Trachyphrynium braunianum
Trachyphrynium braunianum
La foglia d’involucro (Trachyphrynium braunianum (K. Schum.) Baker,1898) è una specie rizomatosa appartenente alla famiglia delle Marantaceae.
Sistematica –
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Liliopsida,
Sottoclasse Zingiberidae,
Ordine Zingiberales,
Famiglia Marantaceae,
Genere Trachyphrynium,
Specie T. braunianum.
Sono sinonimi i termini:
– Bamburanta arnoldiana L.Linden (1900);
– Hybophrynium braunianum K.Schum. (1892);
Etimologia –
Il termine Trachyphrynium è la combinazione dell’aggettivo greco “τραχύς” (trachys), cioè scabro, ruvido e del genere Phrynium, in riferimento alla somiglianza tra i due generi e ai frutti fittamente ricoperti da sporgenze appuntite.
L’epiteto specifico braunianum è dedicato al botanico e raccoglitore tedesco Johannes M. Braun (1859-93).
Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Trachyphrynium braunianum è una pianta originaria dell’Africa tropicale (Benin, Cabinda, Camerun, Ciad, Congo, Costa d’Avorio, Ghana, Gabon, Guinea, Guinea Equatoriale, Isole del Golfo di Guinea, Liberia, Nigeria, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, Sierra Leone, Sudan e Uganda).
In queste aree il suo habitat è sia quello delle foreste pluviali che in spazi aperti, spesso in aree paludose e lungo le rive di corsi d’acqua, dal livello del mare fino a circa 1200 m di altitudine.
Descrizione –
Il Trachyphrynium braunianum è una pianta rizomatosa perenne, sempreverde, che forma cespi piuttosto disordinati con fusti sublegnosi, alti fino a oltre 4 m, superiormente ramificati con rami lunghi e sottili.
Le foglie pressoché distiche su corto picciolo e base inguainante il fusto, lamina oblungo-ellittica con apice acuminato e margine intero, leggermente asimmetrica rispetto alla nervatura centrale, lunga 6-25 cm e larga 3-8 cm, di colore verde intenso e lucida superiormente.
Da notare la zona di scissione alla base del picciolo. Quando la foglia è secca cade in quel punto. Questo è un fatto abbastanza raro all’interno della famiglia delle Marantaceae ed un elemento importante per l’identificazione di alcuni generi e specie.
Le infiorescenze sono terminali, semplici o a volte ramificate alla base, lunghe circa 20 cm, con rachide pubescente e nodi, distanti tra loro circa 6 mm, provvisti di una brattea oblungo-lanceolata, caduca, lunga 2-2,5 cm, che sottende una coppia di fiori ermafroditi bianchi o bianco-rosati, di 2,5-3 cm di lunghezza e 2 cm di diametro.
Il calice ha 3 sepali liberi, lanceolati con apice acuminato, pubescenti, lunghi circa 1,2 cm, corolla tubolare con 3 lobi lineari-lanceolati, stame e staminoidi disposti in due verticilli fusi alla base al tubo corollino, quello esterno con 2 staminoidi petaloidei obovati, membranacei, lunghi circa 2,5 cm, quello interno con stame e 2 staminoidi petaloidei; l’ovario è infero e triloculare.
Il frutto è una capsula di forma da sub globosa a trilobata, di 1,2-1,5 cm di diametro, fittamente ricoperta da corti tubercoli appuntiti, di colore giallo arancio a maturità, contenente 1-3 semi globosi, di circa 0,6 cm di diametro, di colore bruno nerastro lucido, con arillo bianco alla base.
Coltivazione –
Il Trachyphrynium braunianum è una pianta diffusa in una vasta area che ha un ruolo importante nelle comunità rurali dei luoghi di origine, ma è praticamente sconosciuta altrove, presente solo in qualche Giardino Botanico. La sua coltivazione è limitata ai climi tropicali e subtropicali umidi, in pieno sole o parziale ombreggiatura e con ampia disponibilità d’acqua.
La pianta predilige una luce indiretta brillante ma bisogna evitare il sole diretto che può bruciare le foglie.
La temperatura ottimale è 18–28 °C e non tollera temperature sotto i 15 °C.
Ama l’umidità atmosferica elevata (oltre il 60%).
Le annaffiature devono essere regolari e abbondanti durante la stagione vegetativa (primavera-estate).
Il substrato deve essere sempre leggermente umido ma non fradicio.
In inverno ridurre le annaffiature, evitando comunque il disseccamento.
Se coltivata in ambiente chiuso è molto importante nebulizzare spesso o usare umidificatore.
È un’ottima pianta in terrari o serre umide.
Il terreno deve essere ricco, leggero e ben drenato.
Si riproduce per seme, ma si può riprodurre anche e facilmente per divisione dei rizomi.
Usi e Tradizioni –
Il Trachyphrynium braunianum è una pianta poco conosciuta al di fuori del suo areale di crescita tanto che i nomi comuni sono relativi a queste zone; tra questi ricordiamo: mbonge, ndikasende (baka); dâànzi (bafia); dusèseri (balumbu); dingomboko (béséki); bîrîn (gbaya); akukwa (ibo); akparakitiyai (izon); botukunkombe (mbole); mpunge (mpiemo); ntsèrè (mpongwé); pete (ngombe); itsèrè (ngowé); bili (ngwaka); ontiéré (teke); ikokombeibaye (yaoseko); bolikabwalima (yasekwe); food wrapper plant o, genericamente, wrapping leaf plant (inglese).
Le foglie, i frutti e le radici di questa pianta trovano impiego nella medicina tradizionale.
I sottili fusti sono utilizzati per fabbricare canestri, stuoie, trappole per pesci ed altri oggetti di uso comune, intrecciati e ricoperti di argilla impastata per le pareti delle capanne e insieme alle foglie come copertura di ripari di fortuna; le foglie inoltre vengono impiegate per avvolgere cibi e i frutti sono localmente consumati arrostiti. Radici, frutti e foglie sono utilizzati nella medicina tradizionale per varie patologie.
Modalità di Preparazione –
Il Trachyphrynium braunianum è una pianta tropicale africana con vari usi tradizionali, soprattutto nelle regioni dell’Africa occidentale e centrale. Tra i suoi usi ricordiamo quello come involucro alimentare in cui le foglie larghe e flessibili sono comunemente usate per avvolgere cibi (come il kenkey in Ghana o altri piatti cotti al vapore).
Si usa come materiale da imballaggio; in questo caso le foglie sono usate per avvolgere merci nei mercati o durante il trasporto.
Altri usi sono quelli medicinali tradizionali: in alcune aree, le foglie o altre parti della pianta sono usate in rimedi erboristici, anche se le applicazioni variano localmente.
Infine un altro uso è quello come pianta per decorazione e artigianato: occasionalmente impiegata per scopi ornamentali o per intrecciare oggetti.
Guido Bissanti
Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.
Fonte foto:
– https://images.mobot.org/tropicosimages3/detailimages/TropicosImageVol3/100597000/A91CEDB1-DF49-4A7D-A3FC-BDBA0E1CCD12.jpg
– http://mam.ansp.org/image/CM/Fullsize/510/CM510987.jpg
Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

