Ervilia sativa

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Ervilia sativa

La Veccia capogirlo o Veccia sativa o Vecciola (Ervilia sativa Link) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Fabaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Ordine Fabales,
Famiglia Fabaceae,
Sottofamiglia Faboideae,
Tribù Vicieae,
Genere Ervilia,
Specie E. sativa.
Sono sinonimi i termini:
– Ervum ervilia L.;
– Ervum plicatum Moench;
– Lens pygmaea Grossh.;
– Rhynchium plicatum Dulac;
– Vicia ervilla Medik..

Etimologia –
Il termine Ervilia viene da ervum, specie di veccia.
L’epiteto specifico sativa proviene da satum (participio passato di sero seminare, piantare) seminato, piantato: che si semina o pianta, coltivato, domestico.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’ Ervilia sativa è una pianta annua di probabile origine mediterraneo-orientale, anticamente coltivata come foraggio e inselvatichita in quasi tutta la regione mediterranea.
È presente nel Mediterraneo, dal Portogallo alla Bulgaria, nella Macaronesia ed in Egitto; Asia occidentale, dalla Turchia e dal Caucaso al Kazakistan e all’Afghanistan.
In Italia è presente in quasi tutte le regioni d’Italia ma mai riportata per Piemonte, Valle d’Aosta, Calabria e Sardegna. È stata una delle prime colture domesticate. Il valore nutrizionale di questa pianta per i ruminanti ha garantito la sua coltivazione in Marocco, Spagna e Turchia.
Il suo habitat, dove la specie è in forte regresso in Italia, è quello dei campi coltivati a cereali, al di sotto della fascia montana inferiore, dove cresce come infestante; si trova in pendii di montagna e sui campi, ad altitudini comprese tra 800 e 1.100 metri in Iraq oppure in aree di boscaglia, pendii pietrosi, ghiaioni, margini di campi e vigneti, bordi stradali e aree disturbate, ad altitudini fino a 2.000 metri.

Descrizione –
La Ervilia sativa è una pianta erbacea annuale da poco a molto ramificata, alta 20 – 90 cm, con radici che contengono noduli per la fissazione dell’azoto.
Le foglie, come le specie di questa tribù. sono composte.
I fiori hanno la tipica conformazione dei fiori delle leguminose (corolla papilionacea) e sono di colore bianco-violetto.
I frutti sono dei legumi ed i semi hanno un diametro di 3 – 5 mm.

Coltivazione –
La Ervilia sativa è una pianta annuale tra le prime colture coltivate nella storia umana anche se in gran parte non più utilizzata come coltura alimentare; è ancora coltivata come coltura alimentare minore di importanza decrescente nell’area mediterranea, nei paesi del Vicino e Medio Oriente, in passato anche nelle parti meridionali dell’Europa centrale e talvolta negli Stati Uniti occidentali . Il principale produttore recente è la Turchia, da cui i cereali vengono esportati nell’Europa occidentale. Oggi viene utilizzata principalmente come pianta foraggera (foraggi verdi, granaglie, specie per gli ovini).
La pianta è classificata come “Least Concern” nella Lista rossa IUCN delle specie minacciate (2013).
Questa pianta si trova spesso come erba infestante tra le colture di cereali.
I semi di questa pianta sono considerati velenosi per i maiali e pericolosi per i bovini nel momento in cui i baccelli sono prossimi alla maturità e sono ancora umidi.
È una pianta dei climi mediterranei e semiaridi della zona temperata, dove si trova ad altitudini fino a 1.100 metri. Cresce meglio nelle aree in cui le temperature diurne annuali sono comprese tra 12 e 22 °C, ma può tollerare tra 5 e 28 °C.
In stato di dormienza può sopravvivere a temperature fino a circa -10 °C, ma i nuovi getti possono essere gravemente danneggiati a -1°C.
Preferisce una piovosità media annua nell’intervallo 500 – 700 mm, ma tollera 300 – 1.200 mm.
Dal punto di vista pedologico tollera qualsiasi terreno ben drenato in una posizione soleggiata se il terreno è umido in modo affidabile per tutta la stagione di crescita, altrimenti preferisce zone in mezz’ombra e cresce in suoli con pH compreso tra 7 e 7,5, tollerando 5,6 – 8,2.
È una pianta abbastanza tollerante la siccità anche durante il primo periodo di crescita.
La resa annuale in seme può essere compresa tra 0,4 e 3 tonnellate per ettaro.
Questa pianta ha una relazione simbiotica con alcuni batteri del suolo; questi batteri formano noduli sulle radici e fissano l’azoto atmosferico. Parte di questo azoto viene utilizzato dalla pianta in crescita, ma parte può essere utilizzato anche da altre piante che crescono nelle vicinanze. Per questo motivo, quando si rimuovono i resti di piante alla fine della stagione di crescita, è meglio rimuovere solo le parti aeree della pianta, lasciando che le radici nel terreno marciscano e rilascino il loro azoto.
La propagazione avviene per seme. La semina va effettuata direttamente in pieno campo in primavera o in autunno. Il seme ha un mantello duro e può beneficiare di scarificazione prima della semina per accelerare e migliorare la germinazione. Questo di solito può essere fatto versando una piccola quantità di acqua quasi bollente sui semi (facendo attenzione a non cuocerli) e poi immergendoli per 12 – 24 ore in acqua tiepida. A questo punto dovrebbero aver assorbito l’umidità, gonfiandosi.

