Ulmus rubra

Ulmus rubra

L’olmo rosso (Ulmus rubra Muhl.) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Ulmaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Ordine Urticales,
Famiglia Ulmaceae,
Genere Ulmus,
Specie U. rubra.
Sono sinonimi i termini:
– Ulmus americana var. rubra (Muhl.) Aiton;
– Ulmus crispa Willd.;
– Ulmus dimidiata Raf.;
– Ulmus elliptica Anon.;
– Ulmus fulva Michx.;
– Ulmus heyderi Späth
– Ulmus pendula Willd.;
– Ulmus pinguis Raf.;
– Ulmus pubescens Walter;
– Ulmus rubra F.Michx.;
– Ulmus rubra f. laevis F.Seym.;
– Ulmus tridens Dippel;
– Ulmus triserrata Dippel.

Etimologia –
Il termine Ulmus è connesso con la radice sanscrita al crescere.
L’epiteto specifico rubra viene da rúbeo rosseggiare, essere rosso: per la presenza di caratteristici elementi rosseggianti.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’Ulmus rubra è un albero originario del Nord America orientale, in un areale che va dal sud-est del Nord Dakota, a est del Maine e del Quebec meridionale, dal sud alla Florida più settentrionale e dall’ovest al Texas orientale.
Il suo habitat è quello degli altopiani umidi, anche se lo si ritrova in terreni asciutti e con umidità intermedia, su pendici inferiori, pianure alluvionali, argini di torrenti, argini di fiumi e fondi boschivi; ad altitudini fino a 600 metri, occasionalmente fino a 900 metri.

Descrizione –
L’Ulmus rubra è un albero deciduo di medie dimensioni con una chioma ampia che cresce fino a 12–19 metri ed, occasionalmente, oltre 30 m di altezza.
Il tronco può raggiungere un diametro di 60 – 90 cm, eccezionalmente fino a 120 cm e il suo durame è di colore bruno-rossastro.
Le foglie sono larghe da oblunghe a obovate e lunghe 10–20 centimetri, ruvide sopra ma vellutate sotto, con margini grossolani a doppia seghettatura, apici acuminati e basi oblique; i piccioli sono lunghi 6–12 millimetri. Le foglie sono spesso tinte di rosso all’emergere, diventando verde scuro in estate e giallo opaco in autunno.
I fiori sono ermafroditi, con ovario supero e riuniti in infiorescenze a gambo corto, di 10-20. Sono apetali e impollinati dal vento vengono prodotti prima delle foglie all’inizio della primavera.
Il frutto, di colore bruno-rossastro, è una samara alata ovale, da orbicolare a obovata, leggermente dentellata nella parte superiore, lunga 12–18 mm; l’unico seme centrale ricoperto di peli rosso-marroni, nudo altrove.

Coltivazione –
L’olmo rosso è un albero raramente coltivato come ornamentale nel suo paese natale. Di tanto in tanto è apparso nei cataloghi di asili nido statunitensi dell’inizio del XX secolo.
Successivamente è stato introdotto in Europa nel 1830 e in Australasia.
Per la sua coltivazione si tenga conto che nel suo habitat naturale predilige suoli ricchi e profondi, spesso calcarei, sulle rive di torrenti e bassi pendii rocciosi.
Cresce, inoltre, in una varietà di climi; dal clima continentale dell’America settentrionale centrale con i suoi inverni freddi ed estati calde, alle regioni subtropicali della Florida, dove gli inverni sono miti. Le precipitazioni annuali medie generalmente aumentano da nord-ovest a sud-est in tutto il suo intervallo, da 530 a 2.110 mm. La temperatura media annuale varia da 4° a 21 °C, la temperatura media invernale da -15° a 12 °C e la temperatura media estiva da 16° a 27 °C, con la durata del periodo senza gelo che varia da 90 a 280 giorni.
Le piante possono tollerare periodiche inondazioni del suolo, fino a 3 mesi all’anno, anche se la crescita e la vitalità sono ridotte.
Gli alberi vengono spesso raccolti in natura per la loro corteccia interna commestibile, che si può comprare anche nelle farmacie e nei negozi di alimenti naturali.
Le varie specie di questo genere si ibridano liberamente tra loro e il polline è facilmente conservabile per cui si possono ibridare anche specie con tempi di fioritura diversi.
Purtroppo questa specie, come altri olmi, è stata pesantemente decimata da una malattia detta grafiosi, provocata da un fungo di origine asiatica, giunto in Europa intorno al 1920 e in Nordamerica nel 1928.
Per quanto riguarda la propagazione questa avviene per seme; questo se seminato in un ambiente freddo non appena maturo, germina di solito entro pochi giorni. I semi immagazzinati non germinano invece così bene e dovrebbero essere seminati all’inizio della primavera.
Il seme può anche essere raccolto “verde” (quando è completamente sviluppato ma prima che si asciughi sull’albero) e seminato immediatamente in un semenzaio non riscaldato. Dovrebbe germogliare molto rapidamente e produrrà una pianta più grande entro la fine della stagione di crescita.

