Trametes suaveolens

Trametes suaveolens

Il fungo coda di tacchino (Trametes suaveolens (L.) Fries, 1838) è un basidiomicete appartenente alla famiglia delle Polyporaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Fungi,
Divisione Basidiomycota,
Sottodivisione Agaricomycotina,
Classe Agaricomycetes,
Sottoclasse Incertae sedis,
Ordine Polyporales,
Famiglia Polyporaceae,
Genere Trametes,
Specie T. suaveolens.
È basionimo il termine:
– Boletus suaveolens L., 1753.
Sono sinonimi i termini:
– Agarico-pulpa suaveolens (L.) Paulet;
– Boletus suaveolens subsp. suaveolens;
– Boletus suberosus Bolton;
– Boletus suberosus var. albus Bull.;
– Boletus suberosus var. conchiformis Batsch;
– Boletus suberosus var. flabelliformis Batsch;
– Daedalea bulliardii Fr.;
– Daedalea confragosa f. bulliardii (Fr.) Domański, Orloś & Skirg.;
– Daedalea confragosa subsp. bulliardii (Fr.) Domanski, Orlos & Skirg., 1967;
– Daedalea suaveolens (L.) Gray, 1821;
– Daedalea suaveolens (L.) Pers.;
– Daedalea suaveolens Pers. ex Fr.;
– Daedaleopsis confragosa f. bulliardii (Fr.) Domanski, Orlos & Skirgiello;
– Daedaleopsis confragosa subsp. bulliardii (Fr.) Ljub., 1975;
– Daedaleopsis confragosa var. bulliardii (Fr.) Ljubarskii;
– Haploporus suaveolens (L.) Donk;
– Polyporus albus (Bull.) E.H.L.Krause;
– Polyporus bulliardii (Fr.) Pers.;
– Polyporus itoi Lloyd;
– Polyporus suaveolens (L.) Fr.;
– Polyporus suaveolens L.;
– Polyporus suaveolens subsp. suaveolens;
– Polyporus suaveolens var. salicinus Fr.;
– Polystictus adustus Lloyd;
– Trametes bulliardii (Fr.) Fr.;
– Trametes confragosa f. bulliardii (Fr.) Pilát;
– Trametes inodora Fr.;
– Trametes suaveolens f. dorsalis Zmitr. & P.M.Kirk;
– Trametes suaveolens f. gibbosiformis Nikol.;
– Trametes suaveolens f. griseopora Komarova;
– Trametes suaveolens f. indora (Fr.) Pilát;
– Trametes suaveolens f. inodora (Fr.) Pilát;
– Trametes suaveolens subsp. indora (L.) Pilát, 1933.

Etimologia –
Il termine Trametes è di etimologia incerta: per alcuni deriverebbe da tráma trama, ordito, tessuto, per la presenza di sostanza araneosa attorno ai pori, per altri da trámes viottolo, sentiero, per la conformazione dell’imenio.
L’epiteto specifico suaveolens viene da suavis soave, gradevole e da oleo esalare odore, profumo: che emana un gradevole profumo.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Trametes suaveolens è un fungo che cresce in varie parti del mondo. In Europa è presente dalla Gran Bretagna fino alle aree temperate. Si trova in alcune parti dell’Asia ed è abbastanza comune in Nord America.
Il suo habitat di crescita è quello dei tronchi vivi, ma successivamente anche su tronchi morti, specialmente di salici e di pioppi, ed è presente tutto l’anno.

Riconoscimento –
Il Trametes suaveolens è un fungo senza gambo con un cappello con un diametro compreso tra 6 e 12 cm, a sezione triangolare, pubescente. Ha forma arrotondata a ventaglio con struttura lamellare sottile e spesso si osservano diversi carpofori con crescita concentrica. Sul cappello sono presenti una serie di strisce concentriche alternate di diverse tonalità da scure a chiare con colori blu, verde, marrone, ocra, grigio e arancio.
I tubuli sono bianchi o giallini, profondi da 10 a 15 mm e terminano con pori tondeggianti o leggermente allungati.
I pori sono distanziati da 0,5 a 1 mm, bianchi quando il fungo è giovane per divenire successivamente di colore giallino – marrone; sono inoltre angolosi – arrotondati.
La carne è spessa, bianca, tenera, poi coriacea a maturità, gradevole, con odore di anice ma quasi insapore.
Al microscopio si individuano delle spore sub cilindriche, lisce.

Coltivazione –
Il Trametes suaveolens è un fungo che per la sua non commestibilità non è coltivato.
È invece interessante l’utilizzo medicinale di questo fungo per cui potrebbe essere interessante un suo sviluppo futuro.

