Viola tricolor

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Viola tricolor

La Viola del pensiero o Viola tricolore (Viola tricolor L.) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Violaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Ordine Violales,
Famiglia Violaceae,
Genere Viola,
Specie V. tricolor.
Per questa specie, nel tempo sono stati attribuiti diversi sinonimi che sono:
– Mnemion elegans Spach;
– Mnemion sagotii (Jord.) Fourr.
– Mnemion sudeticum Fourr.;
– Mnemion tricolor (L.) Spach;
– Mnemion variatum (Jord.) Fourr.;
– Viola alpestris subsp. paulini Hayek;
– Viola ammotropha E.H.L.Krause;
– Viola banatica Kit.;
– Viola banatica Kit. ex Schult.;
– Viola bella Gren.;
– Viola bicolor Hoffm.;
– Viola calcarata Vill.;
– Viola calcarata subsp. grandiflora (L.) Nyman, 1878;
– Viola calcarata var. grandiflora (L.) Rouy & Foucaud, 1896;
– Viola cenisia Schangin;
– Viola confinis Jord.;
– Viola confinis Jord. ex Nyman;
– Viola curtisiae E.Forst.;
– Viola deminuta Schur;
– Viola derelicta Jord.;
– Viola flavida Jord.;
– Viola foucaudii Sav.;
– Viola garganica Strobl;
– Viola gracilis Martrin-Donos;
– Viola gracilis Martrin-Donos ex Nyman;
– Viola grandiflora L.;
– Viola kupffieri Klokov;
– Viola lepida Jord.;
– Viola leptoceras Schur;
– Viola lilascens Heldr.;
– Viola lilascens Heldr. ex Boiss.;
– Viola lloydii Jord.;
– Viola lloydii Jord. ex Boreau;
– Viola lutea var. sagotii (Jord.) Nyman, 1878;
– Viola lutea var. vivariensis (Jord.) Nyman, 1878;
– Viola maritima Spreng.;
– Viola maritima Spreng. ex Mert. & W.D.J.Koch;
– Viola media (DC.) Chaillet;
– Viola media (DC.) Chaillet ex Schult.;
– Viola meduanensis Boreau;
– Viola mentita Jord.;
– Viola micrantha Bertol.;
– Viola mucuzii Orph.;
– Viola mucuzii Orph. ex Nyman;
– Viola mutabilis Rochel;
– Viola occulta Otto;
– Viola olonnensis Genev.;
– Viola paillouxi Jord.;
– Viola pallescens Jord.;
– Viola parviflora Kit.;
– Viola parviflora Kit. ex Schult.;
– Viola peregrina Jord.;
– Viola peregrina Jord. ex Boreau;
– Viola perennis Vilm.;
– Viola perrobusta Borbás;
– Viola provostii Boreau;
– Viola pseudolutea Schur;
– Viola ruralis Jord.;
– Viola ruralis Jord. ex Boreau;
– Viola sabulosa (DC. ex Ging.) Boreau;
– Viola sagotii Jord.;
– Viola saxatilis var. vivariensis (Jord.) Gren., 1847;
– Viola soongorica Fisch.;
– Viola soongorica Fisch. ex Ledeb.;
– Viola subtilis Jord.;
– Viola symei Baker;
– Viola tenella Michx.;
– Viola tenella Muhl.;
– Viola tricolor f. tenella Farw.;
– Viola tricolor subsp. alpestris (DC.) Schinz & R.Keller, 1905;
– Viola tricolor subsp. grandiflora (L.) Berher, 1887;
– Viola tricolor subsp. ruralis (Jord. ex Boreau) Berher, 1887;
– Viola tricolor subsp. vivariensis (Jord.) Rouy & Foucaud, 1896;
– Viola tricolor var. alpestris DC.;
– Viola tricolor var. ammotropha Wittr.;
– Viola tricolor var. derelicta (Jord.) Nyman, 1878;
– Viola tricolor var. pallescens (Jord.) Nyman, 1878;
– Viola tricolor var. sabulosa DC.;
– Viola tricolor var. sabulosa DC. ex Ging.;
– Viola tricolor var. sagotii (Jord.) Gaut., 1898;
– Viola tricolor var. subalpina Latourr.;
– Viola tricolor var. vectensis N.H.Williams;
– Viola variata Jord.;
– Viola variegata Vuk.;
– Viola vectensis (F.N.Williams) Drabble;
– Viola versicolor Salisb.;
– Viola virgata Gren.;
– Viola vivariensis Jord..
All’interno di questa specie si riconoscono, inoltre, le seguenti sottospecie:
– Viola tricolor subsp. alpestris (Ging.) Ces.;
– Viola tricolor subsp. curtisii (E.Forst.) Syme;
– Viola tricolor subsp. faeroeënsis Becker;
– Viola tricolor subsp. maritima Schweigg. ex Clausen;
– Viola tricolor subsp. matutina (Klokov) Valentine;
– Viola tricolor subsp. polychroma (A.Kern.) Nyman;
– Viola tricolor subsp. saxatilis (F.W. Schmidt) Jan;
– Viola tricolor subsp. tricolor.

