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Allium agrigentinum

Allium agrigentinum

L’aglio di Agrigento (Allium agrigentinum Brullo e Pavone, 2001) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Liliaceae.

Sistematica –
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Liliopsida,
Ordine Liliales,
Famiglia Liliaceae,
Genere Allium,
Specie A. agrigentinum.

Etimologia –
Il termine Allium proviene dal latino classico allium, di etimo molto discusso; tra le ipotesi, la derivazione da una radice indoeuropea *ālu- erba amara, rappresentata tra l’altro dal sanscrito ālu Colocasia esculenta; un prestito dal greco ἄγλις áglis testa d’aglio, a sua volta di origine accadica; un prestito da una lingua italica meridionale, analogamente al greco ἀλλᾶς allàs salsiccia all’aglio. De Vaan considera tutte queste ipotesi improbabili e suggerisce un possibile collegamento con ala ala, sulla base dell’immagine del bulbo diviso in tante ali, ovvero spicchi
L’epiteto specifico agrigentinum è riferito ai dintorni dell’areale di Agrigento, città siciliana capoluogo di provincia, dove questa specie cresce allo stato spontaneo.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’Allium agrigentinum è una pianta endemica della Sicilia centro-meridionale, segnalata nell’Agrigentino, nel Nisseno e nell’Ennese.
Il suo habitat è tipicamente quello delle praterie mediterranee tra 100 e 700 m s.l.m..

Descrizione –
L’Allium agrigentinum è una pianta erbacea geofita bulbosa, molto simile ad Allium lehmannii con la quale può essere confusa.
I fiori alquanto delicati, dal colore rosa pallido. Questi sono formati da due verticilli di tre pezzi ciascuno spesso con aspetto petaloide (6 tepali) ed indicati come perigonio. Il gineceo è formato da un ovario infero formato dalla fusione di tre carpelli (tricarpellare) e con 3 logge (triloculare).
L’antesi è tra l’ultima decade di maggio e la prima decade di giugno e fruttifica circa un mese dopo.

Coltivazione –
L’Allium agrigentinum è una pianta adatta ad essere coltivata in clima mediterraneo, tipico della Sicilia.
Richiede una posizione in pieno sole, con poca ventilazione.
Tollera temperature fra circa −10 °C e +30 °C; ottimale per crescita 15–25 °C
Preferisce terreni ben drenati, sciolti o sabbiosi, di medio impasto, con pH tra 6.0 e 7.0. Evitare comunque terreni argillosi o compatti che causano ristagni idrici.
Il periodo ideale per la semina e l’impianto è quello autunnale (tra settembre e novembre), purché il terreno non sia gelato.
La profondità di impianto deve essere circa 2–3 volte il diametro del bulbo; la punta va rivolta verso l’alto.
I bulbi vanno distanziati 15–30 cm (in genere 20–30 cm va bene).
Questa pianta non richiede irrigazioni frequenti; bastano prevalentemente le precipitazioni, tranne in annate particolarmente siccitose. Si può quindi annaffiare moderatamente durante periodi di siccità estiva o fioritura, evitando ristagni d’acqua.
In genere non richiede alcun apporto nutrizionale; tuttavia per avere un prodotto più abbondante si può fare ricorso ad una concimazione di fondo in autunno con letame o compost moderato.
Dopo la fioritura si consiglia di tagliare l’infiorescenza aiuta a concentrare l’energia sul bulbo.
Quando la parte aerea ingiallisce e secca è segnale che è il momento della raccolta.

Usi e Tradizioni –
L’Allium agrigentinum è una pianta conosciuta col nome di aglio di Agrigento, area dove cresce normalmente fino ai 700 m. s.l.m..
Come molte altre specie, anche l’aglio di Agrigento fiorisce tra maggio e la prima decade di giugno, fruttificando circa un mese dopo.
Per via delle piccole dimensioni dell’areale, questa specie viene considerata leggermente a rischio dagli esperti, sebbene essa non venga prelevata in natura dagli abitanti dell’isola.
Tuttavia, pur se normalmente non raccolta, come altre specie del genere Allium può essere utilizzata in cucina allo stesso modo delle specie coltivate. Se ne sconsiglia comunque il prelievo in quanto è inserita nella lista rossa delle specie come minacciata.

Modalità di Preparazione –
L’aglio di Agrigento è una specie endemica dell’areale tra Agrigento, Caltanissetta ed Enna, in Sicilia, dove probabilmente in tempi antichi veniva raccolto per usi culinari.
Oggi questo possibile utilizzo non è più in voga ma, comunque potrebbe rappresentare, se coltivato, una caratterizzazione di alcuni piatti tipici locali.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Fonte foto:
https://www.actaplantarum.org/galleria_flora/galleria1.php?id=6617
https://anthosart.florintesa.it/flora-italiana/allium-agrigentinum-brullo-et-pavone

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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