Selenicereus megalanthus
Selenicereus megalanthus
Il frutto del drago giallo o pitahaya (o anche pitaya) gialla (Selenicereus megalanthus (K.Schum. ex Vaupel) Moran, 1953) è una specie succulenta appartenente alla famiglia delle Cactaceae.
Sistematica –
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Subregno Tracheobionta,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Subclasse Caryophyllidae,
Ordine Caryophyllales,
Famiglia Cactaceae,
Subfamiglia Cactoideae,
Tribù Hylocereeae,
Genere Selenicereus,
Specie S. megalanthus.
Sono sinonimi i termini:
– Cereus megalanthus K.Schum.;
– Cereus megalanthus K.Schum. ex Ule;
– Cereus megalanthus K.Schum. ex Vaupel;
– Hylocereus megalanthus (K.Schum. ex Vaupel) Ralf Bauer;
– Hylocereus megalanthus (K.Schum. ex Vaupel) RalfBauer;
– Mediocactus megalanthus (K.Schum. ex Vaupel) Britton & Rose.
Etimologia –
Il termine Selenicereus proviene dal greco Σελήνη Seléne Selene, dea della Luna, e da Cereus (da cēreus cero: per la forma colonnare di molte specie di questo genere) cereo: Cereus dalla fioritura notturna.
L’epiteto specifico megalanthus proviene dalle parole greche: mégas (μέγας), cioè “grande” e ánthos (ἄνθος), cioè “fiore”, quindi a fiori grandi in quanto questa specie produce alcuni dei fiori più grandi della famiglia delle cactacee.
Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Selenicereus megalanthus è una pianta originaria di un’areale che comprende Colombia, Costa Rica, Ecuador, Nicaragua, Panama, Perù, Trinidad e Tobago e Venezuela.
Il suo habitat naturale è quello delle foreste ripariali tropicali ed è epifita o xerofita dove cresce sugli alberi nelle foreste montane umide e intorno alle abitazioni ad altitudini fino a 1.800 metri.
Descrizione –
Il Selenicereus megalanthus è un arbusto sempreverde delle cactacee i cui steli, di colore verde scuro, sono leggermente ondulati ai bordi e hanno un diametro da 1,5 a 4 centimetri, una lunghezza da 1 a 2 metri e possiedono radici aeree.
Gli steli possono giacere lungo il terreno (procumbenti), arrampicarsi su supporti (scandenti) o pendere (pendenti).
Dalle areole emergono da 1 a 3 spine sottili, bruno giallastre, leggermente ricurve e lunghe da 2-3 millimetri.
I fiori, che in seguito diventano molto profumati, sono lunghi fino a 30 centimetri.
I frutti commestibili, gialli, di forma ovoidale sono lunghi fino a 11-12 centimetri (e larghi circa 6 cm) e presentato alcune spine. La polpa si presenta bianca (o rosa quando la pianta è ibridizzata) con al suo interno numerosi piccoli semi neri.
I frutti immaturi presentano ciuffi di spine sottili, che però cadono naturalmente con la maturazione del frutto.
Il sapore del frutto è gradevole, leggermente dolce.
Coltivazione –
Il Selenicereus megalanthus è una pianta originaria dell’America meridionale che viene raccolta allo stato selvatico per uso alimentare locale. Viene spesso coltivata per i suoi frutti commestibili, venduti nei mercati locali e talvolta esportati anche in Nord America, Europa, ecc.
Questa specie viene coltivata commercialmente per i suoi frutti gialli, ma è anche una grande pianta rampicante ornamentale con fiori tra i più grandi di tutti i cactus.
È una pianta autofertile (il che significa che non è richiesta l’impollinazione incrociata) di facile coltivazione e a crescita rapida. Ha bisogno di un compost contenente molto humus e umidità sufficiente in estate. La pianta non dovrebbe essere esposta a temperature inferiori a 8 °C in inverno. Può tollerare temperature molto elevate e anche occasionalmente basse temperature fino a 0 °C.
Spesso è una pianta epifita, sebbene cresca anche sul terreno. Richiede un terreno ben drenato e un pH pari o inferiore a 6.
I fiori si aprono durante la notte. Sebbene inizialmente non siano profumati, diventano molto profumati con il passare della notte.
Può essere coltivata in penombra, ma cresce meglio in pieno sole. La luce aggiuntiva all’inizio della primavera stimola il germogliamento. La pianta fiorisce da giugno a ottobre e può raggiungere dimensioni molto grandi.
Questa pianta spesso assume un portamento pendente quando cresce sui rami degli alberi, o rampicante quando cresce a terra.
La propagazione può avvenire per seme o per talee di fusto.
Usi e Tradizioni –
Il Selenicereus megalanthus è una pianta conosciuta con vari nomi comuni. Nella lingua inglese viene conosciuta come “yellow dragon fruit”, “yellow pitahaya”, “kirin fruit”, or “yellow pitaya”; in spagnolo viene chiamata “pitahaya”; in italiano “frutto del drago giallo”, “pitahaya (o anche pitaya) gialla”.
È una pianta i cui frutti vengono raccolti e commercializzati sia allo stato naturale che in coltivazione, soprattutto in Sud America, come in Perù, Colombia ed Ecuador.
La pianta viene prevalentemente coltivata per i suoi frutti commestibili o anche per scopo ornamentale anche per via dei suoi grandi fiori.
Dal punto di vista ecologico è una pianta comune, ampiamente distribuita, presente in aree protette e non è soggetta a gravi minacce. La pianta è classificata come “a rischio minimo” nella Lista Rossa IUCN delle specie minacciate (2017).
Modalità di Preparazione –
Il frutto del Selenicereus megalanthus è caratterizzato da una polpa succulenta dal sapore dolce.
Alcune forme hanno una buccia sottile e un sapore estremamente delizioso.
Il frutto, ovoidale con buccia gialla e polpa bianca-grigiastra, è piacevolmente dolce e comunemente consumato fresco.
In preparazioni culinarie viene usato in succhi, frullati, gelati, sorbetti, marmellate e dessert.
I semi hanno una attività antiossidante particolarmente alta (es. ABTS ~79 %) così come la buccia (es. ABTS ~66 %).
I semi favoriscono un effetto lassativo: in modelli animali, l’assunzione ha aumentato la produzione fecale, favorendo il transito intestinale.
In campo medicinale il frutto e altri componenti vengono tradizionalmente usati come ipoglicemici, per disinfettare ferite, come diuretici, per trattare dissenteria, infiammazioni, e per migliorare la funzione renale e del fegato.
Sono riportate anche effetti ansiolitici, antinfiammatori e antiossidanti.
Studi in animali indicano assenza di tossicità anche a dosi fino a 5000 mg/kg.
Guido Bissanti
Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.
Fonte foto:
– https://www.inaturalist.org/observations/102306569
Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.