Etimologia –
Il termine Viola proviene dal greco ἴον íon viola, da un antico ϝίον fíon con lo stesso significato.
L’epiteto specifico tricolor viene da tris/tres tre e da cólor colore: per la presenza della corolla tricolore.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Viola tricolor è una pianta perenne annuale o di breve durata, polimorfa a distribuzione eurasiatica, spesso confusa con V. arvensis. È una pianta molto comune in Europa, dove cresce allo stato selvatico e presente dalla Gran Bretagna, dalla Scandanavia a sud e ad est fino alla Corsica, all’Asia occidentale, alla Siberia, al Caucaso.
La pianta è stata introdotta in Nord America, dove si è diffusa.
È presente in Italia, con due sottospecie, in quasi tutte le regioni e con una distribuzione regionale piuttosto sparsa e limitata al settore alpino propriamente detto.
Il suo habitat è quello dei terreni coltivati e incolti, prati, ecc., principalmente su suoli acidi e neutri, dal livello del mare alla fascia montana superiore. È una delle specie da cui è stata ottenuta la viola del pensiero coltivata.

Descrizione –
La Viola tricolor è una piccola pianta erbacea, dal portamento rampicante, che raggiunge al massimo 15 cm di altezza, con fiori di circa 1,5 centimetri di diametro.
Ha una radice a rizoma da cui si dipartono radichette fini.
Il fusto è glabro, talvolta lanuginoso ed è ramificato. La pianta non ha rosetta fogliare alla base, a differenza di altre viole, come la Viola hirta.
Le foglie sono, al contrario, alterne; le inferiori con lamina da ovale a cuoriforme, picciolate e crenate: le superiori lanceolato-cuneate.
Le stipole sono spesso abbastanza sviluppate, almeno quelle delle foglie superiori. Queste stipole sono foderate a forma di palma.
I fiori sono solitari e laterali, portati su lunghi peduncoli. Appaiono su fusti aerei con internodi più o meno lunghi. I sepali non sono mai più grandi della corolla. È lungo da 10 a 25 mm. La corolla può essere viola, blu, gialla o bianca. Molto spesso può essere bicolore, giallo e viola. La forma tricolore, gialla, bianca e viola, è la più ricercata.
Fiorisce da aprile a settembre e le piante sono ermafrodite e autofertili, impollinate dalle api o dai bombi.
Il frutto è una capsula loculicida a tre valve, poco più corta dei sepali, con 6 costole longitudinali evidenti, ovoide o ellissoide, glabra, di 8-12 mm. Semi numerosi, obovoidi, di 1,4-1,7 x 0,7-0,9 mm, lisci di colore marrone. Eleosoma obliquo, ottuso, bianco.
Può produrre fino a 50 semi alla volta.

Coltivazione –
La Viola tricolor è una pianta molto variabile, da annuale a perenne che viene utilizzata anche allo stato selvatico per l’uso locale come cibo, medicina e fonte di colorante. A volte viene coltivata come ornamentale in giardino.
Per la sua coltivazione bisogna scegliere un terreno fresco, umido, ben drenato, ricco di humus, in ombra più o meno parziale e protetta dai venti caldi.
Dal punto di vista pedologico tollera i suoli di arenaria e calcare ma diventa clorotica se il pH è troppo alto; il pH ottimale è tra 6 e 6,5.
La propagazione avviene per seme. La semina va effettuata in autunno.
Si può moltiplicare anche per divisione in autunno o subito dopo la fioritura. Tuttavia è una pianta perenne di breve durata e la moltiplicazione per divisione ha poco senso.

