Leucoagaricus americanus
Leucoagaricus americanus
La culumbina o parasole americano o lepiota americana (Leucoagaricus americanus (Peck) Vellinga, 2000) è un fungo appartenente alla famiglia delle Agaricaceae.
Sistematica –
Dominio Eukaryota,
Regno Fungi,
Divisione Basidiomycota,
Classe Agaricomycetes,
Ordine Agaricales,
Famiglia Agaricaceae,
Genere Leucoagaricus,
Specie L. americanus.
È basionimo il termine:
– Agaricus americanus Peck.
Sono sinonimi i termini:
– Agaricus americanus Peck;
– Agaricus bresadolae Schulzer;
– Agaricus cupreus Schulzer;
– Chamaeceras bresadolae (Schulzer) Kuntze;
– Fungus bresadolae (Schulzer) Kuntze;
– Lepiota americana (Peck) Sacc.;
– Lepiota bresadolae (Schulzer) Sacc., 1885;
– Lepiota bresadolae Schulzer;
– Lepiota bresadolae var. biornata;
– Leucoagaricus bresadolae (Schulzer) Bon & Boiffard;
– Leucoagaricus bresadolae var. cookeianus Bon;
– Leucocoprinus americanus (Peck) Redhead;
– Leucocoprinus bresadolae (Schulzer) Bon;
– Leucocoprinus bresadolae (Schulzer) M.M.Moser;
– Leucocoprinus bresadolae (Schulzer) Wasser;
– Pseudofarinaceus bresadolae (Schulzer) Kuntze.
Etimologia –
Il termine Leucoagaricus viene da “Leuco-” che in greco significa “bianco”, indicando il colore tipico di molti funghi di questo genere, e “Agaricus”, il genere a cui appartiene il fungo, che a sua volta deriva da un termine greco che si riferisce ai funghi in generale.
L’epiteto americanus è in riferimento al suo habitat di origine dell’America del Nord.
Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Leucoagaricus americanus è ampiamente distribuito in Nord America, principalmente a est delle Montagne Rocciose. È saprofita e cresce su segatura, trucioli di legno, ceppi e terreno.
Il suo habitat di crescita è in piccoli gruppi per la maggior parte cespitosi, dalla fine dell’estate all’autunno, in zone umide ricche di lignina, sulla segatura, sulla lettiera di foglie secche, nei parchi e giardini; non disdegna il clima secco, in questo caso evidenziando precocemente i toni rossastri.
Riconoscimento –
Il Leucoagaricus americanus è un fungo con un cappello di dimensioni variabili da 3 a 15 cm, inizialmente di forma ovale, poi convesso fino a piano, umbonato, cuticola liscia e vellutata di colore bianco, fratturandosi si ricopre di fitte squame concentriche a partire dal margine di un colore crema, fino a bruno-rossastro a completa maturità, vira al rosso alla manipolazione.
L’imenio è costituito da lamelle fitte, libere al gambo, con margine dentellato, alte, bianche da giovane, crema-rosato a maturità, si macchiano prima di giallo e poi di bruno rossastro al tocco ed alla compressione.
Il gambo è fino a 15 cm di lunghezza × 1-2 cm di spessore, da fusiforme a claviforme, prima pieno poi cavo, prima ingiallente, poi arrossante allo sfregamento.
L’anello è membranoso, situato nella parte alta del gambo, talvolta evanescente a maturità, bianco, può anch’esso diventare rossastro nel fungo maturo.
La carne è bianca, spessa, al tocco e al taglio vira prima al giallastro poi al bruno-rossastro, odore fungino, sapore gradevole.
Per quanto riguarda le reazioni chimiche, il cappello diventa arancione-bruno, poi verde smeraldo con la Tintura di guaiaco; immediatamente verde smeraldo con l’ammoniaca.
Al microscopio notiamo delle spore 8-11 × 6-7,5 μm, lisce, ellittiche, ovoidali, con parete spessa, con piccolo e stretto poro germinativo, apicolo pronunciato, granulose, guttulate, destrinoidi, metacromatiche. Basidi clavati, tetrasporici, alcuni bisporici, senza giunti a fibbia, 29-38 × 7,5-9,5 µm. Cheilocistidi per lo più clavati, ma anche lageniformi con apice moniliforme. Pleurocistidi assenti. Pileipellis formata da ife intrecciate irregolarmente con terminali clavati o fusifomi.
Coltivazione –
Il Leucoagaricus americanus è un fungo non coltivato.
Usi e Tradizioni –
Il Leucoagaricus americanus fu descritto per la prima volta da Charles Horton Peck, un micologo americano del XIX e inizio XX secolo, nel 1869.
Nella descrizione di Peck viene riportato sia l’habitat di raccolta, banchina erbosa, sia la località, Buffalo. Una certa similitudine si ha con Luecoagaricus badhamii (Berkeley & Broome) Singer, che però al minimo tocco vira immediatamente al rosso vivo per poi diventare bruno in 1 o 2 minuti; la microscopia è pure diversa, in quest’ultimo infatti sono presenti cistidi claviformi e ventricosi, con appendice e contenenti un pigmento rosso. Per differenziarla dai generi vicini (Cystolepiota, Macrolepiota, Leucocoprinus) è importante osservare oltre al portamento, la morfologia e metacromasia sporale, la pileipellis e la forma dei basidi.
Per quanto riguarda la commestibilità, si può considerare non commestibile, leggermente tossico da crudo, può causare disturbi gastrici in alcune persone; tuttavia alcuni testi lo segnalano come commestibile, ma non è raccomandato per il consumo a causa della possibile confusione con specie tossiche come Chlorophyllum molybdites.
Per questo motivo è un fungo non interessante, per cui anche i nomi volgari usati per identificarlo localmente sono piuttosto scarsi. In Italia è conosciuto come “culumbina” molto genericamente; in Francia “lépiote fasciculée”; in lingua inglese “American parasol” o “Reddening Lepiota”; non risultano nomi volgari nel resto d’Europa.
Modalità di Preparazione –
Il Leucoagaricus americanus è tra i funghi da non considerarsi commestibili e, comunque, da non raccogliere per sicurezza.
Guido Bissanti
Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Cetto B., 2008. I funghi dal vero, Saturnia, Trento.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
Fonte foto:
– https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/412731352/original.jpeg
Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

