Prunella modularis

Prunella modularis

La passera scopaiola (Prunella modularis Linnaeus, 1758) è un uccello appartenente alla famiglia dei Prunellidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Animalia,
Phylum Chordata,
Classe Aves,
Sottoclasse Neornithes,
Superordine Neognathae,
Ordine Passeriformes,
Sottordine Oscines,
Infraordine Passerida,
Superfamiglia Passeroidea,
Famiglia Prunellidae,
Genere Prunella,
Specie P. modularis.
Sono sinonimi i termini:
– Motacilla modularis Linnaeus, 1758;
– Accentor modularis Linnaeus, 1758;
– Sylvia modularis.
All’interno di questa specie si riconoscono 8 sottospecie:
– P. modularis hebridium Meinertzhagen, R, 1934 – presente in Irlanda ed Ebridi (a ovest della Scozia);
– P. modularis occidentalis (Hartart, 1910) – presente in Scozia (tranne le Ebridi), Inghilterra, Galles e Francia occidentale;
– P. modularis modularis (Linnaeus, 1758) – presente nel nord e centro Europa;
– P. modularis mabbotti Harper, 1919 – presente nella penisola Iberica, Francia centro-meridionale e Italia;
– P. modularis meinertzhageni Harrison, JM & Pateff, 1937 – sottospecie dei Balcani;
– P. modularis fuscata Mauersberger, 1971 – presente nella penisola di Crimea meridionale (costa settentrionale del Mar Nero);
– P. modularis euxina Watson, 1961 – presente nel nord-ovest e nord della Turchia;
– P. modularis oscura (Hablizl, 1783) – presente nella Turchia nord-orientale, Caucaso e Iran settentrionale.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La passera scopaiola è un uccello originario di un vasto areale dell’Eurasia, occupando gran parte dell’Europa, incluso il Libano, l’Iran settentrionale e il Caucaso.
In autunno le popolazioni settentrionali si spingono nel sud dell’Europa e giungono nell’Africa settentrionale e nell’Asia occidentale.
Questa specie è stata introdotta in Nuova Zelanda durante il 19° secolo e ora è ampiamente distribuita in tutto il paese e in alcune isole al largo.
In Italia è stazionaria, di passo e invernale. Trascorre infatti l’estate in montagna e sverna nelle pianure. Manca in Sardegna.
Gli habitat preferiti di questa specie sono quelli dei boschi, arbusti, giardini e siepi dove in genere si nutre a terra.

Descrizione –
La Prunella modularis è un uccello con una lunghezza di 14,5-15 cm e con un’apertura alare di 20-24 cm e che non presenta particolare dimorfismo sessuale.
Presenta la parte superiore di colore marrone fulvo con evidenti striature nerastre. Il vertice e le guancie hanno la stessa colorazione del dorso mentre la gola è grigia e una fascia dello stesso colore parte dalla gola gira attorno al collo e sulla nuca continua come sopracciglio fino alla base del becco.
Il petto è invece di colore grigio che sfuma sui fianchi fulvi con evidenti strature marrone scuro – rossastre.
Sulle ali sono presenti e appena accennate delle orlature di penne bianche visibili anche quando il soggetto è posato.
Il becco è di colore nero e le zampe sono arancio con sfumature rosate.
L’iride, soprattutto degli esemplari adulti è marrone.
I giovani assomigliano agli adulti ma sono più pesantemente striati sui fianchi e presentano anche striature su addome e petto. Il grigio sulla gola e il capo è appena accennato.