Usi e Tradizioni –
La Viola del pensiero è una pianta conosciuta con tanti nomi, anche in funzione della zona dove cresce, ed alcuni nomi sono particolari come quello di: Suocera e nuora, utilizzato in alcune parti d’Italia.
Questa pianta È comune quasi ovunque nel continente eurasiatico, vicino al mare o nell’entroterra, ad altitudini comprese tra 0 e 2.700 metri.
Secondo la mitologia romana, questa pianta si trasformò dall’Amore all’ozio quando Cupido scoccò una delle sue frecce contro la devota imperiale. Poiché Cupido è il dio del desiderio, dell’affetto e dell’amore erotico, il succo del fiore ha ricevuto la caratteristica di agire come una pozione d’amore. Il suo nome si riferisce all’uso del fiore, in quanto è spesso usato per atti di pigrizia o viltà.
Secondo la mitologia greca, invece, Zeus si innamorò di una giovane donna di nome Io e provocò gelosia a sua moglie Hera. Trasformò la fanciulla in una giovenca e la tenne al pascolo ai suoi piedi. Per pietà della dieta di erbe a cui sottoponeva l’amato, fece produrre alla terra dei bei fiori che chiamò Io. Un’altra leggenda greca narra che i delicati fiori bianchi fossero adorati da Eros. Per inibire questo culto, Afrodite li ha colorati, il che ha portato alla colorazione tricolore.
Gli antichi Greci e Cinesi la usavano come medicina, e Celti e Romani ne facevano profumi.
Come suggeriscono alcuni dei suoi nomi, la Viola tricolor ha una lunga storia di utilizzo in erboristeria e medicina popolare, sia per epilessia, malattie della pelle ed eczema, sia per problemi respiratori come bronchite, asma e sintomi del raffreddore.
In generale è una pianta che è stata utilizzata sia per scopi alimentari, che medicinali e per altri sui.
In campo alimentare si utilizzano le giovani foglie e i boccioli dei fiori, crudi o cotti. Quando vengono aggiunti alle zuppe, le addensano più o meno allo stesso modo dell’okra.
Dalle foglie si può fare un tè.
I fiorellini attraenti vengono aggiunti alle insalate o usati come guarnizione.
La Viola tricolor ha una lunga storia in campo erboristico e un tempo era molto rinomata come trattamento per l’epilessia, l’asma, le malattie della pelle e un’ampia gamma di altri disturbi.
Nell’erboristeria moderna è utilizzata come un’erba purificante e viene assunta internamente nel trattamento di disturbi della pelle come l’eczema.
L’erba è anodina, antiasmatica, antinfiammatoria, cardiaca, emolliente, depurativa, diaforetica, diuretica, emolliente, espettorante, lassativa e vulneraria.
Essendo espettorante, trova impiego nel trattamento di vari disturbi al torace come bronchiti e pertosse, mentre la sua azione diuretica la rende utile nel trattamento di reumatismi, cistiti e difficoltà a urinare.
Applicata esternamente, viene utilizzata come unguento per il trattamento di eczemi e altri disturbi della pelle ed è utile anche in caso di reumatismi, enuresi notturna, ecc.
La radice è emetica.
Dall’intera pianta si ricava un rimedio omeopatico che viene usato nel trattamento delle eruzioni cutanee. Gli usi principali di questo rimedio sono per il trattamento dell’eczema nell’infanzia e dell’emissione notturna accompagnata da sogni molto vividi.
Tra le controindicazioni si riporta che un decotto della pianta provoca dermatiti in alcune persone.
Dal punto di vista biochimico la pianta, in particolare i fiori.
Da essa si estraggono vari carotenoidi: violaxantina, antheraxantina, luteina, zeaxantina e beta-carotene.
La pianta fresca contiene circa il 4,40% di saponine, il 10,26% di mucillagini, oltre a carotenoidi totali (8,45 mg/100 g di prodotto vegetale, espressi in β-carotene).
Le sue mucillagini per il 10% sono costituite da glucosio, galattosio, arabinosio e ramnosio, oltre a tannini, acido salicilico e suoi derivati.
Inoltre, sempre nella Viola tricolor, sono state rilevate anche antocianidine e cumarine, come l’umbelliferone.
Altre sostanze contenute sono agliconi: apigenina, crisoeriolo, isorhamnetina, kaempferolo, luteolina, quercetina e rutina.
Gli estratti della pianta sono antimicrobici.
I flavonoidi, come quercetina, luteolina e rutina, si sono rivelati utili nella profilassi e nel trattamento di problemi cardiovascolari, complicanze del diabete, infiammazioni, disturbi immunitari e problemi al fegato.
La Viola tricolor è una delle tante specie di piante viola contenenti ciclotidi. Questi piccoli peptidi si sono rivelati utili nello sviluppo di farmaci.
Molti ciclotidi trovati in Viola tricolor sono citotossici. Questa caratteristica significa che potrebbe essere usata per curare i tumori.
Tuttavia uno studio condotto per vedere i possibili effetti della Viola tricolor contro le cellule N2a del neuroblastoma, non ha mostrato cambiamenti significativi nelle cellule.
Tra gli altri usi si ricorda che i fiori sono stati usati anche per fare coloranti gialli, verdi e blu-verdi, mentre le foglie possono essere usate come tornasole.

Modalità di Preparazione –
La Viola tricolor è una pianta utilizzata da tempo remoto sia in campo medicinale che alimentare.
La pianta viene spesso raccolta da giugno ad agosto ed essiccata per un uso successivo.
In campo alimentare si utilizzano le giovani foglie e i boccioli dei fiori, crudi o cotti.
In campo erboristico si utilizza l’intera pianta secondo le necessità sopra descritte.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





[:en]