Usi e Tradizioni –
La Ervilia sativa, precedentemente classificata come Vicia ervilla Medik., appartiene all’antico nucleo colturale del Vicino Oriente, dove sono stati trovati resti preistorici e documenti che risalgono al 7000 a.C.. Tracce delle prime varietà addomesticate, infatti, sono state trovate in diversi siti archeologici in Turchia, che hanno rivelato, al metodo del carbonio-14, di risalire all’VII e VI millennio a.C.
I ceppi selvatici di questa pianta sono limitati a un’area che comprende l’Anatolia e il nord dell’Iraq, con un prolungamento verso sud lungo l’area antistante il Libano, la Siria e il Libano stesso.
È quindi un antico legume da granella utilizzato come mangime nel bacino del Mediterraneo. Questo legume ha un grande potenziale economico grazie alla sua alta resa con bassi input e al buon contenuto proteico, nonché alla resistenza al freddo e alla siccità. Tuttavia, la sua area di crescita e produzione risente della presenza della specie infestante e parassita Orobanche crenata.
Tra l’altro non esistono metodi efficaci per controllare selettivamente l’O. crenata in questa coltura, per questo motivo è necessario lo sviluppo di varietà resistenti e tolleranti all’infezione da O. crenata. Le risorse fitogenetiche sono preziose riserve per la sopravvivenza delle specie. Rappresentano un’importante variabilità genetica e consentono la possibilità di trovare caratteri di interesse, come nuove fonti di resistenza.
Comunque sia la pianta, un tempo, veniva coltivata nei terreni più poveri perché serviva per mandare in estro le pecore o come foraggio particolarmente energetico per i bovini da lavoro.
Questa pianta quando i legumi si aprono assomiglia alle lenticchie rosse. Per il consumo umano l’amaro dei semi deve essere rimosso attraverso la lisciviazione fatta con numerosi cambi di acqua bollente. A causa di questa amarezza, è improbabile che qualcuno possa accidentalmente confondere questa pianta con le lenticchie rosse.
Secondo Zohary and Hopf, solo gli esseri umani delle più povere classi economiche consumano questa coltura, o soltanto in tempi di carestia; comunque, Plinio il Vecchio scrive che questa pianta possedeva delle proprietà medicinali, citando la lettera di Augusto nella quale l’imperatore romano scrisse di aver riacquistato la salute con una dieta a base di vecciola (N.H., 18.38).
A livello foraggero è un eccellente mangime concentrato per ovini e bovini. È stata tenuta in grande considerazione da parte degli agricoltori nell’area del Mediterraneo dall’inizio dell’agricoltura per migliorare il valore nutrizionale di alimenti sfusi.
Tra gli sui commestibili si può consumare il seme, cotto e con numerosi cambi d’acqua per eliminare l’amaro, usati come le lenticchie.
Si possono usare occasionalmente nelle zuppe ma è più probabile che vengano consumati in periodi di scarsità di cibo quando.
Non si conoscono invece particolari impieghi medicinali.
È invece una pianta utile nella tecnica del sovescio.

