Oudemansiella mucida
Oudemansiella mucida
Il fungo porcellana (Oudemansiella mucida (Schrad.) Höhn., 1910) è un fungo appartenente alla famiglia delle Physalacriaceae.
Sistematica –
Dominio Eukaryota,
Regno Fungi,
Divisione Basidiomycota,
Sottodivisione Agaricomycotina,
Classe Agaricomycetes,
Sottoclasse Agaricomycetidae,
Ordine Agaricales,
Famiglia Physalacriaceae,
Genere Oudemansiella,
Specie O. mucida.
È sinonimo il termine:
– Collybia mucida Quél.;
– Mucidula mucida (Schrad.) Pat.
Etimologia –
Il termine Oudemansiella è stato dato in onore del micologo olandese Cornelis van Oudemans (o Oudeman), spesso combinato con il suffisso “-iella”, che è un diminutivo, indicando forse una caratteristica minore o una specie più piccola rispetto ad altri generi correlati, ma principalmente è un tributo a Oudeman, anche se i dettagli esatti della scelta di questo nome specifico “iella” non sono immediatamente evidenti nelle fonti comuni, suggerendo una connessione personale o una classificazione che ne indicava una variante più delicata.
L’epiteto specifico mucida deriva dal latino “mucidus”, cioè moccioso, per il suo aspetto completamente ricoperto da mucillagine.
Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’Oudemansiella mucida è un fungo saprofita che vive, sia cespitoso che isolato, quasi esclusivamente su legno morto di faggio (Fagus); sebbene abbia un forte legame con il faggio, è stato trovato crescere anche sulla quercia in rare occasioni. Quando si trova su un faggio, di solito supera altri funghi localmente grazie a un potente agente antimicotico chiamato strobilurina.
È originario dell’Europa che cresce in Europa (centrale e settentrionale) e Asia settentrionale, trovabile in habitat boschivi, specialmente nelle faggete, crescendo su tronchi e rami caduti, riconoscibile per il suo cappello viscido e bianco-grigiastro.
Il periodo di crescita è autunno-inverno.
Riconoscimento –
L’Oudemansiella mucida è uno dei funghi lignicoli più eleganti e ornamentali della micoflora europea. Quando fruttifica sulla parte inferiore dei tronchi, il gambo tende a incurvarsi in modo da mantenere il cappello orizzontale, con le lamelle rivolte verso il basso.
Il cappello misura generalmente 2–8 cm di diametro; inizialmente è emisferico o fortemente convesso, poi convesso-appianato fino quasi piano. Il margine è sottile, talora leggermente scanalato.
La cuticola è fortemente vischiosa e mucillaginosa, traslucida, di aspetto porcellanato; il colore varia dal bianco-perlaceo al grigio chiaro, con il disco centrale più scuro, spesso ocraceo o grigio-olivastro. Microscopicamente la cuticola è imeniforme, costituita da cellule clavate erette, prive di basidi funzionali.
L’imenio si presenta con lamelle larghe, spaziate, adnate o leggermente decorrenti con un piccolo dente, talora sinuose, intercalate da numerose lamellule. Sono bianche o concolori al cappello e spesso leggermente mucillaginose.
Il gambo è esile, cilindrico o leggermente ingrossato alla base, spesso sinuoso o flessuoso, 3–10 cm di altezza e 2–10 mm di larghezza. È pieno, rigido e duro; asciutto e striato sopra l’anello, vischioso e talora finemente squamoso sotto. Il colore è bianco o grigiastro, più scuro verso la base, che può imbrunire alla manipolazione. Nei carpofori lignicoli la base è appena allargata, talora con rizomorfe miceliari.
L’anello è presente, supero, sottile ma piuttosto largo, membranoso e glutinoso, bianco o concolore al gambo nella parte superiore, più scuro inferiormente.
La carne è sottile ed esigua, tenera ed elastica nel cappello, fibrosa nel gambo, di colore bianco. Odore debole, talora leggermente erbaceo; sapore mite e poco significativo.
Al microscopio si notano delle spore bianche in massa, sferiche o subglobose, lisce, a pareti spesse, guttulate, 15–18 × 13–17 µm, Q ≈ 1,08.