Viola tricolor

Wild pansy or heartsease (Viola tricolor L.) is a herbaceous species belonging to the Violaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Plantae,
Magnoliophyta Division,
Magnoliopsida class,
Violales Order,
Violaceae family,
Genus Viola,
V. tricolor species.
For this species, several synonyms have been attributed over time which are:
– Mnemion elegans Spach;
– Mnemion sagotii (Jord.) Fourr.
– Mnemion sudeticum Fourr.;
– Mnemion tricolor (L.) Spach;
– Mnemion variatum (Jord.) Fourr.;
– Viola alpestris subsp. paulini Hayek;
– Viola ammotropha E.H.L.Krause;
– Viola banatica Kit.;
– Viola banatica Kit. ex Schult.;
– Viola bella Gren.;
– Viola bicolor Hoffm.;
– Viola calcarata Vill.;
– Viola calcarata subsp. grandiflora (L.) Nyman, 1878;
– Viola calcarata var. grandiflora (L.) Rouy & Foucaud, 1896;
– Viola cenisia Schangin;
– Viola confinis Jord.;
– Viola confinis Jord. ex Nyman;
– Viola curtisiae E.Forst.;
– Viola deminuta Schur;
– Viola derelicta Jord.;
– Viola flavida Jord.;
– Viola foucaudii Sav.;
– Viola garganica Strobl;
– Viola gracilis Martrin-Donos;
– Viola gracilis Martrin-Donos ex Nyman;
– Viola grandiflora L.;
– Viola kupffieri Klokov;
– Viola lepida Jord.;
– Viola leptoceras Schur;
– Viola lilascens Heldr.;
– Viola lilascens Heldr. ex Boiss.;
– Viola lloydii Jord.;
– Viola lloydii Jord. ex Boreau;
– Viola lutea var. sagotii (Jord.) Nyman, 1878;
– Viola lutea var. vivariensis (Jord.) Nyman, 1878;
– Viola maritima Spreng.;
– Viola maritima Spreng. ex Mert. & W.D.J.Koch;
– Viola media (DC.) Chaillet;
– Viola media (DC.) Chaillet ex Schult.;
– Viola meduanensis Boreau;
– Viola mentita Jord.;
– Viola micrantha Bertol.;
– Viola mucuzii Orph.;
– Viola mucuzii Orph. ex Nyman;
– Viola mutabilis Rochel;
– Viola occulta Otto;
– Viola olonnensis Genev.;
– Viola paillouxi Jord.;
– Viola pallescens Jord.;
– Viola parviflora Kit.;
– Viola parviflora Kit. ex Schult.;
– Viola peregrina Jord.;
– Viola peregrina Jord. ex Boreau;
– Viola perennis Vilm.;
– Viola perrobusta Borbás;
– Viola provostii Boreau;
– Viola pseudolutea Schur;
– Viola ruralis Jord.;
– Viola ruralis Jord. ex Boreau;
– Viola sabulosa (DC. ex Ging.) Boreau;
– Viola sagotii Jord.;
– Viola saxatilis var. vivariensis (Jord.) Gren., 1847;
– Viola soongorica Fisch.;
– Viola soongorica Fisch. ex Ledeb.;
– Viola subtilis Jord.;
– Viola symei Baker;
– Viola tenella Michx.;
– Viola tenella Muhl.;
– Viola tricolor f. tenella Farw.;
– Viola tricolor subsp. alpestris (DC.) Schinz & R.Keller, 1905;
– Viola tricolor subsp. grandiflora (L.) Berher, 1887;
– Viola tricolor subsp. ruralis (Jord. ex Boreau) Berher, 1887;
– Viola tricolor subsp. vivariensis (Jord.) Rouy & Foucaud, 1896;
– Viola tricolor var. alpestris DC.;
– Viola tricolor var. ammotropha Wittr.;
– Viola tricolor var. derelicta (Jord.) Nyman, 1878;
– Viola tricolor var. pallescens (Jord.) Nyman, 1878;
– Viola tricolor var. sabulosa DC.;
– Viola tricolor var. sabulosa DC. ex Ging.;
– Viola tricolor var. sagotii (Jord.) Gaut., 1898;
– Viola tricolor var. subalpina Latourr.;
– Viola tricolor var. vectensis N.H.Williams;
– Viola variata Jord.;
– Viola variegata Vuk.;
– Viola vectensis (F.N.Williams) Drabble;
– Viola versicolor Salisb.;
– Viola virgata Gren.;
– Viola vivariensis Jord..
Within this species, the following subspecies are also recognized:
– Viola tricolor subsp. alpestris (Ging.) Ces.;
– Viola tricolor subsp. curtisii (E.Forst.) Syme;
– Viola tricolor subsp. faeroeënsis Becker;
– Viola tricolor subsp. maritima Schweigg. ex Clausen;
– Viola tricolor subsp. matutina (Klokov) Valentine;
– Viola tricolor subsp. polychroma (A.Kern.) Nyman;
– Viola tricolor subsp. saxatilis (F.W. Schmidt) Jan;
– Viola tricolor subsp. tricolor.

Etymology –
The term Viola comes from the Greek ἴον íon viola, from an ancient ϝίον fíon with the same meaning.
The specific tricolor epithet comes from tris / tres tre and from color color: due to the presence of the tricolor corolla.

Geographic Distribution and Habitat –
Viola tricolor is an annual or short-lived, polymorphic perennial plant with Eurasian distribution, often confused with V. arvensis. It is a very common plant in Europe, where it grows in the wild and present from Great Britain, from Scandanavia in the south and east to Corsica, western Asia, Siberia, the Caucasus.
The plant was introduced to North America, where it spread.
It is present in Italy, with two subspecies, in almost all regions and with a rather sparse regional distribution limited to the alpine sector proper.
Its habitat is that of cultivated and uncultivated land, meadows, etc., mainly on acidic and neutral soils, from sea level to the upper mountain belt. It is one of the species from which cultivated pansy was obtained.

