Atriplex halimus

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Atriplex halimus

L’Atriplice alimo o pianta del sale (Atriplex halimus L.) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Chenopodiaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Ordine Caryophyllales,
Famiglia Chenopodiaceae,
Genere Atriplex,
Specie A. halimus.
Sono sinonimi i termini:
– Atriplex domingensis Standl.;
– Atriplex glauca Ten. non L.;
– Atriplex halimioides Tineo;
– Atriplex halimoides Tineo;
– Atriplex halimus f. intermedia (L.Chevall.) Maire;
– Atriplex halimus f. ramosissima (L.Chevall.) Maire;
– Atriplex halimus f. rifea (Sennen & Mauricio) Maire;
– Atriplex halimus f. venosa (L.Chevall.) Maire;
– Atriplex halimus var. argutidens Bornm.;
– Atriplex halimus var. intermedia L.Chevall.;
– Atriplex halimus var. ramosissima L.Chevall.;
– Atriplex halimus var. rifaea Sennen & Mauricio;
– Atriplex halimus var. rifea Sennen & Mauricio;
– Atriplex halimus var. schweinfurthii Boiss.;
– Atriplex halimus var. serrulata (Pau) Alcaraz et al.;
– Atriplex halimus var. serrulata (Pau) F.Alcaraz Ariza, M.Garre & Sánchez-Gómez;
– Atriplex halimus var. venosa L.Chevall.;
– Atriplex kataf Ehrenb.;
– Atriplex kataf Ehrenb. ex Boiss.;
– Atriplex salsuginea Sennen & Pau;
– Atriplex serrulata Pau;
– Chenopodium halimus (L.) Thunb.;
– Obione domingensis (Standl.) S.C.Sand. & G.L.Chu;
– Obione halimus (L.) G.L.Chu;
– Schizotheca halimus (L.) Fourr..
All’interno di questa specie si riconoscono le seguenti varietà e forme:
– Atriplex halimus var. granulata Chevall.;
– Atriplex halimus var. halimus;
– Atriplex halimus var. hastulata Maire;
– Atriplex halimus f. granulata (L.Chevall.) Maire;
– Atriplex halimus f. halimus.

Etimologia –
Il termine Atriplex viene da atriplex, pianta citata da Plinio ripresa dal greco ἄτριπλεξ átriplex atriplice, citata da Dioscoride.
L’epiteto specifico halimus proviene da ἄλιμον alimon, nome greco dell’Atriplice in Dioscoride derivato da ἁλς als sale, per l’habitat in riva al mare.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’Atriplice alimo è una pianta con distribuzione mediterraneo-atlantica.
In Italia è presente allo stato spontaneo in Liguria e in tutte le regioni dell’Italia centrale e meridionale salvo che in Umbria.
In Spagna cresce, allo stato spontaneo, a Saragozza, Segovia, Madrid, Murcia, Cuenca, Albacete, Alicante e altre province.
Il suo habitat è quello delle zone con elevata radiazione solare e in terreni sabbiosi. È infatti una pianta con elevata capacità di adattamento a climi molto aridi, terreni salini e marginali. Resiste alla continua esposizione al vento, infatti è molto comune trovarla sulla costa. È inoltre resistente al gelo fino a -10 ⁰C, e cresce in ambienti rupestri, nelle siepi, lungo le strade e in incolti sabbiosi, spesso su suoli salati lungo i litorali, dal livello del mare a 600 m circa.

Descrizione –
L’ Atriplex halimus è un arbusto perenne alto da 2 a 3 metri con fusti molto ramificati e aggrovigliati, lisci, alquanto screpolati, di colore cinereo o grigiastro.
Le foglie sono biancastre e rugose, a disposizione alternata, di forma ovato-lanceolate, subrombiche, con margine intero e alquanto ondulato. Le nervature principali marcate sul lato inferiore e lunghe fino a quattro centimetri.
I fiori sono monoici di colore giallastro-verdastro impollinati dal vento, poco appariscenti, pentameri e raggruppati in densi grappoli a forma di spiga.
L’antesi è in estate – autunno, a seconda della latitudine, tra luglio e ottobre.
I frutti sono monospermici; sono diclesi di 6-8 mm, di forma da reniformi a suborbicolari, interi o dentati, ottusi o acuti, con dorso liscio, spesso disposti orizzontalmente.
I semi sono del diametro di 0,9-1,1 mm, orbicolari, compressi lateralmente, marroni.

