Vaccinium vitis-idaea

[:it]

Vaccinium vitis-idaea

Il mirtillo rosso (Vaccinium vitis-idaea L., 1753) è una specie arbustiva appartenente alla famiglia delle Ericaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Ordine Ericales,
Famiglia Ericaceae,
Genere Vaccinium,
Specie V. vitis-idaea.
Sono sinonimi i termini:
– Oxycoccus vitis-idaea (L.) E.Fries;
– Vaccinium rubrum Dulac;
– Vaccinium vitis-idaea f. pyricarpum Lepage;
– Vaccinium vitis-idaea subsp. fma L.;
– Vaccinium vitis-idaea var. genuinum Herder;
– Vaccinium vitis-idaea var. punctata Moench;
– Vaccinium vitis-idaea var. punctifolia S.F.Gray;
– Vaccinium vitus-idaea L..
All’interno di questa specie si riconoscono le seguenti sottospecie:
– Vaccinium vitis-idaea subsp. minus (Lodd.) Hultén;
– Vaccinium vitis-idaea subsp. vitis-idaea.

Etimologia –
Il termine Vaccinium viene da vaccinium, una pianta con bacche nere citata da Virgilio, di oscura derivazione; la spiegazione più comune lo connette a vaccinus: delle vacche; Oxford Latin Dictionary e altri lo collegano al greco Ὑάκινθος Hyákinthos attraverso la forma corrotta vakinthos: nome di una pianta dai fiori violetti; respingendo l’una e l’altra ipotesi, Vander Kloet ed altri lo connettono a baccínium diminutivo di bácca bacca: che produce piccole bacche.
L’epitetecifico vitis-idaea viene vite del Monte Ida, ritenuto sacro nell’isola di Creta, dove fu allevato Zeus (Giove, per i latini).

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Vaccinium vitis-idaea è una pianta originaria delle foreste circumboreali dell’Eurasia settentrionale e del Nord America, e si estende dall’area temperata fino ai climi subartici, attraverso l’Europa (dal sud alle Alpi), l’Asia (verso la Turchia settentrionale, la Cina settentrionale e la Corea) l’America settentrionale (verso la Colombia britannica, Connecticut).
Il suo habitat è quello delle praterie di montagna soleggiate, taiga boreale in boschi di pini muschiati, torbiere,siti aridi e rocciosi, boschi di licheni, brughiere, promontori, tundre, scogliere, cime montuose; ad altitudini fino a 1.800 metri.

Descrizione –
Il mirtillo rosso è un piccolo arbusto sempreverde che cresce in forma di cespugli polloniferi semilignei, con fusto perenne e steli striscianti a sviluppo orizzontale (stoloni), lunghi fino a 2-3 metri.
Ha foglie piccole e ovali, di colore verde brillante nella pagina superiore, più pallido nella pagina inferiore. I getti verticali (5–8 cm) che si sviluppano dalle gemme sugli stoloni, possono essere vegetativi o dare origine al frutto. Nelle aree paludose può dare origine a fitti intrecci di tralci e radici. In altezza non supera i 20–30 cm.
I fiori sono bianco-rosati, a forma di campanula, rivolti verso il suolo. Sono formati da 4 petali ricurvati all’indietro e possono trovarsi singoli o raccolti in piccoli grappoli.
L’antesi è nella seconda metà dell’estate.
I frutti sono bacche tonde ed eduli, di circa 0,5–1 cm di diametro; la loro buccia è lucida e dura, di un colore rosso brillante che volge al rosso scuro col procedere della maturazione. La polpa è densa e ricca di semi, di gusto acidulo e astringente per l’elevato contenuto di tannini, che conferiscono al mirtillo rosso proprietà antiossidanti.

