Phellodon tomentosus
Phellodon tomentosus
Il Phellodon tomentosus (Phellodon tomentosus (Linnaeus ex Fries) Banker, 1906) è un fungo appartenente alla famiglia delle Bankeraceae.
Sistematica –
Dominio Eukaryota,
Regno Fungi,
Phylum Basidiomycota,
Classe Agaricomycetes,
Ordine Thelephorales,
Famiglia Bankeraceae,
Genere Phellodon,
Specie P. tomentosus.
È basionimo il termine:
– Hydnum tomentosum L.
Sono sinonimi i termini:
– Acia variecolor (Secr. ex Fr.) P.Karst.;
– Calodon cyathiforme (Schaeff.) Quél.;
– Calodon cyathiformis (P.Karst.) Quél.;
– Calodon pullus (Schaeff.) Quél.;
– Calodon tomentosus (L.) Maire;
– Calodon variecolor (Secr. ex Fr.) Quél.;
– Hydnellum connatum (Schultz) P.Karst.;
– Hydnellum cyathiforme P.Karst.;
– Hydnum connatum Rick;
– Hydnum connatum Schultz;
– Hydnum connatum subsp. scutatum Pers.;
– Hydnum coriaceo-membranaceum;
– Hydnum cyathiforme Schaeff.;
– Hydnum cyathiforme Schaeff. ex St-Amans;
– Hydnum cyathiforme Vahl;
– Hydnum graveolens Pers.;
– Hydnum leptopus Pers.;
– Hydnum leptopus var. pullum (Schaeff.) Pers.;
– Hydnum pullum Schaeff.;
– Hydnum tomentosum Schrad.;
– Hydnum tomentosum var. atroalbum Alb. & Schwein.;
– Hydnum tomentosum var. commune Alb. & Schwein.;
– Hydnum tomentosum var. cyathiforme Pers.;
– Hydnum torulosum Fr.;
– Hydnum variecolor Secr.;
– Hydnum variecolor Secr. ex Fr.;
– Phaeodon connatus (Schultz) Henn.;
– Phellodon connatus (Schultz) P.Karst.;
– Phellodon cyathiformis (P.Karst.) P.Karst.;
– Phellodon pullus (Schaeff.) Banker;
– Sarcodon torulosus (Fr.) P.Karst..
Etimologia –
Il nome del genere Phellodon unisce i termini greci phellós (sughero) e odóus (dente), richiamando sia la consistenza suberosa della carne sia la presenza dell’imenoforo aculeato.
L’epiteto specifico tomentosus deriva dal latino tomentum, che significa “lanugine” o “feltro”, in riferimento alla superficie del cappello, inizialmente vellutata e feltrata.
Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Phellodon tomentosus è una specie a distribuzione oloartica, diffusa in gran parte dell’Europa, del Nord America e dell’Asia temperata. In Europa è considerata piuttosto comune laddove siano presenti ambienti forestali idonei.
Dal punto di vista ecologico è un fungo terricolo che cresce prevalentemente nei boschi di conifere e nei boschi misti, mostrando una particolare predilezione per le abetine, soprattutto sotto Picea abies. Sono tuttavia noti ritrovamenti in ambienti meno tipici, come boschi riconducibili alla macchia mediterranea privi di conifere, il che suggerisce una certa flessibilità ecologica. Fruttifica dalla fine dell’estate all’autunno, spesso formando gruppi di esemplari concresciuti.
Riconoscimento –
Il genere Phellodon comprende basidiomi stipitati, terricoli, con imenoforo formato da aculei e con carne di consistenza elastico-suberosa. Microscopicamente presenta un sistema ifale monomitico privo di giunti a fibbia, basidi tetrasporici, assenza di cistidi e spore bianche in massa, non amiloidi, subglobose e leggermente echinulate.
Nella specie Phellodon tomentosus il cappello, non commestibile, misura in genere da 2 a 6 cm di diametro ed è frequentemente fuso con quelli adiacenti. La forma varia da piana a depressa o imbutiforme. La superficie pileica è inizialmente vellutata-feltrata, poi diviene fibrosa o squamulosa con l’età. Il colore è chiaro negli esemplari giovani, dal bianco al grigio-brunastro, per poi scurirsi verso tonalità bruno-giallastre; il margine rimane più chiaro e sono generalmente evidenti zonature concentriche.
L’imenoforo è costituito da aculei molto fitti e corti, lunghi circa 1–3 mm, di colore grigio-brunastro con apici più chiari, decorrenti sul gambo. Il gambo è irregolare, brunastro, feltroso, alto fino a 4–5 cm e piuttosto sottile. La carne è esigua, brunastra, coriacea-elastica, con un odore caratteristico che negli esemplari secchi ricorda il brodo di carne; il sapore è amaro.
Al microscopio le spore sono ialine, da sferiche a largamente ellissoidali, finemente aculeate, con dimensioni di 3,1–3,6 × 2,7–3 µm. La reazione al KOH sul contesto è assente o molto debole, carattere utile per distinguerla da Phellodon niger, che reagisce virando nettamente al verde.
Coltivazione –
Non esistono esperienze documentate di coltivazione di Phellodon tomentosus. La consistenza coriacea, l’assenza di interesse alimentare e le esigenze ecologiche legate agli ambienti forestali rendono questa specie non idonea alla coltivazione artificiale.
Usi e Tradizioni –
La specie fu descritta per la prima volta da Carlo Linneo nel 1753 come Hydnum tomentosum e trasferita nel genere Phellodon da Howard James Banker nel 1906.
In Italia, così come in Spagna e in Francia, non possiede nomi volgari tradizionali, mentre nei paesi germanici è conosciuta con vari appellativi locali e nel Regno Unito come “Woolly Tooth”.
La specie non presenta usi alimentari, medicinali o tradizionali noti. Come molte Bankeraceae, Phellodon tomentosus riveste un interesse essenzialmente scientifico ed ecologico, ed è talvolta considerata indicatrice di ambienti forestali maturi e poco disturbati.
Modalità di Preparazione –
Non sono previste modalità di preparazione. Phellodon tomentosus è una specie non commestibile, priva di valore gastronomico, caratterizzata da carne dura e sapore amaro.
Guido Bissanti
Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Cetto B., 2008. I funghi dal vero, Saturnia, Trento.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
Fonte foto:
– https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/445513437/original.jpg
Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