Biologia –
La Prunella modularis è una specie che presenta particolari caratteristiche durante la fase di accoppiamento.
Le femmine spesso si accoppiano con più maschi. Particolare importante del comportamento è quello che effettua il maschio che, prima dell’accoppiamento, colpisce in maniera delicata e ripetuta, con il proprio becco, la zona esterna dell’organo sessuale femminile. Ciò fa sì che, se la femmina si è da poco accoppiata con un altro maschio, essa estrometta il seme appena ricevuto cosicché l’attore ultimo possa sostituirvi il suo.
Tale comportamento è stato suffragato dallo studio del DNA che ha dimostrato che i pulcini all’interno di una covata hanno spesso padri diversi.
Questi uccelli impiegano solo un decimo di secondo per accoppiarsi e possono accoppiarsi più di 100 volte al giorno. I maschi forniscono cure parentali in proporzione al successo dell’accoppiamento, quindi si possono comunemente vedere due maschi e una femmina che riforniscono i nidiacei in un nido.
Tuttavia esistono anche altri sistemi di accoppiamento all’interno delle popolazioni di Prunella modularis, a seconda del rapporto tra maschi e femmine e della sovrapposizione dei territori. Quando solo un territorio femminile e uno maschile si sovrappongono, è preferita la monogamia. A volte, due o tre territori femminili adiacenti si sovrappongono a un territorio maschile, e quindi è favorita la poliginia, con il maschio che monopolizza diverse femmine. Esiste anche la poliginandria, in cui due maschi difendono insieme un territorio contenente diverse femmine. La poliandria, tuttavia, è il sistema di accoppiamento più comune di questa specie.
A seconda della popolazione, i maschi hanno generalmente il miglior successo riproduttivo nelle popolazioni poligine, mentre le femmine hanno il vantaggio durante la poliandria.
Gli studi hanno dimostrato, inoltre, la diversificazione dei sistemi di accoppiamento; infatti quando viene somministrato cibo in abbondanza, le dimensioni del territorio femminile si riducono drasticamente. Di conseguenza, i maschi possono monopolizzare più facilmente le femmine. Pertanto, il sistema di accoppiamento può essere spostato da uno che favorisce il successo femminile (poliandria), a uno che promuove il successo maschile (monogamia, poliginandria o poliginia).
Questa specie nidifica nei boschi, soprattutto di conifere. Alla costruzione del nido viene dedicata una cura particolare; questo viene preparato direttamente sul terreno o comunque ad altezza limitata, il nido è spesso riparato da un cespuglio con un intreccio di rametti, erbe e piccole radici, presentandosi come una morbida coppa rivestita di muschio.
Qui vengono deposte dalle 4 alle 6 uova, di colore verde-azzurro, covate per circa due settimane.
Le covate, a seconda della popolazione, possono essere allevate da una femmina sola, più femmine con l’aiuto part-time di un maschio, più femmine con l’aiuto a tempo pieno di un maschio o da più femmine e più maschi. Il sistema comunque può variare in funzione di varie condizioni.
Inoltre uno studio ha scoperto che i maschi tendono a non discriminare tra i propri piccoli e quelli di un altro maschio nei sistemi poliandro o poliginandro. Tuttavia, variano la loro alimentazione a seconda della certezza della paternità. Se un maschio ha un maggiore accesso a una femmina, e quindi una maggiore possibilità di una fecondazione di successo, durante uno specifico periodo di accoppiamento, fornirebbe maggiore assistenza ai piccoli.

Ruolo Ecologico –
La passera scopaiola è una specie territoriale che può entrare in conflitto con altri uccelli che invadono i loro nidi. I maschi a volte condividono un territorio ed esibiscono una rigida gerarchia di dominanza. Tuttavia, questo predominio sociale non si traduce in benefici per il maschio in termini di riproduzione, poiché la paternità è solitamente equamente condivisa tra i maschi del gruppo. Inoltre, i membri di un gruppo sono raramente imparentati e quindi può nascere competizione.
I maschi mostrano una forte gerarchia di dominanza all’interno dei gruppi: gli uccelli più anziani tendono ad essere i maschi dominanti e gli uccelli del primo anno sono generalmente sottodominanti. Gli studi hanno scoperto che i parenti maschi stretti non condividono quasi mai un territorio.
Inoltre la capacità del maschio di accedere alle femmine dipende generalmente dalle dimensioni dell’areale femminile, che è influenzato dalla disponibilità e distribuzione del cibo. Quando le risorse sono distribuite in zone dense, gli areali femminili tendono ad essere piccoli e facili da monopolizzare per i maschi. I successivi sistemi di accoppiamento, come detto, riflettono un alto successo riproduttivo per i maschi e un successo relativamente inferiore per le femmine. In tempi di scarsità, i territori femminili si espandono per far fronte alla mancanza di risorse, facendo sì che i maschi abbiano più difficoltà a monopolizzare le femmine. Quindi, in questo caso, le femmine ottengono un vantaggio riproduttivo rispetto ai maschi.
Questa specie si nutre in estate principalmente di insetti, soprattutto di piccoli coleotteri e delle loro larve, invece mentre viaggia, in primavera, mangia semi.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– C.Battisti, D. Taffon, F. Giucca, 2008. Atlante degli uccelli nidificanti, Gangemi Editore, Roma.
– L. Svensson, K.Mullarney, D. Zetterstrom, 1999. Guida agli uccelli d’Europa, Nord Africa e Vicino Oriente, Harper Collins Editore, Regno Unito.




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