Coltivazione –
Il Vaccinium vitis-idaea è un arbusto nano sempreverde che cresce anche allo stato selvatico ed utilizzato per uso locale come alimento e medicinale, e talvolta anche per lo sfruttamento commerciale del frutto.
Viene anche coltivato come coltura da frutto e talvolta viene coltivato come ornamentale, dove può essere utilizzato per formare una copertura del suolo.
Il Vaccinium vitis-idaea è una pianta delle regioni più fredde della zona temperata, che vive inverni molto freddi e spesso lunghi con estati brevi che possono variare da fresche a calde.
Richiede un terreno privo di calcare, umido ma drenante, prediligendo uno ricco di torba o un terreno leggermente argilloso.
Dal punto di vista pedologico preferisce un terreno molto acido con un pH compreso tra 4,5 e 6, e le piante diventano presto clorotiche quando sono presenti leggeri contenuti in calcare.
Per essere coltivato richiede, inoltre, posizioni in pieno sole o leggera ombra anche se fruttifica molto meglio in posizione soleggiata; inoltre richiede un riparo dai venti forti.
Le rese in frutta sono generalmente maggiori su suoli torbosi. La resa massima in coltura specializzata può raggiungere 8,15 tonnellate per ettaro.
La propagazione avviene per seme. La semina va effettuata a fine inverno in una serra in un terriccio privo di calcare coprendo leggermente il seme.
I semi immagazzinati potrebbero richiedere un periodo fino a 3 mesi di stratificazione a freddo.
Le giovani piantine, raggiunta l’altezza di circa 5 cm vanno poste in singoli vasi e fatte crescere in posizione ombreggiata.
Il trapianto in pieno campo va effettuato l’anno successivo.
Si può propagare anche per talea di legno semimaturo, di 5 – 8 cm, nel periodo di agosto in ombraio.
Un altro sistema di propagazione è quello tramite polloni in primavera o all’inizio dell’autunno.

Usi e Tradizioni –
Il Vaccinium vitis-idaea è una pianta che, oltre che nell’industria alimentare, viene utilizzata nell’industria cosmetica sotto forma di saponi, profumi, creme, ma anche nell’industria farmaceutica, che sfrutta le proprietà antiossidanti e antibatteriche dei suoi componenti.
Nell’uso commestibile si usano le sue bacche sia crude che cotte che hanno un gusto molto gradevole, dal sapore acido, usate come i mirtilli nelle conserve e considerate da molti superiori ai mirtilli rossi.
I frutti sono talvolta usati commercialmente: vengono trasformati in polvere secca per la preparazione di gelatine e occasionalmente come ripieno per dolci al caramello. Questi hanno la seguente composizione: zucchero 8,57 – 11,8%, acidi liberi 2,2%, acido benzoico 0,075%, tannini 0,224%. L’acido benzoico rappresenta l’inibitore della fermentazione. Questo acido è presente nelle bacche allo stato libero così come sotto forma del glicoside vaccinina, un composto tra acido benzoico e glucosio.
Sempre per uso alimentare dalle foglie si ricava un tè che, tuttavia, non dovrebbe essere bevuto regolarmente perché contiene la tossina arbutina.
Nell’uso medicinale le foglie sono antisettiche, astringenti, diuretiche, refrigeranti.
Sono usate nel trattamento della gonorrea, artrite, reumatismi, diabete e diarrea.
Le foglie contengono il 5 – 7% di arbutina e lo 0,5 – 6% di flavanolo.
Le foglie vengono usate anche come cura per mal di gola, tosse e raffreddore, mentre il succo è stato utilizzato nei gargarismi per curare il mal di gola.
La pianta è utilizzata nel trattamento di irritazioni delle vie urinarie, gotta, artrite e calcoli renali ed usata per via orale come disinfettante delle vie urinarie, diuretico e antivirale (anche se vengono poco specificate quali parti della pianta in particolare).
La pianta contiene anche idrochinoni, che agiscono come disinfettanti per le urine alcaline. Probabilmente sicuro come trattamento a breve termine, a lungo termine gli idrochinoni possono causare danni al fegato.
Tra gli altri sui si ricordano quelli agroforestali: infatti il Vaccinium vitis-idaea è un utile tappezzante su terreni acidi dove forma un fitto tappeto vegetale.
Inoltre i fiori producono molto nettare e sono molto attraenti per le api; inoltre i fiori sono prodotti anche quando le temperature primaverili sono troppo basse per molte altre piante da fiore. Si produce un miele di buona qualità.
Tra gli altri usi si ricorda ancora che dalle foglie e dagli steli si ottiene un colorante giallo, mentre dal frutto un colorante viola.

