Erythrina crista-galli
Erythrina crista-galli
L’albero del corallo o eritrina (Erythrina crista-galli L., 1767) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Fabaceae.
Sistematica –
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Ordine Fabales,
Famiglia Fabaceae,
Sottofamiglia Faboideae,
Tribù Phaseoleae,
Genere Erythrina,
Specie E. crista-galli.
Sono sinonimi i termini:
– Corallodendron crista-galli (L.) Kuntze;
– Erythrina compacta W.Bull;
– Erythrina crista-galli subsp. hasskarlii Backer;
– Erythrina crista-galli subsp. leucochlora Lombardo;
– Erythrina crista-galli var. corallina N.F.Mattos;
– Erythrina crista-galli var. crista-galli;
– Erythrina crista-galli var. hasskarlii Backer;
– Erythrina crista-galli var. leucochlora Lombardo;
– Erythrina crista-galli var. longiflora M.A.Zapater & E.C.Lozano;
– Erythrina fasciculata Benth.;
– Erythrina graefferi Tineo;
– Erythrina laurifolia Jacq.;
– Erythrina pulcherrima Tod.;
– Erythrina speciosa Tod.;
– Micropteryx crista-galli (L.) Walp.;
– Micropteryx fasciculata (Benth.) Walp.;
– Micropteryx laurifolia (Jacq.) Walp..
Etimologia –
Il nome Erythrina deriva dal greco erythrós, che significa “rosso”, chiaro riferimento al colore acceso dei fiori.
L’epiteto specifico crista-galli significa “cresta di gallo” in latino, alludendo alla forma delle corolle floreali, che ricordano la cresta dorsale di un gallo.
Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’Erythrina crista-galli è una pianta originaria del Sud America, distribuita naturalmente in: Argentina (soprattutto nord-est e centro-est), Uruguay, Paraguay, Bolivia orientale e Brasile meridionale.
L’habitat naturale di questa specie sono le zone umide: sponde di fiumi e torrenti, paludi, praterie allagate e aree costiere interne. Predilige suoli saturati d’acqua e resiste bene alle inondazioni, ma non prospera in foreste fitte o in ambienti aridi. I semi, leggeri, vengono spesso trasportati dall’acqua, favorendo la dispersione lungo le rive e la stabilizzazione dei sedimenti.
Nella coltivazione artificiale si è poi adattata a molti climi temperati e subtropicali come pianta ornamentale.
Descrizione –
L’Erythrina crista-galli raggiunge in natura un’altezza tipica di 5–8 metri, con alcune piante che possono arrivare fino a 10–15 m in condizioni ideali.
Il tronco è legnoso, spesso contorto e nodoso, talvolta con corteccia screpolata. Le spine sui rami sono una caratteristica evidente.
Le foglie sono decidue e composte trifogliate (cioè con tre piccole foglioline), di colore verde brillante e consistenza coriacea.
La fioritura è uno degli aspetti più spettacolari: i fiori rossi, spesso riuniti in racemi terminali, compaiono in primavera e estate nel loro areale naturale (novembre-febbraio), con ricca produzione di nettare che attira insetti e uccelli impollinatori. La forma dei fiori è papilionacea tipica delle leguminose, con petalo grande inferiore (“vessillo”) e due petali alari più piccoli racchiusi nel calice.
Dopo la fioritura si formano legumi secchi contenenti semi marroni di forma cilindrica. I cotiledoni sono ipogei, cioè restano sotto terra dopo la germinazione.
Coltivazione –
L’Erythrina crista-galli è apprezzata come pianta ornamentale nei giardini, nei parchi e lungo i viali.
Predilige posizioni soleggiate e può tollerare temperature fino a circa -2 / -5 °C per brevi periodi, anche se soffre gelate prolungate. Nei climi più freddi è consigliabile coltivarla in vaso da ricoverare in inverno o proteggerla con pacciamatura.
Preferisce suoli ben drenati ma può tollerare anche terreni freschi con moderata umidità. Il drenaggio resta fondamentale per evitare marciumi radicali.
Durante la stagione vegetativa richiede annaffiature regolari, mentre in inverno si riduce la frequenza.
Questa pianta si propaga facilmente da seme (pre-ammollo in acqua tiepida aiuta la germinazione) o da talee legnose.
In generale, comunque, non richiede potature particolari se non per rimuovere rami secchi o danneggiati. In vaso si consiglia di rinvasare ogni 2-3 anni.
Usi e Tradizioni –
L’Erythrina crista-galli è conosciuta con vari nomi comuni; tra questi: “eritrina” o “albero del corallo” in Italia, “cockspur coral tree” in lingua Inglese, “seibo” o “ceibo” in Spagnolo, “corticeira” in Portoghese.
Il nome comune ceibo/seibo è ampiamente usato in Sudamerica; “albero del corallo” deriva invece dalla somiglianza cromatica dei fiori con i coralli marini.
Erythrina crista-galli è una specie che unisce grande bellezza ornamentale, importante valore simbolico e significati culturali profondi, tipici del Sudamerica. La sua coltivazione è possibile anche in climi mediterranei se adeguatamente protetta dal freddo, e può arricchire giardini e spazi verdi con splendide fioriture rosse che attirano la natura intorno a sé — pur richiedendo attenzione per i suoi composti naturali potenzialmente tossici.
L’albero e il fiore di Erythrina crista-galli sono simboli nazionali; è il fiore nazionale dell’Argentina dal 1942 e celebrato il 22 novembre come “Giornata del Ceibo”.
È anche fiore nazionale dell’Uruguay, dove è tradizione piantarlo anche nelle scuole.
In Argentina è spesso associato ad antiche leggende popolari che ne fanno simbolo di forza, resilienza e amore per la patria.
Grazie alla sua fioritura vistosa e alla capacità di attrarre api, farfalle e uccelli, è molto usato nei giardini pubblici e privati. Inoltre, come tutte le leguminose, aiuta a fissare l’azoto nel suolo, migliorando la fertilità del terreno.
Per quanto riguarda gli usi il legno, leggero e morbido, è tradizionalmente impiegato per sculture, intagli e persino strumenti musicali come il tamburo legüero argentìnо.
Modalità di Preparazione o di Uso –
L’Erythrina crista-galli è un albero utilizzato per uso ornamentale che può essere piantato per un effetto spettacolare in zone spaziose dove possa sviluppare la sua chioma e attirare impollinatori.
Attenzione comunque alla tossicità.
Tutte le parti della pianta contengono alcaloidi tossici, in particolare nei semi, che possono avere effetti narcotici o purgativi. Perciò non vanno ingerite e si consiglia prudenza nel maneggiare piante o semi, soprattutto se ci sono bambini o animali domestici.
In alcune culture sudamericane la corteccia è stata usata in preparazioni medicinali tradizionali per dolori reumatici o mal di gola, oppure come astringente, ma questi impieghi richiedono cautela estrema a causa della tossicità e non sono raccomandabili senza supervisione professionale.
Guido Bissanti
Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.
Fonte foto:
– https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/586579320/original.jpg
Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

