Trichoglossus haematodus
Trichoglossus haematodus
Il lorichetto dei cocchi (Trichoglossus haematodus Linnaeus, 1771) è un uccello appartenente alla famiglia dei Psittaculidae.
Sistematica –
Dominio Eukaryota,
Regno Animalia,
Phylum Chordata,
Subphylum Vertebrata,
Classe Aves,
Sottoclasse Neognata,
Ordine Psittaciformes,
Superfamiglia Psittacoidea,
Famiglia Psittaculidae,
Sottofamiglia Loriinae,
Tribù Loriini,
Genere Trichoglossus,
Specie T. haematodus.
È basionimo il termine:
– Psittacus haematodus Linnaeus, 1771.
All’interno della specie si riconoscono le seguenti sottospecie:
– Trichoglossus haematodus nigrogularis Gray, 1858;
– Trichoglossus haematodus massena Bonaparte, 1854;
– Trichoglossus haematodus nesophilus Neumann, 1929;
– Trichoglossus haematodus flavicans Cabanis & Reichenow, 1876;
– Trichoglossus haematodus deplanchii Verreaux, J & Des Murs, 1860.
Le altre sottospecie che venivano considerate in passato oggi sono considerate specie a parte.
Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Trichoglossus haematodus è un pappagallo diffuso nelle Molucche del sud, dalla Nuova Guinea occidentale sino alle Isole della Lealtà.
Questo uccello si trova per lo più nell’Indonesia orientale, a Buru, Seram, Misool, Waigeo, Numfoor, Yapen e nelle isole Aru, in Indonesia e Papua Nuova Guinea, nell’arcipelago di Bismarck, nelle isole Salomone, a Vanuatu e in Nuova Caledonia.
Questa specie occupa un’ampia gamma di habitat di pianura e collina boscosa, tra cui mangrovie, foresta pluviale, foresta di nypa, paludi, savana e boschi. Si trova anche in aree antropizzate, tra cui piantagioni di cocco, giardini, terreni agricoli e foreste disturbate. Si trova dal livello del mare fino a 2.440 m; questa altitudine massima varia a seconda della località.
In generale, nel suo areale, è molto diffuso ed abita praticamente in tutti i tipi di habitat nei quali vi siano abbondanti fiori, visto che si nutre prevalentemente di nettare e polline.
Descrizione –
Il Trichoglossus haematodus è caratterizzato da una varia distribuzione dei colori sebbene questa specie abbia la schiena verde e il petto rosso con strie scure ben marcate.
Il becco è rosso-arancio e la testa è blu scura, sfumando in marrone sul collo. Ha un collare giallo e le parti superiori verdi. Il petto è di colore rosso con barre blu-nere e il ventre è verde con barre gialle.
La coda è verde nella parte superiore e barrata di verde e giallo nella parte inferiore.
L’iride del maschio è di colore rosso vivo, mentre nella femmina è rosso-arancio.
Può raggiungere una lunghezza (da testa a coda) di circa 25-30 centimetri e pesa circa 109-137 g. Viene spesso confuso con il lorichetto arcobaleno (Trichoglossus moluccanus), il quale ha invece la pancia blu, ed il petto non presenta strie scure.
Di solito emettono un rumore fortissimo durante il volo, emettendo richiami striduli (ad esempio “pau-pau-pau”) a intervalli regolari.
Biologia –
Il Trichoglossus haematodus è molto ricercato dagli allevatori in quanto si riproduce bene. Presenta, tuttavia, una marcatura territoriale soprattutto durante la riproduzione.
Questo pappagallo vive in tutti i suoi habitat, in particolare nelle foreste pluviali, nelle macchie costiere e nelle aree boschive, formando stormi da 5 a 20 esemplari.
In cattività sono come qualsiasi altro uccello; hanno bisogno di cure per acquisire sicurezza e diventare molto affettuosi e affezionati alle persone.
Sono uccelli molto amichevoli e giocosi, quindi è necessario che abbiano abbastanza spazio per evitare stress. Tuttavia, non è così amichevole con gli altri pappagalli, perché presenta un carattere territoriale, risultando potenzialmente aggressivo con il pappagallo.
È una specie monogama, ovvero hanno un unico partner per tutta la vita.
Questi uccelli possono riprodursi per gran parte dell’anno, a seconda della regione. Tuttavia il periodo più idoneo è tra luglio e dicembre, con una sola covata all’anno, a volte due.
Nidifica in cavità nei tronchi degli alberi, deponendo in media due uova bianche, che vengono incubate tra i 23 e i 26 giorni.
I genitori nutrono i pulcini per 7-8 settimane, dopo di che lasciano il nido e dopo altre 2-3 settimane diventano completamente indipendenti.
Ruolo Ecologico –
Nel 1758, il naturalista inglese George Edwards descrisse questa specie nella sua opera “Gleanings of Natural History”. Aveva ottenuto un esemplare imbalsamato da un magazzino cinese a Londra, proveniente dalle Indie Orientali. Nel 1760, lo zoologo francese Mathurin Jacques Brisson incluse una descrizione di questa specie nella sua “Ornithologie” basata su un esemplare raccolto sull’isola di Ambon in Indonesia. Utilizzò il nome francese “La perruche variée d’Amboine” e il nome latino “Psittaca amboinensis varia”. Sebbene Brisson abbia coniato nomi latini, questi non sono conformi al sistema binomiale e non sono riconosciuti dalla Commissione Internazionale per la Nomenclatura Zoologica.
Riconoscendo che entrambi gli autori precedenti avevano scritto della stessa specie, Carlo Linneo descrisse formalmente il lorichetto del cocco nel 1771 come Psittacus haematod.(us). Aveva abbreviato il nome per evitare che si estendesse alla riga successiva. La forma abbreviata fu seguita per molti anni. L’epiteto specifico deriva dal greco antico haimatōdēs, che significa “rosso sangue”.Da qui la traduzione del suo nome binomiale: “lingua-capello insanguinata”.
Per molti anni, la specie è stata definita in modo ampio, con 20 o 22 sottospecie riconosciute, ed era nota come lorichetto arcobaleno. Questo nome è stato riapplicato alle popolazioni dell’Australia orientale, ora classificate come una specie distinta, Trichoglossus moluccanus.Sono inoltre riconosciuti come specie distinte il lorichetto del tramonto (T. forsteni), il lorichetto foglia (T. weberi), il lorichetto calendula (T. capistratus), il lorichetto dal collare rosso (T. rubritorquis) e il lorichetto Biak (T. rosenbergii).
Il Trichoglossus haematodus è un uccello prevalentemente frugivoro, integrando la sua dieta con insetti e semi.
Questi uccelli hanno sulla punta della loro lingua specializzata una piccola spazzola, che in realtà è la papilla linguale estesa. Con l’aiuto della lingua, sono in grado di nutrirsi di nettare e polline dei fiori. Si nutrono principalmente di nettare e polline, ma anche di parte dei fiori, mangio semi, frutta, bacche, insetti e larve.
Guido Bissanti
Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– C.Battisti, D. Taffon, F. Giucca, 2008. Atlante degli uccelli nidificanti, Gangemi Editore, Roma.
– L. Svensson, K.Mullarney, D. Zetterstrom, 1999. Guida agli uccelli d’Europa, Nord Africa e Vicino Oriente, Harper Collins Editore, Regno Unito.
Fonte foto:
– https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/463732565/original.jpg
– https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/72/Trichoglossus_haematodus_nigrogularis.jpg