Modalità di Preparazione –
L’ Ervilia sativa è una pianta di antichissima coltivazione oggi sempre meno impiegata sia nel campo dell’alimentazione umana che animale.
Oltre che come foraggio ed interessante pianta da sovescio può essere impiegata, con molta cautela, e con la tecnica della lisciviazione dei semi, per eliminare il sapore amaro, in campo alimentare ed utilizzata come le lenticchie o aggiungendo i semi a zuppe e minestre.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.
Fonte foto:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/181512568/original.jpeg

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





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Ervilia sativa

The Bitter vetch or Blister Vetch (Ervilia sativa Link) is a herbaceous species belonging to the Fabaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Plantae,
Magnoliophyta Division,
Magnoliopsida class,
Fabales Order,
Fabaceae family,
Faboideae subfamily,
Vicieae Tribe,
Genus Ervilia,
E. sativa species.
The terms are synonymous:
– Ervum ervilia L.;
– Ervum plicatum Moench;
– Lens pygmaea Grossh.;
– Rhynchium plicatum Dulac;
– Vicia ervilla Medik..

Etymology –
The term Ervilia comes from ervum, a species of vetch.
The specific sativa epithet comes from satum (past participle of sero sowing, planting) sown, planted: that is sown or planted, cultivated, domestic.

Geographic Distribution and Habitat –
Ervilia sativa is an annual plant of probable Mediterranean-Eastern origin, formerly cultivated as forage and wild in almost the entire Mediterranean region.
It is present in the Mediterranean, from Portugal to Bulgaria, in Macaronesia and in Egypt; Western Asia, from Turkey and the Caucasus to Kazakhstan and Afghanistan.
In Italy it is present in almost all regions of Italy but never reported for Piedmont, Aosta Valley, Calabria and Sardinia. It was one of the first domesticated crops. The nutritional value of this plant for ruminants has ensured its cultivation in Morocco, Spain and Turkey.
Its habitat, where the species is in sharp decline in Italy, is that of fields cultivated with cereals, below the lower mountain belt, where it grows as a weed; it is found in mountain slopes and fields, at altitudes between 800 and 1,100 meters in Iraq or in areas of scrub, stony slopes, scree, edges of fields and vineyards, road edges and disturbed areas, at altitudes up to 2,000 meters.

Description –
Ervilia sativa is a slightly to very branched annual herbaceous plant, 20 – 90 cm tall, with roots that contain nitrogen-fixing nodules.
The leaves, like the species of this tribe. they are composed.
The flowers have the typical conformation of legume flowers (papilionaceous corolla) and are white-violet.
The fruits are legumes and the seeds have a diameter of 3 – 5 mm.

Cultivation –
Ervilia sativa is an annual plant among the first cultivated crops in human history even if largely no longer used as a food crop; it is still cultivated as a minor food crop of decreasing importance in the Mediterranean area, in the countries of the Near and Middle East, in the past also in the southern parts of central Europe and sometimes in the western United States. The main recent producer is Turkey, from which cereals are exported to Western Europe. Today it is mainly used as a forage plant (green fodder, grains, especially for sheep).
The plant is classified as “Least Concern” on the IUCN Red List of Threatened Species (2013).
This plant is often found as a weed among cereal crops.
The seeds of this plant are considered poisonous to pigs and dangerous to cattle when the pods are close to maturity and are still moist.
It is a plant of the Mediterranean and semi-arid climates of the temperate zone, where it is found at altitudes up to 1,100 meters. It grows best in areas where annual daytime temperatures are between 12 and 22 ° C, but can tolerate between 5 and 28 ° C.
In a dormant state it can survive temperatures as low as around -10 ° C, but new castings can be severely damaged at -1 ° C.
It prefers an average annual rainfall in the range of 500 – 700 mm, but tolerates 300 – 1,200 mm.
From a pedological point of view it tolerates any well-drained soil in a sunny position if the soil is reliably moist throughout the growing season, otherwise it prefers areas in partial shade and grows in soils with pH between 7 and 7.5, tolerating 5.6 – 8.2.
It is a fairly drought tolerant plant even during the first period of growth.
The annual seed yield can be between 0.4 and 3 tons per hectare.
This plant has a symbiotic relationship with some soil bacteria; these bacteria form nodules on the roots and fix atmospheric nitrogen. Some of this nitrogen is used by the growing plant, but some can also be used by other plants growing nearby. For this reason, when removing plant remains at the end of the growing season, it is best to remove only the aerial parts of the plant, allowing the roots in the soil to rot and release their nitrogen.
Propagation occurs by seed. Sowing must be done directly in the open field in spring or autumn. The seed has a hard coat and can benefit from scarification before sowing to speed up and improve germination. This can usually be done by pouring a small amount of nearly boiling water over the seeds (being careful not to cook them) and then soaking them for 12 – 24 hours in warm water. By now they should have absorbed the moisture, swelling.

