Mitchella repens

Mitchella repens

La bacca di pernice (Mitchella repens L.) è una specie arbustiva sempreverde strisciante appartenente alla famiglia delle Rubiaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Ordine Rubiales,
Famiglia Rubiaceae,
Sottofamiglia Rubioideae ,
Tribù Mitchelleae,
Genere Mitchella,
Specie M. repens.

Etimologia –
Il termine Mitchella del genere è stato dedicato da Linneo al medico e botanico statunitense John Mitchell (1711-1768).
L’epiteto specifico repens è il participio di répo strisciare: strisciante.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Mitchella repens è una pianta presente in Nord America soprattutto in tutto il Nord America orientale, dal Canada sudorientale a sud fino alla Florida e al Texas e al Guatemala.
Il suo habitat è quello dei boschi secchi o umidi, lungo gli argini dei torrenti e sui pendii sabbiosi.

Descrizione –
La Mitchella repens è una pianta sempreverde che cresce come una vite non rampicante, alta non più di 6 cm con steli striscianti lunghi da 15 a 30 cm.
Le foglie sono sempreverdi, di colore verde scuro e lucide e sono di forma da ovate a cordate. Le foglie hanno una nervatura centrale giallo pallido. Hanno piccioli corti e le foglie sono appaiate in modo opposto sugli steli.
Le radici avventizie possono crescere ai nodi e gli steli radicanti possono ramificarsi e radicarsi ripetutamente, producendo stuoie espanse.
I fiori sono piccoli e ascellari, a forma di tromba, e sono prodotti in coppia, e ogni coppia di fiori nasce da un calice comune che è coperto di peli fini. Ogni fiore ha quattro petali bianchi, un pistillo e quattro stami.
Le piante posseggono un bimorfismo e possono avere fiori con pistilli lunghi e stami corti (fiori macrostili), oppure hanno pistilli corti e stami lunghi (fiori microstili).
I due morfismi sono determinati geneticamente, quindi il polline di una forma non fertilizza l’altra forma, risultando in una forma di autoincompatibilità eteromorfa.
Gli ovari dei fiori gemelli si fondono insieme, in modo che ci siano due fiori per ogni bacca. Le due macchie rosso vivo su ogni bacca sono vestigia di questo processo.
Il frutto, che ha un diametro di circa 8 mm, matura tra luglio e ottobre e può persistere durante l’inverno. Il frutto è una drupa contenente fino a otto semi.

Coltivazione –
La Mitchella repens è una pianta che viene raccolta in natura per l’uso locale come alimento e medicinale. A volte viene comunque coltivata come ornamentale, dove può essere usato come copertura del terreno.
Questa pianta per essere coltivata richiede un terreno umido ma ben drenato privo di calcare e un po’ d’ombra e preferisce un terreno torboso ma non argilloso.
Cresce sia su terreni neutri che acidi ed è resistente fino ad almeno -20 °C.
È una pianta rampicante, i cui fusti formano nuove radici ai nodi.
La propagazione può avvenire per seme ma la riproduzione comune è vegetativa, con piante che formano colonie estese. Infatti raramente viene propagato tramite semi, ma le talee sono facili da realizzare.

Usi e Tradizioni –
La Mitchella repens è una delle tante specie descritte per la prima volta da Carlo Linneo. Nella lingua Mohawk il suo nome è Noon kie oo nah yeah.
Questa pianta oltre che allo stato spontaneo viene coltivata per le sue bacche rosse ornamentali e il fogliame verde brillante. Viene coltivato come pianta per creare copertura del terreno in luoghi ombreggiati.
Le piante sono state ampiamente raccolte per le decorazioni natalizie e la raccolta eccessiva ha avuto un impatto negativo su alcune popolazioni locali.
Le foglie secche hanno un profumo di fieno appena falciato e i fiori hanno una gradevole fragranza dolce.
Questa pianta ha utilizzi sia alimentari che medicinali.
I frutti possono essere consumati crudi e sono leggermente aromatici ma quasi insapore, che ricordano i mirtilli rossi, e con molti semi.
Dalle foglie si ricava un tè. Per uso medicinale veniva usato un tempo da diverse tribù indiane del Nord America per accelerare il parto. Tuttavia, questo tè non dovrebbe essere usato durante i primi sei mesi di travaglio, poiché può indurre un aborto spontaneo.
Il tè è anche usato per trattare le mestruazioni ritardate, dolorose o irregolari.
Il tè veniva utilizzato anche esternamente come detersivo per alveari, gonfiori, capezzoli irritati, reumatismi, ecc.
Un tè ottenuto dalle bacche ha un effetto sedativo molto preciso sul sistema nervoso.
Occasionalmente veniva anche usato per trattare una varietà di altri disturbi, tra cui insonnia, dolori reumatici e ritenzione di liquidi.
La pianta è ancora usata nell’erboristeria moderna come coadiuvante del parto e si ritiene abbia anche un effetto tonico sull’utero e sulle ovaie.
L’erba è astringente, diuretica, ipnotica e tonica.
Tra gli altri usi ricordiamo quelli agroforestali in quanto può essere utilizzata come pianta tappezzante in posizione ombreggiata. Le piante formano un tappeto esteso, radicando lungo gli steli.
Inoltre i frutti, che non sono mai abbondanti, possono far parte delle diete di diversi uccelli, come il gallo cedrone, il bobwhite settentrionale e il tacchino selvatico. Sono anche consumati da volpi, topi dai piedi bianchi e puzzole.
Il fogliame è occasionalmente consumato dal cervo dalla coda bianca.

Modalità di Preparazione –
La Mitchella repens è una pianta che ha vari utilizzi, da quelli ornamentali a quelli forestali o per utilizzi alimentari o medicinali.
Si possono consumare i frutti crudi, mentre le foglie vengono raccolte in estate ed essiccate per un uso successivo.
Da queste si può preparare un tè che viene utilizzato per differenti finalità.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

Acquisto suggerito




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *