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Rubus caesius

Il Rovo bluastro (Rubus caesius L.) è una specie cespugliosa appartenente alla famiglia delle Rosaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Sottoregno Tracheobionta,
Superdivisione Spermatophyta,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Sottoclasse Rosidae,
Ordine Rosales,
Famiglia Rosaceae,
Sottofamiglia Rosoideae,
Genere Rubus,
Specie R. caesius.
Sono sinonimi seguenti termini:
– Rubus brachyodon Sudre;
– Rubus caeruleus Gilib.;
– Rubus caesius subsp. aquaticus (Weihe & Nees) Schübl. & Mart.;
– Rubus caesius subsp. leucosepalus Focke;
– Rubus caesius subsp. turkestanicus Focke;
– Rubus caesius var. aquaticus Weihe & Nees;
– Rubus caesius var. turkestanicus Regel;
– Rubus coeruleus Gilib.;
– Rubus erythrostachys Sabr.;
– Rubus fruticosus Makino & Nemoto;
– Rubus fruticosus subsp. caesius (L.) Bonnier & Layens;
– Rubus hirtus Aspegren;
– Rubus hirtus var. coburgianus Borbás ex Formánek;
– Rubus humilis Bubani;
– Rubus hybridus var. bellardii (Weihe ex Dumort.) Hampe;
– Rubus latebrosus Ripart;
– Rubus latebrosus Ripart ex Genev.;
– Rubus ligerinus Genev.;
– Rubus mitissimus Ripart;
– Rubus mitissimus Ripart ex Genev.;
– Rubus polymorphus var. caesius (L.) Spenn.;
– Rubus psilophyllus Nevski;
– Rubus rivalis Genev.;
– Rubus sabulosus Sudre;
– Rubus turkestanicus Pavlov;
– Rubus volvatus var. bellardii Weihe;
– Rubus volvatus var. bellardii Weihe ex Dumort.;
– Selnorition caesium (L.) Raf., 1838;
– Selnorition cesius (L.) Raf. ex B.D.Jacks..
All’interno di questa specie si riconoscono le seguenti sottospecie e varietà:
– Rubus hirtus subsp. erythrostachys (Sabr.) Focke;
– Rubus hirtus subsp. hirtus;
– Rubus hirtus subsp. rubiginosus (P.J.Müll.) Focke;
– Rubus hirtus subsp. tenuidentatus Sudre;
– Rubus hirtus var. genuinus Godr.;
– Rubus hirtus var. hirtus.

Etimologia –
Il termin Rubus viene da rúbeo essere rosso: riferimento al colore dei frutti immaturi di rovo, lampone, mora.
L’epiteto specifico caesius viene da caesius azzurrino, verde-azzurro: riferito al colore di qualche organo (spesso le foglie).

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Rubus caesius è una specie di origine eurasiatica ampiamente distribuita in gran parte dell’Europa e dell’Asia, dall’Irlanda e dal Portogallo, a est attraverso la Russia fino alla Siberia occidentale e, attraverso la Turchia fino al Libano e all’Afghanistan, per giungere all’estremo oriente della provincia dello Xinjiang nella Cina occidentale. Questa specie si è naturalizzata in una certa misura anche in località sparse in Argentina, Canada e Stati Uniti.
Il suo habitat è quello dei boschi ripariali, forre, suoli boschivi umidificati in ambienti umidi ed ombrosi dal livello del mare fino a 1200 metri, raramente fino a 2000 metri. E’ comune anche nelle siepi e nelle zone ruderali.
Quando cresce su terreni di colture abbandonate si nota una minore pelosità: i polloni possono essere glabri e le foglie senza incisioni.

