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Astragalus nebrodensis

Astragalus nebrodensis

L’astragalo dei Nebrodi (Astragalus nebrodensis (Guss.) Strobl, 1887) è una specie arbustiva appartenente alla famiglia delle Fabacee.

Sistematica –
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Ordine Fabales,
Famiglia Fabaceae,
Genere Astragalus,
Specie A. nebrodensis.
Sono sinonimi i termini:
– Astracantha nebrodensis (Guss.) Greuter;
– Astragalus siculus subsp. nebrodensis (Guss.) Arcang.

Etimologia –
Il termine Astragalus viene da astrágalus, una leguminosa citata da Plinio (forse dal greco ἀστράγαλοϛ astrágalos astragalo, aliosso, tallone, vertebra, un osso utilizzato da greci e romani per ottenere anche dadi da gioco a cui si richiama la forma spigolosa dei semi (secondo A. Gentil e Dave’s Garden) oppure delle radici nodose (secondo D. Gledhill e Flowers in Israel). Secondo A. Neill, il nome deriverebbe invece da ἀστήρ astér astro, stella e da γάλα gála latte, per la forma e colore del fiore e perché si riteneva che incrementasse la produzione di latte delle capre che se ne cibano, come anche il nome comune inglese Milk vetch sembrerebbe confermare.
L’epiteto specifico nebrodensis ha origine dai Monti delle Madonie che anticamente venivano chiamati Montagne Nebroidi (da non confondere con gli attuali Monti Nebrodi).

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’Astragalus nebrodensis è una pianta endemica della Sicilia, alquanto rara e localizzata soprattutto nei pascoli d’altura, nelle radure e nei pendii soleggiati dei Monti Nebrodi e delle Madonie, tra i 1.200 e i 2.000 metri s.l.m.
Il suo habitat originario è quello dei substrati calcarei e ambienti aridi o semi-aridi, caratterizzati da forti escursioni termiche e da un’elevata esposizione al vento. La sua presenza è legata a microhabitat naturali relativamente intatti e poco disturbati dall’attività umana.

Descrizione –
L’Astragalus nebrodensis è una pianta che cresce in forma di arbusto spinescente di portamento cespitoso, emisferico ed alto 50–70 cm che forma cuscini spinosi sino a 2 m di diametro.
I fusti sono sottili, ramificati, generalmente prostrati o ascendenti.
Le foglie sono composte, imparipennate, con numerose foglioline ellittiche o oblunghe, coperte da una leggera peluria, costituite da 8-18 segmenti spinosi, i maggiori di 2 x 8-10 mm, con mucrone apicale debole e pelosità lanosa persistente.
I fiori sono di colore bianco-giallastro, con striature roseo-purpuree, riuniti in infiorescenze a racemo, tipici della famiglia delle Fabaceae, con corolla papilionacea.
La pianta fiorisce da maggio ad agosto.
I frutti sono dei legumi piccoli e rigonfi, contenenti semi reniformi.

Coltivazione –
L’Astragalus nebrodensis è una pianta che essendo endemica e rara, non è diffusa in coltivazione ornamentale o agricola.
Tuttavia, come molte Fabaceae, presenta la capacità di arricchire il terreno di azoto grazie alla simbiosi con batteri azotofissatori.
La coltivazione in contesti naturalistici o per la conservazione ex situ richiede:
– terreni calcarei, ben drenati;
– esposizione soleggiata;
– clima fresco con forti escursioni termiche.
La propagazione può avvenire per seme, previa scarificazione o trattamenti che ne favoriscono la germinazione.

Usi e Tradizioni –
Il genere Astragalus è uno dei più vasti tra le Fabaceae, comprendendo oltre 2.000 specie diffuse soprattutto nelle regioni temperate dell’emisfero boreale. Astragalus nebrodensis è una specie endemica appartiene a un gruppo tassonomicamente complesso, caratterizzato da numerose affinità morfologiche tra le specie.
Non vi sono tradizioni popolari significative legate direttamente a Astragalus nebrodensis, data la sua distribuzione molto limitata.
Tuttavia, il genere Astragalus ha una lunga storia d’uso nella medicina tradizionale, soprattutto in Asia. Alcune specie sono utilizzate per proprietà: immunostimolanti, toniche e adattogene, antiossidanti.
È importante sottolineare che non tutte le specie di Astragalus sono commestibili o sicure: alcune possono contenere alcaloidi tossici o accumulare selenio in quantità nocive. Per questo motivo l’uso di Astragalus nebrodensis in erboristeria o fitoterapia non è sufficientemente documentato per cui non consigliato.

Modalità di Preparazione –
Per l’Astragalus nebrodensis non esistono preparazioni tradizionali note relative a questa specifica specie.
Per altre specie di Astragalus impiegate in fitoterapia, le modalità di preparazione includono:
– Decotto delle radici essiccate;
– Polveri da radice in capsule o compresse;
– Tinture idroalcoliche.
Tuttavia, nel caso dell’astragalo dei Nebrodi, data la sua rarità e il valore conservazionistico, non se ne consiglia la raccolta né l’utilizzo diretto, ma piuttosto la protezione dell’habitat naturale.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Fonte foto:
https://www.actaplantarum.org/galleria_flora/galleria1.php?id=5185
https://dryades.units.it/floritaly/index.php?procedure=taxon_page&tipo=all&id=2380

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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