[:it] Lycopus virginicus [:en] Lycopus virginicus [:es] Lycopus virginicus [:]

[:it]

Lycopus virginicus

Il Licopo della Virginia (Lycopus virginicus L.) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Lamiaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Sottoregno Tracheobionta,
Superdivisione Spermatophyta,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Sottoclasse Asteridae,
Ordine Lamiales,
Famiglia Lamiaceae,
Tribù Mentheae,
Genere Lycopus,
Specie L. virginicus.
Sono sinonimi i termini:
– Euhemus officinalis Raf. (1840);
– Euhemus sylvaticus Raf. (1840);
– Lycopus communis E. P. Bicknell ex Britton;
– Lycopus macrophyllus Benth (1833),
– Lycopus membranaceus E. P. E. P. Bicknell ex Britton.

Etimologia –
Il termine Lycopus proviene dal greco λύκος lýcos lupo e da πούς, ποδός pous, pódos piede: piede di lupo.
L’epiteto specifico virginicus viene dalla Virginia, virginiano, facendo riferimento non tanto alla Stato attuale ma alla regione originaria che era un’area che copriva l’intera costa orientale delle Indie occidentali sotto dominio britannico e cioè dal Canada francese alla Florida spagnola.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Lycopus virginicus è una pianta originaria del Nord America orientale: New York e Wisconsin a sud fino alla Georgia e al Texas ed è diffusa fino al Canada orientale.
Il suo habitat è quello dei terreni ricchi, dei luoghi umidi e ombrosi e può essere trovato nelle zone ripariali, nei luoghi umidi di foreste, boschi e paludi.

Descrizione –
Il Lycopus virginicus è una pianta erbacea perenne con fusto quadrato e peloso che può raggiungere 0,60 – 1,00 metri di altezza.
Le foglie sono disposte in modo opposto, con lame da ovali a lanceolate e bordi dentati; sono di colore verde scuro o viola.
I fiori si trovano all’ascella delle foglie, in grappoli; sono piccoli e di colore bianchi o rosati.
Fiorisce nei mesi estivi.
La pianta ha un profumo di menta e un sapore amaro.
Il frutto è uno schizocarpo composto da 1 – 4 nucule (talvolta ridotte a una per aborto delle altre) con forme ovoidi-tetraediche e dorso-ventralmente appiattito. Spesso sulla cresta apicale sono presenti dei denti o tubercoli. La superficie è marrone e in genere è glabra con la faccia superiore (ma anche quella inferiore) densamente ghiandolosa.
Questa specie può essere facilmente confusa con Lycopus uniflorus. Le due specie possono ibridarsi, producendo Lycopus × sherardii.

Coltivazione –
Il Lycopus virginicus è una pianta perenne che viene raccolta allo stato naturale per l’uso locale come cibo e medicina.
È una pianta che tollera la maggior parte dei tipi di terreno purché umidi e cresce bene sia in pieno sole che in ombra parziale, soprattutto in prati umidi o in luoghi umidi vicino a stagni o ruscelli.
La pianta si può riprodurre per seme con semina da effettuare in primavera o in autunno in serra non riscaldata.
Il trapianto va effettuato, quando le piantine divengono maneggiabili nelle posizioni permanenti all’inizio dell’estate.
Si può effettuare la moltiplicazione anche per divisione in primavera o in autunno. In questo caso i cespi più grandi possono essere ripiantati direttamente nelle loro posizioni permanenti, anche se è meglio invasare i cespi più piccoli e farli crescere in una serra non riscaldata fino a quando non radicano bene; il trapianto va fatto sempre in primavera.

