indiretta causate da specie invasive o domestiche nei siti di riproduzione.
La specie è protetta da accordi internazionali, come l’Agreement on the Conservation of African-Eurasian Migratory Waterbirds (AEWA), e fa parte di numerosi piani di azione per la conservazione delle zone umide.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– C.Battisti, D. Taffon, F. Giucca, 2008. Atlante degli uccelli nidificanti, Gangemi Editore, Roma.
– L. Svensson, K.Mullarney, D. Zetterstrom, 1999. Guida agli uccelli d’Europa, Nord Africa e Vicino Oriente, Harper Collins Editore, Regno Unito.

Fonte foto:
https://observation.org/photos/110845561.jpg
https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/4/46/The_Indian_ducks_and_their_allies_%286254042123%29.jpg



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