Coltivazione –
L’ Atriplex halimus è una pianta tipica dei piani bioclimatici termo-mediterranei e meso-mediterranei inferiori. È presente nelle graminacee xerofite basofile perenni e annuali: classe Lygeo-Stipetea.
Cresce in luoghi con precipitazioni comprese tra 75-375 mm, anche se può vegetare anche in aree con precipitazioni maggiori. Di solito è accompagnata da altre specie della stessa famiglia come Suaeda fruticosa, Salsola vermiculata, Atriplex glauca, ecc.
È una pianta resistente al freddo, alla salsedine e alla siccità estrema.
Va coltivata in pieno Sole o mezz’ombra, in vaso o piena terra, in suoli ben drenati e asciutti; teme i ristagni idrici in inverno, resiste fino a -10°C; non teme il vento, la salsedine e la siccità, ricaccia anche dopo potature profonde.
Dotata di una crescita rapida e di un portamento eretto, tollera bene potature anche piuttosto importanti. Proprio in virtù di questo sviluppo vigoroso e della sua eccezionale resistenza ai venti salmastri viene spesso utilizzata nei giardini costieri per realizzare ottime siepi frangivento.
Questo arbusto è di facile coltivazione e di poche pretese per quanto riguarda la tipologia di suolo. Data la sua origine costiera si adatta benissimo a terreni sabbiosi e a suoli con alti livelli di salinità, ma può adattarsi bene anche a un suolo calcareo.
Per quanto riguarda la propagazione può essere moltiplicata per taglio. La moltiplicazione dai semi inizia con la semina tra aprile e maggio.

Usi e Tradizioni –
L’ Atriplex halimus, conosciuta con vari nomi come: Atriplice alimo, alimo, pianta del sale, Porcellana di mare e altri ancora è una pianta conosciuta ed utilizzata per vari usi da tempi remoti.
Le foglie sono edibili sia crude che cotte, in quanto dotate di un piacevole gusto sapido. Data la diffusione dell’Atriplex halimus come pianta spontanea nelle zone costiere, in tempi antichi le foglie di questa pianta hanno costituito un’importante fonte di nutrimento: è stata infatti ampiamente impiegata sia come pianta foraggera che come alimento “da carestia”.
Alcune parti possono essere consumate crude (in insalata). Resistendo a grandi siccità, previene la morte del bestiame in condizioni di estrema siccità. Si caratterizza per la sua appetibilità, il suo contenuto di sale e l’assenza di componenti tossici. Come coltura da foraggio, danno rese interessanti in proteine e carboidrati. Tenendo conto della disponibilità di acqua, queste colture danno rese elevate. Riduce la flatulenza e gas e le sue foglie hanno solitamente escrezioni saline che danno loro un tocco ruvido. Inoltre, questa salinità le rende delle piante che bruciano male, e quindi sarebbe interessante introdurle in zone ad alto rischio di incendio.
Sono, inoltre, delle piante interessanti come ornamentali per giardini costieri e basso consumo idrico e può divenire, in certe condizioni, una pianta molto invasiva.
La pianta trova impiego anche in campo medicinale.
I germogli e i rigetti vengono bruciati per ottenere una polvere adatta a combattere l’acidità di stomaco, la pianta è considerata adatta nella produzione della manna.
Tra gli altri usi si ricorda che è un arbusto a crescita lenta, potabile come una siepe essendo in grado di ricacciare anche quando viene tagliata fino al legno vecchio; fornisce un’ottima barriera frangivento; necessita di poche cure e non teme la siccità. Le ceneri della pianta sono adatte nella produzione di saponi poiché ricche di alcali.
Inoltre è una pianta che funge da dissalatore naturale dei terreni e viene usata in progetti di recupero ambientale.