Usi e Tradizioni –
Il Lycopus virginicus è una pianta che, soprattutto un tempo, trovava impiego nella medicina erboristica tradizionale. Era meglio conosciuta nel trattamento di condizioni di ipertiroidismo, tra cui il morbo di Graves e la tireotossicosi. Le indicazioni includevano l’uso in sintomi come dispnea, tachicardia, tremore ed esoftalmia. La ricerca medica non ha convalidato l’uso dell’erba per queste condizioni.
Veniva usata anche per ansia, insonnia e disturbi respiratori come polmonite, bronchite, emottisi e tosse cronica.
Nella tradizione dei nativi americani, gli Irochesi consideravano la pianta velenosa, ma i Cherokee la trovarono utile per curare i morsi di serpente nelle persone e nei cani. Era data ai bambini per aiutarli a imparare a parlare e aveva usi cerimoniali.
Nel 19° secolo, gli Eclettici tenevano in grande considerazione questa pianta per la sua efficacia nei disturbi cardiovascolari e paragonavano la sua azione alla digitale. Si credeva che aumentasse la contrazione del cuore e delle arterie ed era quindi un valido rimedio in condizioni cardiache caratterizzate da debolezza, irregolarità, palpitazioni, dispnea e ansia ed era molto apprezzata nella dilatazione cardiaca e nell’ipertrofia. Si diceva che fosse antiemorragica e quindi utile nelle piccole emorragie passive frequenti, come nelle epistassi, ematemesi, ematuria, metrorragia, emottisi e sanguinamento intestinale.
Il Lycopus virginicus è stato anche ampiamente utilizzato per condizioni polmonari debilitanti croniche per le sue capacità antitosse ed espettoranti.
Gli erboristi un tempo consideravano la pianta un blando narcotico e ipoglicemizzante.
I principali costituenti attivi sono: derivati dell’acido fenolico (acidi caffeico, rosmarinico, clorogenico ed ellagico); estere metilico dell’acido pimarico, acido litopermico e altri acidi organici; sono presenti, inoltre, gGlicosidi flavonici, olio volatile, tannini e luteolina.
In sintesi le attività curative addebitate al Lycopus virginicus sono:
– vasocostrittore periferico;
– cardio tonico e cardio-diuretico attivo, aumenta la forza di contrazione del miocardio e riduce la frequenza cardiaca;
– tirostatico, ormone stimolante la tiroide (TSH) e antagonista della tiroxina;
– antitosse;
– sedativo;
– astringente.
Numerosi studi recenti hanno cercato di spiegare l’attività antitirotropica di Lycopus spp.; questi studi suggeriscono che l’acido litopermico e altri acidi organici come l’acido rosmarinico, l’acido clorogenico, l’acido ellagico e la luteolina-7 beta-glucosidasi sono i componenti inibitori attivi responsabili di tale attività anti-tiroide.
Tuttavia una revisione della letteratura attuale rivela una mancanza di studi clinici di alta affidabilità che indaghino la sicurezza e l’efficacia di Lycopus; tuttavia, fonti secondarie hanno riportato, ad esempio, che l’altra specie, L. europaeus, ha inibito il metabolismo dello iodio e la produzione di T4 dalla tiroide in volontari umani ed è stato utile nel trattamento dell’ipertiroidismo in studi non controllati condotti negli anni ’40 e ’50.
Tra le controindicazioni e precauzioni, il Lycopus virginicus è controindicato in condizioni di ipofunzione tiroidea come ipotiroidismo e mixedema, e nell’ingrossamento della tiroide, come il gozzo senza disturbi funzionali. È controindicato in gravidanza a causa della sua potenziale attività antigonadotropica e durante l’allattamento poiché riduce potenzialmente la produzione di latte.
Inoltre il Lycopus virginicus non deve essere somministrato in concomitanza con preparati contenenti ormone tiroideo come la tiroxina sodica e può interferire con la somministrazione di procedure diagnostiche tiroidee che utilizzano isotopi radioattivi.
Tra gli effetti collaterali si è visto che la terapia di dosi elevate (non specificate) di preparati a base di Lycopus virginicus è stata implicata in un raro caso di ingrossamento della tiroide. Altri effetti collaterali riportati in letteratura dall’uso clinico dei preparati di questa pianta includono un aumento delle dimensioni della tiroide (gozzo non legato a malfunzionamento della tiroide) e occasionalmente un aumento dei sintomi ipertiroidei come nervosismo, tachicardia e perdita di peso.
Inoltre, è stato riportato un aumento dei sintomi di iperattività tiroidea a seguito dell’improvvisa interruzione dei preparati a base di questa pianta.
La pianta ha anche usi commestibili e viene utilizzata la radice dopo cottura.