Descrizione –
Il Rubus caesius è un arbusto deciduo e cespuglioso perenne, con un’altezza di 50 – 150 cm, con radice legnosa, pollonifera, fascicolata e con polloni cilindrici glauco-pruinosi sarmentosi, lunghi 1-2 metri, radicanti all’apice, con sottili spine setoliformi acutissime lunghe 2 mm.
Le foglie sono composte, palmate, con 3 segmenti da lanceolati a ovati larghi 4-7 cm e lunghi 7-9 cm, grossamente dentati lungo il bordo, acuti, talora incisi alla base; le foglie dei polloni hanno stipole largamente lanceolate, quelle dei fusti fioriferi hanno stipole più strette, tutte ristrette verso la base.
I fiori sono riuniti in corimbi di 2-5 elementi con asse fiorale densamente ghiandoloso; fiore ermafrodita, attinomorfo, con 5 sepali triangolari-lesiniformi, larghi 2-3 mm e lunghi 13 mm, alla fruttescenza eretti; corolla dialipetala con 5 petali bianchi ovati (7×10 mm); ricettacolo conico, ovario semi-infero, apocarpico, molti carpelli e molti stami .
Il frutto multiplo è un drupeto (polidrupa) un aggregato di 8-10(20) piccole drupe deiscenti col ricettacolo. Drupeole di 3-5 mm di diametro, commestibili, con esocarpo rosso, poi nero-bluastro e pruinose, mesocarpo succoso e endocarpo legnoso (nocciolo), reniforme, lungo 2,5-5,5 mm, reticolato.

Coltivazione –
Il Rovo bluastro è una pianta che può ibridarsi con il lampone (Rubus idaeus) e il rovo (Rubus saxatilis) e cresce in natura generalmente su suoli basici e gessosi.
La pianta viene raccolta in natura per l’uso locale come alimento. Talvolta è coltivato per i suoi frutti, specie nel Caucaso ed è stato utilizzata nei programmi di miglioramento genetico delle piante per instillare una maggiore tolleranza al gelo.
È una pianta facilmente coltivabile in un buon terreno argilloso ben drenato al sole o in parziale ombra.
La propagazione avviene per seme e richiede una stratificazione; è meglio seminare all’inizio dell’autunno in un semenzaio non riscaldato.
Il seme immagazzinato richiede una stratificazione di un mese a circa 3 °C ed è meglio che venga seminato il prima possibile durante l’anno. Il trapianto in pieno campo va eseguito nella tarda primavera dell’anno successivo.
Si può propagare per talee di legno semimaturo, nel periodo di metà estate in zona protetta.
Si può propagare, infine, anche per divisione all’inizio della primavera o poco prima della caduta delle foglie in autunno.

Usi e Tradizioni –
Il Rubus caesius ha le stesse proprietà officinali e culinarie degli altri Rubus, benché i frutti siano meno dolci di quelli del gruppo Rubus fruticosus.
I frutti sono succulenti ma non molto gustosi; hanno un sapore gradevolmente acido; per alcuni sono considerati superiori alle comuni more sebbene i frutti siano piuttosto piccoli e composti da poche drupe.
I frutti possono essere utilizzati per fare gelatine, conserve, ecc.
Le giovani foglie vengono usate come succedanee del tè.
I principi attivi sono tannini idrolizzabili e acidi organici quali l’acido isocitrico, malico e chinico.
Ha proprietà aromatizzanti, astringenti, diuretiche e antiinfiammatorie.
Le foglie possono essere utilizzate per via interna come azione decongestionante e astringente utile per lenire le infiammazioni intestinali e normalizzarne le funzioni e per via esterna decongestionante e antinfiammatoria, utile per sciacqui orali nelle stomatiti, per gargarismi nelle faringiti, per impacchi nei disturbi emorroidari. In passato per usufruire dell’azione astringente, soprattutto per uso esterno, si ricorreva anche alle radici che si estirpavano dal terreno in autunno. È caduto parimenti in disuso il ricorso ai frutti per normalizzare l’intestino e lenire le emorroidi e al succo fresco per sciacqui e gargarismi nelle infiammazioni del cavo orale. Comunque i frutti godono di buona azione dissetante, rinfrescante e diuretica.
I Romani masticavano le foglie come astringente per le emorragie gengivali.
Tra gli altri usi si ricordano quelli agroforestali.
La maggior parte, se non tutte, le specie di Rubus che formano boschetti hanno un buon valore di controllo dell’erosione. Di solito crescono in modo soddisfacente su terreni aridi e sterili e invadono e occupano aree erose. Si stabiliscono rapidamente anche su ustioni, vecchi campi e aree registrate. Formando boschetti estesi e quasi impenetrabili, possono fornire un’eccellente copertura per la fauna selvatica e siti di nidificazione per piccoli uccelli. Sono spesso specie pioniere naturali, che aprono la strada allo sviluppo dei boschi, ma dovrebbero essere realmente utilizzate solo all’interno del loro areale nativo per evitare qualsiasi rischio che invadano altri habitat.
Fuori dal continente euroasiatico, questa specie è stata di interesse per i coltivatori di piante negli Stati Uniti dal 1919, essendo apprezzata per la sua tolleranza al gelo.
Dal frutto si ottiene, inoltre, un colorante di colore da viola al blu opaco.

Modalità di Preparazione –
Il Rubus caesius è una pianta che un tempo trovava più impiego ed utilizzo sia in campo medico che alimentare.
Si utilizzano soprattutto i frutti e le foglie.
In cucina i germogli si prestano per minestre, zuppe, risotti, frittate, o semplicemente per essere lessati e conditi a piacere. Le more si mangiano al naturale o si usano per sciroppi, succhi, gelatina, marmellata, salse, liquori, sotto grappa. Inoltre, schiacciate e lasciate fermentare, danno una bevanda acidula di modesta gradazione alcoolica che, per distillazione, permette di ottenere un’ottima acquavite.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.
Fonte foto:
https://www.gbif.org/occurrence/3113350461

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





[:en]

Rubus caesius

The bluish bramble (Rubus caesius L.) is a bushy species belonging to the Rosaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Plantae,
Subarign Tracheobionta,
Spermatophyta superdivision,
Magnoliophyta Division,
Magnoliopsida class,
Subclass Rosidae,
Rosales Order,
Rosaceae family,
Subfamily Rosoideae,
Genus Rubus,
R. caesius species.
The following terms are synonymous:
– Rubus brachyodon Sudre;
– Rubus caeruleus Gilib.;
– Rubus caesius subsp. aquaticus (Weihe & Nees) Schübl. & Mart.;
– Rubus caesius subsp. leucosepalus Focke;
– Rubus caesius subsp. turkestanicus Focke;
– Rubus caesius var. aquaticus Weihe & Nees;
– Rubus caesius var. turkestanicus Regel;
– Rubus coeruleus Gilib.;
– Rubus erythrostachys Sabr.;
– Rubus fruticosus Makino & Nemoto;
– Rubus fruticosus subsp. caesius (L.) Bonnier & Layens;
– Rubus hirtus Aspegren;
– Rubus hirtus var. coburgianus Borbás ex Formánek;
– Rubus humilis Bubani;
– Rubus hybridus var. bellardii (Weihe ex Dumort.) Hampe;
– Rubus latebrosus Ripart;
– Rubus latebrosus Ripart ex Genev.;
– Rubus ligerinus Genev.;
– Rubus mitissimus Ripart;
– Rubus mitissimus Ripart ex Genev.;
– Rubus polymorphus var. caesius (L.) Spenn.;
– Rubus psilophyllus Nevski;
– Rubus rivalis Genev.;
– Rubus sabulosus Sudre;
– Rubus turkestanicus Pavlov;
– Rubus volvatus var. bellardii Weihe;
– Rubus volvatus var. bellardii Weihe ex Dumort.;
– Selnorition caesium (L.) Raf., 1838;
– Selnorition cesius (L.) Raf. ex B.D.Jacks..
Within this species, the following subspecies and varieties are recognized:
– Rubus hirtus subsp. erythrostachys (Sabr.) Focke;
– Rubus hirtus subsp. hirtus;
– Rubus hirtus subsp. rubiginosus (P.J.Müll.) Focke;
– Rubus hirtus subsp. tenuidentatus Sudre;
– Rubus hirtus var. genuinus Godr.;
– Rubus hirtus var. hirtus.

Etymology –
The term Rubus comes from rúbeo being red: reference to the color of the immature fruits of bramble, raspberry, blackberry.
The specific epithet caesius comes from blue caesius, green-blue: referring to the color of some organ (often the leaves).

Geographic Distribution and Habitat –
Rubus caesius is a species of Eurasian origin widely distributed in most of Europe and Asia, from Ireland and Portugal, east through Russia to western Siberia and, through Turkey to Lebanon and Afghanistan. , to reach the far east of Xinjiang province in western China. This species has also naturalized to some extent in locations scattered throughout Argentina, Canada and the United States.
Its habitat is that of riparian woods, ravines, humidified wooded soils in humid and shady environments from sea level up to 1200 meters, rarely up to 2000 meters. It is also common in hedges and ruderal areas.
When it grows on abandoned crop fields, less hairiness is noted: the suckers can be hairless and the leaves without incisions.

Description –
Rubus caesius is a deciduous and bushy perennial shrub, with a height of 50 – 150 cm, with woody, polloniferous, fasciculated root and with sarmentose glaucous-pruinose cylindrical suckers, 1-2 meters long, rooting at the apex, with thin 2 mm long, very acute bristle-shaped thorns.
The leaves are compound, palmate, with 3 segments from lanceolate to ovate 4-7 cm wide and 7-9 cm long, roughly toothed along the edge, acute, sometimes incised at the base; the leaves of the suckers have broadly lanceolate stipules, those of the flowering stems have narrower stipules, all narrowed towards the base.
The flowers are gathered in corymbs of 2-5 elements with a densely glandular floral axis; hermaphroditic flower, actinomorphic, with 5 triangular-lesiniform sepals, 2-3 mm wide and 13 mm long, erect when fruiting; dialipetala corolla with 5 ovate white petals (7×10 mm); conical receptacle, semi-inferior ovary, apocarpic, many carpels and many stamens.
The multiple fruit is a stone fruit (polidrupa) an aggregate of 8-10 (20) small drupes dehiscing with the receptacle. Drupeole 3-5 mm in diameter, edible, with red exocarp, then bluish-black and pruinose, juicy mesocarp and woody endocarp (stone), kidney-shaped, 2.5-5.5 mm long, reticulated.

Cultivation –
The bluish bramble is a plant that can hybridize with raspberry (Rubus idaeus) and bramble (Rubus saxatilis) and generally grows in nature on basic and chalky soils.
The plant is harvested in nature for local use as a food. It is sometimes grown for its fruit, especially in the Caucasus, and has been used in plant breeding programs to instill greater frost tolerance.
It is an easily grown plant in good, well-drained clay soil in the sun or partial shade.
Propagation occurs by seed and requires stratification; it is best to sow in early autumn in an unheated seedbed.
Stored seed requires a month’s stratification at around 3 ° C and is best sown as early as possible during the year. The transplant in open field must be performed in the late spring of the following year.
It can be propagated by cuttings of semi-mature wood, in the period of mid-summer in a protected area.
Finally, it can also propagate by division in early spring or just before the leaves fall in autumn.

Customs and Traditions –
Rubus caesius has the same medicinal and culinary properties as the other Rubus, although the fruits are less sweet than those of the Rubus fruticosus group.
The fruits are succulent but not very tasty; they have a pleasantly sour taste; for some they are considered superior to common blackberries although the fruits are rather small and composed of few drupes.
The fruits can be used to make jellies, preserves, etc.
The young leaves are used as a substitute for tea.
The active ingredients are hydrolysable tannins and organic acids such as isocitric, malic and quinic acid.
It has aromatizing, astringent, diuretic and anti-inflammatory properties.
The leaves can be used internally as a decongestant and astringent action useful for soothing intestinal inflammation and normalizing its functions and externally decongestant and anti-inflammatory, useful for oral rinses in stomatitis, for gargling in pharyngitis, for compresses in haemorrhoidal disorders. In the past, to take advantage of the astringent action, especially for external use, it was also used the roots that were uprooted from the ground in autumn. The use of fruits to normalize the intestine and soothe hemorrhoids and fresh juice for rinsing and gargling in inflammations of the oral cavity has also fallen into disuse. However, the fruits enjoy a good thirst-quenching, refreshing and diuretic action.
The Romans chewed the leaves as an astringent for gum bleeding.
Other uses include agroforestry ones.
Most, if not all, grove-forming Rubus species have good erosion control value. They usually grow satisfactorily on dry, barren soils and invade and occupy eroded areas. They also quickly settle on burns, old fields and registered areas. Forming extensive and nearly impenetrable thickets, they can provide excellent coverage for wildlife and nesting sites for small birds. They are often natural pioneer species, paving the way for woodland development, but should only really be used within their native range to avoid any risk of invading other habitats.
Outside the Eurasian continent, this species has been of interest to plant growers in the United States since 1919, being prized for its tolerance to frost.
In addition, a dye ranging from purple to opaque blue is obtained from the fruit.

Preparation Method –
Rubus caesius is a plant that once found more use and use in both the medical and food fields.
Mainly fruits and leaves are used.
In the kitchen, the sprouts are suitable for soups, risottos, omelettes, or simply to be boiled and seasoned to taste. Blackberries are eaten plain or used for syrups, juices, jelly, jam, sauces, liqueurs, under grappa. Furthermore, crushed and left to ferment, they give an acidic drink of modest alcohol content which, by distillation, allows to obtain an excellent brandy.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore.
Photo source:
https://www.gbif.org/occurrence/3113350461

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.





[:es]

Rubus caesius

La zarza azulada (Rubus caesius L.) es una especie arbustiva perteneciente a la familia de las rosáceas.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
dominio eucariota,
reino plantae,
subarigno traqueobionta,
superdivisión de espermatofitas,
división de magnoliofitas,
clase Magnoliopsida,
Subclase Rosidae,
Orden Rosales,
familia de las rosáceas,
Subfamilia Rosoideae,
Género Rubus,
Especies de R. caesius.
Los siguientes términos son sinónimos:
– Rubus brachyodon Sudre;
– Rubus caeruleus Gilib.;
– Rubus caesius subsp. aquaticus (Weihe & Nees) Schübl. & Mart.;
– Rubus caesius subsp. leucosepalus Focke;
– Rubus caesius subsp. turkestanicus Focke;
– Rubus caesius var. aquaticus Weihe & Nees;
– Rubus caesius var. turkestanicus Regel;
– Rubus coeruleus Gilib.;
– Rubus erythrostachys Sabr.;
– Rubus fruticosus Makino & Nemoto;
– Rubus fruticosus subsp. caesius (L.) Bonnier & Layens;
– Rubus hirtus Aspegren;
– Rubus hirtus var. coburgianus Borbás ex Formánek;
– Rubus humilis Bubani;
– Rubus hybridus var. bellardii (Weihe ex Dumort.) Hampe;
– Rubus latebrosus Ripart;
– Rubus latebrosus Ripart ex Genev.;
– Rubus ligerinus Genev.;
– Rubus mitissimus Ripart;
– Rubus mitissimus Ripart ex Genev.;
– Rubus polymorphus var. caesius (L.) Spenn.;
– Rubus psilophyllus Nevski;
– Rubus rivalis Genev.;
– Rubus sabulosus Sudre;
– Rubus turkestanicus Pavlov;
– Rubus volvatus var. bellardii Weihe;
– Rubus volvatus var. bellardii Weihe ex Dumort.;
– Selnorition caesium (L.) Raf., 1838;
– Selnorition cesius (L.) Raf. ex B.D.Jacks..
Dentro de esta especie se reconocen las siguientes subespecies y variedades:
– Rubus hirtus subsp. erythrostachys (Sabr.) Focke;
– Rubus hirtus subsp. hirtus;
– Rubus hirtus subsp. rubiginosus (P.J.Müll.) Focke;
– Rubus hirtus subsp. tenuidentatus Sudre;
– Rubus hirtus var. genuinus Godr.;
– Rubus hirtus var. hirtus.

Etimología –
El término Rubus proviene de rúbeo siendo rojo: referencia al color de los frutos inmaduros de zarzamora, frambuesa, mora.
El epíteto específico caesius proviene de blue caesius, verde-azul: refiriéndose al color de algún órgano (a menudo las hojas).

Distribución Geográfica y Hábitat –
Rubus caesius es una especie de origen euroasiático ampliamente distribuida en la mayor parte de Europa y Asia, desde Irlanda y Portugal, al este a través de Rusia hasta el oeste de Siberia y, a través de Turquía hasta el Líbano y Afganistán, para llegar al extremo este de la provincia de Xinjiang en el oeste de China. Esta especie también se ha naturalizado en cierta medida en localidades repartidas por Argentina, Canadá y Estados Unidos.
Su hábitat es el de los bosques de ribera, barrancos, suelos boscosos humedecidos en ambientes húmedos y umbríos desde el nivel del mar hasta los 1200 metros, rara vez hasta los 2000 metros. También es frecuente en setos y zonas ruderales.
Cuando crece en campos de cultivo abandonados, se nota menos vellosidad: los retoños pueden ser lampiños y las hojas sin cortes.

Descripción –
Rubus caesius es un arbusto perenne caducifolio y arbustivo, con una altura de 50 – 150 cm, con raíz leñosa, polinífera, fasciculada y con chupones cilíndricos sarmentosos glauco-pruinosos, de 1-2 metros de largo, enraizando en el ápice, con finas puntas muy puntiagudas. espinas erizadas de 2 mm de largo.
Las hojas son compuestas, palmeadas, con 3 segmentos de lanceoladas a ovadas de 4-7 cm de ancho y 7-9 cm de largo, toscamente dentadas a lo largo del borde, agudas, a veces incisas en la base; las hojas de los chupones tienen estípulas anchamente lanceoladas, las de los tallos florales tienen estípulas más estrechas, todas estrechadas hacia la base.
Las flores están reunidas en corimbos de 2-5 elementos con un eje floral densamente glandular; flor hermafrodita, actinomorfa, con 5 sépalos triangulares-lesiniformes, de 2-3 mm de ancho y 13 mm de largo, erectos al fructificar; corola dialipetala con 5 pétalos blancos ovados (7×10 mm); receptáculo cónico, ovario semiinferior, apocárpico, muchos carpelos y muchos estambres.
El fruto múltiple es una fruta de hueso (polidrupa) un agregado de 8-10 (20) pequeñas drupas dehiscentes con el receptáculo. Drupeola de 3-5 mm de diámetro, comestible, con exocarpio rojo, luego negro azulado y pruinoso, mesocarpio jugoso y endocarpo leñoso (piedra), arriñonada, de 2,5-5,5 mm de largo, reticulada.