Modalità di Preparazione –
L’ Atriplex halimus è una pianta, oggi poco conosciuta ed utilizzata che, invece, può avere un ampio uso in cucina; si può tritare insieme ad altre spezie o utilizzare in molte ricette per insaporire e salare le pietanze.
Le foglie hanno un ottimo sapore salato, possono essere aggiunte all’insalata o cucinate come gli spinaci. Le foglie mantengono il loro sapore salato anche se coltivate nell’entroterra, lontano dal mare. Le foglie sono disponibili in ogni momento dell’anno, attenuando la raccolta nella fase invernale.
I semi si usano anche per ispessire le minestre o mischiati con i cereali per fare il pane.
Le foglie, oltre che commestibili in insalata, sono ottime come foraggio per gli animali, soprattutto in ambienti aridi con suoli salini.
Viene anche utilizzata come pianta ornamentale nei giardini mediterranei.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.
Fonte foto:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/62860977/original.jpeg
https://oxalis.br.fgov.be/images/V/BR0/000/025/361/803/BR0000025361803V.jpg

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





[:en]

Atriplex halimus

The Mediterranean saltbush (Atriplex halimus L.) is a herbaceous species belonging to the Chenopodiaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Plantae,
Magnoliophyta Division,
Magnoliopsida class,
Order Caryophyllales,
Chenopodiaceae family,
Genus Atriplex,
A. halimus species.
The terms are synonymous:
– Atriplex domingensis Standl.;
– Atriplex glauca Ten. non L.;
– Atriplex halimioides Tineo;
– Atriplex halimoides Tineo;
– Atriplex halimus f. intermedia (L.Chevall.) Maire;
– Atriplex halimus f. ramosissima (L.Chevall.) Maire;
– Atriplex halimus f. rifea (Sennen & Mauricio) Maire;
– Atriplex halimus f. venosa (L.Chevall.) Maire;
– Atriplex halimus var. argutidens Bornm.;
– Atriplex halimus var. intermedia L.Chevall.;
– Atriplex halimus var. ramosissima L.Chevall.;
– Atriplex halimus var. rifaea Sennen & Mauricio;
– Atriplex halimus var. rifea Sennen & Mauricio;
– Atriplex halimus var. schweinfurthii Boiss.;
– Atriplex halimus var. serrulata (Pau) Alcaraz et al.;
– Atriplex halimus var. serrulata (Pau) F.Alcaraz Ariza, M.Garre & Sánchez-Gómez;
– Atriplex halimus var. venosa L.Chevall.;
– Atriplex kataf Ehrenb.;
– Atriplex kataf Ehrenb. ex Boiss.;
– Atriplex salsuginea Sennen & Pau;
– Atriplex serrulata Pau;
– Chenopodium halimus (L.) Thunb.;
– Obione domingensis (Standl.) S.C.Sand. & G.L.Chu;
– Obione halimus (L.) G.L.Chu;
– Schizotheca halimus (L.) Fourr..
Within this species, the following varieties and forms are recognized:
– Atriplex halimus var. granulata Chevall.;
– Atriplex halimus var. halimus;
– Atriplex halimus var. hastulata Maire;
– Atriplex halimus f. granulata (L.Chevall.) Maire;
– Atriplex halimus f. halimus.

Etymology –
The term Atriplex comes from atriplex, a plant cited by Pliny taken from the Greek ἄτριπλεξ átriplex atriplice, cited by Dioscorides.
The specific epithet halimus comes from ἄλιμον alimon, the Greek name of the Atriplice in Dioscorides derived from ἁλς als sale, for the habitat by the sea.

Geographic Distribution and Habitat –
Mediterranean saltbush is a plant with a Mediterranean-Atlantic distribution.
In Italy it is present spontaneously in Liguria and in all regions of central and southern Italy except in Umbria.
In Spain it grows spontaneously in Zaragoza, Segovia, Madrid, Murcia, Cuenca, Albacete, Alicante and other provinces.
Its habitat is that of areas with high solar radiation and sandy soils. It is in fact a plant with a high ability to adapt to very arid climates, saline and marginal soils. It resists continuous exposure to the wind, in fact it is very common to find it on the coast. It is also resistant to frost up to -10 ⁰C, and grows in rocky environments, in hedges, along roads and in sandy uncultivated grounds, often on salty soils along the coasts, from sea level to about 600 m.

Description –
Atriplex halimus is a perennial shrub 2 to 3 meters high with very branched and tangled, smooth, somewhat cracked, ashy or grayish stems.
The leaves are whitish and wrinkled, alternating, ovate-lanceolate, subrombic, with a whole and somewhat wavy margin. The main ribs marked on the underside and up to four centimeters long.
The flowers are monoecious of a yellowish-greenish color pollinated by the wind, inconspicuous, pentamers and grouped in dense clusters in the shape of a spike.
The antesis is in summer – autumn, depending on the latitude, between July and October.
The fruits are monospermic; they are 6-8 mm diclesis, reniform to suborbicular in shape, whole or toothed, obtuse or acute, with smooth back, often arranged horizontally.
The seeds are 0.9-1.1 mm in diameter, orbicular, laterally compressed, brown.