Description –
The Viola tricolor is a small herbaceous plant, with a climbing habit, which reaches a maximum of 15 cm in height, with flowers of about 1.5 cm in diameter.
It has a rhizome root from which fine rootlets branch off.
The stem is hairless, sometimes downy and is branched. The plant has no leaf rosette at the base, unlike other violets, such as Viola hirta.
The leaves are, on the contrary, alternate; the lower ones with oval to heart-shaped lamina, petiolate and crenate: the upper ones lanceolate-cuneate.
The stipules are often quite developed, at least those of the upper leaves. These stipules are lined in the shape of a palm.
The flowers are solitary and lateral, carried on long peduncles. They appear on aerial stems with more or less long internodes. The sepals are never larger than the corolla. It is 10 to 25 mm long. The corolla can be purple, blue, yellow or white. Most often it can be two-tone, yellow and purple. The tricolor form, yellow, white and purple, is the most sought after.
It blooms from April to September and the plants are hermaphroditic and self-fertile, pollinated by bees or bumblebees.
The fruit is a three-valve loculicidal capsule, slightly shorter than the sepals, with 6 evident longitudinal ribs, ovoid or ellipsoid, glabrous, 8-12 mm. Numerous seeds, obovoid, of 1,4-1,7 x 0,7-0,9 mm, smooth of brown color. Eleosome oblique, obtuse, white.
It can produce up to 50 seeds at a time.

Cultivation –
Viola tricolor is a highly variable plant, from annual to perennial that is also used in the wild for local use as a food, medicine and dye source. It is sometimes grown as an ornamental in the garden.
For its cultivation it is necessary to choose a fresh, humid, well-drained soil, rich in humus, in more or less partial shade and protected from hot winds.
From the pedological point of view it tolerates sandstone and limestone soils but becomes chlorotic if the pH is too high; the optimal pH is between 6 and 6.5.
Propagation occurs by seed. Sowing should be done in autumn.
It can also multiply by division in autumn or immediately after flowering. However, it is a short-lived perennial and multiplication by division makes little sense.

Customs and Traditions –
Pansy is a plant known by many names, also depending on the area where it grows, and some names are special such as: Mother-in-law and daughter-in-law, used in some parts of Italy.
This plant is common almost everywhere on the Eurasian continent, near the sea or inland, at altitudes between 0 and 2,700 meters.
According to Roman mythology, this plant transformed from love to idleness when Cupid shot one of his arrows at the devout imperial. Since Cupid is the god of desire, affection and erotic love, the juice of the flower has received the characteristic of acting as a love potion. Its name refers to the use of the flower, as it is often used for acts of laziness or cowardice.
According to Greek mythology, however, Zeus fell in love with a young woman named Io and caused jealousy in his wife Hera. He turned the girl into a heifer and grazed her at her feet. Out of pity for the diet of herbs to which he subjected his beloved, he made the earth produce beautiful flowers which he called Io. Another Greek legend has it that the delicate white flowers were worshiped by Eros. To inhibit this cult, Aphrodite colored them, which led to the tricolor coloring.
The ancient Greeks and Chinese used it as medicine, and Celts and Romans made perfumes from it.
As some of its names suggest, Viola tricolor has a long history of use in herbal medicine and folk medicine, both for epilepsy, skin diseases and eczema, and for respiratory problems such as bronchitis, asthma and cold symptoms.
In general it is a plant that has been used for both food, medicinal and other purposes.
In the food field, young leaves and flower buds are used, raw or cooked. When added to soups, they thicken them in much the same way as okra.
From the leaves you can make a tea.
Attractive florets are added to salads or used as a garnish.
Viola tricolor has a long history in the herbal field and was once very popular as a treatment for epilepsy, asthma, skin diseases and a wide range of other ailments.
In modern herbal medicine it is used as a cleansing herb and is taken internally to treat skin disorders such as eczema.
The herb is anodyne, anti-asthmatic, anti-inflammatory, cardiac, emollient, purifying, diaphoretic, diuretic, emollient, expectorant, laxative and vulnerary.
Being an expectorant, it is used in the treatment of various chest disorders such as bronchitis and whooping cough, while its diuretic action makes it useful in the treatment of rheumatism, cystitis and difficulty in urinating.
Applied externally, it is used as an ointment for the treatment of eczema and other skin disorders and is also useful in case of rheumatism, bedwetting, etc.
The root is emetic.
From the whole plant a homeopathic remedy is obtained which is used in the treatment of skin rashes. The main uses of this remedy are for the treatment of eczema in childhood and nocturnal emission accompanied by very vivid dreams.
Among the contraindications it is reported that a decoction of the plant causes dermatitis in some people.
From a biochemical point of view the plant, especially the flowers.
Various carotenoids are extracted from it: violaxanthin, antheraxanthin, lutein, zeaxanthin and beta-carotene.
The fresh plant contains about 4.40% of saponins, 10.26% of mucilage, as well as total carotenoids (8.45 mg / 100 g of vegetable product, expressed in β-carotene).
10% of its mucilages consist of glucose, galactose, arabinose and rhamnose, as well as tannins, salicylic acid and its derivatives.
Furthermore, again in the Viola tricolor, anthocyanidins and coumarins, such as umbelliferone, were also detected.
Other substances contained are aglycones: apigenin, chrysoeriol, isorhamnetina, kaempferol, luteolin, quercetin and rutin.
The extracts of the plant are antimicrobial.
Flavonoids, such as quercetin, luteolin and rutin, have been shown to be useful in the prophylaxis and treatment of cardiovascular problems, diabetes complications, inflammation, immune disorders and liver problems.
Viola tricolor is one of the many species of violet plants containing cichlotides. These small peptides have proved useful in drug development.
Many cyclotides found in Viola tricolor are cytotoxic. This feature means it could be used to treat cancers.
However, a study conducted to see the possible effects of Viola tricolor against neuroblastoma N2a cells did not show significant changes in the cells.
Among other uses it should be remembered that the flowers have also been used to make yellow, green and blue-green dyes, while the leaves can be used as litmus.