Cultivo –
La zarza azulada es una planta que puede hibridar con frambuesa (Rubus idaeus) y zarzamora (Rubus saxatilis) y crece generalmente en la naturaleza sobre suelos básicos y calcáreos.
La planta se cosecha en la naturaleza para uso local como alimento. A veces se cultiva por su fruto, especialmente en el Cáucaso, y se ha utilizado en programas de fitomejoramiento para inculcar una mayor tolerancia a las heladas.
Es una planta de fácil cultivo en buen suelo arcilloso bien drenado al sol o sombra parcial.
La propagación ocurre por semilla y requiere estratificación; lo mejor es sembrar a principios de otoño en un semillero sin calefacción.
La semilla almacenada requiere una estratificación de un mes a unos 3 °C y es mejor sembrarla lo antes posible durante el año. El trasplante en campo abierto debe realizarse a finales de la primavera del año siguiente.
Se puede propagar por esquejes de madera semimadura, en el período de mediados de verano en un área protegida.
Finalmente, también puede propagarse por división a principios de primavera o justo antes de que caigan las hojas en otoño.

Costumbres y tradiciones –
Rubus caesius tiene las mismas propiedades medicinales y culinarias que los otros Rubus, aunque los frutos son menos dulces que los del grupo Rubus fruticosus.
Los frutos son suculentos pero no muy sabrosos; tienen un sabor agradablemente agrio; para algunos se consideran superiores a las moras comunes, aunque los frutos son más bien pequeños y están compuestos por pocas drupas.
Los frutos se pueden utilizar para hacer jaleas, conservas, etc.
Las hojas tiernas se utilizan como sustituto del té.
Los ingredientes activos son taninos hidrolizables y ácidos orgánicos como el ácido isocítrico, málico y quínico.
Tiene propiedades aromatizantes, astringentes, diuréticas y antiinflamatorias.
Las hojas se pueden utilizar internamente como descongestionante y astringente útil para calmar la inflamación intestinal y normalizar sus funciones y externamente descongestionante y antiinflamatorio, útil para enjuagues bucales en la estomatitis, para hacer gárgaras en la faringitis, para compresas en los trastornos hemorroidales. Antiguamente, para aprovechar la acción astringente, sobre todo en uso externo, también se utilizaban las raíces que se arrancaban del suelo en otoño. También ha caído en desuso el uso de frutas para normalizar el intestino y calmar las hemorroides y el jugo fresco para enjuagar y hacer gárgaras en inflamaciones de la cavidad bucal. Sin embargo, los frutos gozan de una buena acción calmante, refrescante y diurética.
Los romanos masticaban las hojas como astringente para el sangrado de las encías.
Otros usos incluyen los agroforestales.
La mayoría, si no todas, las especies de Rubus que forman arboledas tienen un buen valor de control de la erosión. Suelen crecer satisfactoriamente en suelos secos y estériles e invaden y ocupan áreas erosionadas. También se asientan rápidamente en quemados, campos viejos y áreas registradas. Formando matorrales extensos y casi impenetrables, pueden proporcionar una excelente cobertura para la vida silvestre y sitios de anidación para aves pequeñas. A menudo son especies pioneras naturales que allanan el camino para el desarrollo de los bosques, pero en realidad solo deben usarse dentro de su área de distribución nativa para evitar cualquier riesgo de invadir otros hábitats.
Fuera del continente euroasiático, esta especie ha sido de interés para los cultivadores de plantas en los Estados Unidos desde 1919, siendo apreciada por su tolerancia a las heladas.
Además, del fruto se obtiene un tinte que va del púrpura al azul opaco.

Método de preparación –
Rubus caesius es una planta que una vez encontró más uso y uso tanto en el campo médico como en el alimentario.
Se utilizan principalmente frutos y hojas.
En la cocina, los germinados son aptos para sopas, risottos, tortillas, o simplemente para ser hervidos y condimentados al gusto. Las moras se comen solas o se usan para jarabes, jugos, jaleas, mermeladas, salsas, licores, bajo grappa. Además, triturados y dejados fermentar, dan una bebida ácida de modesta graduación alcohólica que, por destilación, permite obtener un excelente brandy.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Base de datos útil de plantas tropicales.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. Una lista comentada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore.
Fuente de la foto:
https://www.gbif.org/occurrence/3113350461

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y usos alimúrgicos se indican únicamente con fines informativos, no representan en modo alguno una prescripción médica; por lo que no se responsabiliza de su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.





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