Cultivation –
Atriplex halimus is a typical plant of the lower thermo-Mediterranean and meso-Mediterranean bioclimatic planes. It is present in perennial and annual basophilic xerophytic grasses: class Lygeo-Stipetea.
It grows in places with rainfall between 75-375 mm, although it can also vegetate in areas with higher rainfall. It is usually accompanied by other species of the same family such as Suaeda fruticosa, Salsola vermiculata, Atriplex glauca, etc.
It is a plant resistant to cold, salt and extreme drought.
It should be grown in full sun or partial shade, in pots or in the ground, in well-drained and dry soils; fears water stagnation in winter, resists up to -10 ° C; it does not fear the wind, salt and drought, it repels even after deep pruning.
Endowed with a rapid growth and an erect posture, it tolerates even quite important pruning well. Precisely by virtue of this vigorous development and its exceptional resistance to brackish winds it is often used in coastal gardens to create excellent windbreak hedges.
This shrub is easy to cultivate and has few pretensions as regards the type of soil. Given its coastal origin, it adapts very well to sandy soils and soils with high levels of salinity, but it can also adapt well to a calcareous soil.
As for the propagation it can be multiplied by cut. Seed multiplication begins with sowing between April and May.

Customs and Traditions –
Atriplex halimus, known by various names such as: Atriplice alimo, alimo, salt plant, Sea porcelain, Mediterranean saltbush and others, is a plant known and used for various uses since ancient times.
The leaves are edible both raw and cooked, as they have a pleasant savory taste. Given the spread of Atriplex halimus as a spontaneous plant in coastal areas, in ancient times the leaves of this plant were an important source of nourishment: it was in fact widely used both as a fodder plant and as a “famine” food.
Some parts can be eaten raw (in salads). By withstanding severe droughts, it prevents livestock death in extreme drought conditions. It is characterized by its palatability, its salt content and the absence of toxic components. As a forage crop, they give interesting yields of protein and carbohydrates. Taking into account the availability of water, these crops give high yields. It reduces flatulence and gas and its leaves usually have saline excretions which give them a rough touch. Furthermore, this salinity makes them plants that burn badly, and therefore it would be interesting to introduce them in areas with a high risk of fire.
They are also interesting plants as ornamental plants for coastal gardens and low water consumption and can become, under certain conditions, a very invasive plant.
The plant is also used in the medicinal field.
The sprouts and discards are burned to obtain a powder suitable for fighting stomach acid, the plant is considered suitable for the production of manna.
Among other uses, it should be remembered that it is a slow-growing shrub, drinkable as a hedge being able to throw back even when it is cut down to old wood; provides an excellent windbreak barrier; it needs little care and is not afraid of drought. The ashes of the plant are suitable for the production of soaps as they are rich in alkali.
It is also a plant that acts as a natural desalinator of the land and is used in environmental recovery projects.

Preparation Method –
Atriplex halimus is a plant, little known and used today, which, on the other hand, can have a wide use in the kitchen; it can be minced together with other spices or used in many recipes to flavor and salt dishes.
The leaves have an excellent salty flavor, they can be added to salads or cooked like spinach. The leaves retain their salty flavor even if grown inland, away from the sea. The leaves are available at any time of the year, attenuating the harvest in the winter phase.
The seeds are also used to thicken soups or mixed with cereals to make bread.
The leaves, as well as edible in salads, are excellent as forage for animals, especially in arid environments with saline soils.
It is also used as an ornamental plant in Mediterranean gardens.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore.
Photo source:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/62860977/original.jpeg
https://oxalis.br.fgov.be/images/V/BR0/000/025/361/803/BR0000025361803V.jpg

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.