I basidi sono clavati, tetrasporici, con giunti a fibbia, 76–88 × 16–17 µm.
I cistidi sono rari, cilindrici, fusiformi o ventricosi, a pareti sottili, fino a 100 × 30 µm.
Grazie al suo aspetto inconfondibile — cappello viscido e traslucido, colore chiaro e crescita tipica sul faggio — Oudemansiella mucida è raramente confondibile con altre specie.
Coltivazione –
Non si hanno notizie di coltivazione dell’Oudemansiella mucida.
Usi e Tradizioni –
L’Oudemansiella mucida è un fungo dall’aspetto inconfondibile, caratterizzato da un colore bianco lucente e da una superficie fortemente viscida. Cresce tipicamente a grappoli sul legno di faggio in decomposizione, con il quale intrattiene un legame molto stretto, causando il marciume del legno. È una specie stagionale, osservabile dalla tarda estate fino al tardo autunno; nelle giornate ventose non è raro assistere a un curioso fenomeno: piccoli carpofori che si staccano dai rami più alti e “planano” verso il basso, sospinti dal vento.
Dal punto di vista tassonomico, questo fungo è noto nei paesi anglosassoni con diversi nomi comuni, tra cui Porcelain Mushroom, Poached Egg Fungus e Beech Tuft. Tali denominazioni richiamano il suo aspetto delicato, bianco e mucillaginoso, che ricorda la porcellana o l’albume d’uovo. La specie fu descritta per la prima volta nel 1794 da Heinrich Adolf Schrader, che la denominò Agaricus mucidus. L’attuale nome scientifico risale invece al 1909, quando il micologo austriaco Franz Xaver Rudolf von Höhnel la collocò nel genere Oudemansiella. Questo genere, istituito nel 1881 da Carlos Luigi Spegazzini, prende il nome dal micologo olandese Cornelius Anton Jan Abraham Oudemans (1825–1906). L’epiteto specifico mucida fa diretto riferimento allo strato di muco trasparente che riveste il cappello del fungo.
Sotto il profilo chimico e biologico, O. mucida non è generalmente considerata tossica. Le opinioni sulla sua commestibilità sono tuttavia discordanti: alcune fonti la giudicano leggermente tossica, altre la ritengono commestibile previa accurata pulizia per eliminare il muco, mentre c’è chi la descrive addirittura come un buon fungo culinario, corredando tali affermazioni con ricette specifiche. Nonostante ciò, in micologia pratica viene solitamente considerata senza valore alimentare.
Di grande interesse è invece la sua attività biologica: Oudemansiella mucida produce e rilascia potenti sostanze fungicide, note come strobilurine, che le consentono di scoraggiare o eliminare i funghi concorrenti. Questi composti hanno avuto un notevole impatto in agricoltura, poiché sono stati alla base dello sviluppo di fungicidi efficaci contro numerosi Ascomiceti. Le prime strobilurine furono infatti isolate da funghi lignicoli come O. mucida e Strobilurus tenacellus, un’altra specie a spore bianche responsabile della putrefazione del legno.
Il genere Oudemansiella comprende specie generalmente glutinose e vischiose, dotate di un gambo più o meno slanciato e di un anello membranoso. In particolare, O. mucida è considerata una vera e propria “specie faro”: una di quelle rare entità micologiche praticamente prive di specie simili con cui possano essere confuse. La crescita quasi esclusiva su faggio morto, la silhouette elegante, il colore bianco con centro del cappello leggermente ocraceo, la marcata vischiosità del carpoforo e la consistenza della carne quasi gelatinosa rendono questa specie facilissima da riconoscere sul campo, anche per il micologo meno esperto.
Modalità di Preparazione –
L’Oudemansiella mucida è una specie considerata commestibile, o secondo alcune fonti, leggermente tossica; tuttavia visto che non ha alcun valore culinario a causa della sua viscosità e della scarsità di polpa una volta rimossa la cuticola se ne sconsiglia la raccolta.
Guido Bissanti
Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Cetto B., 2008. I funghi dal vero, Saturnia, Trento.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
Fonte foto:
– https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/566467923/original.jpg
Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