Customs and Traditions –
Ervilia sativa, previously classified as Vicia ervilla Medik., Belongs to the ancient cultural nucleus of the Near East, where prehistoric remains and documents dating back to 7000 BC have been found. Traces of the first domesticated varieties, in fact, have been found in several sites archaeological sites in Turkey, which revealed the carbon-14 method to date back to the VII and VI millennium BC.
The wild strains of this plant are limited to an area that includes Anatolia and northern Iraq, with an extension to the south along the area in front of Lebanon, Syria and Lebanon itself.
It is therefore an ancient grain legume used as feed in the Mediterranean basin. This legume has great economic potential due to its high yield with low inputs and good protein content, as well as resistance to cold and drought. However, its growth and production area is affected by the presence of the weed and parasitic species Orobanche crenata.
Among other things, there are no effective methods to selectively control the OR crenata in this crop, for this reason it is necessary to develop varieties resistant and tolerant to O. crenata infection. Plant genetic resources are valuable reserves for the survival of species. They represent an important genetic variability and allow the possibility of finding traits of interest, as new sources of resistance.
However the plant was once cultivated in the poorest soils because it was used to send sheep into oestrus or as a particularly energetic fodder for working cattle.
This plant when the legumes open resembles red lentils. For human consumption the bitterness of the seeds must be removed through leaching done with numerous changes of boiling water. Due to this bitterness, it is unlikely that anyone will accidentally confuse this plant with red lentils.
According to Zohary and Hopf, only humans of the poorest economic classes consume this crop, or only in times of famine; however, Pliny the Elder writes that this plant possessed medicinal properties, citing the letter of Augustus in which the Roman emperor wrote that he had regained health with a diet based on vecciola (N.H., 18.38).
At the forage level it is an excellent concentrated feed for sheep and cattle. It has been held in high regard by farmers in the Mediterranean area since the beginning of agriculture to improve the nutritional value of bulk foods.
Among its edibles, the seed can be consumed, cooked and with numerous water changes to eliminate the bitterness, used like lentils.
They can be used occasionally in soups but are more likely to be consumed in times of food shortage when.
On the other hand, no particular medicinal uses are known.
Instead, it is a useful plant in the green manure technique.

Preparation Method –
Ervilia sativa is a plant of very ancient cultivation that is now less and less used both in the field of human and animal nutrition.
In addition to being a fodder and an interesting green manuring plant, it can be used, with great caution, and with the technique of leaching the seeds, to eliminate the bitter taste, in the food sector and used as lentils or adding the seeds to soups and broths.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore.
Photo source:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/181512568/original.jpeg

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.





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Ervilia sativa

El yeros (Ervilia sativa Link) es una especie herbácea perteneciente a la familia Fabaceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
dominio eucariota,
reino plantae,
división de magnoliofitas,
clase Magnoliopsida,
orden fabales,
familia de las fabáceas,
subfamilia Faboideae,
tribu Vicieae,
Género Ervilia,
E. especies sativa.
Los términos son sinónimos:
– Ervum ervilia L.;
– Ervum plicatum Moench;
– Lens pygmaea Grossh.;
– Rhynchium plicatum Dulac;
– Vicia ervilla Medik..

Etimología –
El término Ervilia proviene de ervum, una especie de arveja.
El epíteto específico de sativa proviene de satum (participio pasado de sero siembra, plantación) sembrado, plantado: que es sembrado o plantado, cultivado, doméstico.