Modalità di Preparazione –
I frutti del Vaccinium vitis-idaea sono saporiti, piuttosto aciduli o anche amarognoli e servono per preparare marmellate ed hanno ottime proprietà aperitive.
Si ottiene un’ottima marmellata.
La marmellata di mirtilli rappresenta la conserva più frequente e tradizionale, utilizzata per crostate, dolci, gelati, ecc.
Si prepara facendo macerare i mirtilli con zucchero e quindi cuocendoli fino alla consistenza voluta.
Ingredienti: 1 Kg di mirtilli, 800 g di zucchero
Preparazione: Mondare i mirtilli. Lavarli. Porli in casseruola con lo zucchero. (Da metà a 2/3 del peso dei mirtilli). Lasciare a riposo per 24 ore.
Cuocere a fuoco lento, mescolando spesso, fino alla consistenza voluta.
Versare la marmellata calda in vasetti di vetro. Chiudere ermeticamente.
La marmellata di mirtilli, di colore blu nero, se correttamente preparata e conservata, si può consumare fino a un anno dalla preparazione.
Si può anche preparare una gelatina di mirtilli e uva spina.
Servono 700g di mirtilli, 300g di uva spina, zucchero.
Pulire con delicatezza i mirtilli e l’uva spina, metterli al fuoco in una casseruola con 1 bicchiere e ½ di acqua; portare a bollore e cuocere 6-8 minuti. Togliere la frutta dal fuoco, versarla su un setaccio fine e filtrare. Unire al succo ottenuto una pari quantità (o anche minore, a seconda dei gusti) di zucchero, mescolare bene. Mettere a cuocere su fuoco allegro e, quando lo sciroppo si sarà addensato, versarlo nei vasi.
Un’altra preparazione è quello di mirtilli e grappa.
In questo caso si riempie una bottiglia fino al collo con mirtilli mondati e lavati.
Fare sciogliere 500 gr di zucchero in mezzo litro di grappa.
Versare la grappa zuccherata nei mirtilli e lasciare riposare per qualche mese, agitando di tanto in tanto.
Si usano anche le foglie, che vengono raccolte all’inizio dell’estate ed essiccate per un uso successivo.
Inoltre i frutti maturi si consumano freschi o essiccati come rimedio alla diarrea.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.
Fonte foto:
https://observation.org/photos/46390592.jpg

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





[:en]

Vaccinium vitis-idaea

The Alpine cranberry or Cowberry (Vaccinium vitis-idaea L., 1753) is a shrub species belonging to the Ericaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Plantae,
Magnoliophyta Division,
Magnoliopsida class,
Ericales Order,
Ericaceae family,
Genus Vaccinium,
V. vitis-idaea species.
The terms are synonymous:
– Oxycoccus vitis-idaea (L.) E.Fries;
– Vaccinium rubrum Dulac;
– Vaccinium vitis-idaea f. pyricarpum Lepage;
– Vaccinium vitis-idaea subsp. fma L.;
– Vaccinium vitis-idaea var. genuinum Herder;
– Vaccinium vitis-idaea var. punctata Moench;
– Vaccinium vitis-idaea var. punctifolia S.F.Gray;
– Vaccinium vitus-idaea L..
Within this species, the following subspecies are recognized:
– Vaccinium vitis-idaea subsp. minus (Lodd.) Hultén;
– Vaccinium vitis-idaea subsp. vitis-idaea.

Etymology –
The term Vaccinium comes from vaccinium, a plant with black berries mentioned by Virgil, of obscure derivation; the most common explanation connects it to vaccinus: of cows; Oxford Latin Dictionary and others link it to the Greek Ὑάκινθος Hyákinthos through the corrupted form vakinthos: name of a plant with violet flowers; rejecting both hypotheses, Vander Kloet and others connect it to baccínium diminutive of bácca berry: which produces small berries.
The epithetecific vitis-idaea comes from the vine of Mount Ida, considered sacred on the island of Crete, where Zeus (Jupiter, for the Latins) was raised.

Geographic Distribution and Habitat –
Vaccinium vitis-idaea is a plant native to the circumboreal forests of northern Eurasia and North America, and extends from the temperate area to the subarctic climates, through Europe (from the south to the Alps), Asia (towards the Northern Turkey, Northern China and Korea) North America (to British Columbia, Connecticut).
Its habitat is that of sunny mountain prairies, boreal taiga in mossy pine woods, peat bogs, arid and rocky sites, lichen woods, moors, promontories, tundras, cliffs, mountain peaks; at altitudes up to 1,800 meters.

