Efficienza illusoria
Efficienza illusoria: la scienza smentisce chi punta su OGM e TEA
Premessa
Le crisi ecologica, climatica, alimentare e sociale che attraversano il nostro tempo hanno una radice comune: la perdita di una visione sistemica della Vita e la conseguente rottura dei processi di coevoluzione tra sistemi naturali e sistemi umani.
Affrontare tali crisi richiede un cambiamento di paradigma: dal modello riduzionista, che separa produzione, natura e società, a un modello olistico, coerente con le conoscenze scientifiche sull’ecologia, sull’evoluzione e sui sistemi complessi.
Agricoltura come sistema ecologico-sociale
L’agricoltura è un sistema artificiale, ma non per questo sottratto alle leggi fondamentali che governano i sistemi viventi.
Gli agroecosistemi:
– funzionano attraverso flussi di energia solare,
– dipendono da cicli biogeochimici,
– si basano su reti di interazioni biologiche,
– sono inseparabili dai sistemi sociali che li gestiscono.
Di conseguenza, qualsiasi politica agricola efficace deve riconoscere l’agricoltura come sistema ecologico-sociale complesso, e non come semplice somma di input e output.
Agroecologia e coevoluzione: un paradigma scientifico
L’agroecologia si fonda sul riconoscimento che:
– specie coltivate, razze animali e varietà locali hanno coevoluto con specifici territori,
– le comunità umane hanno coevoluto con tali risorse biologiche attraverso pratiche, saperi e istituzioni,
– la resilienza emerge dalla continuità evolutiva tra natura e società.
Utilizzare risorse genetiche locali e sistemi agricoli biodiversi non è una scelta nostalgica, ma una strategia scientificamente fondata per aumentare stabilità, adattabilità ed efficienza energetica.
Politiche pubbliche orientate alla coevoluzione: il caso della Regione Siciliana
Alcune politiche territoriali iniziano a riconoscere esplicitamente questi principi.
Un esempio significativo è la Legge Regionale n. 21 del 29 luglio 2021 della Regione Siciliana, che si muove nella direzione di:
– tutela della biodiversità agricola e alimentare,
– valorizzazione delle varietà e razze autoctone,
– riconoscimento del ruolo delle comunità locali come custodi delle risorse genetiche,
– promozione di modelli agricoli coerenti con i territori.
Questa impostazione rappresenta un passaggio culturale rilevante: la politica non interviene più solo per aumentare la produzione, ma per governare processi coevolutivi, riconoscendo che la sicurezza alimentare dipende dalla salute degli ecosistemi e dalla vitalità dei sistemi sociali locali.
OGM, TEA e specie alloctone: una visione riduzionista dell’efficienza
L’introduzione di OGM, TEA o specie alloctone si fonda spesso su un presupposto errato: che l’efficienza produttiva dipenda da una singola specie, varietà o carattere genetico.
Dal punto di vista ecologico e termodinamico, questo approccio è fuorviante in quanto la Produttività Primaria è una proprietà emergente.
La Produttività Primaria:
– non è mai il risultato di un singolo organismo,
– dipende dall’organizzazione complessiva del sistema,
– emerge dall’interazione tra piante, suolo, microrganismi, acqua, insetti e clima.
Un gene o una varietà non “produce” da sola: produce il sistema.
Termodinamica dei sistemi complessi e agroecosistemi
Secondo i principi della termodinamica dei sistemi complessi e dei sistemi dissipativi (Prigogine): l’efficienza non deriva dalla semplificazione ma dall’organizzazione e dalla diversità funzionale; i sistemi lontani dall’equilibrio si mantengono stabili dissipando energia in modo strutturato.
Inoltre gli agroecosistemi biodiversi:
– intercettano più energia solare,
– riducono le perdite entropiche,
– distribuiscono i flussi energetici su più livelli trofici,
– mantengono produttività nel tempo senza crescente dipendenza da input esterni.
Gli agroecosistemi semplificati, al contrario:
– richiedono continui apporti energetici esterni,
– sono intrinsecamente instabili,
– trasferiscono i costi ecologici e sociali nel futuro.
Coevoluzione dei sistemi umani e sovranità alimentare
Le comunità umane fanno parte dei sistemi ecologici.
L’introduzione di OGM, TEA e modelli agricoli standardizzati interferiscono non solo con la coevoluzione biologica, ma anche con:
– i saperi locali,
– la capacità di selezione e adattamento autonomo,
– la gestione diretta delle risorse genetiche.
La sovranità alimentare è una proprietà emergente di sistemi biodiversi, territorializzati, socialmente organizzati e, quindi, non di filiere dipendenti da pochi pacchetti tecnologici centralizzati.
Conclusione programmatica
Un modello agroalimentare coerente con la scienza della Vita deve riconoscere che:
la produttività è una proprietà del sistema, non della singola specie,
l’efficienza nasce dall’organizzazione ecologica,
la resilienza dipende dalla coevoluzione tra natura e società.
Politiche come la L.R. 21/2021 della Regione Siciliana indicano che una transizione agroecologica è possibile, quando la politica assume una visione sistemica, territoriale e scientificamente fondata.
La sfida non è aumentare la produzione nel breve periodo, ma mantenere la capacità produttiva della Terra nel lungo periodo, rispettando le leggi che governano i sistemi viventi.
Guido Bissanti
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