Modalità di Preparazione –
Il Lycopus virginicus fiorisce nei mesi estivi e, per esplicare al meglio le sue funzioni, va raccolto poco prima che i boccioli si schiudano.
La pianta può essere utilizzata fresca o essiccata, in infusione o come tintura.
Le radici venivano masticate ed una parte inghiottite ed il resto applicato esternamente nel trattamento dei morsi di serpente.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





[:en]

Lycopus virginicus

The Bugleweed or Egyptian’s herb or Horehound (Lycopus virginicus L.) is a herbaceous species belonging to the Lamiaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Plantae,
Subarign Tracheobionta,
Spermatophyta superdivision,
Magnoliophyta Division,
Magnoliopsida class,
Subclass Asteridae,
Lamiales Order,
Lamiaceae family,
Mentheae tribe,
Genus Lycopus,
L. virginicus species.
The terms are synonymous:
– Euhemus officinalis Raf. (1840);
– Euhemus sylvaticus Raf. (1840);
– Lycopus communis E. P. Bicknell ex Britton;
– Lycopus macrophyllus Benth (1833),
– Lycopus membranaceus E. P. E. P. Bicknell ex Britton.

Etymology –
The term Lycopus comes from the Greek λύκος lýcos wolf and from πούς, ποδός pous, pódos foot: wolf’s foot.
The specific epithet virginicus comes from Virginia, Virginian, referring not so much to the current state but to the original region which was an area that covered the entire east coast of the West Indies under British rule, that is, from French Canada to Spanish Florida.

Geographic Distribution and Habitat –
Lycopus virginicus is a plant native to eastern North America: New York and Wisconsin as far south as Georgia and Texas and is widespread as far as eastern Canada.
Its habitat is that of rich soils, humid and shady places and can be found in riparian areas, in humid places of forests, woods and swamps.

Description –
Lycopus virginicus is a perennial herbaceous plant with a square and hairy stem that can reach 0.60 – 1.00 meters in height.
The leaves are arranged opposite, with oval to lanceolate blades and toothed edges; they are dark green or purple.
The flowers are found at the axil of the leaves, in clusters; they are small and white or pink in color.
It blooms in the summer months.
The plant has a minty scent and a bitter taste.
The fruit is a schizocarp composed of 1 – 4 nucule (sometimes reduced to one due to abortion of the others) with ovoid-tetrahedral shapes and dorsally-ventrally flattened. Often there are teeth or tubercles on the apical ridge. The surface is brown and generally hairless with the upper (but also the lower) face densely glandular.
This species can easily be confused with Lycopus uniflorus. The two species can hybridize, producing Lycopus × sherardii.

Cultivation –
Lycopus virginicus is a perennial plant that is harvested in its natural state for local use as food and medicine.
It is a plant that tolerates most types of soil as long as it is moist and grows well in both full sun and partial shade, especially in damp lawns or in damp places near ponds or streams.
The plant can be reproduced by seed with sowing to be carried out in spring or autumn in an unheated greenhouse.
The transplant must be carried out when the seedlings become manageable in the permanent positions at the beginning of the summer.
Multiplication can also be done by division in spring or autumn. In this case the larger tufts can be replanted directly in their permanent positions, although it is better to pot the smaller tufts and grow them in an unheated greenhouse until they root well; the transplant must always be done in spring.