Description –
The cranberry is a small evergreen shrub that grows in the form of semi-woody polloniferous bushes, with a perennial stem and horizontally developing creeping stems (stolons), up to 2-3 meters long.
It has small, oval leaves, bright green on the upper side, paler on the lower side. The vertical shoots (5-8 cm) that develop from the buds on the stolons, can be vegetative or give rise to the fruit. In swampy areas it can give rise to dense intertwining of shoots and roots. In height it does not exceed 20-30 cm.
The flowers are pinkish-white, bell-shaped, facing the ground. They are made up of 4 petals curved backwards and can be single or collected in small clusters.
The antesis is in the second half of the summer.
The fruits are round and edible berries, of about 0,5-1 cm of diameter; their skin is shiny and hard, of a bright red color that turns to dark red with the progress of maturation. The pulp is dense and rich in seeds, with a sour and astringent taste due to the high content of tannins, which give the cranberry antioxidant properties.

Cultivation –
Vaccinium vitis-idaea is an evergreen dwarf shrub that also grows in the wild and used for local use as food and medicine, and sometimes also for the commercial exploitation of the fruit.
It is also grown as a fruit crop and is sometimes grown as an ornamental, where it can be used to form a ground cover.
Vaccinium vitis-idaea is a plant from the colder regions of the temperate zone, which experiences very cold and often long winters with short summers that can vary from cool to hot.
It requires a soil free of limestone, moist but draining, preferring one rich in peat or a slightly clayey soil.
From the pedological point of view, it prefers a very acid soil with a pH between 4.5 and 6, and the plants soon become chlorotic when light limestone contents are present.
To be cultivated it requires, moreover, positions in full sun or light shade even if it bears much better fruit in a sunny position; it also requires shelter from strong winds.
Fruit yields are generally higher on peaty soils. The maximum yield in specialized cultivation can reach 8.15 tons per hectare.
Propagation occurs by seed. Sowing should be done at the end of winter in a greenhouse in a limestone-free soil, slightly covering the seed.
The stored seeds may require a period of up to 3 months of cold stratification.
Once the young seedlings have reached a height of about 5 cm, they should be placed in individual pots and grown in a shaded position.
The transplant in the open field must be carried out the following year.
It can also be propagated by semi-mature wood cuttings, of 5 – 8 cm, in the period of August in the shade.
Another propagation system is through suckers in spring or early autumn.

Customs and Traditions –
Vaccinium vitis-idaea is a plant that, as well as in the food industry, is used in the cosmetic industry in the form of soaps, perfumes, creams, but also in the pharmaceutical industry, which exploits the antioxidant and antibacterial properties of its components.
In edible use, both raw and cooked berries are used which have a very pleasant taste, with an acid flavor, used like blueberries in preserves and considered by many to be superior to cranberries.
The fruits are sometimes used commercially: they are made into dry powder for the preparation of jellies and occasionally as a filling for caramel desserts. These have the following composition: sugar 8.57 – 11.8%, free acids 2.2%, benzoic acid 0.075%, tannins 0.224%. Benzoic acid represents the fermentation inhibitor. This acid is present in free berries as well as in the form of the glycoside vaccinin, a compound of benzoic acid and glucose.
Also for food use, a tea is obtained from the leaves which, however, should not be drunk regularly because it contains the toxin arbutin.
In medicinal use, the leaves are antiseptic, astringent, diuretic, refrigerants.
They are used in the treatment of gonorrhea, arthritis, rheumatism, diabetes and diarrhea.
The leaves contain 5 – 7% of arbutin and 0.5 – 6% of flavanol.
The leaves are also used as a cure for sore throats, coughs and colds, while the juice has been used in gargling to treat sore throats.
The plant is used in the treatment of irritation of the urinary tract, gout, arthritis and kidney stones and used orally as a disinfectant of the urinary tract, diuretic and antiviral (even if they are poorly specified which parts of the plant in particular).
The plant also contains hydroquinones, which act as alkaline urine disinfectants. Likely safe as a short-term treatment, long-term hydroquinones can cause liver damage.
Among others, agroforestry ones are mentioned: in fact, Vaccinium vitis-idaea is a useful ground cover on acid soils where it forms a dense vegetal carpet.
Furthermore, the flowers produce a lot of nectar and are very attractive to bees; moreover, the flowers are also produced when spring temperatures are too low for many other flowering plants. Good quality honey is produced.
Among other uses, it is still remembered that a yellow dye is obtained from the leaves and stems, while a purple dye is obtained from the fruit.