[:es]

Atriplex halimus

La orgaza (Atriplex halimus L.) es una especie herbácea perteneciente a la familia Chenopodiaceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
dominio eucariota,
reino plantae,
división de magnoliofitas,
clase Magnoliopsida,
Orden Caryophyllales,
familia de las quenopodiáceas,
Género Atriplex,
Especies de A. halimus.
Los términos son sinónimos:
– Atriplex domingensis Standl.;
– Atriplex glauca Ten. non L.;
– Atriplex halimioides Tineo;
– Atriplex halimoides Tineo;
– Atriplex halimus f. intermedia (L.Chevall.) Maire;
– Atriplex halimus f. ramosissima (L.Chevall.) Maire;
– Atriplex halimus f. rifea (Sennen & Mauricio) Maire;
– Atriplex halimus f. venosa (L.Chevall.) Maire;
– Atriplex halimus var. argutidens Bornm.;
– Atriplex halimus var. intermedia L.Chevall.;
– Atriplex halimus var. ramosissima L.Chevall.;
– Atriplex halimus var. rifaea Sennen & Mauricio;
– Atriplex halimus var. rifea Sennen & Mauricio;
– Atriplex halimus var. schweinfurthii Boiss.;
– Atriplex halimus var. serrulata (Pau) Alcaraz et al.;
– Atriplex halimus var. serrulata (Pau) F.Alcaraz Ariza, M.Garre & Sánchez-Gómez;
– Atriplex halimus var. venosa L.Chevall.;
– Atriplex kataf Ehrenb.;
– Atriplex kataf Ehrenb. ex Boiss.;
– Atriplex salsuginea Sennen & Pau;
– Atriplex serrulata Pau;
– Chenopodium halimus (L.) Thunb.;
– Obione domingensis (Standl.) S.C.Sand. & G.L.Chu;
– Obione halimus (L.) G.L.Chu;
– Schizotheca halimus (L.) Fourr..
Dentro de esta especie se reconocen las siguientes variedades y formas:
– Atriplex halimus var. granulata Chevall.;
– Atriplex halimus var. halimus;
– Atriplex halimus var. hastulata Maire;
– Atriplex halimus f. granulata (L.Chevall.) Maire;
– Atriplex halimus f. halimus.

Etimología –
El término Atriplex proviene de atriplex, planta citada por Plinio tomada del griego ἄτριπλεξ átriplex atriplice, citado por Dioscórides.
El epíteto específico halimus proviene de ἄλιμον alimon, el nombre griego de Atriplice en Dioscórides derivado de ἁλς als sale, para el hábitat junto al mar.

Distribución Geográfica y Hábitat –
La orgaza es una planta de distribución mediterráneo-atlántica.
En Italia está presente de forma espontánea en Liguria y en todas las regiones del centro y sur de Italia excepto en Umbría.
En España crece espontáneamente en Zaragoza, Segovia, Madrid, Murcia, Cuenca, Albacete, Alicante y otras provincias.
Su hábitat es el de zonas con alta radiación solar y suelos arenosos. De hecho es una planta con una alta capacidad de adaptación a climas muy áridos, salinos y suelos marginales. Resiste la exposición continua al viento, de hecho es muy común encontrarlo en la costa. También es resistente a las heladas hasta -10 ⁰C, y crece en ambientes rocosos, en setos, a lo largo de caminos y en baldíos arenosos, a menudo sobre suelos salinos a lo largo de las costas, desde el nivel del mar hasta unos 600 m.

Descripción –
Atriplex halimus es un arbusto perenne de 2 a 3 metros de altura con tallos muy ramificados y enredados, lisos, algo agrietados, cenicientos o grisáceos.
Las hojas son blanquecinas y rugosas, alternas, ovado-lanceoladas, subrómbicas, de margen entero y algo ondulado. Las costillas principales marcadas en la parte inferior y de hasta cuatro centímetros de largo.
Las flores son monoicas de color amarillo verdoso polinizadas por el viento, discretas, pentámeras y agrupadas en densos racimos en forma de espiga.
La antesis es en verano – otoño, según la latitud, entre julio y octubre.
Los frutos son monospérmicos; tienen una diclesis de 6-8 mm, de forma reniforme a suborbicular, enteras o dentadas, obtusas o agudas, con el dorso liso, a menudo dispuestas horizontalmente.
Las semillas son de 0,9-1,1 mm de diámetro, orbiculares, lateralmente comprimidas, de color marrón.