Preparation Method –
Viola tricolor is a plant that has been used for a long time both in medicine and in food.
The plant is often harvested from June to August and dried for later use.
In the food field, young leaves and flower buds are used, raw or cooked.
In the herbal field, the entire plant is used according to the needs described above.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.





[:es]

Viola tricolor

El pensamiento salvaje (Viola tricolor L.) es una especie herbácea perteneciente a la familia Violaceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
dominio eucariota,
reino plantae,
división de magnoliofitas,
clase Magnoliopsida,
orden de violales,
familia de las violaceas,
género viola,
V. especie tricolor.
A esta especie se le han atribuido varios sinónimos a lo largo del tiempo que son:
– Mnemion elegans Spach;
– Mnemion sagotii (Jord.) Fourr.
– Mnemion sudeticum Fourr.;
– Mnemion tricolor (L.) Spach;
– Mnemion variatum (Jord.) Fourr.;
– Viola alpestris subsp. paulini Hayek;
– Viola ammotropha E.H.L.Krause;
– Viola banatica Kit.;
– Viola banatica Kit. ex Schult.;
– Viola bella Gren.;
– Viola bicolor Hoffm.;
– Viola calcarata Vill.;
– Viola calcarata subsp. grandiflora (L.) Nyman, 1878;
– Viola calcarata var. grandiflora (L.) Rouy & Foucaud, 1896;
– Viola cenisia Schangin;
– Viola confinis Jord.;
– Viola confinis Jord. ex Nyman;
– Viola curtisiae E.Forst.;
– Viola deminuta Schur;
– Viola derelicta Jord.;
– Viola flavida Jord.;
– Viola foucaudii Sav.;
– Viola garganica Strobl;
– Viola gracilis Martrin-Donos;
– Viola gracilis Martrin-Donos ex Nyman;
– Viola grandiflora L.;
– Viola kupffieri Klokov;
– Viola lepida Jord.;
– Viola leptoceras Schur;
– Viola lilascens Heldr.;
– Viola lilascens Heldr. ex Boiss.;
– Viola lloydii Jord.;
– Viola lloydii Jord. ex Boreau;
– Viola lutea var. sagotii (Jord.) Nyman, 1878;
– Viola lutea var. vivariensis (Jord.) Nyman, 1878;
– Viola maritima Spreng.;
– Viola maritima Spreng. ex Mert. & W.D.J.Koch;
– Viola media (DC.) Chaillet;
– Viola media (DC.) Chaillet ex Schult.;
– Viola meduanensis Boreau;
– Viola mentita Jord.;
– Viola micrantha Bertol.;
– Viola mucuzii Orph.;
– Viola mucuzii Orph. ex Nyman;
– Viola mutabilis Rochel;
– Viola occulta Otto;
– Viola olonnensis Genev.;
– Viola paillouxi Jord.;
– Viola pallescens Jord.;
– Viola parviflora Kit.;
– Viola parviflora Kit. ex Schult.;
– Viola peregrina Jord.;
– Viola peregrina Jord. ex Boreau;
– Viola perennis Vilm.;
– Viola perrobusta Borbás;
– Viola provostii Boreau;
– Viola pseudolutea Schur;
– Viola ruralis Jord.;
– Viola ruralis Jord. ex Boreau;
– Viola sabulosa (DC. ex Ging.) Boreau;
– Viola sagotii Jord.;
– Viola saxatilis var. vivariensis (Jord.) Gren., 1847;
– Viola soongorica Fisch.;
– Viola soongorica Fisch. ex Ledeb.;
– Viola subtilis Jord.;
– Viola symei Baker;
– Viola tenella Michx.;
– Viola tenella Muhl.;
– Viola tricolor f. tenella Farw.;
– Viola tricolor subsp. alpestris (DC.) Schinz & R.Keller, 1905;
– Viola tricolor subsp. grandiflora (L.) Berher, 1887;
– Viola tricolor subsp. ruralis (Jord. ex Boreau) Berher, 1887;
– Viola tricolor subsp. vivariensis (Jord.) Rouy & Foucaud, 1896;
– Viola tricolor var. alpestris DC.;
– Viola tricolor var. ammotropha Wittr.;
– Viola tricolor var. derelicta (Jord.) Nyman, 1878;
– Viola tricolor var. pallescens (Jord.) Nyman, 1878;
– Viola tricolor var. sabulosa DC.;
– Viola tricolor var. sabulosa DC. ex Ging.;
– Viola tricolor var. sagotii (Jord.) Gaut., 1898;
– Viola tricolor var. subalpina Latourr.;
– Viola tricolor var. vectensis N.H.Williams;
– Viola variata Jord.;
– Viola variegata Vuk.;
– Viola vectensis (F.N.Williams) Drabble;
– Viola versicolor Salisb.;
– Viola virgata Gren.;
– Viola vivariensis Jord..
Dentro de esta especie, también se reconocen las siguientes subespecies:
– Viola tricolor subsp. alpestris (Ging.) Ces.;
– Viola tricolor subsp. curtisii (E.Forst.) Syme;
– Viola tricolor subsp. faeroeënsis Becker;
– Viola tricolor subsp. maritima Schweigg. ex Clausen;
– Viola tricolor subsp. matutina (Klokov) Valentine;
– Viola tricolor subsp. polychroma (A.Kern.) Nyman;
– Viola tricolor subsp. saxatilis (F.W. Schmidt) Jan;
– Viola tricolor subsp. tricolor.