Preparation Method –
The fruits of Vaccinium vitis-idaea are tasty, rather sour or even bitter and are used to prepare jams and have excellent aperitif properties.
An excellent jam is obtained.
Blueberry jam is the most frequent and traditional preserve, used for pies, desserts, ice creams, etc.
It is prepared by macerating the blueberries with sugar and then cooking them to the desired consistency.
Ingredients: 1 kg of blueberries, 800 g of sugar
Preparation: Clean the blueberries. Wash them. Put them in a saucepan with the sugar. (Half to 2/3 the weight of blueberries). Leave to rest for 24 hours.
Simmer, stirring often, until desired consistency.
Pour the hot jam into glass jars. Close tightly.
Blueberry jam, blue-black in color, if properly prepared and preserved, can be consumed up to one year after preparation.
You can also make a blueberry and gooseberry jelly.
You need 700g of blueberries, 300g of gooseberries, sugar.
Gently clean the blueberries and gooseberries, put them on the fire in a saucepan with 1 ½ glass of water; bring to the boil and cook for 6-8 minutes. Remove the fruit from the heat, pour it through a fine sieve and strain. Add an equal amount (or even less, depending on your taste) of sugar to the juice obtained, mix well. Cook over high heat and, when the syrup has thickened, pour it into the jars.
Another preparation is that of blueberries and grappa.
In this case, a bottle is filled up to the neck with peeled and washed blueberries.
Melt 500 g of sugar in half a liter of grappa.
Pour the sweetened grappa into the blueberries and leave to rest for a few months, shaking from time to time.
The leaves are also used, which are harvested in early summer and dried for later use.
In addition, ripe fruits are eaten fresh or dried as a remedy for diarrhea.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore.
Photo source:
https://observation.org/photos/46390592.jpg

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.





[:es]

Vaccinium vitis-idaea

El arándano rojo (Vaccinium vitis-idaea L., 1753) es una especie arbustiva perteneciente a la familia Ericaceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
dominio eucariota,
reino plantae,
división de magnoliofitas,
clase Magnoliopsida,
Orden Ericales,
familia de las ericáceas,
Género Vaccinium,
Especies de V. vitis-idaea.
Los términos son sinónimos:
– Oxycoccus vitis-idaea (L.) E.Fries;
– Vaccinium rubrum Dulac;
– Vaccinium vitis-idaea f. pyricarpum Lepage;
– Vaccinium vitis-idaea subsp. fma L.;
– Vaccinium vitis-idaea var. genuinum Herder;
– Vaccinium vitis-idaea var. punctata Moench;
– Vaccinium vitis-idaea var. punctifolia S.F.Gray;
– Vaccinium vitus-idaea L..
Dentro de esta especie se reconocen las siguientes subespecies:
– Vaccinium vitis-idaea subsp. minus (Lodd.) Hultén;
– Vaccinium vitis-idaea subsp. vitis-idaea.

Etimología –
El término Vaccinium proviene de vaccinium, una planta con moras mencionada por Virgilio, de oscura derivación; la explicación más común lo conecta con vaccinus: de vacas; Oxford Latin Dictionary y otros lo relacionan con el griego Ὑάκινθος Hyákinthos a través de la forma corrupta vakinthos: nombre de una planta con flores violetas; rechazando ambas hipótesis, Vander Kloet y otros lo relacionan con baccínium diminutivo de bácca berry: que produce pequeñas bayas.
El epíteto vitis-idaea proviene de la vid del monte Ida, considerado sagrado en la isla de Creta, donde se crió Zeus (Júpiter, para los latinos).

Distribución Geográfica y Hábitat –
Vaccinium vitis-idaea es una planta originaria de los bosques circumboreales del norte de Eurasia y América del Norte, y se extiende desde la zona templada hasta los climas subárticos, pasando por Europa (desde el sur hasta los Alpes), Asia (hacia el norte de Turquía, norte de China y Corea) América del Norte (hasta Columbia Británica, Connecticut).
Su hábitat es el de las praderas montañosas soleadas, la taiga boreal en bosques de pinos cubiertos de musgo, turberas, sitios áridos y rocosos, bosques de líquenes, páramos, promontorios, tundras, acantilados, picos de montañas; en altitudes de hasta 1.800 metros.

