Come si coltiva l’Acero saccarino

Come si coltiva l’Acero saccarino

L’acero saccarino o acero argenteo (Acer saccharinum L.) è una pianta della famiglia delle Sapindaceae originario delle regioni nord-orientali del continente nordamericano (tra Stati Uniti e Canada).
È una pianta monoica con fiori sia unisessuali che ermafroditi riuniti in infiorescenze a corimbo, poco evidenti perchè prive di petali; fioritura in febbraio-marzo prima della fogliazione.
Il frutto è a doppia disamara con ali leggermente divaricate.
Esistono molte cultivar ed ibridi, varietà con colorazione autunnale particolarmente vistosa, dalla chioma fastigiata, o anche varietà nane, di dimensioni contenute.

Coltivazione –
L’ Acer saccharinum è un albero che preferisce i climi temperati, anche se si adatta a quelli caratterizzati da inverni rigidi in quanto sopporta temperature di parecchi gradi al di sotto dello zero.
Questo acero, rispetto ad altri dello stesso genere, ha delle maggiori esigenze di luminosità, infatti le esposizioni migliori sono gli ambienti completamente soleggiati, però riparati dal vento perché il legno dell’acero saccarino è fragile, per cui particolarmente soggetto a rotture.
Dal punto di vista pedologico si adatta a molti suoli e si sviluppa meglio sui suoli compatti, umidi e soggetti ai ristagni idrici, ma vegeta bene anche su terreni acidi e salini, mentre non gradisce quelli sabbiosi troppo permeabili.
La propagazione avviene per seme e per talea, in quest’ultimo caso si ottengono esemplari identici alla pianta madre.
L’impianto va effettuato ad inizio autunno oppure ad inizio primavera.
Per quanto attiene alla potatura la tecnica deve essere limitata alla eliminazione di rami secchi, danneggiati, con angolo d’inserzione troppo ampio in quanto soggetti a rotture e di eventuali rami posizionati in basso nel caso delle alberature stradali; è sconsigliato effettuare tagli grossi in quanto l’acero bianco fatica a cicatrizzare.
La concimazione va effettuata prima dell’impianto ponendo nella buca che ospiterà la pianta esclusivamente del concime organico (quale stallatico ben maturo o humus di lombrico o compost).
L’acero saccarino va, inoltre, irrigato oltre che nelle prime fasi della sua vita, una volta cresciuto soprattutto nel periodo estivo perché è una pianta che predilige ambienti più umidi. Per questo motivo si consiglia di ricorrere a cultivar tolleranti la siccità nelle zone particolarmente calde e caratterizzate da terreni piuttosto leggeri.
La pianta va posta in parchi o in giardini privati e viste le sue dimensioni va distanziata da altre piante almeno 7-8 m, in quanto le radici esplorano il terreno oltre le dimensioni della chioma.
Tra le varietà più coltivate ricordiamo la ‘Laciniatum’, pendula e con foglie lobate e divise profondamente e la ‘Pyramidale’ (sin. ‘Fastigiatum’) dal portamento fastigiato.

Usi –
L’acero saccarino viene impiegato come pianta ornamentale dal rapido accrescimento. Dalla linfa, ottenuta incidendo la corteccia, si ricava lo sciroppo d’acero (maple syrup), usato sui pancakes.

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