Customs and Traditions –
Lycopus virginicus is a plant that, especially in the past, was used in traditional herbal medicine. It was best known in the treatment of hyperthyroid conditions, including Graves’ disease and thyrotoxicosis. Indications included use in symptoms such as dyspnoea, tachycardia, tremor and exophthalmia. Medical research has not validated the use of the herb for these conditions.
It was also used for anxiety, insomnia and respiratory disorders such as pneumonia, bronchitis, hemoptysis and chronic cough.
In Native American tradition, the Iroquois considered the plant to be poisonous, but the Cherokees found it useful for treating snake bites in people and dogs. It was given to children to help them learn to speak and had ceremonial uses.
In the 19th century, the Eclectics held this plant in high regard for its effectiveness in cardiovascular disorders and compared its action to digitalis. It was believed to increase the contraction of the heart and arteries and was therefore a valuable remedy in heart conditions characterized by weakness, irregularity, palpitations, dyspnoea and anxiety and was highly valued in cardiac dilatation and hypertrophy. It was said to be antihemorrhagic and therefore useful in frequent small passive haemorrhages, such as epistaxis, hematemesis, hematuria, metrorrhagia, hemoptysis and intestinal bleeding.
Lycopus virginicus has also been used extensively for chronic debilitating lung conditions due to its antitussive and expectorant abilities.
Herbalists once considered the plant a mild narcotic and hypoglycemic.
The main active constituents are: phenolic acid derivatives (caffeic, rosmarinic, chlorogenic and ellagic acids); methyl ester of pimaric acid, lithopermic acid and other organic acids; there are also flavonic glycosides, volatile oil, tannins and luteolin.
In summary, the curative activities charged to Lycopus virginicus are:
– peripheral vasoconstrictor;
– active cardio-tonic and cardio-diuretic, increases the force of contraction of the myocardium and reduces heart rate;
– thyroid, thyroid stimulating hormone (TSH) and thyroxine antagonist;
– antitussive;
– sedative;
– astringent.
Numerous recent studies have tried to explain the antithyrotropic activity of Lycopus spp .; these studies suggest that lithopermic acid and other organic acids such as rosmarinic acid, chlorogenic acid, ellagic acid and luteolin-7 beta-glucosidase are the active inhibitory components responsible for this anti-thyroid activity.
However, a review of the current literature reveals a lack of highly reliable clinical studies investigating the safety and efficacy of Lycopus; however, secondary sources have reported, for example, that the other species, L. europaeus, inhibited iodine metabolism and thyroid T4 production in human volunteers and was useful in the treatment of hyperthyroidism in uncontrolled studies conducted. in the 40s and 50s.
Among the contraindications and precautions, Lycopus virginicus is contraindicated in conditions of thyroid hypofunction such as hypothyroidism and myxedema, and in thyroid enlargement, such as goiter without functional disorders. It is contraindicated in pregnancy due to its potential antigonadotropic activity and during breastfeeding as it potentially reduces milk production.
Furthermore, Lycopus virginicus should not be administered concomitantly with thyroid hormone-containing preparations such as thyroxine sodium and may interfere with the administration of thyroid diagnostic procedures using radioactive isotopes.
Among the side effects it was seen that the therapy of high (unspecified) doses of preparations based on Lycopus virginicus has been implicated in a rare case of thyroid enlargement. Other side effects reported in the literature from the clinical use of preparations of this plant include an increase in the size of the thyroid gland (goiter not related to thyroid malfunction) and occasionally an increase in hyperthyroid symptoms such as nervousness, tachycardia and weight loss.
In addition, an increase in symptoms of thyroid hyperactivity has been reported following the sudden discontinuation of preparations based on this plant.
The plant also has edible uses and the root is used after cooking.

Preparation Method –
Lycopus virginicus blooms in the summer months and, to best perform its functions, it must be harvested just before the buds open.
The plant can be used fresh or dried, as an infusion or as a tincture.
The roots were chewed and a part swallowed and the rest applied externally in the treatment of snake bites.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.





[:es]

Lycopus virginicus

El Lycopus de Virginia (Lycopus virginicus L.) es una especie herbácea perteneciente a la familia Lamiaceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
Dominio eucariota,
Reino Plantae,
Subarign Tracheobionta,
Superdivisión de espermatophyta,
División Magnoliophyta,
Clase Magnoliopsida,
Subclase Asteridae,
Orden Lamiales,
Familia Lamiaceae,
Tribu Mentheae,
Género Lycopus,
Especies de L. virginicus.
Los términos son sinónimos:
– Euhemus officinalis Raf. (1840);
– Euhemus sylvaticus Raf. (1840);
– Lycopus communis E. P. Bicknell de Britton;
– Lycopus macrophyllus Benth (1833),
– Lycopus membranaceus E. P. E. P. Bicknell ex Britton.