Usi e Tradizioni –
L’ Ulmus rubra fu determinato la prima volta nel 1753 come Ulmus americana e, successivamente, identificato come specie separata, U. rubra, nel 1793 dal botanico della Pennsylvania Gotthilf Muhlenberg. Il nome leggermente successivo U. fulva, pubblicato dal botanico francese André Michaux nel 1803, è ancora ampiamente utilizzato nelle informazioni relative agli integratori alimentari e alla medicina alternativa.
Negli Stati Uniti centrali, l’U. rubra si ibrida in natura con l’olmo siberiano (U. pumila), che è stato introdotto all’inizio del XX secolo e da allora si è diffuso ampiamente, suscitando preoccupazioni per la conservazione del patrimonio genetico e integrità della specie precedente.
L’ Ulmus rubra è una pianta che ha trovato nel tempo svariati usi ed ha una lunga storia di uso medicinale ed è ancora comunemente usato nella medicina moderna ed è un ingrediente di diversi farmaci. L’albero è stato anche usato tradizionalmente come alimento e fonte di materiali. Il legno è talvolta sfruttato commercialmente, essendo venduto con Ulmus americana.
Nell’uso commestibile si utilizzano le foglie, crude o cotte. Secondo alcuni report le foglie molto giovani di tutte le specie di Ulmus possono essere mangiate, e generalmente hanno un sapore delicato.
La corteccia interna, può essere consumata cruda o cotta. Può essere essiccata, macinata in polvere e poi utilizzata come addensante nelle zuppe o aggiunta alle farine di cereali per la preparazione del pane, ecc.
Inoltre può essere masticata anche come dissetante.
La corteccia interna è stata cotta con dei grassi per evitare che diventino rancidi.
Dalla corteccia interna può essere prodotta una bevanda simile al tè.
I frutti immaturi vengono consumati crudi o cotti.
In campo medicinale la corteccia è un rimedio a base di erbe ampiamente utilizzato ed è considerato uno dei rimedi più preziosi nella pratica erboristica. In particolare è un rimedio delicato ed efficace per le irritazioni delle mucose del torace, dei tubuli urinari, dello stomaco e dell’intestino.
La corteccia interna contiene grandi quantità di una melma appiccicosa che può essere essiccata in polvere o trasformata in un liquido.
La pianta fa anche parte di una formula nordamericana chiamata essiac che è un trattamento popolare per il cancro. La sua efficacia non è mai stata provata o smentita in modo affidabile poiché non sono stati condotti studi controllati. Le altre erbe incluse nella formula sono Arctium lappa, Rumex acetosella e Rheum palmatum.
La corteccia interna è emolliente, diuretica, espettorante, nutritiva; ha un effetto lenitivo e curativo su tutte le parti del corpo con cui viene a contatto ed è usata nel trattamento di mal di gola, indigestione, irritazione dell’apparato digerente, ulcere allo stomaco ecc.
La corteccia interna viene applicata esternamente su ferite fresche, ustioni e scottature;
L’intera corteccia, compresa la corteccia esterna, è stata usata come irritante meccanico per abortire; il suo uso è diventato così diffuso che ora è vietato in diversi paesi.
Tra gli altri usi, una fibra ricavata dalla corteccia interna viene utilizzata per realizzare uno spago. La corteccia bollita è stata utilizzata per fare stuoie, reti ecc. La corteccia interna è stata utilizzata per fare cesti e come materiale di copertura.
La corteccia stagionata è stata usata come legna da ardere.
Il legno è a grana molto fine, resistente, pesante, duro, resistente, durevole, facile da spaccare ed è utilizzata per pali di recinzione, davanzali, attrezzi agricoli, ecc.
Il legno è considerato inferiore a quello dell’olmo americano (Ulmus americana) anche se entrambi vengono mischiati e venduti insieme come olmo tenero. Questo olmo è utilizzato nella fabbricazione di scatole, cesti, casse e botti.
Dal punto di vista biochimico contiene mucillagini.

Modalità di Preparazione –
L’ Ulmus rubra è una pianta utilizzata da tempo in campo alimentare e medicinale oltre che per il suo legname.
La corteccia interna viene raccolta in primavera dal tronco principale e dai rami più grandi, quindi viene essiccata e polverizzata per l’uso secondo necessità. Si dice che la corteccia di dieci anni sia la migliore per le sue proprietà emollienti, espettoranti, diuretiche, astringenti, antinfiammatorie, nutritive.
Si può preparare un decotto: in questo caso bisogna mescolare 1 parte di polvere con 8 parti di acqua (mescolare inizialmente la polvere con una piccola quantità di acqua fredda per assicurare la miscelazione); portare a bollore e cuocere a fuoco lento per 10-15 minuti; 1/2 tazza TID.
Come cataplasma: mescolare la polvere con acqua bollente quanto basta per fare una pasta.
A volte le foglie vengono essiccate e macinate in polvere, quindi trasformate in un tè.
Come cibo la corteccia interna mucillaginosa dell’albero è commestibile cruda o bollita e veniva mangiata dai nativi americani. La corteccia può anche essere usata per fare il tè.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.
Fonte foto:
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Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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