Etimología –
El término Viola proviene del griego ἴον íon viola, de un antiguo ϝίον fíon con el mismo significado.
El epíteto tricolor específico proviene de tris / tres tre y de color color: debido a la presencia de la corola tricolor.

Distribución Geográfica y Hábitat –
Viola tricolor es una planta perenne polimórfica anual o de vida corta con distribución euroasiática, a menudo confundida con V. arvensis. Es una planta muy común en Europa, donde crece de forma silvestre y presente desde Gran Bretaña, desde Escandinavia en el sur y este hasta Córcega, Asia occidental, Siberia, el Cáucaso.
La planta se introdujo en América del Norte, donde se extendió.
Está presente en Italia, con dos subespecies, en casi todas las regiones y con una distribución regional bastante escasa limitada al sector alpino propiamente dicho.
Su hábitat es el de tierras cultivadas y baldías, dehesas, etc., principalmente sobre suelos ácidos y neutros, desde el nivel del mar hasta el cinturón montañoso superior. Es una de las especies de las que se obtuvo el pensamiento cultivado.

Descrizione –
La Viola tricolor è una piccola pianta erbacea, dal portamento rampicante, che raggiunge al massimo 15 cm di altezza, con fiori di circa 1,5 centimetri di diametro.
Ha una radice a rizoma da cui si dipartono radichette fini.
Il fusto è glabro, talvolta lanuginoso ed è ramificato. La pianta non ha rosetta fogliare alla base, a differenza di altre viole, come la Viola hirta.
Le foglie sono, al contrario, alterne; le inferiori con lamina da ovale a cuoriforme, picciolate e crenate: le superiori lanceolato-cuneate.
Le stipole sono spesso abbastanza sviluppate, almeno quelle delle foglie superiori. Queste stipole sono foderate a forma di palma.
I fiori sono solitari e laterali, portati su lunghi peduncoli. Appaiono su fusti aerei con internodi più o meno lunghi. I sepali non sono mai più grandi della corolla. È lungo da 10 a 25 mm. La corolla può essere viola, blu, gialla o bianca. Molto spesso può essere bicolore, giallo e viola. La forma tricolore, gialla, bianca e viola, è la più ricercata.
Fiorisce da aprile a settembre e le piante sono ermafrodite e autofertili, impollinate dalle api o dai bombi.
Il frutto è una capsula loculicida a tre valve, poco più corta dei sepali, con 6 costole longitudinali evidenti, ovoide o ellissoide, glabra, di 8-12 mm. Semi numerosi, obovoidi, di 1,4-1,7 x 0,7-0,9 mm, lisci di colore marrone. Eleosoma obliquo, ottuso, bianco.
Può produrre fino a 50 semi alla volta.

Coltivazione –
La Viola tricolor è una pianta molto variabile, da annuale a perenne che viene utilizzata anche allo stato selvatico per l’uso locale come cibo, medicina e fonte di colorante. A volte viene coltivata come ornamentale in giardino.
Per la sua coltivazione bisogna scegliere un terreno fresco, umido, ben drenato, ricco di humus, in ombra più o meno parziale e protetta dai venti caldi.
Dal punto di vista pedologico tollera i suoli di arenaria e calcare ma diventa clorotica se il pH è troppo alto; il pH ottimale è tra 6 e 6,5.
La propagazione avviene per seme. La semina va effettuata in autunno.
Si può moltiplicare anche per divisione in autunno o subito dopo la fioritura. Tuttavia è una pianta perenne di breve durata e la moltiplicazione per divisione ha poco senso.