Usi e Tradizioni –
Il Trametes suaveolens è un fungo coriaceo e non commestibile descritto originariamente da Carlo Linneo nel 1753 a cui diede il nome di Boletus suaveolens; successivamente fu trasferito al genere Trametes nel 1838 dal grande micologo svedese Elias Magnus Fries, stabilendo così il suo nome scientifico attualmente accettato come Trametes suaveolens.
Tra le specie simili si annovera il Tyromyces chioneus che è più piccolo e cresce a livelli su legno morto in decomposizione; la sua carne è succosa ei suoi pori sono più rotondi e molto più piccoli di quelli di Trametes suaveolens .
Dal punto di vista medico il Trametes suaveolens è un fungo con interessanti applicazioni in campo immunologico.
Agisce come “riequilibratore” sul sistema immunitario spesso alterato da malattie, dallo stress, da un’errata alimentazione, da prodotti chimici e dall’inquinamento. Lo squilibrio solitamente eleva le citochinine Th2, porta ad uno stato infiammatorio con una parziale incapacità di risposta dell’organismo. Il fungo stimola le citochinine Th1 che inibiscono quelle Th2, riuscendo a riportare il sistema in equilibrio. La sua proprietà immunomodulante si esplica anche con l’aumento dei linfociti NK che sono stimolati sia nel numero che nella funzione citotossica.
Inoltre è utile contro le malattie virali cronico degenerative come l’epatite C e l’HIV. L’assunzione del fungo riduce le sintomatologie di Herpes simplex ed ha dimostrato efficacia nel negativizzare il Papilloma virus umano (HPV) con una diminuzione della tendenza cancerogena delle lesioni. Inoltre sono stati riscontrati buoni risultati nel trattamento della sindrome da fatica cronica (CFS) e delle infezioni del sistema respiratorio, urinario e digestivo.
Questo fungo possiede azione antitumorale. Nella seconda metà degli anni sessanta un’azienda farmaceutica giapponese ha ottenuto un estratto dal carpoforo e dal micelio denominato PSK. Si tratta di una glicoproteina con una miscela di polisaccaridi che venne commercializzata come Krestin; divenne un vero e proprio farmaco antitumorale, usato come coadiuvante nelle terapie tradizionali ed approvato dal Ministero della Salute giapponese.
Nel 1983 venne isolato in Cina un altro estratto dagli strati profondi del micelio, denominato PSP. Nel 1992 venne approvato come farmaco di classe I dal Ministero della Salute cinese e dal 1999 è nell’elenco dei farmaci rimborsabili dallo Stato. Sono molti gli studi clinici effettuati su cavie, su cellule in vitro e su pazienti oncologici in diversi stadi di sviluppo della malattia.
L’azione antitumorale del Trametes suaveolens è dovuta sia alla stimolazione del sistema immunitario che all’azione diretta ad ostacolare la sintesi del DNA nelle cellule tumorali con una inibizione alla formazione di metastasi. Si è dimostrato capace nel ridurre gli effetti collaterali dei chemioterapici e questo fungo viene prescritto in Oriente subito dopo la diagnosi della malattia in modo da riuscire ad avere un tempo utile per poter agire e preparare la strada alle terapie convenzionali. Inoltre è in grado di effettuare prevenzione della cancerogenesi indotta dai farmaci e dalla radioterapia.
Le proprietà antiossidanti sono tali da bloccare i radicali liberi come quelli idrossilici e il superossido che possono produrre gravi danni alle cellule con il rischio di mutazioni geniche. L’azione antineoplastica del Trametes suaveolens è particolarmente efficace per i tumori indotti da virus e per quelli ormono-dipendenti, non sono mai stati riscontrati effetti collaterali e può essere assunto per tempi lunghi.
In uno studio condotto su 185 pazienti con cancro ai polmoni allo stadio I, II e III, sottoposti tutti a radioterapia con l’assunzione dell’estratto di Trametes suaveolens per la metà di loro, ha portato ai seguenti risultati: dopo 10 anni, il 39 % dei pazienti allo stadio I e II che hanno ricevuto l’estratto era ancora in vita, rispetto alla percentuale del 16% dell’altro gruppo. Inoltre il tasso di sopravvivenza nei pazienti allo stadio III è stato del 22% nel primo gruppo, mentre del 5% nel secondo gruppo.
In uno studio condotto su 227 donne con cancro al seno trattate con chemioterapia e con l’aggiunta dell’estratto del fungo per alcune di esse, ha permesso di ottenere la sopravvivenza dopo 10 anni per l’81,1% del gruppo che ha assunto anche il fungo, rispetto al 64,5% dell’altro gruppo.
Uno studio è stato condotto su 262 pazienti affetti da cancro gastrico ai quali è stata effettuata una gastrectomia con successiva chemioterapia. Il gruppo che ha assunto anche il fungo, dopo 5 anni è riuscito a sopravvivere nel 73% dei casi, rispetto al 60% di sopravvivenza del gruppo con sola chemioterapia.
Altri studi sono stati condotti per verificare la capacità di Trametes suaveolens di ridurre gli effetti collaterali della chemioterapia e della radioterapia con risultati sempre positivi. Sono stati valutati con criteri specifici le reazioni avverse dei farmaci antitumorali con significativa riduzione dei sintomi e con una migliore qualità di vita dei pazienti.

Modalità di Preparazione –
Dal punto di vista alimentare il Trametes suaveolens, sebbene non sia generalmente segnalato come gravemente velenoso, è troppo duro per essere considerato commestibile. Per questo motivo, vista la loro attività di decomposizione ed il loro ruolo ecologico si consiglia di non raccoglierlo.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.
Fonte foto:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/180071630/original.jpg
http://pictures.snsb.info/BSMwohlfcoll/web/M-0031/M-0031455_20030722_111112.jpg

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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