Distribución Geográfica y Hábitat –
Ervilia sativa es una planta anual de probable origen mediterráneo-oriental, antiguamente cultivada como forrajera y silvestre en casi toda la región mediterránea.
Está presente en el Mediterráneo, desde Portugal hasta Bulgaria, en la Macaronesia y en Egipto; Asia occidental, desde Turquía y el Cáucaso hasta Kazajstán y Afganistán.
En Italia está presente en casi todas las regiones de Italia, pero nunca se informó de Piamonte, Valle de Aosta, Calabria y Cerdeña. Fue uno de los primeros cultivos domesticados. El valor nutricional de esta planta para rumiantes ha asegurado su cultivo en Marruecos, España y Turquía.
Su hábitat, donde la especie está en fuerte declive en Italia, es el de los campos cultivados con cereales, debajo del cinturón montañoso inferior, donde crece como maleza; se encuentra en laderas de montañas y campos, en altitudes entre 800 y 1.100 metros en Irak o en áreas de matorrales, laderas pedregosas, pedregales, bordes de campos y viñedos, bordes de caminos y áreas alteradas, en altitudes de hasta 2.000 metros.

Descripción –
Ervilia sativa es una planta herbácea anual de poco a muy ramificada, de 20 – 90 cm de altura, con raíces que contienen nódulos fijadores de nitrógeno.
Las hojas, como las especies de esta tribu. están compuestos.
Las flores tienen la conformación típica de las flores de las leguminosas (corola papilionácea) y son de color blanco-violáceo.
Los frutos son legumbres y las semillas tienen un diámetro de 3 – 5 mm.

Cultivo –
Ervilia sativa es una planta anual que se encuentra entre los primeros cultivos de la historia de la humanidad, aunque en gran medida ya no se utiliza como cultivo alimentario; todavía se cultiva como un cultivo alimenticio menor de importancia decreciente en el área del Mediterráneo, en los países del Cercano y Medio Oriente, en el pasado también en las partes del sur de Europa central y, a veces, en el oeste de los Estados Unidos. El principal productor reciente es Turquía, desde donde se exportan cereales a Europa Occidental. Hoy en día se utiliza principalmente como planta forrajera (forrajes verdes, granos, especialmente para ovejas).
La planta está clasificada como “Preocupación Menor” en la Lista Roja de Especies Amenazadas de la UICN (2013).
Esta planta se encuentra a menudo como mala hierba entre los cultivos de cereales.
Las semillas de esta planta se consideran venenosas para los cerdos y peligrosas para el ganado cuando las vainas están cerca de la madurez y aún están húmedas.
Es una planta de los climas mediterráneo y semiárido de la zona templada, donde se encuentra en altitudes de hasta 1.100 metros. Crece mejor en áreas donde las temperaturas diurnas anuales están entre 12 y 22 °C, pero puede tolerar entre 5 y 28 °C.
En estado latente, puede sobrevivir a temperaturas tan bajas como -10 °C, pero las nuevas piezas fundidas pueden dañarse gravemente a -1 °C.
Prefiere una precipitación media anual en el rango de 500 – 700 mm, pero tolera 300 – 1200 mm.
Desde un punto de vista pedológico, tolera cualquier suelo bien drenado en una posición soleada si el suelo está húmedo durante la temporada de crecimiento, de lo contrario, prefiere áreas en sombra parcial y crece en suelos con pH entre 7 y 7,5, tolerando 5,6 – 8,2 .
Es una planta bastante tolerante a la sequía incluso durante el primer período de crecimiento.
El rendimiento anual de semillas puede oscilar entre 0,4 y 3 toneladas por hectárea.
Esta planta tiene una relación simbiótica con algunas bacterias del suelo; estas bacterias forman nódulos en las raíces y fijan el nitrógeno atmosférico. Parte de este nitrógeno es utilizado por la planta en crecimiento, pero parte también puede ser utilizado por otras plantas que crecen cerca. Por esta razón, cuando se retiran los restos de plantas al final de la temporada de crecimiento, es mejor quitar solo las partes aéreas de la planta, permitiendo que las raíces en el suelo se pudran y liberen su nitrógeno.
La propagación se produce por semilla. La siembra debe realizarse directamente en campo abierto en primavera u otoño. La semilla tiene una cubierta dura y puede beneficiarse de una escarificación antes de la siembra para acelerar y mejorar la germinación. Por lo general, esto se puede hacer vertiendo una pequeña cantidad de agua casi hirviendo sobre las semillas (teniendo cuidado de no cocinarlas) y luego sumergiéndolas durante 12 a 24 horas en agua tibia. A estas alturas ya deberían haber absorbido la humedad, hincharse.