Costumbres y tradiciones –
El pensamiento es una planta conocida por muchos nombres, también dependiendo de la zona donde crece, y algunos nombres son especiales como: suegra y nuera, que se usan en algunas partes de Italia.
Esta planta es común en casi todo el continente euroasiático, cerca del mar o tierra adentro, en altitudes entre 0 y 2.700 metros.
Según la mitología romana, esta planta se transformó del amor a la ociosidad cuando Cupido disparó una de sus flechas al devoto imperial. Dado que Cupido es el dios del deseo, el afecto y el amor erótico, el jugo de la flor ha recibido la característica de actuar como una poción de amor. Su nombre hace referencia al uso de la flor, ya que suele usarse para actos de pereza o cobardía.
Sin embargo, según la mitología griega, Zeus se enamoró de una joven llamada Io y provocó los celos en su esposa Hera. Convirtió a la niña en una novilla y la rozó a sus pies. Por lástima de la dieta de hierbas a la que sometió a su amada, hizo que la tierra produjera hermosas flores a las que llamó Io. Otra leyenda griega cuenta que las delicadas flores blancas eran adoradas por Eros. Para inhibir este culto, Afrodita los coloreó, lo que dio lugar a la coloración tricolor.
Los antiguos griegos y chinos lo usaban como medicina, y los celtas y los romanos hacían perfumes con él.
Como sugieren algunos de sus nombres, Viola tricolor tiene una larga historia de uso en la medicina herbal y la medicina popular, tanto para la epilepsia, las enfermedades de la piel y el eczema, como para los problemas respiratorios como la bronquitis, el asma y los síntomas del resfriado.
En general es una planta que se ha utilizado tanto con fines alimentarios, medicinales y otros.
En el campo de la alimentación se utilizan las hojas tiernas y los botones florales, crudos o cocidos. Cuando se agregan a las sopas, las espesan de la misma manera que la okra.
De las hojas se puede hacer un té.
Los cogollos atractivos se agregan a las ensaladas o se usan como guarnición.
Viola tricolor tiene una larga historia en el campo de las hierbas y una vez fue muy popular como tratamiento para la epilepsia, el asma, las enfermedades de la piel y una amplia gama de otras dolencias.
En la medicina herbaria moderna se utiliza como hierba limpiadora y se toma internamente para tratar trastornos de la piel como el eccema.
La hierba es anodina, antiasmática, antiinflamatoria, cardiaca, emoliente, depurativa, diaforética, diurética, emoliente, expectorante, laxante y vulneraria.
Al ser expectorante, se utiliza en el tratamiento de diversos trastornos torácicos como la bronquitis y la tos ferina, mientras que su acción diurética lo hace útil en el tratamiento del reumatismo, la cistitis y la dificultad para orinar.
Aplicado externamente, se utiliza como pomada para el tratamiento de eccemas y otras alteraciones de la piel y también es útil en caso de reumatismo, enuresis nocturna, etc.
La raíz es emética.
De la planta entera se obtiene un remedio homeopático que se utiliza en el tratamiento de erupciones en la piel. Los principales usos de este remedio son para el tratamiento de los eccemas en la infancia y las emisiones nocturnas acompañadas de sueños muy vívidos.
Entre las contraindicaciones se reporta que una decocción de la planta provoca dermatitis en algunas personas.
Desde un punto de vista bioquímico la planta, especialmente las flores.
De ella se extraen varios carotenoides: violaxantina, anteraxantina, luteína, zeaxantina y betacaroteno.
La planta fresca contiene alrededor de un 4,40% de saponinas, un 10,26% de mucílago, así como carotenoides totales (8,45 mg/100 g de producto vegetal, expresados ​​en β-caroteno).
El 10% de sus mucílagos consisten en glucosa, galactosa, arabinosa y ramnosa, así como taninos, ácido salicílico y sus derivados.
Además, nuevamente en la Viola tricolor, también se detectaron antocianidinas y cumarinas, como la umbeliferona.
Otras sustancias contenidas son agliconas: apigenina, crisoeriol, isorhamnetina, kaempferol, luteolina, quercetina y rutina.
Los extractos de la planta son antimicrobianos.
Se ha demostrado que los flavonoides, como la quercetina, la luteolina y la rutina, son útiles en la profilaxis y el tratamiento de problemas cardiovasculares, complicaciones de la diabetes, inflamación, trastornos inmunitarios y problemas hepáticos.
Viola tricolor es una de las muchas especies de plantas violetas que contienen cichlotides. Estos pequeños péptidos han resultado útiles en el desarrollo de fármacos.
Muchos ciclotidos que se encuentran en Viola tricolor son citotóxicos. Esta característica significa que podría usarse para tratar el cáncer.
Sin embargo, un estudio realizado para ver los posibles efectos de Viola tricolor contra las células de neuroblastoma N2a no mostró cambios significativos en las células.
Entre otros usos cabe recordar que las flores también se han utilizado para hacer tintes amarillos, verdes y azul verdosos, mientras que las hojas se pueden utilizar como tornasol.

Método de preparación –
La viola tricolor es una planta que se ha utilizado durante mucho tiempo tanto en medicina como en alimentación.
La planta a menudo se cosecha de junio a agosto y se seca para su uso posterior.
En el campo de la alimentación se utilizan las hojas tiernas y los botones florales, crudos o cocidos.
En el campo herbario se utiliza toda la planta según las necesidades descritas anteriormente.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– GBIF, la Facilidad Global de Información sobre Biodiversidad.
– Base de datos útil de plantas tropicales.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. Una lista comentada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore.

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y usos alimúrgicos se indican únicamente con fines informativos, no representan en modo alguno una prescripción médica; por lo que no se responsabiliza de su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.





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