Etimología –
El término Lycopus proviene del griego λύκος lýcos wolf y de πούς, ποδός pous, pódos foot: pie de lobo.
El epíteto específico virginicus proviene de Virginia, Virginia, refiriéndose no tanto al estado actual sino a la región original que era un área que cubría toda la costa este de las Indias Occidentales bajo el dominio británico, es decir, desde el Canadá francés hasta la Florida española. .

Distribución geográfica y hábitat –
Lycopus virginicus es una planta originaria del este de América del Norte: Nueva York y Wisconsin hasta el sur de Georgia y Texas y está muy extendida hasta el este de Canadá.
Su hábitat es el de suelos ricos, lugares húmedos y sombreados y se puede encontrar en zonas ribereñas, en lugares húmedos de bosques, arboledas y marismas.

Descripción –
Lycopus virginicus es una planta herbácea perenne de tallo cuadrado y peludo que puede alcanzar los 0,60 – 1,00 metros de altura.
Las hojas están dispuestas opuestas, con láminas ovaladas a lanceoladas y bordes dentados; son de color verde oscuro o violeta.
Las flores se encuentran en la axila de las hojas, en racimos; son pequeños y de color blanco o rosa.
Florece en los meses de verano.
La planta tiene un olor a menta y un sabor amargo.
El fruto es un esquizocarpio compuesto de 1 a 4 núcleos (a veces reducidos a uno debido al aborto de los otros) con formas ovoide-tetraédricas y aplanado dorsal-ventralmente. A menudo hay dientes o tubérculos en la cresta apical. La superficie es marrón y generalmente sin pelo con la cara superior (pero también la inferior) densamente glandular.
Esta especie se puede confundir fácilmente con Lycopus uniflorus. Las dos especies pueden hibridar, produciendo Lycopus × sherardii.

Cultivo –
Lycopus virginicus es una planta perenne que se cosecha en su estado natural para uso local como alimento y medicina.
Es una planta que tolera la mayoría de los tipos de suelo siempre que esté húmedo y crezca bien tanto a pleno sol como a media sombra, especialmente en céspedes húmedos o en lugares húmedos cerca de estanques o arroyos.
La planta puede reproducirse por semilla con siembra que se realizará en primavera u otoño en un invernadero sin calefacción.
El trasplante debe realizarse cuando las plántulas se vuelvan manejables en las posiciones permanentes a principios del verano.
La multiplicación también se puede hacer por división en primavera u otoño. En este caso, los mechones más grandes se pueden replantar directamente en sus posiciones permanentes, aunque es mejor sembrar los mechones más pequeños en macetas y cultivarlos en un invernadero sin calefacción hasta que enraicen bien; el trasplante debe realizarse siempre en primavera.

