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Eris

Eris

Eris (come in una foto verosimile), ufficialmente designato (136199) Eris e noto in italiano anche come Eride, è uno dei principali pianeti nani del Sistema Solare esterno. Scoperto nel 2005, ha avuto un ruolo centrale nella ridefinizione del concetto di pianeta operata dall’Unione Astronomica Internazionale (UAI) nel 2006.
Per diametro medio Eris è il secondo pianeta nano conosciuto, immediatamente dopo Plutone, dal quale tuttavia si distingue per una massa superiore di circa il 27%. Si tratta di un corpo ghiacciato appartenente alla popolazione degli oggetti transnettuniani (TNO), più precisamente alla sottoclasse dei plutoidi, ossia pianeti nani che orbitano oltre Nettuno.
L’importanza scientifica di Eris non risiede solo nelle sue dimensioni, ma anche nella sua orbita estrema, nelle sue proprietà fisiche e nel dibattito culturale e scientifico che ha innescato, portando alla riclassificazione di Plutone e alla definizione moderna di pianeta nano.

Osservazione Astronomica –
Eris è stato scoperto il 5 gennaio 2005 da un team di astronomi composto da Michael E. Brown, Chad Trujillo e David Rabinowitz, analizzando immagini acquisite il 21 ottobre 2003 con il telescopio riflettore Samuel Oschin da 48 pollici dell’Osservatorio di Monte Palomar.
L’annuncio ufficiale della scoperta avvenne il 29 luglio 2005, contemporaneamente a quello di altri due grandi oggetti della fascia di Kuiper: Haumea e Makemake. Il ritardo tra l’acquisizione delle immagini e l’identificazione dell’oggetto fu dovuto al suo lentissimo moto apparente e alla forte inclinazione orbitale, che lo collocava lontano dal piano dell’eclittica, regione tradizionalmente privilegiata dalle campagne osservative.
Con una magnitudine apparente media di circa 18,8, Eris è teoricamente osservabile dalla Terra tramite telescopi amatoriali di medio diametro (≥ 20 cm) dotati di sensori CCD, sebbene la sua distanza e posizione rendano l’osservazione impegnativa.
Al momento della scoperta, Eris risultava l’oggetto più distante del Sistema Solare conosciuto, primato mantenuto fino al 2018.

Caratteristiche fisiche –
Le misurazioni più accurate del diametro di Eris sono state ottenute nel 2010 tramite l’occultazione di una stella, metodo che fornisce risultati estremamente precisi per i corpi minori del Sistema Solare. Il diametro risultante è: 2326 ± 12 km.
Questo valore rende Eris leggermente più piccolo di Plutone, sebbene la sua massa sia maggiore, il che implica una densità media elevata, stimata in: 2,52 g/cm³.
Tale densità suggerisce una composizione mista di ghiacci (principalmente metano e probabilmente azoto) e materiale roccioso.
La superficie di Eris è caratterizzata da un’albedo eccezionalmente alta: 0,97 ± 0,01.
Si tratta di uno dei valori più elevati dell’intero Sistema Solare, secondo solo a quello di Encelado. L’analisi spettroscopica, condotta inizialmente con il Gemini North Telescope, ha rivelato la presenza di metano ghiacciato, rendendo Eris molto simile a Plutone dal punto di vista composizionale.
L’elevata riflettività è probabilmente dovuta alla condensazione periodica del metano atmosferico sulla superficie durante le lunghe fasi di afelio, quando le temperature scendono a valori estremamente bassi. A differenza di Plutone, tuttavia, Eris appare quasi neutro o grigiastro, e non rossastro, un aspetto la cui origine non è ancora del tutto compresa.
Eris possiede, inoltre, un unico satellite conosciuto, Disnomia, scoperto il 2 ottobre 2005. Il satellite ha un diametro stimato compreso tra 250 e 350 km e orbita a una distanza media di 30 000–36 000 km, con un periodo orbitale di circa 14 giorni.
Le osservazioni suggeriscono una possibile rotazione sincrona tra Eris e Disnomia, analogamente al sistema Plutone–Caronte. La presenza del satellite ha consentito una determinazione più accurata della massa del pianeta nano.
Eris orbita il Sole all’interno del disco diffuso, seguendo un’orbita fortemente eccentrica e inclinata:
– Periodo orbitale: ~557 anni
– Distanza al perielio: ~35 UA
– Distanza all’afelio: ~97 UA (circa 14,6 miliardi di km)
– Inclinazione orbitale: ~44°
Queste caratteristiche rendono l’orbita di Eris una delle più estreme tra i pianeti nani conosciuti e spiegano la sua tardiva scoperta.

Missioni spaziali –
Ad oggi non esistono missioni spaziali dedicate a Eris, né sonde che lo abbiano sorvolato o studiato direttamente. La sua distanza estrema, il lungo periodo orbitale e la complessità logistica rendono una missione dedicata tecnologicamente e finanziariamente impegnativa.
Tuttavia, Eris rappresenta un obiettivo di grande interesse scientifico per future missioni verso il Sistema Solare esterno, in particolare per lo studio comparativo dei pianeti nani e dell’evoluzione primordiale della fascia di Kuiper. Le conoscenze attuali derivano esclusivamente da osservazioni telescopiche terrestri e spaziali (Hubble, Spitzer e osservatori a terra).

Guido Bissanti




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