Costumbres y tradiciones –
Ervilia sativa, anteriormente clasificada como Vicia ervilla Medik., pertenece al antiguo núcleo cultural del Cercano Oriente, donde se han encontrado restos prehistóricos y documentos que datan del 7000 a. varios sitios arqueológicos en Turquía, que revelaron que el método del carbono-14 se remonta al VII y VI milenio antes de Cristo.
Las cepas silvestres de esta planta se limitan a un área que incluye Anatolia y el norte de Irak, con una extensión hacia el sur a lo largo del área frente al Líbano, Siria y el propio Líbano.
Se trata, por tanto, de una leguminosa de grano milenaria utilizada como pienso en la cuenca mediterránea. Esta leguminosa tiene un gran potencial económico por su alto rendimiento con bajos insumos y buen contenido de proteína, además de resistencia al frío y la sequía. Sin embargo, su área de crecimiento y producción se ve afectada por la presencia de la especie maleza y parásita Orobanche crenata.
Entre otras cosas, no existen métodos efectivos para controlar selectivamente el OR crenata en este cultivo, por lo que es necesario desarrollar variedades resistentes y tolerantes a la infección por O. crenata. Los recursos fitogenéticos son reservas valiosas para la supervivencia de las especies. Representan una importante variabilidad genética y permiten la posibilidad de encontrar rasgos de interés, como nuevas fuentes de resistencia.
Sin embargo, la planta se cultivó una vez en los suelos más pobres porque se usaba para provocar el celo de las ovejas o como un forraje particularmente enérgico para el ganado de trabajo.
Esta planta cuando las legumbres se abren se parece a las lentejas rojas. Para el consumo humano se debe quitar el amargor de las semillas mediante lixiviación con numerosos cambios de agua hirviendo. Debido a este amargor, es poco probable que alguien confunda accidentalmente esta planta con lentejas rojas.
Según Zohary y Hopf, solo los humanos de las clases económicas más pobres consumen este cultivo, o solo en tiempos de hambruna; sin embargo, Plinio el Viejo escribe que esta planta poseía propiedades medicinales, citando la carta de Augusto en la que el emperador romano escribía que había recuperado la salud con una dieta a base de vecciola (N.H., 18.38).
A nivel forrajero es un excelente alimento concentrado para ovinos y bovinos. Los agricultores del área mediterránea lo han tenido en alta estima desde el comienzo de la agricultura para mejorar el valor nutricional de los alimentos a granel.
Entre sus comestibles, la semilla se puede consumir, cocida y con numerosos cambios de agua para eliminar el amargor, utilizada como lenteja.
Se pueden usar ocasionalmente en sopas, pero es más probable que se consuman en épocas de escasez de alimentos.
Por otro lado, no se conocen usos medicinales particulares.
En cambio, es una planta útil en la técnica del abono verde.

Método de preparación –
Ervilia sativa es una planta de cultivo muy antiguo que cada vez es menos utilizada tanto en el campo de la nutrición humana como animal.
Además de ser un forraje y una interesante planta de abono verde, se puede utilizar, con mucha precaución, y con la técnica de lixiviación de las semillas, para eliminar el sabor amargo, en el sector alimentario y utilizarse como lentejas o añadiendo las semillas a sopas y caldos.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– GBIF, la Facilidad Global de Información sobre Biodiversidad.
– Base de datos útil de plantas tropicales.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. Una lista comentada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore.
Fuente de la foto:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/181512568/original.jpeg

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y usos alimúrgicos se indican únicamente con fines informativos, no representan en modo alguno una prescripción médica; por lo que no se responsabiliza de su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.





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