Costumbres y tradiciones –
Lycopus virginicus es una planta que, especialmente una vez, se utilizó en la medicina tradicional a base de hierbas. Era más conocido en el tratamiento de afecciones de hipertiroidismo, incluida la enfermedad de Graves y la tirotoxicosis. Las indicaciones incluyeron su uso en síntomas como disnea, taquicardia, temblor y exoftalmia. La investigación médica no ha validado el uso de la hierba para estas afecciones.
También se utilizó para la ansiedad, el insomnio y los trastornos respiratorios como neumonía, bronquitis, hemoptisis y tos crónica.
En la tradición de los nativos americanos, los iroqueses consideraban la planta venenosa, pero los cherokees la encontraron útil para tratar las mordeduras de serpientes en personas y perros. Se le dio a los niños para ayudarlos a aprender a hablar y tenía usos ceremoniales.
En el siglo XIX, los eclécticos tenían esta planta en alta estima por su eficacia en los trastornos cardiovasculares y compararon su acción con la digital. Se creía que aumentaba la contracción del corazón y las arterias y, por lo tanto, era un remedio valioso en afecciones cardíacas caracterizadas por debilidad, irregularidad, palpitaciones, disnea y ansiedad y era muy valorado en la dilatación e hipertrofia cardíacas. Se decía que era antihemorrágico y, por tanto, útil en pequeñas hemorragias pasivas frecuentes, como epistaxis, hematemesis, hematuria, metrorragia, hemoptisis y hemorragia intestinal.
Lycopus virginicus también se ha utilizado ampliamente para enfermedades pulmonares debilitantes crónicas por sus capacidades antitusivas y expectorantes.
Los herbolarios alguna vez consideraron que la planta era un narcótico suave e hipoglucémico.
Los principales componentes activos son: derivados del ácido fenólico (ácidos cafeico, rosmarina, clorogénico y elágico); éster metílico de ácido pimárico, ácido litopérmico y otros ácidos orgánicos; también hay glucósidos flavónicos, aceite volátil, taninos y luteolina.
En resumen, las actividades curativas a cargo de Lycopus virginicus son:
– vasoconstrictor periférico;
– cardio-tónico activo y cardio-diurético, aumenta la fuerza de contracción del miocardio y reduce la frecuencia cardíaca;
– tiroides, hormona estimulante del tiroides (TSH) y antagonista de la tiroxina;
– antitusivo;
– sedante
– astringente.
Numerosos estudios recientes han intentado explicar la actividad antitirotrópica de Lycopus spp.; estos estudios sugieren que el ácido litopérmico y otros ácidos orgánicos como el ácido rosmarínico, el ácido clorogénico, el ácido elágico y la luteolin-7 beta-glucosidasa son los componentes inhibidores activos responsables de esta actividad antitiroidea.
Sin embargo, una revisión de la literatura actual revela una falta de estudios clínicos altamente confiables que investiguen la seguridad y eficacia de Lycopus; sin embargo, fuentes secundarias han informado, por ejemplo, que la otra especie, L. europaeus, inhibió el metabolismo del yodo y la producción de T4 tiroidea en voluntarios humanos y fue útil en el tratamiento del hipertiroidismo en estudios no controlados realizados en los años 40 y 50.
Entre las contraindicaciones y precauciones, Lycopus virginicus está contraindicado en condiciones de hipofunción tiroidea como hipotiroidismo y mixedema, y ​​en agrandamiento tiroideo, como bocio sin alteraciones funcionales. Está contraindicado en el embarazo por su potencial actividad antigonadotrópica y durante la lactancia ya que potencialmente reduce la producción de leche.
Además, Lycopus virginicus no debe administrarse concomitantemente con preparaciones que contengan hormona tiroidea, como tiroxina sódica, y puede interferir con la administración de procedimientos de diagnóstico de la tiroides que utilizan isótopos radiactivos.
Entre los efectos secundarios se observó que la terapia de dosis altas (no especificadas) de preparaciones basadas en Lycopus virginicus se ha visto implicada en un caso raro de agrandamiento de la tiroides. Otros efectos secundarios reportados en la literatura por el uso clínico de preparados de esta planta incluyen un aumento del tamaño de la tiroides (bocio no relacionado con un mal funcionamiento de la tiroides) y ocasionalmente un aumento de los síntomas de hipertiroidismo como nerviosismo, taquicardia y pérdida de peso.
Además, se ha informado de un aumento de los síntomas de hiperactividad tiroidea tras la interrupción repentina de los preparados a base de esta planta.
La planta también tiene usos comestibles y la raíz se usa después de la cocción.

Método de preparación –
Lycopus virginicus florece en los meses de verano y, para realizar mejor sus funciones, debe cosecharse justo antes de que se abran los cogollos.
La planta se puede utilizar fresca o seca, como infusión o como tintura.
Las raíces se masticaron y una parte se tragó y el resto se aplicó externamente en el tratamiento de mordeduras de serpientes.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Base de datos útil de plantas tropicales.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore.

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimúrgicos están indicados únicamente con fines informativos, no representan de ninguna manera una prescripción médica; por lo tanto, no se asume ninguna responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.





[:]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *