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Syagrus romanzoffiana

Syagrus romanzoffiana

La palma regina (Syagrus romanzoffiana (Cham.) Glassman, 1968) è una specie arbora appartenente alla famiglia delle Arecaceae.

Sistematica –
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Sottoregno Tracheobionta,
Superdivisione Spermatophyta,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Liliopsida,
Ordine Arecales,
Famiglia Arecaceae,
Sottofamiglia Arecoideae,
Tribù Cocoseae,
Sottotribù Butiinae,
Genere Syagrus,
Specie S. romanzoffiana.
All’interno di questa specie si riconoscono due varietà:
– Cocos romanzoffiana var. australe Becc.;
– Cocos romanzoffiana var. romanzoffiana.
È basionimo il termine:
– Cocos romanzoffiana Cham.
Sono sinonimi i termini:
– Arecastrum romanzoffianum (Cham.) Becc.;
– Arecastrum romanzoffianum var. australe (Mart.) Becc.;
– Arecastrum romanzoffianum var. genuinum Becc.;
– Arecastrum romanzoffianum var. micropindo Becc.;
– Arecastrum romanzoffianum var. romanzoffianum;
– Calappa acrocomioides (Drude) Kuntze;
– Calappa australis (Mart.) Kuntze;
– Calappa datil (Drude & Griseb.) Kuntze;
– Calappa martiana (Drude & Glaz.) Kuntze;
– Calappa plumosa (Hook.f.) Kuntze;
– Calappa romanzoffiana (Cham.) Kuntze;
– Cocos acrocomioides Drude;
– Cocos arechavaletana Barb.Rodr.;
– Cocos australis Drude & Brandt;
– Cocos australis Mart.;
– Cocos datil Drude & Griseb.;
– Cocos geriba Barb.Rodr.;
– Cocos martiana Drude & Glaz.;
– Cocos plumosa Hook.f.;
– Cocos romanzoffiana var. plumosa (Lodd. ex Hook.) A.Berger;
– Syagrus plumosa (Hook.f.) Bosse.

Etimologia –
Il nome Syagrus del genere deriva dal greco συαγρος (syagros), “cinghiale”, animale che si nutriva dei frutti di questa palma nelle regioni native. Secondo Plinio, syagri erano palme del Mediterraneo i cui frutti non erano pregiati come i datteri e quindi destinati agli animali. Un’altra ipotesi lega il nome all’unione dei termini greci skaphe (“concavo”) e glotta (“lingua”), in riferimento alla spata legnosa che protegge i fiori.
L’epiteto romanzoffiana è dedicato a Nikolaj Rumjancev (1754–1826), ministro degli Esteri dell’Impero Russo e finanziatore di esplorazioni, tra cui la prima circumnavigazione russa del globo.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Syagrus romanzoffiana è una palma nativa del Sud America meridionale; cresce spontaneamente in Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, con particolare presenza nel Gran Chaco.
Il suo habitat è vario in quanto cresce in una varietà di ambienti: foreste stagionalmente secche, zone paludose, foreste costiere e lungo rive fluviali o marine, arrivando anche in aree più elevate.
La pianta si è naturalizzata in diverse aree extra-tropicali: Florida, Queensland (Australia), Honduras e Mauritius. In alcune di queste zone è considerata invasiva. Oggi è ampiamente coltivata anche nelle regioni mediterranee, in particolare lungo le riviere italiane e in Costa Azzurra.

Descrizione –
Il Syagrus romanzoffiana è una specie sempreverde, a fusto singolo e non ramificato, che può raggiungere 15–25 m di altezza e 30–60 cm di diametro. Il tronco grigiastro è segnato da cicatrici anulari delle foglie cadute.
Le foglie, lunghe 2–4 m, sono arcuate, pennate e composte da circa 300 pinnule ricurve verso il basso, conferendo un aspetto piumoso.
Le infiorescenze, lunghe fino a 90 cm, sono intrafogliari, ramificate e protette da una spata legnosa; i fiori sono bianchi o giallo crema, monoici.
I frutti, drupe ovoidali di 1–2 cm, maturano in grappoli da fine estate all’autunno, virando dal verde al giallo-arancio. La polpa è fibrosa, dolce, edibile e racchiude un seme sferico.

Coltivazione –
Il Syagrus romanzoffiana è una palma ornamentale molto diffusa nei climi tropicali, subtropicali e mediterranei.
Ha una resistenza al freddo, tollerando brevi gelate fino a -5 °C.
Dal punto di vista pedologico preferisce suoli ben drenati, da acidi a neutri, ricchi di nutrienti, con buona umidità.
Predilige il pieno sole da adulta, ma le piantine necessitano di mezz’ombra.
La crescita è rapida, con buona tolleranza al trapianto anche in esemplari grandi.
La propagazione avviene tramite semi freschi, che germinano in 2–6 mesi se mantenuti tra 25–35 °C.
Per la manutenzione richiede la rimozione delle foglie secche; i frutti caduti possono attirare insetti.
Le malattie principali sono:
– Ganoderma zonatum (marciume del tronco).
– Ceratocystis paradoxa (marciume della parte alta del tronco).
– Fusarium oxysporum f.sp. palmarum → necrosi fogliare e morte della corona.

Usi e Tradizioni –
Il Syagrus romanzoffiana fu inizialmente descritto come Cocos romanzoffiana e divenne nota anche come Cocos plumosa, nome ancora in uso in alcuni contesti ornamentali.
Viene conosciuta con vari nomi comuni tra cui: “the queen palm”, “cocos palm” or “Jerivá” (inglese); “palmera pindó[“ “ybá pitá” o “Mbokaja aka” (spagnolo); palma regina (italiano).
La pianta, oltre che per uso ornamentale, viene utilizzata per foraggio; in Brasile e Argentina foglie e infiorescenze sono utilizzate come alimento per bovini in periodi di siccità.
Nell’alimentazione umana i frutti commestibili dal sapore dolce (tra prugna e banana), consumati freschi o trasformati;
la gemma apicale (cuore di palma) viene mangiata cruda, sottaceto o conservata in olio (la raccolta uccide la pianta);
Si ottiene anche la produzione di sago dal tronco.
Nella medicina tradizionale i frutti macerati nel vino o in sciroppo usati come pettorale.
Tra gli altri usi sti ricorda che foglie e fibre vengono usate per cesti e cappelli; tronchi per condotte idriche e costruzioni rustiche; legno resistente in acqua salata per passerelle e moli.

Modalità di Preparazione –
I frutti del Syagrus romanzoffiana vengono generalmente consumati freschi, ma talvolta trovano impiego anche nella preparazione di sciroppi o vengono lasciati macerare nel vino, arricchendolo di aromi particolari. Le gemme apicali, invece, sono apprezzate in cucina: possono essere cucinate come una normale verdura, oppure conservate sottaceto o in olio, diventando così un alimento gustoso e duraturo. Anche le foglie e le infiorescenze hanno un utilizzo importante, soprattutto come foraggio, sia fresche sia essiccate, a sostegno dell’alimentazione animale.
Oltre agli usi alimentari, la pianta fornisce materiali utili all’artigianato: le fibre, infatti, vengono intrecciate per realizzare oggetti di uso quotidiano, semplici ma funzionali. Il legno e i tronchi, infine, grazie alla loro resistenza, possono essere scavati per ricavare canalizzazioni idriche oppure impiegati in piccole costruzioni, dimostrando così la versatilità di ogni parte della pianta.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Fonte foto:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/511359481/original.jpg

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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