Descripción –
El arándano es un pequeño arbusto perennifolio que crece en forma de arbustos poliníferos semileñosos, con tallo perenne y tallos rastreros (estolones) de desarrollo horizontal, de hasta 2-3 metros de largo.
Tiene hojas pequeñas, ovaladas, de color verde brillante en el haz, más pálido en el envés. Los brotes verticales (5-8 cm) que se desarrollan a partir de las yemas sobre los estolones, pueden ser vegetativos o dar lugar al fruto. En zonas pantanosas puede dar lugar a densos entrelazamientos de brotes y raíces. En altura no supera los 20-30 cm.
Las flores son de color blanco rosado, en forma de campana, mirando hacia el suelo. Están formadas por 4 pétalos curvados hacia atrás y pueden ser individuales o recogidas en pequeños racimos.
La antesis está en la segunda mitad del verano.
Los frutos son bayas redondas y comestibles, de cerca 0,5-1 cm de diámetro; su piel es brillante y dura, de un color rojo brillante que se vuelve rojo oscuro con el progreso de la maduración. La pulpa es densa y rica en semillas, con un sabor agrio y astringente debido al alto contenido de taninos, que le dan al arándano propiedades antioxidantes.

Cultivo –
Vaccinium vitis-idaea es un arbusto enano de hoja perenne que también crece en la naturaleza y se utiliza para uso local como alimento y medicina, y en ocasiones también para la explotación comercial de la fruta.
También se cultiva como cultivo de frutas y, a veces, se cultiva como planta ornamental, donde se puede usar para formar una cubierta vegetal.
Vaccinium vitis-idaea es una planta de las regiones más frías de la zona templada, que experimenta inviernos muy fríos y, a menudo, largos con veranos cortos que pueden variar de frescos a calurosos.
Requiere un suelo libre de caliza, húmedo pero drenante, prefiriendo uno rico en turba o un suelo ligeramente arcilloso.
Desde el punto de vista pedológico, prefiere un suelo muy ácido con un pH entre 4,5 y 6, y las plantas pronto se vuelven cloróticas cuando hay ligeros contenidos de caliza.
Para ser cultivada requiere, además, posiciones en pleno sol o ligera sombra, aunque fructifica mucho mejor en una posición soleada; también requiere refugio de fuertes vientos.
Los rendimientos de fruta son generalmente más altos en suelos turbosos. El rendimiento máximo en cultivo especializado puede alcanzar las 8,15 toneladas por hectárea.
La propagación se produce por semilla. La siembra debe hacerse al final del invierno en un invernadero en un suelo libre de piedra caliza, cubriendo ligeramente la semilla.
Las semillas almacenadas pueden requerir un período de hasta 3 meses de estratificación en frío.
Una vez que las plántulas jóvenes hayan alcanzado una altura de unos 5 cm, deben colocarse en macetas individuales y cultivarse en una posición sombreada.
El trasplante en campo abierto debe realizarse al año siguiente.
También se puede propagar por esquejes de madera semimadura, de 5 a 8 cm, en el período de agosto a la sombra.
Otro sistema de propagación es a través de retoños en primavera o principios de otoño.