Cultivo –
Atriplex halimus es una planta típica del plano bioclimático termomediterráneo inferior y mesomediterráneo. Está presente en pastos xerófilos basófilos perennes y anuales: clase Lygeo-Stipetea.
Crece en lugares con precipitaciones entre 75-375 mm, aunque también puede vegetar en zonas con mayor pluviometría. Suele acompañarse de otras especies de la misma familia como Suaeda fruticosa, Salsola vermiculata, Atriplex glauca, etc.
Es una planta resistente al frío, la sal y la sequía extrema.
Debe cultivarse a pleno sol o semisombra, en macetas o en el suelo, en suelos bien drenados y secos; teme el estancamiento del agua en invierno, resiste hasta -10°C; no teme al viento, la sal y la sequía, repele incluso después de una poda profunda.
Dotada de un crecimiento rápido y de una postura erguida, tolera bien incluso las podas bastante importantes. Precisamente en virtud de este vigoroso desarrollo y de su excepcional resistencia a los vientos salobres se suele utilizar en jardines costeros para crear excelentes setos cortavientos.
Este arbusto es fácil de cultivar y tiene pocas pretensiones en cuanto al tipo de suelo. Dado su origen costero, se adapta muy bien a suelos arenosos y suelos con mucha salinidad, pero también puede adaptarse bien a un suelo calcáreo.
En cuanto a la propagación se puede multiplicar por corte. La multiplicación de semillas comienza con la siembra entre abril y mayo.

Costumbres y tradiciones –
Atriplex halimus, conocido con varios nombres como: Orgaza, Atriplice alimo, alimo, planta de sal, Porcelana de mar  y otros, es una planta conocida y utilizada para diversos usos desde la antigüedad.
Las hojas son comestibles tanto crudas como cocidas, ya que tienen un agradable sabor salado. Dada la difusión de Atriplex halimus como planta espontánea en las zonas costeras, en la antigüedad las hojas de esta planta eran una importante fuente de alimentación: de hecho, se usaba mucho como planta forrajera y como alimento para “hambrunas”.
Algunas partes se pueden comer crudas (en ensaladas). Al soportar sequías severas, previene la muerte del ganado en condiciones de sequía extrema. Se caracteriza por su palatabilidad, su contenido en sal y la ausencia de componentes tóxicos. Como cultivo forrajero, dan interesantes rendimientos de proteínas y carbohidratos. Teniendo en cuenta la disponibilidad de agua, estos cultivos dan altos rendimientos. Reduce flatulencias y gases y sus hojas suelen tener excreciones salinas que les dan un tacto áspero. Además, esta salinidad las convierte en plantas que se queman mucho, por lo que sería interesante introducirlas en zonas con alto riesgo de incendio.
También son plantas interesantes como plantas ornamentales para jardines costeros y de bajo consumo de agua, pudiendo convertirse, bajo ciertas condiciones, en una planta muy invasora.
La planta también se utiliza en el campo medicinal.
Los brotes y descartes se queman para obtener un polvo apto para combatir los ácidos estomacales, la planta se considera apta para la producción de maná.
Entre otros usos, cabe recordar que es un arbusto de crecimiento lento, bebible como un seto pudiendo echar hacia atrás incluso cuando se corta en madera vieja; proporciona una excelente barrera contra el viento; necesita pocos cuidados y no le teme a la sequía. Las cenizas de la planta son adecuadas para la producción de jabones ya que son ricas en álcali.
También es una planta que actúa como desalinizadora natural del terreno y se utiliza en proyectos de recuperación ambiental.

Método de preparación –
Atriplex halimus es una planta, poco conocida y utilizada en la actualidad, que, por otra parte, puede tener un amplio uso en la cocina; se puede picar junto con otras especias o se puede utilizar en muchas recetas para dar sabor y sal a los platos.
Las hojas tienen un excelente sabor salado, se pueden agregar a las ensaladas o cocidas como las espinacas. Las hojas conservan su sabor salado incluso si se cultivan tierra adentro, lejos del mar. Las hojas están disponibles en cualquier época del año, atenuando la cosecha en la fase invernal.
Las semillas también se usan para espesar sopas o se mezclan con cereales para hacer pan.
Las hojas, además de comestibles en ensaladas, son excelentes como forraje para los animales, especialmente en ambientes áridos con suelos salinos.
También se utiliza como planta ornamental en jardines mediterráneos.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– GBIF, la Facilidad Global de Información sobre Biodiversidad.
– Base de datos útil de plantas tropicales.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. Una lista comentada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore.
Fuente de la foto:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/62860977/original.jpeg
https://oxalis.br.fgov.be/images/V/BR0/000/025/361/803/BR0000025361803V.jpg

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y usos alimúrgicos se indican únicamente con fines informativos, no representan en modo alguno una prescripción médica; por lo que no se responsabiliza de su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.





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