Costumbres y tradiciones –
Vaccinium vitis-idaea es una planta que, además de en la industria alimentaria, se utiliza en la industria cosmética en forma de jabones, perfumes, cremas, pero también en la industria farmacéutica, que aprovecha las propiedades antioxidantes y antibacterianas de sus componentes. .
En uso comestible se utilizan bayas tanto crudas como cocidas que tienen un sabor muy agradable, con sabor ácido, utilizadas como arándanos en conservas y consideradas por muchos superiores a los arándanos.
Las frutas a veces se usan comercialmente: se convierten en polvo seco para la preparación de jaleas y ocasionalmente como relleno para postres de caramelo. Estos tienen la siguiente composición: azúcar 8,57 – 11,8%, ácidos libres 2,2%, ácido benzoico 0,075%, taninos 0,224%. El ácido benzoico representa el inhibidor de la fermentación. Este ácido está presente en las bayas libres, así como en forma de glucósido vaccinina, un compuesto de ácido benzoico y glucosa.
También para uso alimentario, de las hojas se obtiene un té que, sin embargo, no debe beberse con asiduidad porque contiene la toxina arbutina.
En uso medicinal, las hojas son antisépticas, astringentes, diuréticas, refrigerantes.
Se utilizan en el tratamiento de la gonorrea, la artritis, el reumatismo, la diabetes y la diarrea.
Las hojas contienen 5 – 7% de arbutina y 0,5 – 6% de flavanol.
Las hojas también se usan como cura para el dolor de garganta, la tos y los resfriados, mientras que el jugo se ha usado para hacer gárgaras para tratar el dolor de garganta.
La planta se utiliza en el tratamiento de la irritación de las vías urinarias, la gota, la artritis y los cálculos renales y se utiliza por vía oral como desinfectante de las vías urinarias, diurético y antiviral (aunque no se especifique bien qué partes de la planta en particular).
La planta también contiene hidroquinonas, que actúan como desinfectantes alcalinos de la orina. Probablemente seguras como tratamiento a corto plazo, las hidroquinonas a largo plazo pueden causar daño hepático.
Entre otros sobre los agroforestales se mencionan: de hecho el Vaccinium vitis-idaea es un cubresuelo útil en suelos ácidos donde forma una densa alfombra vegetal.
Además, las flores producen mucho néctar y son muy atractivas para las abejas; además, las flores también se producen cuando las temperaturas primaverales son demasiado bajas para muchas otras plantas con flores. Se produce miel de buena calidad.
Entre otros usos, aún se recuerda que de las hojas y tallos se obtiene un tinte amarillo, mientras que del fruto se obtiene un tinte morado.

Método de preparación –
Los frutos de Vaccinium vitis-idaea son sabrosos, bastante ácidos o incluso amargos y se utilizan para preparar mermeladas y tienen excelentes propiedades aperitivas.
Se obtiene una excelente mermelada.
La mermelada de arándanos es la conserva más frecuente y tradicional, utilizada para tartas, postres, helados, etc.
Se prepara macerando los arándanos con azúcar y luego cocinándolos hasta obtener la consistencia deseada.
Ingredientes: 1 kg de arándanos, 800 g de azúcar
Preparación: Limpiar los arándanos. Lavarlos. Póngalos en una cacerola con el azúcar. (La mitad a 2/3 del peso de los arándanos). Dejar reposar durante 24 horas.
Cocine a fuego lento, revolviendo con frecuencia, hasta obtener la consistencia deseada.
Vierta la mermelada caliente en frascos de vidrio. Cerrar herméticamente.
La mermelada de arándanos, de color negro azulado, si se prepara y conserva adecuadamente, puede consumirse hasta un año después de su preparación.
También puedes hacer una gelatina de arándanos y grosellas.
Necesitas 700 g de arándanos, 300 g de grosellas, azúcar.
Limpiar suavemente los arándanos y las grosellas, ponerlos al fuego en una cacerola con 1 ½ vaso de agua; llevar a ebullición y cocinar durante 6-8 minutos. Retire la fruta del fuego, pásela por un colador fino y cuele. Agregue una cantidad igual (o incluso menos, según su gusto) de azúcar al jugo obtenido, mezcle bien. Cuece a fuego alto y, cuando el almíbar se haya espesado, viértelo en los tarros.
Otra preparación es la de arándanos y grappa.
En este caso, se llena una botella hasta el cuello con arándanos pelados y lavados.
Derretir 500 g de azúcar en medio litro de grappa.
Verter la grappa azucarada en los arándanos y dejar reposar unos meses, agitando de vez en cuando.
También se utilizan las hojas, que se cosechan a principios de verano y se secan para su uso posterior.
Además, las frutas maduras se comen frescas o secas como remedio para la diarrea.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– GBIF, la Facilidad Global de Información sobre Biodiversidad.
– Base de datos útil de plantas tropicales.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. Una lista comentada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore.
Fuente de la foto:
https://observation.org/photos/46390592.jpg

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y usos alimúrgicos se indican únicamente con fines informativos, no representan en modo alguno una prescripción médica; por lo que no se responsabiliza de su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.





[:]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *